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Ambiente

Pechino asfalta le strade con pneumatici riciclati

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Nella parte meridionale di Pechino sono in corso lavori per la pavimentazione di una strada lunga 2,5 chilometri con asfalto gommato realizzato con pneumatici usati nell’Area di sviluppo economico-tecnologica di Pechino, che vanta l’applicazione piu’ estesa del materiale riciclato in Asia. “Le strade in asfalto gommato sono piu’ durevoli delle tradizionali strade in asfalto che devono essere riparate dopo essere state in servizio da tre a cinque anni”, ha spiegato Wei Jianhuan, direttore dell’ufficio infrastrutture dell’Area di sviluppo economico-tecnologica di Pechino. Nel 2013 l’area ha introdotto l’asfalto riciclato per pavimentare una strada lunga 600 metri, tuttora in servizio. “Negli ultimi sei anni piu’ di 70 strade principali nell’area, o piu’ di 2 milioni di metri quadrati di superficie, sono stati pavimentati con asfalto gommato realizzato grazie a 2,73 milioni di pneumatici usati di auto, e sostituendo 123.000 tonnellate di carbone standard, oltre ad evitare 307.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica rispetto all’utilizzo di asfalto ordinario”, ha detto Wei. Grazie alla sperimentazione nell’area, il materiale e’ stato scelto per pavimentare la pista dell’Aeroporto Internazionale di Pechino Daxing che aprira’ questo mese, e dell’autostrada Yanchong che collega il distretto periferico di Yanqing a Pechino e il distretto di Chongli a Zhangjiakou, nella vicina provincia dello Hebei

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Ambiente

Tempesta solare colpisce la Terra: possibili disagi e aurore spettacolari

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Una forte tempesta solare ha iniziato a interessare la Terra dalla giornata di ieri, con possibili ripercussioni sulle reti elettriche, sui sistemi satellitari e sulle comunicazioni. Il fenomeno potrebbe anche generare aurore boreali di particolare intensità, visibili in aree dove normalmente non compaiono.

Livello di allerta geomagnetica

Secondo il Space Weather Prediction Center degli Stati Uniti, la tempesta ha raggiunto ieri un livello 4 su 5 nella scala delle tempeste geomagnetiche. L’intensità, secondo le previsioni, è destinata a diminuire nel corso della giornata.

Il confronto con il 2003

Si tratta dell’evento più intenso dal 2003, quando la cosiddetta “tempesta di Halloween” provocò blackout in vaste aree della Svezia e danni alle infrastrutture energetiche in Sudafrica. Fenomeni di questa portata sono rari e strettamente collegati ai cicli di attività del Sole.

Le cause: un’eruzione solare

L’attuale tempesta è stata innescata da una potente eruzione solare avvenuta domenica. Le particelle cariche espulse dal Sole, raggiungendo la Terra, perturbano il campo magnetico terrestre, dando origine alla tempesta geomagnetica.

Effetti possibili

Oltre alle aurore, le conseguenze possono includere interferenze nelle comunicazioni ad alta frequenza, problemi operativi ai satelliti e sbalzi di tensione nelle reti elettriche. Le aurore associate all’evento potrebbero essere osservabili anche in zone insolite, come alcune aree degli Stati Uniti, ampliando notevolmente la fascia geografica interessata dal fenomeno.

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Ambiente

Rifiuti e veleni, la finta buona notizia: la Campania paga “solo” 20mila euro al giorno di multa

La sanzione Ue per la gestione dei rifiuti in Campania è scesa a 20mila euro al giorno. Un passo avanti formale che non cancella dieci anni di infrazione e costi pubblici.

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I dati vanno ricostruiti con precisione. La sanzione inflitta dall’Unione europea alla Regione Campania per la cattiva gestione dei rifiuti oggi è pari a 20mila euro al giorno, non a 100mila.
Nel 2015 la condanna prevedeva 120mila euro al giorno più 20 milioni una tantum.
Nel 2022, con l’attivazione dell’impianto di trattamento delle ecoballe di Caivano, la multa scese a 80mila euro.
Nelle ultime ore, a seguito di ulteriori avanzamenti infrastrutturali, è arrivata l’ulteriore riduzione a 20mila euro ogni 24 ore.

La sanzione complessiva ha già superato 300 milioni di euro di esborso pubblico.

Riduzione certificata, ma non un successo

La riduzione è reale e formalmente riconosciuta dalla Commissione europea. Ma presentarla come un successo politico è una forzatura.
Pagare “solo” 20mila euro al giorno resta un’anomalia grave: significa che la Campania è ancora in procedura d’infrazione dopo dieci anni, e che il ciclo dei rifiuti non è considerato pienamente conforme alle direttive europee.

Il dato economico migliora, ma il giudizio strutturale resta negativo.

Perché la multa è scesa

Bruxelles ha riconosciuto:

  • l’avanzamento del piano di 12 impianti di compostaggio (investimento da 250 milioni di euro), con tre strutture già operative a Tufino, Marigliano e Pomigliano;

  • la realizzazione del nuovo impianto per la rimozione delle ecoballe a Giugliano.

