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Pedofilia, padre Preynat riconosce abusi al processo Lione

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Padre Bernard Preynat, l’ex parroco di Sainte-Foy-les-Lyon accusato di pedofilia, è tornato a riconoscere i fatti di cui è imputato durante il processo che si e’ aperto questa mattina a Lione. “Non realizzavo il male che ho fatto ai bambini – ha dichiarato l’ex religioso secondo le dichiarazioni riportate su twitter dalla giornalista di France 24, Alexandra Renard – Anni dopo, i genitori mi hanno fatto comprendere il male che avevo fatto ai loro figli. Per me, erano dei gesti di tenerezza. Mi e’ servito del tempo per capire che era male”. L’ex parroco, privato della tonaca, e’ alla sbarra per rispondere delle decine di accuse di violenze sessuali su scout che frequentavano la parrocchia negli anni Ottanta e Novanta. Rischia 10 anni di carcere. Il caso e’ diventato l’emblema dello scandalo pedofilia nella Chiesa francese, coinvolgendo anche il cardinal Philippe Barbarin, gia’ condannato a 10 mesi con la condizionale per omessa denuncia.

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Coronavirus, in Cina 62 nuovi casi e 2 decessi

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La Cina ha registrato ieri 62 nuovi casi di infezione da coronavirus, di cui 59 importati (saliti in totale a 1.042) e tre domestici in Shandong (2) e Guangdong (1). La Commissione sanitaria nazionale (Nhc) ha segnalato due nuovi decessi, di cui uno a Shanghai e uno nell’Hubei, la provincia di cui Wuhan, il focolaio della pandemia, e’ capoluogo. I contagi sono nel complesso 81.802, di cui 1.190 sotto trattamento, 3.333 decessi e 77.279 guariti. Sono 137 i nuovi asintomatici, di cui 102 importati, mentre sono 1.095 quelli sotto osservazione.

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Video Chiamate con l’obitorio di New York per vedere per l’ultima volta il congiunto morto

Sal Sparace

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Le famiglie non possono più frequentare l’obitorio per dire addio ai propri cari, cosi il personale dell’obitorio ha iniziato ad usare FaceTime per mostrare il corpo del defunto per l’ultimo saluto. Questa storia è stata raccontata da Cordelia Lynch – Corrispondente SKY News dall’America che ha parlato di Lisa Kilfeather (nella foto in evidenza), una donna che lavora dal punto di vista amministrativo all’obitorio del Centro medico ebraico di Long Island in New York. Sicome ci sono così tanti corpi in arrivo, è stata arruolata per aiutarli a spostarli. Il suo piccolo team lavora sette giorni su sette, elaborando ed esaminando le numerose vittime di COVID-19. “Siamo esauriti fisicamente. Siamo esauriti mentalmente”, dice Lisa Kilfeather.
Le famiglie non possono più frequentare l’obitorio per dire addio. Quindi Lisa è diventata creativa. L’altro giorno ha fatto la prima chiamata FaceTime con una donna in modo da poter vederle il corpo del suo caro e quindi dire addio.
“Prima ho lasciato che mi vedesse in modo da poter spiegare cosa avrebbe visto. Non possiamo tenere i corpi come facciamo normalmente per quanto riguarda le lenzuola. Era in una sacca per il corpo e si vedeva solo la faccia. Non mentirò, ho pianto. È stato difficile. “Ma se possiamo fare almeno una cosa per rendere un po’ meno difficile questo momento traumatico per loro, è quello che faremo, non importa quanto pazzi siano i nostri giorni e quanto lavoro dobbiamo fare.

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Esteri

Boris Johnson è grave, a Downing Street c’è il suo vice Raab ma i cittadini del Regno ora hanno paura

Sal Sparace

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Tutti dispiaciuti del fatto che il primo ministro britannico Boris Johnson sia finito in terapia intensiva. A parte il lato umano della questione s’incominciano già a capire che gli effetti politici saranno pesanti. In un momento in cui la Nazione aveva bisogno di un leader forte, con una forte investitura popolare. E Johnson, quali che siano i nostri giudizi, aveva vinto e alla grande le ultime elezioni ed ora ci si ritrova ad un punto di confusione generale.

