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Partiti pressano, ma Draghi non accelera su nomine Rai

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I vertici della Rai cambieranno nei tempi previsti. Tempi brevi, ma senza strappi, secondo i quali gia’ a giugno Viale Mazzini potrebbe avere un nuovo presidente e un nuovo amministratore delegato. Il premier Mario Draghi, sull’onda del caso Fedez, ha preso in mano una delle partite piu’ spinose del governo, quella della Rai. Il risiko e’ complicato sia dal numero – elevato – dei partiti di maggioranza sia dalle polemiche accese dal Concertone del Primo maggio. Vicenda che aumentato esponenzialmente il pressing dei partiti su Palazzo Chigi. Draghi, tuttavia, si spiega in ambienti di maggioranza,non mettera’ in campo ulteriori accelerazioni. Sulla Rai il governo decidera’, come previsto, nelle stesse settimane in cui si decideranno altre centinaia di nomine di partecipate dello Stato, da Cdp a Ferrovie. Venerdi’ si sono chiuse le candidature per il nuovo Cda Rai. Camera e Senato, nei prossimi giorni, faranno le ultime verifiche e poi i profili saranno pubblicati. Il Cda e’ formato da sette membri: quattro sono nominati dal Parlamento, due dal Tesoro e uno dai dipendenti Rai. Per arrivare alla rosa dei papabili – in Rai come per le altre partecipate – Draghi si e’ affidato alla Egon Zehnder, grande societa’ di cacciatori di teste. Per la figura di ad, secondo auterovoli fonti di maggioranza, i favoriti potrebbero essere tre: Marcello Ciannamea, Elisabetta Ripa e Laura Cioli. Il primo rappresenta la soluzione interna, visto che Ciannamea e’ responsabile dei palinsesti. Ed e’ una soluzione sostenuta e gradita alla Lega. Ripa (attualmente a OpenFiber) e Cioli (gia’ in Rcs) rappresentano invece la soluzione esterna. Con il possibile vataggio, si ragiona in ambienti parlamenatri, di poter sfruttare anche il tema della parita’ di genere. Oltre naturalemnte la loro preparazione specifica. Piu’ defilata Eleonora Andreatta, dal giugno del 2020 a Netflix dopo anni di Rai: la clausola di non concorrenza non le permetterebbe di rientrare a Viale Mazzini dopo cosi’ poco tempo. Per il presidente il risiko e’ ancora piu’ intricato: per eleggerlo , oltre all’indicazione del governo, servono anche i 2/3 della commissione di Vigilanza. E la questione e’ resa ancor piu’ complessa dall’impasse nel centrodestra sul Copasir, con Fdi che reclama, finora senza esito, la presidenza. La terna di cui si parla , al momento, sembrerebbe essere composta da Mauro Masi, Ferruccio De Bortoli e Alberto Quadro Curzio. Il primo, gradito al centrodestra e a FI, il secondo non dispacerebbe certo al fronte degli editori. Quadro Curzio, infine, e’ un economista e accademico di lungo corso. iI 4 membri del Cda dovrebbero uscir fuori dal cilindro parlamentare in base alle indicazioni di Pd, M5S, Lega ,Fi e Fdi. Con la questione Copasir a fare da campo di gioco parallelo di una partita che potrebbe dimostrasi tutta interna al centrodestra. Le forze di maggioranza, intanto, fibrillano. E non aiuta il “caso” di Report e del nuovo servizio su Matteo Renzi e l’incontro con Marco Mancini. Sull’onda del video del programma – e dell’interrogazione parlamentare presentata da Iv – il M5S e’ tornato sulle barricate. Dall’altra parte, le scorie del caso Fedez sono ancora tangibili. Domenica sera, secondo quanto raccontano fonti di maggioranza, Salvini avrebbe chiamato Draghi per chiedere un’accelerazione sui nuovi vertici Rai. Accelerazione che, al momento, viene esclusa. Ma il pressing della Lega e’ a tutto tondo. Gia’ al prossimo Cdm che in settimana sara’ chiamato a varare i nuovi sostegni, i ministri leghisti potrebbero chiedere di allentare ulteriormente le restrizioni anti-Covid.” “Riaperture, meno tasse e stop al coprifuoco sono priorita’”, ha spiegfato Salvini incontrando i membri leghisti del governo. E su uno di questi, Claudio Durigon, torna ad attaccare il M5S. “Dopo l’inchiesta di Fanpage non puo’ tenere la delega ai giochi, Salvini non scappi”, e’ la trincea del Movimento.

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Omofobia, Mattarella: rifiuto assoluto di ogni forma di intolleranza

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“La Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia e’ l’occasione per ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza e, dunque, per riaffermare la centralita’ del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”. Cosi’ il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una dichiarazione. “Le attitudini personali e l’orientamento sessuale – afferma il presidente della Repubblica – non possono costituire motivo per aggredire, schernire, negare il rispetto dovuto alla dignita’ umana, perche’ laddove cio’ accade vengono minacciati i valori morali su cui si fonda la stessa convivenza democratica. La societa’ viene arricchita dal contributo delle diversita’. Disprezzo, esclusione nei confronti di cio’ che si ritiene diverso da se’, rappresentano una forma di violenza che genera regressione e puo’ spingere verso fanatismi inaccettabili”. “La ferita inferta alla singola persona – sostiene Mattarella – offende la liberta’ di tutti. E purtroppo non sono pochi gli episodi di violenza, morale e fisica che, colpendo le vittime, oltraggiano l’intera societa’. Solidarieta’, rispetto, inclusione, come ha dimostrato anche l’opera di contrasto alla pandemia, sono vettori potenti di coesione sociale e di sicurezza”.

 

Di seguito la dichiarazione integrale del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,  rilasciato ai media:

«La Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia è l’occasione per ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza e, dunque, per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Le attitudini personali e l’orientamento sessuale non possono costituire motivo per aggredire, schernire, negare il rispetto dovuto alla dignità umana, perché laddove ciò accade vengono minacciati i valori morali su cui si fonda la stessa convivenza democratica.

La società viene arricchita dal contributo delle diversità. Disprezzo, esclusione nei confronti di ciò che si ritiene diverso da sé, rappresentano una forma di violenza che genera regressione e può spingere verso fanatismi inaccettabili.

La ferita inferta alla singola persona offende la libertà di tutti. E purtroppo non sono pochi gli episodi di violenza, morale e fisica che, colpendo le vittime, oltraggiano l’intera società. Solidarietà, rispetto, inclusione, come ha dimostrato anche l’opera di contrasto alla pandemia, sono vettori potenti di coesione sociale e di sicurezza».

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Pioggia di disdette di abbonamenti, Sky perde i diritti tv del calcio e rinuncia ai cavilli legali per avere le briciole

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La Lega Serie A ha assegnato il pacchetto 2 dei diritti tv per il prossimo triennio a Sky. Nel dettaglio, la pay-tv di Comcast si è aggiudicata il pacchetto che le consentira’ di trasmettere tre partite di Serie A ogni giornata (la sfida del sabato sera, l’anticipo della domenica alle 12.30 e il posticipo del lunedì sera) in co-esclusiva con Dazn. Un pacchetto per cui Sky ha messo sul piatto 87,5 milioni di euro in media a stagione, che si andranno ad aggiungere agli 840 milioni offerti da Dazn per trasmettere sette gare a giornata in esclusiva (pacchetto 1) e le tre gare in co-esclusiva con Sky(pacchetto 3). Complessivamente, quindi, dai soli diritti tv nazionali la Serie A incassera’ 927,5 milioni in media a stagione, rispetto ai 973 milioni del triennio 2018/21 (ma nei prossimi tre anni non saranno presenti i circa 165 milioni complessivi di commissione verso il precedente advisor). Per aver queste briciole che comunque difetto estromettono Sky dal calcio che conta in Italia, fatto che ha già comportato disdette a iosa degli abbonati, la societ rinuncia al ricorso presentato al Tribunale di Milano contro l’assegnazione dei diritti tv a Dazn. Una rinuncia che la Lega Serie A aveva posto come condizione necessaria per dare il via libera all’offerta di Sky.

Nel frattempo che gli abbonati disdicono per passare a Dazn, il management Sky avvia le procedure di licenziamento per oltre 2500 dipendenti. Una bomba che sta per deflagrare. Il 30 giugno si parte con le uscite volontarie. Poi si passerà ai licenziamenti collettivi quando finirà il blocco dei licenziamenti.

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Metodo Linkedin per tecnici Recovery, stop concorsi

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Confronto tra i curriculum su una grande piattaforma online e chiamata diretta. Veloce, senza passare dalle lungaggini del concorso. E’ il modello “Linkedin” che ha in mente il ministro Renato Brunetta per garantire l’immissione rapida – e a tempo – nella P.a. dei “migliori” professionisti che dovranno aiutare le amministrazioni a realizzare i progetti del Recovery Plan. Ed e’ solo una delle novita’ in arrivo per l’attuazione del piano da 200 miliardi che, per partire, aspetta il “vero” decreto Recovery, cioe’ quello sulle semplificazioni. Brunetta vorrebbe che le nuove regole per autorizzazioni e appalti arrivassero gia’ questa settimana, “mercoledi’ o giovedi’”. Ma il maxi-pacchetto di norme per tagliare i tempi della burocrazia coinvolge quasi tutti i ministeri e ancora ci sarebbe bisogno di approfondimenti per chiudere le intese e portare il testo in Consiglio dei ministri. Mercoledi’ potrebbe esserci dunque solo un primo giro di tavolo, come sollecitato proprio dal titolare della P.a. Mentre la Camera si appresta a votare la fiducia per chiudere l’esame del decreto Sostegni 1, infatti, il Consiglio dei ministri sara’ impegnato con l’atteso decreto Sostegni bis, che dovra’ distribuire poco meno di 40 miliardi a imprese e famiglie colpite dai danni di oltre un anno di pandemia. A rallentare il percorso di questo decreto la scelta di inserire anche un pacchetto ‘salva-lavoro” oltre ai contributi a fondo perduto e alle garanzie per la liquidita’ per consentire alle attivita’ economiche di superare il periodo di transizione e agganciare la ripresa post-Covid. Bisogna ragionare “settore per settore”, ha spiegato il ministro del Lavoro Andrea Orlando rispondendo indirettamente ai sindacati che chiedono una ulteriore proroga del blocco dei licenziamenti, e si sta costruendo “una sorta di cassetta degli attrezzi” per accompagnare le ristrutturazioni “attraverso il dialogo sociale”. Sulle misure proposte dal ministro Orlando – dal contratto di espansione agli sgravi per chi fa rientrare i lavoratori dalla Cig fino al contratto di rioccupazione – sarebbero ancora in corso le ultime valutazioni tecniche e i calcoli per le coperture. Un tema, quest’ultimo, su cui il governo e’ inciampato con il decreto che istituisce il Fondone extra-Recovery: come hanno osservato i tecnici del Senato chiedendo un chiarimento, infatti, nel provvedimento le cifre non sono allineate e si creerebbe un “buco” da 50 milioni. Certo, si tratta di una cifra ridotta rispetto alla portata del fondo da oltre 30 miliardi – che peraltro finira’ sotto la lente Ue che controllera’ che si raggiungano “livelli elevati di spesa” – ma il governo nelle prossime settimane dovrebbe intervenire per correggere l’errore e garantire la piena copertura delle 30 voci di investimento che viaggeranno in parallelo al Recovery. L’assunzione delle figure tecniche necessarie ad attuare i progetti previsti dal Pnrr avverra’ scegliendo i curricula su un portale speciale, una sorta di “Linkedin italiano”, ha spiegato intanto il ministro Brunetta: in sostanza le amministrazioni sceglieranno la persona piu’ adatta a seguire il singolo progetto non attraverso un concorso ma leggendo i curricula e impegnandosi direttamente con un contratto di tre anni piu’ due. E il nuovo sistema sfruttera’ anche “meccanismi di intelligenza artificiale su piattaforme fornite proprio dagli ordini professionali” con cui e’ stato chiuso un “accordo quadro”. E chi avra’ bisogna di specifiche figure professionali – nelle schede del Recovery si parla di ingegneri, architetti, statistici ma anche di data scientist, manager dell’energia e “UX Designer”, ovvero creatori di app e siti web che rispondano ai reali bisogni degli utenti – potra’ sceglierle direttamente dal portale, “con tempi immediati” e, assicura Brunetta, “remunerazioni all’altezza della specializzazione”.

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