Collegati con noi

Cronache

Paura e futuro incerto ai Campi Flegrei: la terra torna a tremare, cresce l’allarme per i rischi del bradisismo

Una scossa da 4.6 riaccende la paura: è la più forte dal 1983.

Pubblicato

del

Dopo circa un mese di relativa quiete, i Campi Flegrei tornano a tremare. Alle 12:47 di lunedì 30 giugno, una forte scossa di magnitudo 4.6 ha colpito l’area, con epicentro localizzato nell’area del Castello Aragonese di Baia, nel comune di Bacoli, a una profondità di 5 km. È il sisma più intenso degli ultimi quarant’anni, pari per magnitudo solo al terremoto del 13 marzo scorso che aveva già provocato una notte di paura tra i residenti, molti dei quali avevano scelto di dormire all’aperto.

Anche stavolta, la paura è stata tanta. A Napoli città la scossa è stata avvertita distintamente, con lampadari oscillanti e muri che scricchiolavano. Diversi cittadini sono scesi in strada, e se non si sono registrati danni gravi, lo si deve soprattutto alla fortuna e al giorno feriale: il cedimento di un costone sull’isolotto di Pennata avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche se fosse avvenuto durante un weekend, quando la zona è molto frequentata.

Disagi e rallentamenti: paralisi dei trasporti e rete ferroviaria in tilt

Immediati i riflessi sul sistema della mobilità. Il protocollo di sicurezza previsto in caso di eventi sismici sopra magnitudo 4.0 ha comportato lo stop temporaneo della circolazione ferroviaria su tutto il nodo di Napoli. La linea Alta Velocità, gli Intercity e i Regionali hanno accumulato ritardi fino a due ore, con treni cancellati e tratte limitate.
Anche la linea 2 della metropolitana e le ferrovie locali Cumana e Circumflegrea sono state sospese per l’intera giornata, isolando di fatto interi quartieri e comuni della fascia flegrea.

Sciame sismico attivo: almeno dodici scosse nella stessa giornata

La scossa delle 12:47 è stata solo la più forte di uno sciame che ha registrato almeno altri dodici movimenti tellurici, il più intenso dei quali ha raggiunto la magnitudo 2.2. I sismologi dell’Osservatorio Vesuviano monitorano con la massima attenzione l’evoluzione del fenomeno bradisismico, che da mesi sta interessando la caldera flegrea con episodi sempre più frequenti e intensi.

Tra rassegnazione e angoscia: vivere nel cuore della crisi

Nell’area dei Campi Flegrei, tra Pozzuoli, Bacoli, Quarto, Agnano e Bagnoli, si alternano reazioni di rassegnazione, paura e rabbia. «Era da un po’ che non si sentiva il terremoto, oggi è tornato a farsi vivo», racconta un abitante di Bacoli. «La scossa è stata forte e lunga, abbiamo avuto paura, ma qui nessuno molla».
Sui social si moltiplicano i messaggi e le testimonianze: «A Napoli è stata fortissima», «Sentita anche a San Giorgio a Cremano», «Era lunga, molto più delle altre».

Il grido d’allarme dei sindaci: servono cantieri, non promesse

Il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, ha lanciato un appello chiaro: “È la scossa più forte riscontrata a Bacoli negli ultimi 40 anni. Non possiamo più aspettare. Abbiamo bisogno di interventi strutturali subito. I fondi ci sono, bisogna iniziare i lavori”. Riferendosi al cantiere da 10 milioni di euro promesso per la messa in sicurezza dei costoni, il primo cittadino ha avvertito: “Non bastano più le parole. Si deve accelerare”.

Bradisismo: rischio sottovalutato?

Quella dei Campi Flegrei è una delle aree vulcaniche più sorvegliate al mondo, ma la popolazione inizia a chiedersi se gli attuali piani di emergenza siano adeguati alla reale pericolosità del territorio. Il fenomeno del bradisismo – un lento sollevamento o abbassamento del suolo legato all’attività del supervulcano flegreo – è monitorato costantemente, ma è anche imprevedibile nelle sue manifestazioni più intense.
La protezione civile continua a ribadire che non esiste al momento una situazione di allerta eruttiva, ma gli esperti ammoniscono: la crisi sismica è in evoluzione e potrebbe durare anni. La vera sfida sarà riuscire a conciliare vigilanza scientifica, interventi di messa in sicurezza e tutela delle comunità.

Advertisement

Cronache

Sabotaggi alle linee ferroviarie, vertice al Viminale: indagini per terrorismo

Escalation di sabotaggi sulle linee ferroviarie tra Bologna, Pesaro e Roma. Vertice al Viminale convocato da Matteo Piantedosi. Indagini per possibile terrorismo.

Pubblicato

del

Da Bologna a Pesaro fino a Roma: una serie di sabotaggi ha mandato in tilt negli ultimi giorni la circolazione ferroviaria, in particolare sulla linea dell’Alta Velocità.

Sabato, poco prima dell’alba, sono stati segnalati due danneggiamenti sulla tratta Roma-Firenze a distanza di un’ora l’uno dall’altro. Secondo gli investigatori, la pista dolosa appare evidente: sono stati trovati pozzetti manomessi, cavi bruciati e, in un caso, un innesco.

Un episodio analogo, avvenuto a Pesaro nel primo giorno dei Giochi di Milano Cortina 2026, è stato rivendicato su un blog di controinformazione anarchica. Gli inquirenti ipotizzano un possibile collegamento tra i diversi episodi, inserendoli in una stessa campagna.

Vertice al Viminale

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha convocato per domani pomeriggio al Viminale un Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Al tavolo siederanno i vertici delle forze di polizia, dell’intelligence e i referenti del Ferrovie dello Stato Italiane.

Dopo una prima informativa della Digos, la Procura di Roma potrebbe aprire un fascicolo. Non si esclude che, come già avvenuto a Bologna e Ancona, si possa procedere anche per associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti.

Rafforzata la vigilanza sulla rete

È stato nel frattempo innalzato il livello di attenzione sulla rete ferroviaria, con il potenziamento dei pattugliamenti lungo i binari e il monitoraggio dei nodi tecnici e delle aree meno coperte da videosorveglianza.

Lunedì sono previsti accertamenti della polizia scientifica sull’ordigno incendiario rimasto intatto nei pressi di Castel Maggiore, nel Bolognese. L’ordigno sarà confrontato con altri reperti sequestrati in precedenti attentati. Saranno inoltre ricercate eventuali tracce biologiche utili alle indagini.

Le reazioni politiche

Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha parlato di “odiosi atti criminali”, assicurando il massimo impegno per individuare i responsabili.

Il presidente dei senatori della Lega Massimiliano Romeo ha invitato la sinistra a prendere le distanze da simili gesti, richiamando il rischio di un clima che richiama stagioni di tensione del passato.

Le indagini sono in corso e l’eventuale qualificazione giuridica dei fatti spetterà all’autorità giudiziaria, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.

Continua a leggere

Cronache

Caivano, minacce a don Patriciello e Meloni: il sindaco Angelino “Lo Stato non arretra”

Il sindaco di Caivano Antonio Angelino esprime solidarietà a don Maurizio Patriciello e alla premier Giorgia Meloni dopo nuove minacce. “Lo Stato non arretra”, scrive sui social.

Pubblicato

del

“Voglio esprimere con forza personalmente e a nome dell’amministrazione comunale la piena solidarietà al nostro parroco padre Maurizio Patriciello e al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per le ulteriori indegne, sconcertanti minacce subite”.

Lo scrive sui social il sindaco di Caivano, Antonio Angelino, ribadendo la vicinanza dell’amministrazione comunale al parroco del Parco Verde.

“Totale abiura di illegalità e camorra”

Nel messaggio, il primo cittadino sottolinea la “totale abiura ad ogni forma di illegalità, soprusi, violenza, camorra”, affermando che lo Stato non arretra e che il processo di cambiamento avviato per restituire dignità alla comunità non si fermerà davanti alle intimidazioni.

Angelino richiama il percorso di rinascita e riscatto sociale intrapreso da istituzioni, associazioni, comunità ecclesiastiche e cittadini, ribadendo che Caivano non tornerà “nel clima buio” del passato.

“La città è pronta a reagire”

Il sindaco conclude assicurando che la città è a disposizione per qualsiasi iniziativa si voglia organizzare in risposta alle intimidazioni.

Le minacce richiamate nel post si inseriscono in un contesto già segnato da tensioni e attenzione istituzionale sul territorio. Resta alta la vigilanza delle autorità competenti.

Continua a leggere

Cronache

Tentato furto da un milione in hotel di lusso a Milano, arrestato 36enne

Tentato furto da un milione di euro in un hotel di lusso a Porta Venezia, Milano. Arrestato un 36enne colombiano per furto aggravato dopo essere stato sorpreso dal cliente.

Pubblicato

del

Tentato furto dal valore stimato in circa un milione di euro in un hotel di lusso nella zona di Porta Venezia, a Milano.

Un uomo di 36 anni, di nazionalità colombiana, è stato arrestato dalla Polizia locale con l’accusa di furto aggravato.

Sorpreso dal cliente nella stanza

Secondo la ricostruzione, il 36enne sarebbe entrato in una camera al secondo piano approfittando della porta lasciata momentaneamente aperta dall’ospite, un cittadino americano.

L’uomo avrebbe agito insieme a un complice e sarebbe stato sorpreso dallo stesso cliente mentre tentava di impossessarsi di orologi e gioielli custoditi nella stanza.

Il tentativo di fuga e l’arresto

Colto sul fatto, il presunto ladro avrebbe tentato di fuggire, ma è stato immediatamente bloccato dal personale dell’hotel e dagli addetti alla sicurezza.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia locale che hanno proceduto all’arresto.

La posizione dell’indagato sarà ora valutata dall’autorità giudiziaria competente. Come previsto dalla legge, l’uomo è da considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto