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Paziente psichiatrico irrompe in una scuola e terrorizza gli alunni, bloccato dai vigili urbani di Frattamaggiore

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Panico a scuola, paziente psichiatrico lascia l’ospedale e spaventa bambini, bloccato dai caschi bianchi. In passato denunciata la sua scomparsa a “chi l’ha visto”. Segnalazioni sospette all’esterno di istituti scolastici, soprattutto quelli frequentati da bambini, giungono ormai di frequente alle forze dell’ordine di tutta Italia. Ieri è accaduto a Frattamaggiore, dove una segnalazione diramata alle forze dell’ordine da parte dell’istituto  scolastico “Capasso Mazzini”  indicava un uomo robusto, con evidenti disturbi psichici e con occhi spalancati che osservava i bambini. Sul posto sopraggiungevano subito gli agenti della polizia locale, anch’essi allertati e diretti dal Maggiore Biagio Chiariello, che non trovavano l’uomo ma dei bambini spaventati con il personale scolastico accanto. A terra una maglia, quella lasciata dall’uomo prima di scappare, e un cerotto per le medicazioni attaccato, particolare che portava a dedurre  che trattasi di una persona che poco prima era stata in ospedale. Subito le ricerche in zona che portavano alla chiusura di una strada dove era stato segnalato l’individuo rinchiusosi in un negozio. All’interno gli agenti hanno preso l’uomo con ancora il torso nudo  e allertato il personale sanitario giunto sul posto. L’uomo, di Afragola , di circa quarant’anni, soffre di gravi disturbi psichici e si era allontanato dall’ospedale in mattinata. Ricoverato ora è sottoposto alle cure del caso. In passato era stata denunciata la sua scomparsa al noto programma di “chi l’ha visto”. Tutto è bene quel che finisce bene.

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Nas accertano presunte truffe, nei guai una ginecologa

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Truffa aggravata e falsita’ materiale commessa dal privato in atto pubblico aggravata: sono i reati di cui deve rispondere una ginecologa abruzzese nei cui confronti i Carabinieri del Nas di Pescara, su ordine del gip di Chieti, hanno eseguito un’ordinanza che dispone l’applicazione della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attivita’ professionale medica privata. La donna, dipendente della Asl Lanciano Vasto Chieti, e’ una specialista in ostetricia e ginecologia. Le indagini dei Nas, agli ordini del colonnello Domenico Candelli, hanno permesso di ricostruire fatti avvenuti tra il 2016 e il 2019. All’origine di tutto c’e’ la querela sporta da una paziente la quale, visitata in precedenza dalla ginecologa nella struttura pubblica in cui presta servizio, si era rivolta alla professionista per una visita di controllo, eseguita nello studio privato del medico, a Chieti. Durante la visita la donna era stata sottoposta a pap test e aveva pagato la relativa parcella. Il ritardo dell’esito dell’esame ha spinto la paziente a contattare ripetutamente la ginecologa che, dopo vari solleciti, le ha inviato su WhatsApp l’immagine di un referto con l’intestazione di un laboratorio di analisi di Pescara. Una serie di errori nel referto hanno fatto ipotizzare alla paziente che vi fosse uno scambio di persona; la donna ha quindi contattato direttamente il laboratorio, scoprendo che il suo nome non era nel database della struttura. La donna ha quindi presentato denuncia e i Nas, avviate le indagini, hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagata, per analoghe condotte reiterate nel tempo. Attraverso le informazioni raccolte dalle persone informate dei fatti, la perquisizione locale eseguita nei confronti della ginecologa e la consulenza tecnica sul materiale informatico sottoposto a sequestro, i militari per la tutela della salute hanno segnalato all’autorita’ giudiziaria numerosi episodi di falso, attraverso referti riportanti sia l’intestazione di un laboratorio analisi privato sia quella della Uoc Anatomia Patologica dell’ospedale di Chieti. Nei confronti dell’indagata, le cui condotte penalmente rilevanti sono riferibili solo all’attivita’ libero-professionale, e non a quella di dipendente pubblico, il Gip del Tribunale di Chieti ha emesso la misura del divieto temporaneo di esercitare la professione di medico ginecologo, nella sola modalita’ della libera professione, per la durata di 12 mesi.

