Corona Virus
Paura in Cina, test a tappeto per 9 milioni di persone in una città
Si riaffaccia in Cina la paura del Covid-19, tanto da far scattare un piano per effettuare, in 5 giorni, test sugli oltre 9 milioni di residenti della citta’ portuale di Qingdao, nella provincia orientale di Shandong. Il programma si e’ reso necessario dopo l’accertamento di sei casi di coronavirus, saliti nel frattempo a circa 50 secondo alcuni media locali, e di 6 asintomatici. Le infezioni sono state legate al Qingdao Chest Hospital, in base a una nota dalla Commissione sanitaria municipale, per la quale 5 distretti (Shinan, Shibei, Licang, Laoshan e Chengyang) saranno passati al setaccio in 3 giorni e la citta’ “entro 5 giorni”. I test sui residenti hanno avuto inizio domenica, in piena notte: le autorita’ sanitarie, sui social media, hanno spiegato che prima di mezzogiorno i tamponi fatti erano circa 270.000. La Commissione sanitaria nazionale, intanto, ha inviato un gruppo di lavoro per collaborare alle operazioni di contenimento del nuovo focolaio. Zhang Wenhong, uno degli massimi esperti di malattie infettive e capo della task force Covid-19 di Shanghai, ha affermato che allo stato non ci sono sostanzialmente casi di trasmissione domestica nel Paese e che Qingdao puo’ azzerare i contagi attraverso una mappatura a tappeto dei suoi residenti, come ad esempio fatto a Wuhan, il capoluogo dell’Hubei dove per primo e’ stato rilevato il coronavirus. Sono circa 200 le persone che sono state messe in quarantena perche’ trovate con un contatto diretto coi casi accertati. Poi, l’ultimo focolaio e’ maturato alla fine della Golden Week, la lunga festivita’ che ha visto nella citta’ un totale di 4,47 milioni di turisti, molti dei quali provenienti dallo Shandong e dalle citta’ di Jinan, Weifang e Yantai. Le autorita’ municipali hanno disposto la chiusura del Qingdao Chest Hospital, sospettato di essere il cuore del focolaio, definendo il distretto circostante a medio rischio: i 114.862 tamponi effettuati su tutto il personale medico e paramedico della citta’ e sui nuovi ricoverati hanno dato esito negativo. A titolo precauzionale, infine, la 2020 Shanghai Cooperation Organization International Investment and Trade Expo, attesa a Qingdao dal 16 al 18 ottobre, e’ stata rinviata. (
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Napoli avvia monitoraggi ambientali su campi elettromagnetici e rumore: controlli diffusi e nuovi fondi
Il Comune di Napoli avvia un’azione sistematica di monitoraggi su campi elettromagnetici e rumore con ARPAC. Controlli in 30 siti e piano per il risanamento acustico.
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Covid in Toscana, contagi in calo ma quattro nuove vittime: ricoveri giù del 12%
In Toscana i nuovi casi Covid scendono a 43, ma si registrano quattro decessi. Ricoveri in calo del 12% e 29 pazienti in ospedale, di cui due in terapia intensiva.
Netto calo dei nuovi casi Covid in Toscana, che scendono a 43 nell’ultima settimana secondo il rapporto regionale. Ma si registrano altre quattro vittime nelle province di Livorno, Arezzo, Siena e Grosseto. Il totale dei decessi dall’inizio della pandemia arriva così a 12.816.
Ospedali meno sotto pressione: -12% di ricoveri
I nuovi casi individuati – 35 con tampone molecolare e 8 con test rapido – portano a 1.672.139 il totale dei contagiati in Toscana da febbraio 2020.
I guariti salgono a 1.658.976, pari al 99,2% dei casi totali, con altre 47 persone risultate negative al tampone.
I positivi attuali sono 347. Tra questi 29 pazienti sono ricoverati in ospedale, quattro in meno rispetto alla settimana precedente (-12,1%). Due restano in terapia intensiva, con un saldo invariato.
Quasi tutti i positivi in isolamento domiciliare
La quota più consistente dei casi attivi – 318 persone – è in isolamento a casa. La Regione sottolinea che si tratta di pazienti con sintomi lievi o asintomatici. Anche questo dato è in lieve calo (-1,2%).
Una fase stabile ma da monitorare
La curva dei contagi continua a mostrare numeri contenuti, ma la presenza di quattro nuovi decessi ricorda che il Covid non è scomparso del tutto. La Regione invita a mantenere attenzione soprattutto tra le fasce fragili, mentre il sistema ospedaliero conferma una pressione limitata.
Corona Virus
Pamela Genini, una vita spezzata da un amore malato: violenze, minacce e paura prima del delitto di Milano
Dai racconti di amici ed ex fidanzati emerge il ritratto di un rapporto tossico, segnato da violenze e minacce. Pamela Genini, uccisa a Milano, aveva già subito aggressioni mai denunciate per paura.
Un rapporto tossico, fatto di violenza, minacce e paura. È il quadro che emerge dalle testimonianze raccolte in Procura a Milano sull’omicidio di Pamela Genini, la 29enne uccisa a coltellate il 14 ottobre dal compagno Gianluca Soncin, 52 anni, ora in carcere con l’accusa di omicidio pluriaggravato per crudeltà e premeditazione.
Le amiche della giovane e due suoi ex fidanzati hanno descritto agli inquirenti un legame malato, dominato da soprusi e aggressioni ripetute. Pamela – fragile, spaventata, ma incapace di allontanarsi definitivamente dal suo aguzzino – aveva subito pestaggi, umiliazioni e minacce di morte.
Le testimonianze: “Voleva lasciarlo ma aveva paura”
Il primo a essere ascoltato oggi in Procura è stato Andrea, ex fidanzato della giovane, con cui Pamela aveva mantenuto un rapporto di amicizia dopo la fine della relazione nel 2023. Insieme a un altro ex, Francesco, che aveva sentito al telefono le ultime parole della ragazza prima di morire, aveva tentato di proteggerla dalle violenze di Soncin.
“Era terrorizzata – hanno raccontato gli amici – ma non trovava la forza di denunciarlo. Temeva ritorsioni.”
Anche l’ex compagna dell’assassino ha confermato il profilo di un uomo “violento e prevaricatore”, denunciato per maltrattamenti già nel 2011, ma poi mai condannato perché la donna aveva ritirato la querela.
Le aggressioni e il codice rosso mancato
Gli inquirenti stanno ricostruendo una lunga catena di episodi di violenza. All’Isola d’Elba Soncin avrebbe colpito Pamela con calci e pugni, minacciandola con cocci di vetro e tentando di buttarla dal balcone di un albergo. A Cervia le avrebbe rotto un dito, costringendola al ricovero all’ospedale di Seriate, dove la ragazza aveva compilato il questionario antiviolenza, senza che però scattasse il codice rosso.
L’indagine e le prossime mosse
Oggi, al Palazzo di Giustizia di Milano, si è tenuta una riunione operativa tra la Procura e i vertici della Questura per coordinare i prossimi passi. La Squadra Mobile curerà le analisi forensi dei cellulari, mentre i Carabinieriraccoglieranno nuovi elementi sugli episodi di stalking e sulle frequentazioni dell’assassino, la cui vita e i cui affari verranno ora passati al setaccio.
Il dolore della famiglia
Intanto, domani pomeriggio a Villa D’Almè sarà allestita la camera ardente per Pamela Genini, mentre i funerali si terranno venerdì a Strozza, in provincia di Bergamo.
La famiglia ha chiesto silenzio e rispetto:
“Lasciateci nel nostro lutto – hanno dichiarato la madre e i parenti – chiediamo solo di essere lasciati soli.”
Un’altra giovane vita spezzata da un amore malato e da una violenza ignorata troppo a lungo, che riaccende il drammatico tema della protezione delle vittime di femminicidio in Italia.


