Collegati con noi

In Evidenza

Pediatri in trasferta da Napoli a Campobasso: l’emergenza sanitaria in Molise

Emergenza pediatri in Molise: medici dalla Asl Napoli 3 Sud a Campobasso per garantire i turni. Concorsi deserti e reparti sotto pressione mettono a rischio i Lea.

Pubblicato

del

Medici “in trasferta” da Napoli a Campobasso per sopperire alla carenza di pediatri. È la soluzione tampone individuata dopo l’appello del direttore di Pediatria e Neonatologia dell’Ospedale Cardarelli, Francesco Crispino, che ha chiesto all’azienda sanitaria regionale di attivare collaborazioni con le Asl delle regioni limitrofe. A rispondere è stata la ASL Napoli 3 Sud, con cui è stata sottoscritta una convenzione di sei mesi per l’acquisto di prestazioni specialistiche.

“Impossibile organizzare i turni”

Nella nota inviata all’ASREM, Crispino ha evidenziato l’“oggettiva impossibilità di organizzare i turni di lavoro” e la necessità di “ripristinare una regolare copertura dell’organico” per garantire continuità assistenziale e standard di qualità e sicurezza. La criticità, viene sottolineato, non riguarda solo Campobasso ma tutte le strutture regionali, nonostante le procedure concorsuali attivate si siano rivelate infruttuose.

Una crisi strutturale

In Molise non mancano solo i pediatri: molti reparti sono allo stremo, con rischi concreti per l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). La regione risulta poco attrattiva per i camici bianchi, soprattutto per i più giovani, che non trovano nel servizio sanitario pubblico prospettive di crescita professionale.

Piano di rientro e proteste

Il quadro è aggravato dalle limitazioni del Piano di rientro in vigore dal 2007 e dalla supervisione commissarialeattiva dal 2009. In questo contesto, istituzioni locali e sindacati alzano la voce. Emblematica la protesta del sindaco di Isernia, Piero Castrataro, che da un mese dorme in una tenda davanti all’ospedale cittadino.

Da Termoli a Venafro, lo stesso problema

Da Termoli a Venafro, passando per Campobasso, il denominatore comune è la carenza di personale e il sovraccarico di lavoro per chi resta in servizio. Una condizione che penalizza anzitutto i pazienti, prime vittime di un sistema in affanno che fatica a uscire dalla palude.

Advertisement

Esteri

Iran-Usa, Vance: “Nessuna svolta a Ginevra, opzione militare resta sul tavolo”

Il vicepresidente Usa JD Vance afferma che nei colloqui di Ginevra l’Iran non ha accolto le richieste chiave di Washington sul nucleare. Resta aperta l’opzione militare.

Pubblicato

del

Nei colloqui tra Stati Uniti e Iran svoltisi a Ginevra non sarebbe emersa alcuna svolta sostanziale.

Lo ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, sottolineando che Teheran non avrebbe recepito le richieste fondamentali avanzate da Washington.

Due settimane per colmare le distanze

Dopo l’incontro, gli Stati Uniti hanno comunicato di essere disposti a concedere all’Iran due settimane per colmare le lacune ancora esistenti tra le parti.

Secondo quanto riferito da fonti vicine ai negoziati, prima del vertice Teheran avrebbe indicato una disponibilità a compromessi su alcuni aspetti del proprio programma nucleare, incluso il trasferimento all’estero dell’uranio quasi idoneo alla produzione di armi.

Le linee rosse di Washington

Martedì sera, in un’intervista a Fox News, Vance ha spiegato che, pur essendo stato concordato un nuovo incontro, non si è giunti a un’intesa sulle cosiddette “linee rosse” fissate dal presidente Donald Trump.

Gli Stati Uniti chiedono all’Iran di porre fine all’arricchimento dell’uranio, elemento centrale del programma nucleare iraniano. La Casa Bianca teme che tale attività possa consentire a Teheran di acquisire la capacità di costruire un’arma nucleare.

Opzione militare non esclusa

Vance ha aggiunto che, in assenza di progressi concreti, l’opzione militare resta una possibilità, senza fornire ulteriori dettagli.

Il confronto resta aperto e le prossime settimane saranno decisive per verificare se i colloqui potranno evolvere verso un’intesa o se prevarrà un irrigidimento delle posizioni.

Continua a leggere

Esteri

New York, il sindaco Mamdani propone aumento del 9,5% della tassa sulla proprietà

Il sindaco di New York Zohran Mamdani propone un aumento del 9,5% della tassa sulla proprietà per colmare un deficit di 5,4 miliardi di dollari.

Pubblicato

del

Il sindaco di New York City, Zohran Mamdani, ha proposto un aumento del 9,5% dell’imposta sulla proprietà, definendolo una “ultima spiaggia” nel caso in cui non riesca a ottenere dalla governatrice Kathy Hochul un incremento delle imposte sul reddito per i contribuenti più abbienti.

La misura riguarderebbe oltre 3 milioni di abitazioni unifamiliari, cooperative e condomini, oltre a più di 100.000 edifici commerciali.

Un bilancio da 127 miliardi di dollari

La proposta è contenuta nel piano di spesa preliminare presentato da Mamdani, il primo da quando è diventato sindaco. Il bilancio ammonta a 127 miliardi di dollari ed entrerà in vigore il primo luglio, dopo la fase di revisione e trattativa con il Consiglio comunale.

Si tratta di un incremento rispetto all’attuale piano di spesa da 122 miliardi di dollari.

Il nodo del deficit e lo scontro con l’ex sindaco

Secondo Mamdani, l’aumento delle entrate sarebbe necessario per coprire un disavanzo di 5,4 miliardi di dollari, attribuito a imprecisioni nella stesura del bilancio da parte del suo predecessore, Eric Adams.

Adams ha però respinto l’accusa, sostenendo di aver lasciato all’amministrazione successiva oltre 8 miliardi di dollari in riserve.

Il confronto tra le due versioni si inserisce in un dibattito politico più ampio sulle politiche fiscali della città e sulla sostenibilità della spesa pubblica in uno dei principali centri economici mondiali.

Continua a leggere

Esteri

Guerra in Ucraina, Witkoff: “Progressi significativi nei colloqui tra Kiev e Mosca”

L’inviato Usa Steve Witkoff parla di progressi significativi nei colloqui tra Ucraina e Russia a Ginevra nell’ambito dell’iniziativa guidata da Washington.

Pubblicato

del

I colloqui tra Ucraina e Russia, in corso a Ginevra, avrebbero registrato “progressi significativi” nell’ambito dell’iniziativa guidata dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra.

A dichiararlo è stato Steve Witkoff, inviato statunitense impegnato nella mediazione, mentre le delegazioni si preparavano a un secondo giorno di negoziati.

Le parole dell’inviato statunitense

In un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, Witkoff ha affermato che il coinvolgimento del presidente Donald Trumpnel riunire le parti avrebbe contribuito a risultati concreti.

Secondo quanto riferito, entrambe le delegazioni avrebbero concordato di aggiornare i rispettivi leader sugli sviluppi emersi durante gli incontri e di proseguire il lavoro diplomatico con l’obiettivo di arrivare a un’intesa.

Il contesto della mediazione americana

L’iniziativa si inserisce nel quadro degli sforzi internazionali per fermare il conflitto iniziato nel 2022. Al momento non sono stati resi noti dettagli specifici sui contenuti dei presunti progressi né su eventuali bozze di accordo.

Le trattative restano in corso e l’evoluzione dei colloqui dipenderà dalle decisioni politiche che verranno assunte nelle rispettive capitali.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto