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Ambiente

Pechino asfalta le strade con pneumatici riciclati

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Nella parte meridionale di Pechino sono in corso lavori per la pavimentazione di una strada lunga 2,5 chilometri con asfalto gommato realizzato con pneumatici usati nell’Area di sviluppo economico-tecnologica di Pechino, che vanta l’applicazione piu’ estesa del materiale riciclato in Asia. “Le strade in asfalto gommato sono piu’ durevoli delle tradizionali strade in asfalto che devono essere riparate dopo essere state in servizio da tre a cinque anni”, ha spiegato Wei Jianhuan, direttore dell’ufficio infrastrutture dell’Area di sviluppo economico-tecnologica di Pechino. Nel 2013 l’area ha introdotto l’asfalto riciclato per pavimentare una strada lunga 600 metri, tuttora in servizio. “Negli ultimi sei anni piu’ di 70 strade principali nell’area, o piu’ di 2 milioni di metri quadrati di superficie, sono stati pavimentati con asfalto gommato realizzato grazie a 2,73 milioni di pneumatici usati di auto, e sostituendo 123.000 tonnellate di carbone standard, oltre ad evitare 307.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica rispetto all’utilizzo di asfalto ordinario”, ha detto Wei. Grazie alla sperimentazione nell’area, il materiale e’ stato scelto per pavimentare la pista dell’Aeroporto Internazionale di Pechino Daxing che aprira’ questo mese, e dell’autostrada Yanchong che collega il distretto periferico di Yanqing a Pechino e il distretto di Chongli a Zhangjiakou, nella vicina provincia dello Hebei

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Ecco minibus autonomo, Torino sperimenta futuro mobilità

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Sibila lungo i viali alberati dell’Itcilo, il campus delle Nazioni Unite scelto per sperimentarlo a Torino, portando con se’ il vento del futuro. Il primo minibus a guida autonoma d’Europa si chiama Olli e da oggi accompagna nei loro spostamenti studenti e professori. Otto posti a sedere in quattro metri di lunghezza, motore elettrico, 50 chilometri di autonomia, velocita’ massima di 45 chilometri orari. A bordo nessun autista, solo un addetto alla sicurezza per valutare che tutto funzioni. Poi la sfida piu’ complessa, quella della strada, tra quattro mesi. Per cui bisognera’ pensare una regolamentazione. “Piu’ sperimentazioni ci sono nelle varie citta’ e meglio e'”, ha commentato la ministra all’Innovazione Paola Pisano, tra le prime passeggere di questo avveniristico veicolo dotato di intelligenza artificiale e con telecamere, all’interno e all’esterno, per avere tutto sotto controllo. “Si capiscono potenzialita’ e problematiche delle tecnologie, si capisce come migliorarle e quali sono le applicazioni che interessano i cittadini – ha aggiunto sorridente l’ex assessora torinese – Si crea una squadra coesa per lavorare al futuro della mobilita’”. Nato da una stampante 3D della statunitense Local Motors, Olli deve il suo apparato di sensoristica e telecamere all’americana Robotic Research, alle spalle vent’anni di esperienza nelle applicazioni militari. La sperimentazione e’ resa possibile grazie alla collaborazione della Citta’ di Torino con l’Itcilo, Reale Mutua e Universita’ di Torino. Lo shuttle, circola in un’area recintata che riproduce segnaletica e viabilita’ delle strade cittadine. Compresa la presenza di altri mezzi e pedoni. Attento all’ambiente, oltre che innovativo, Olli e’ anche un progetto attento al sociale. A seguire un corso di formazione, per poi illustrare agli utenti il funzionamento del minibus, ci sono anche studenti e destinatari del reddito di cittadinanza. “Il minibus rappresenta la mobilita’ del futuro – ha detto Pisano, che accoglie la sfida – Serve una regolamentazione della mobilita’ autonoma su cui stiamo lavorando”. Un aspetto su cui si sofferma anche la sindaca Chiara Appendino. “La rivoluzione tecnologica che e’ in atto deve essere governata – ha sottolineato – Bisogna costruire politiche per monitorarla, mitigarne i rischi, coglierne le opportunita’”. E Torino vuole essere capofila.

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Norma Fraccaro, mezzo miliardo di euro ai Comuni per efficientamento energetico

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Mezzo miliardo di euro a favore dei Comuni per opere di efficientamento energetico e sviluppo sostenibile. E’ la “norma Fraccaro”, prevista in manovra, che ha l’obiettivo di finanziare gli investimenti sul territorio per favorire la crescita nell’ottica della sostenibilita’. Lo sottolineano fonti di Palazzo Chigi nel giorno della pubblicazione del decreto attuativo della misura. Le risorse, per un totale di 500 milioni l’anno dal 2020 al 2024, verranno erogate a tutti i Comuni in proporzione alla popolazione residente. Sono previste soglie contributive che vanno dai 50mila euro per i comuni con popolazione fino a 5mila abitanti ai 250mila euro erogati in favore dei comuni oltre i 250mila abitanti. Le risorse finanzieranno opere per promuovere il risparmio energetico negli edifici pubblici e per consentire l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. I Comuni potranno utilizzare i fondi anche per la messa in sicurezza degli edifici pubblici. Infine, si potranno finanziare progetti per la mobilita’ sostenibile e per l’abbattimento di barriere architettoniche. Nello specifico, i Comuni fino a 5.000 abitanti ricevono 50mila euro, fino a 10.000 ricevono 70mila, fino a 20.000 ricevono 90mila euro, fino a 50.000 ricevono 130mila euro, fino a 100.000 ricevono 170mila euro, fino a 250.000 ricevono 210mila euro, oltre i 250.000 ricevono 250mila euro.

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Green deal, 364 milioni all’Italia per mobilitare 4,8 miliardi

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I 364 milioni che il nuovo Fondo europeo di transizione giusta da 7,5 miliardi dovrebbe destinare all’Italia saliranno a 1,3 miliardi una volta aggiunto il cofinanziamento nazionale e dirottate le risorse dai fondi strutturali (Fesr e Fse). Tale cifra sarà – secondo le stime della Commissione Ue – in grado di mobilitare investimenti pubblici e privati per un totale di oltre 4,8 miliardi di euro. E’ quanto si legge nelle tabelle presentate oggi dall’esecutivo comunitario agli ambasciatori Ue.

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