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Pediatri Usa, sì alle mascherine a scuola dai 2 anni

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Mascherina per tutti, bambini sopra due anni, ragazzi, insegnanti e staff, indipendentemente dal vaccino, per essere sicuri di aprire la scuola in sicurezza e non doverla richiudere. E’ questa la strategia per il rientro tra i banchi della American Academy of Pediatrics, la principale associazione di specialisti statunitense, che raccomanda comunque le lezioni in presenza. Le mascherine per tutti, scrivono gli esperti Usa, sono raccomandate perche’ una porzione significativa della popolazione studentesca non e’ ancora eleggibile per i vaccini. Inoltre in alcune scuole non c’e’ un monitoraggio dello status vaccinale di studenti, docenti e staff, e in alcune comunita’ con una bassa copertura ci potrebbe essere una forte circolazione del virus. “La priorita’ deve essere riportare i bambini a scuola con i loro amici e i loro insegnanti – spiega Sonja O’Leary, che ha coordinato la stesura del documento -. Combinare diversi tipi di protezione, dal vaccino alle mascherine all’igiene delle mani, rendera’ l’apprendimento di persona sicuro e possibile per tutti”. L’indicazione dell’associazione, riporta la Cnn, e’ addirittura piu’ stringente di quella del Cdc, che invece da’ la possibilita’ per studenti o insegnanti vaccinati di non indossare la mascherina. Secondo Anthony Fauci, il direttore del Niaid, quella dei pediatri e’ comunque una posizione “ragionevole”. “Se si ha comunque una certa circolazione nella comunita’, e una porzione sostanziale della popolazione non e’ vaccinata, si vuole fare quel passo extra che rende sicuri che non ci sia una grande trasmissione”. In Italia un recente parere del Cts raccomanda il distanziamento, ma dove questo non sia possibile raccomanda di mantenere le altre misure, a partire dall’uso delle mascherine di tipo chirurgico nei luoghi chiusi, ma ancora non e’ stata presa una decisione in merito. La necessita’ di proteggere i piu’ piccoli e’ stata ribadita anche dalla Societa’ Italiana di Pediatria nelle nuove Faq pubblicate sul proprio sito in cui si “raccomanda la vaccinazione Covid-19 per tutti i bambini e gli adolescenti di eta’ pari o superiore a 12 anni”. “Anche i bambini adolescenti senza malattie pregresse sono a rischio di ospedalizzazione a causa del Covid, quindi necessitano di essere protetti dalla vaccinazione”. E soffrire di asma, celiachia, allergie e malattie croniche, ricordano gli esperti italiani, non costituisce una controindicazione. A maggio 2020, ricorda la Sip, solo il 5% dei pazienti Covid pediatrici che erano stati ospedalizzati aveva comorbidita’ e il 3,5% di loro e’ stato ricoverato in terapia intensiva. Attenzione particolare e’ rivolta alle miocarditi e pericarditi post vaccino Covid. Un recente report del CDC su oltre 7,3 milioni di dosi di vaccino somministrate a giovani tra i 12 e i 17 anni, dopo la prima dose ha rilevato 4 casi nelle femmine e 32 nei maschi ma nella maggior parte dei casi i pazienti che hanno necessitato di cure mediche hanno risposto bene ai farmaci. L’uso della mascherina in classe, ricorda sempre la Sip in un’altra Faq specifica, non e’ comunque dannoso per i bambini, non provoca ipossia o problemi intestinali o qualunque tipo di danno, contrariamente a quanto affermano diverse ‘fake’ che circolano in rete.

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Covid, ecco perché i bambini si ammalano molto meno

Lo hanno scoperto i ricercatori del CEINGE-Biotecnologie Avanzate di Napoli, studiando i meccanismi di attacco del virus all’interno delle prime vie respiratorie in soggetti di età inferiore o superiore ai 20 anni

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Fin dall’inizio della pandemia medici e ricercatori si sono interrogati riguardo i motivi della differente espressività clinica dell’infezione da SARS-CoV-2 in età pediatrica.  I bambini ed i giovani di età inferiore ai 20 anni hanno infatti una suscettibilità a contrarre l’infezione pari a circa la metà rispetto agli adulti e, oltre ad essere molto spesso asintomatici, presentano quadri clinici comunque molto meno severi (e più spesso a carico del tratto gastrointestinale) con una prognosi nettamente migliore ed una letalità decisamente inferiore rispetto agli adulti.

Il gruppo di ricercatori coordinati da Roberto Berni Canani, professore di Pediatria dell’Ateneo Federico II e Principal Investigator delCEINGE-Biotecnologie Avanzate, ha finalmente svelato la causa di queste differenze.  

Gli studiosi hanno analizzato i campioni biologici ottenuti dalle alte vie del respiro e dall’intestino (le due principali vie di ingresso del Coronavirus nel nostro organismo) di bambini e adulti sani ed hannodimostrato che una molecola, denominata Neuropilina 1, nel tessuto epiteliale nasale dei bambini è molto meno espressa.  Si tratta di un recettore in grado di potenziare l’entrata del virus SARS-CoV2 nelle cellule e la diffusione nell’organismo. La Neuropilina1 ha un ruolo cruciale nel consentire l’attacco al recettore ACE-2 con cui la proteina spike del Coronavirus si lega per entrare nelle cellule dell’ospite.

Lo studio, che sarà pubblicato sul prossimo numero della prestigiosa rivista Frontiers in Pediatrics*, è frutto di una collaborazione tra gruppi di ricerca operanti presso il CEINGEBiotecnologie Avanzate e guidati rispettivamente da Roberto Berni Canani (tra l’altro membro della Task Force per gli studi del Microbioma dell’Università di Napoli Federico II) e Giuseppe Castaldo (professore dell’Università Federico II, Principal Investigator e coordinatore della Diagnostica CEINGE), con i gruppi di ricerca dell’Università degli Studi Federico II, guidati da Elena Cantone e Nicola Gennarelli e dell’Università Vanvitelli, guidati da Caterina Strisciuglio.

Abbiamo identificato un importante fattore in grado di conferire protezione contro SARS-CoV-2 nei bambini – afferma Roberto Berni Canani – che si aggiunge ad altri fattori immunologici che stiamo studiando. La definizione di questi co-fattori sarà molto utile per la creazione di nuove strategie per la prevenzione ed il trattamento del COVID-19”.

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Erich Grimaldi consegnerà a Speranza 30mila firme per la revisione dei protocolli di cura domiciliare del Covid

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L’Unione per le Cure i Diritti e le Libertà, associazione che raccoglie centinaia di migliaia di cittadini italiani schierati a sostegno della battaglia del Comitato Cura Domiciliare Covid-19, consegnerà domani 27 luglio al Ministro della Salute Roberto Speranza quasi 30 mila firme raccolte nelle piazze italiane per la partecipazione dei medici che hanno agito sul campo nella revisione dei protocolli di terapia domiciliare precoce.

La consegna, corredata da due comunicazioni tramite posta certificata che non hanno ottenuto alcuna risposta, verrà effettuata alle ore 12.30, presso la sede del ministero della Salute, via lungotevere Ripa 1, Roma. Contestualmente, perché non sia dimenticato quanto scelto dal Ministro quale soluzione alla cura precoce, tutti i partecipanti consegneranno anche una confezione di tachipirina (vuota), a rappresentare tutte le mancate occasioni di cura per gli italiani, rimasti in vigilante attesa e che si sono, poi, aggravati.

A capitanare questa ennesima battaglia per i diritti e per la salute sarà sempre l’avvocato napoletano Erich Grimaldi, anima e motore di questo movimento che nei mesi più duri del covid si è distinto per assicurare cure e rassicurare pazienti che non riuscivano ad essere raggiunti dal Servizio sanitario nazionale. Ancora in queste ore il Comitato Cura Domiciliare Covid-19 è presente anche all’estero per aiutare quegli italiani che per varie ragioni rimangono bloccati in hotel, case o strutture sanitarie per scontare quarantene e perchè isolati in quanto riscontrati come positivi al covid o anche solo sospettati di essere stati contagiati.

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Covid in Campania, 115 casi e un morto: contagi al 6% ed aumentano i ricoveri tra non vaccinati

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Arriva al 5,98% il tasso di contagi in Campania, in aumento rispetto al 5,05 di ieri. Sono 115 i nuovi positivi su 1923 tamponi molecolari effettuati. Un morto nelle ultime 48 ore. Aumentano di 1 i ricoverati in terapia intensiva, ora abbiamo 12 pazienti in terapia intensiva. Altri 8 sono i posti letto di degenza ordinaria occupati. Sono in totale 188 i ricoverati covid con sintomi, siamo a + 8 rispetto a ieri con un incremento di 12 in due giorni. Sono dati che indicano purtroppo una tendenza e cioè ripresa del contagio e primo flebile impatto anche sulla sanità. Sia chiaro siamo a numeri davvero esigui, ma che indicano un trend di crescita. Altra indicazione che arriva dalla sanità: i ricoverati sono over 50 nella maggior parte dei casi inspiegabilmente non vaccinati. Così come la più parte dei contagiati sono giovani o giovanissimi non vaccinati.

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