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Muore il cavallo della Reggia di Caserta, stop ai giri in carrozzella

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Un cavallo di quelli attaccati alle carrozzelle per il giro turistico nella Reggia di Caserta è morto, stramazzato al suolo sul suo percorso abituale: la vicenda ha sollevato tante polemiche, soprattutto da parte degli ambientalisti che si sono chiesti se con il caldo forte era opportuno sottoporre l’animale alle sue fatiche quotidiane, cioè portare la carrozzella con i turisti. Adesso bisognerà stabilire come sia potuto accadere, che cosa è accaduto se è stata colpa del caldo, della fatica sotto il sole oppure il povero animale è morto per altri motivi. Saranno gli accertamenti a  definire le scuse del decesso. Il servizio intanto è sospeso e le immagini della bestiola caduta, sfinita e poi ora hanno fatto il giro del mondo.

 

 

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Preso al collo da un’agente, la Questura apre un’indagine

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Arresto convalidato in stato di liberta’, con data della direttissima fissata per il 18 settembre: e’ quanto ha deciso oggi il Giudice del Tribunale di Vicenza per il 21enne cubano diventato un caso sui social dopo le immagini che lo mostrano mentre viene afferrato al collo da un poliziotto. Secondo gli agenti, che dell’episodio hanno fornito una versione diametralmente opposta, il ragazzo ha tentato la fuga dopo essersi rifiutato di esibire i documenti durante un controllo. E’ accusato di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Le immagini diffuse in rete mostrano una sequenza di 58 secondi che si limita solo al gesto dell’agente, mentre vi sarebbero altri video che ricostruiscono la vicenda in modo piu’ ampio. Per questo il Giudice ha dato tempo alle parti di raccogliere testimonianze e ulteriori immagini, a sostegno delle tesi che verranno portate in aula. Contemporaneamente e’ partita una indagine interna voluta dal Questore Antonino Messineo. “Nessuno dei miei uomini ha comportamenti razzisti – dice nel corso di una conferenza stampa, respingendo qualunque similitudine con Minneapolis – .I miei agenti non fanno assolutamente nessuna distinzione di razza. C’e’ l’uso della forza ma non della violenza gratuita. Noi lavoriamo costantemente al servizio dei cittadini ed e’ lontano da noi l’uso della violenza gratuita”. L’inchiesta interna servira’, aggiunge, “per valutare il contesto in cui e’ avvenuto l’episodio”. “Anche da parte nostra visioneremo con attenzione i vari filmati – annuncia – compresi quelli delle telecamere di videosorveglianza e i tanti video presenti sul web, non solo quelli gia’ visti”. La situazione, per il Questore, e’ degenerata quando il 21enne, piu’ volte invitato ad allontanarsi dai poliziotti ma anche dai suoi stessi amici, ha rifiutato di fornire le generalita’ per l’identificazione. Durante tutta l’udienza di convalida dell’arresto ha stazionato davanti al Tribunale una quarantina di attivisti dei Centri sociali che hanno inscenato un sit-in facifico a sostegno dell’amico, esponendo uno striscione colorato con su scritto “Basta abusi in divisa”. Il legale del giovane non esclude che in un secondo momento “la famiglia del 21enne possa decidere di fare causa nei confronti dell’agente”. A difendere l’operato della Polizia e’ il senatore azzurro Pierantonio Zanettin. “Il magistrato ha evidentemente ritenuto sussistenti i presupposti per la convalida dell’arresto – dichiara -. Da deputato eletto in quel territorio escludo qualsiasi problema di razzismo e trovo inaccettabile che taluno osi paragonare quanto accaduto a Vicenza alla tragica vicenda di George Floyd a Minneapolis”.

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