Certo il suo vice Dominic Raab (nella foto in evidenza) porterà avanti la stessa linea politica e strategica ma ovviamente non è stato votato dai cittadini per essere primo ministro. Dunque non sarà la stesa cosa.

Sicuramente ache Donald Trump incomincia a preoccuparsi. Il presidente americano aveva instaurato un rapporto di amicizia/collaborazione e business che avrebbe permesso al Regno Unito di ignorare sempre di più le richieste dell’Unione Europea. Adesso fino a quando il primo ministro non passa questo dramma personale in modo positivo tutto è di nuovo in gioco. E poi nessuno sa realmente quali sono le sue reali condizioni di salute. Ieri pomeriggio mentre Boris Johnson scriveva un tweet per dire che stava bene, già circolava la notizie che sarebbe rimasto al St Thomas Hospital e sarebbe entrato in terapia intensiva perché forse necessita dai ventilazione polmonare.

Ma torniamo alla politica. Non bisogna dimenticare le divergenze interne nel partito conservatore durante Brexit. Tutti quei disaccordi potrebbe ritornare anche se siamo in una situazione di emergenza per il coronavirus. Ci sono personaggi politici nel partito dei Tory che già da tempo avevano una visione diversa sul futuro del Regno Unito. Boris Johnson aveva stabilito una certa sicurezza e direzione per il Paese. Anche se per alcuni era una direzione di marcia discutibile. Ora ci ritroviamo con personaggi che non hanno lo stesso spessore politico e la stessa leadership di Boris Johnson ma che dorrebbero sostituirlo. I commentatori politici danno già qualche segno di allarme. È come se il Governo all’improvviso dovesse riformarsi da capo. Dal numero 10 di Downing Street arrivano aggiornamenti sulla salute del primo ministro con grossi ritardi. Questo fatto per gli addetti ai lavori è un dato preoccupante. L’ufficio stampa di Downing Street è sempre stato molto efficiente. Questo è il segno che la situazione di salute del primo ministro sia incerta e c’è qualcuno che vorrebbe vedere più trasparenza per capire quali siano le condizione di salute reali del primo ministro.

Matt Hancock. Il ministro della Salute inglese

Il Segretario agli Esteri e vice del Primo Ministro Dominic Raab afferma che Mr Johnson è in “mani sicure” in terapia intensiva. Raab ha dichiarato che “gli affari del governo continueranno e il primo ministro è in buone mani con l’eccellente squadra dei dottori dell’ospedale di St Thomas. Il focus del governo continuerà ad essere quello di garantire tutti i piani per assicurarsi che possiamo sconfiggere il coronavirus e poter portare il paese a vincere questa sfida. La direzione di governo è salda nelle mani del primo ministro”.

Raab sarà uno dei numerosi ministri del governo che d’ora in poi guideranno le conferenze stampa sulla crisi. Anche il cancelliere Rishi Sunak, il segretario alla salute Matt Hancock e il ministro dell’ufficio del governo Michael Gove aiuteranno a smaltire il lavoro a Downing Street. Li vedremo sempre più spesso ma ci possiamo fidare? Ed ecco che arriva il commento di Ian Duncan Smith ex leader del partito conservatore. Il leader più debole della storia del partito. La versione inglese di Matteo Renzi, per capirci, che torna a galla per dare la sua ‘benedizione’ al governo.

Duncan Smith ha dichiarato cosi di avere fiducia in Raab e che le contingenze per tale situazione sono ben pianificate. Tutti gli altri ministri del Gabinetto, alcuni molto più anziani come Michael Gove che capiscono come funziona il tutto, avranno lavori importanti da fare … ma quello che dovranno fare ora è rivolgersi a Dominic Raab per quel processo decisionale.

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