Resta però una quota di sanzione legata a una scelta precisa: la mancata realizzazione di nuove discariche, che l’Ue continua a considerare un deficit di capacità di smaltimento.

La linea politica della Regione

La trattativa con Bruxelles è stata condotta nel 2025 dall’allora vicepresidente con delega all’Ambiente Fulvio Bonavitacola, sotto la giunta guidata da Vincenzo De Luca.
La Regione ha rivendicato la scelta di non puntare sulle discariche, sostenendo una linea coerente con una gestione moderna dei rifiuti.

Una posizione politicamente legittima, ma che non ha ancora convinto del tutto l’Unione europea, come dimostra il residuo della sanzione.

Le reazioni politiche

Secondo l’eurodeputato Pd Lello Topo, oggi “ci sono le condizioni per chiudere definitivamente la procedura d’infrazione”, liberando risorse per transizione ecologica e servizi locali.
Dall’opposizione, Fulvio Martusciello riconosce il lavoro svolto ma chiede di completare il ciclo dei rifiuti e azzerare la sanzione, non solo ridurla.

Ambiente e salute: il punto rimosso

Il dato più rimosso dal dibattito resta quello ambientale e sanitario.
In aree come la Terra dei Fuochi, l’hinterland napoletano e quello casertano, l’emergenza non è archiviata: roghi, suoli contaminati e falde compromesse continuano a pesare sulla qualità della vita.

La riduzione della multa non restituisce ciò che i cittadini hanno perso in termini di salute, ambiente e risorse pubbliche.

Il caso Acerra

Nelle stesse ore, la giunta comunale di Acerra ha chiesto l’esecuzione immediata di una sentenza del Tar che impone alla Regione la bonifica di siti inquinati.
Il sindaco Tito d’Errico ha ricordato che le sentenze vanno rispettate e che le responsabilità non possono restare senza seguito.

La vera notizia che manca

La vera notizia non è la multa scesa a 20mila euro al giorno.
La vera notizia sarà solo una: zero euro di sanzione, procedura d’infrazione chiusa, ciclo dei rifiuti autosufficiente, ambiente tutelato.

Fino ad allora, parlare di successo resta fuorviante. La riduzione è un passo, non un traguardo.

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Ambiente

Clima, il 2025 è il terzo anno più caldo mai registrato: superata la soglia di 1,5 gradi per tre anni consecutivi

Secondo Copernicus, il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato. Per la prima volta, tre anni consecutivi hanno superato la soglia di 1,5 °C rispetto all’era preindustriale.

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Il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato a livello globale, appena 0,01 °C più freddo del 2023 e 0,13 °C sotto il 2024, che resta l’anno più caldo in assoluto. Lo ha comunicato Copernicus, il servizio meteo dell’Unione europea.

Secondo i dati diffusi, gli ultimi undici anni sono stati i più caldi mai osservati dall’inizio delle rilevazioni strumentali.

La soglia di 1,5 gradi

Le temperature globali del triennio 2023-2025 sono state in media superiori di oltre 1,5 °C rispetto al livello preindustriale (1850-1900). È la prima volta che un periodo di tre anni consecutivi supera questa soglia. Nel solo 2025, la temperatura media globale dell’aria superficiale è stata di 1,47 °C sopra i livelli preindustriali, dopo i 1,60 °C registrati nel 2024.

Utilizzando diversi metodi di analisi, Copernicus stima che l’attuale livello di riscaldamento globale di lungo periodo sia attorno a 1,4 °C.

Artide, Antartide e oceani

Nel 2025 la temperatura dell’aria sulle terre emerse è risultata la seconda più alta mai registrata. L’Antartide ha fatto segnare la temperatura media annuale più elevata di sempre, mentre l’Artide ha registrato la seconda più calda.

Un ruolo centrale è stato svolto anche dalle temperature superficiali del mare, che hanno raggiunto livelli eccezionalmente elevati in tutti gli oceani, in parte legati al fenomeno El Niño, amplificato dai cambiamenti climatici.

Le cause del caldo record

Secondo Copernicus, le temperature eccezionali degli ultimi tre anni sono riconducibili principalmente a due fattori: l’accumulo continuo di gas serra nell’atmosfera, dovuto alle emissioni e alla ridotta capacità di assorbimento dei pozzi naturali di anidride carbonica, e il riscaldamento anomalo degli oceani. A questi si aggiungono variazioni negli aerosol, nelle nuvole basse e nella circolazione atmosferica.

L’allarme sul futuro

Carlo Buontempo, direttore del Servizio sui cambiamenti climatici di Copernicus, ha sottolineato che la sequenza di anni record “fornisce un’ulteriore prova dell’inconfondibile tendenza verso un clima più caldo”. Secondo Buontempo, il mondo si sta rapidamente avvicinando al limite di temperatura a lungo termine fissato dall’Accordo di Parigi.

Sulla base dell’attuale ritmo di riscaldamento, la soglia di 1,5 °C potrebbe essere raggiunta entro la fine di questo decennio, con oltre dieci anni di anticipo rispetto alle stime formulate al momento della firma dell’accordo.

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