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Cronache

Parte l’esodo di agosto, bollino rosso e stop ai tir

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L’avvio del primo weekend di agosto porta con se’ l’immancabile esodo estivo, con milioni di italiani e turisti che gia’ da oggi hanno cominciato a riversarsi sulle strade e autostrade per raggiungere i luoghi di villeggiatura. Domani mattina sara’ la giornata piu’ complicata con il bollettino che diventa nero per poi tornare rosso a partire dal pomeriggio e per tutta la domenica. Gia’ da oggi, complici alcuni incidenti stradali, si sono registrati forti rallentamenti, in particolare nel tratto dell’Autostrada del Sole alle porte di Roma, dove la coda ha toccato i 12 chilometri di attesa per uno scontro che ha coinvolto due mezzi pesanti e due auto. Il traffico, in aumento di ora in ora lungo le principali direttrici della Penisola, e’ destinato a peggiorare dalle prime ore di domani mattina, quando e’ previsto il vero inizio dell’esodo estivo. Le tratte interessate sono, in direzione sud, le arterie direttrici verso le localita’ di villeggiatura, in particolare lungo le dorsali adriatica, tirrenica e jonica e ai valichi di confine in direzione di Francia, Slovenia e Croazia, e in uscita dai centri urbani e per gli spostamenti locali. Si prevede, inoltre, un consistente flusso di traffico in prossimita’ dei centri urbani, soprattutto a partire dal tardo pomeriggio di domenica, in concomitanza con i rientri del fine settimana. Da oggi pomeriggio, poi, e’ scattato il divieto di circolazione per i mezzi pesanti che, nel weekend, potranno circolare esclusivamente nelle ore notturne. Ad essere interessati dal traffico saranno, ovviamente, gli itinerari turistici: la A2 “Autostrada del Mediterraneo” che attraversa Campania, Basilicata e Calabria; le statali Jonica e Tirrena Inferiore in Calabria; le autostrade A19 Palermo-Catania e A29 Palermo-Mazara del Vallo in Sicilia; la statale 131 Carlo Felice in Sardegna; la Pontina nel Lazio, arteria particolarmente trafficata che insieme all’Appia assicura i collegamenti tra Roma e le localita’ turistiche del basso Lazio; la E45 che interessa Umbria, Toscana, Emilia Romagna e collega il nord est con il centro Italia; le direttrici Aurelia (Lazio, Toscana e Liguria) e Adriatica (Puglia, Molise, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto). Infine al nord i Raccordi Autostradali in Friuli Venezia Giulia verso i valichi di confine, la statale del Lago di Como e dello Spluga in Lombardia, la statale di Val Trebbia in Liguria, la statale della Valle D’Aosta e Romea tra Emilia Romagna e Veneto e la SS 51 di Alemagna in Veneto. La situazione sulle strade restera’ critica anche nei prossimi tre fine settimana, con bollino rosso confermato sulle principali arterie italiane. A complicare le cose sara’ anche la forte ondata di calore che sta tenendo sotto scacco l’Italia, anche se da domenica e’ previsto un netto calo delle temperature con un peggioramento della situazione meteo nelle regioni del Nord. Le prime piogge sono gia’ arrivate in Valle d’Aosta dove due localita’ dell’alta Valpelline – Oyace e Bionaz – resteranno isolate almeno fino a sabato a causa di due frane cadute nel pomeriggio sulla strada regionale numero 28, per una frana in Val Ferret e’ in corso il recupero dei quattro occupanti di un’auto rimasta bloccata. Violenti temporali anche sull’Alto Adige dove, da domani, scattera’ l’allerta gialla come in Veneto e su alcuni settori di Piemonte e Toscana. In Trentino, e’ gia’ allerta gialla: una bomba d’acqua si e’ scatenata sulla valle di Fassa, provocando allagamenti in alberghi e case private. Tutti i corpi dei vigili del fuoco volontari sono operativi e altri corpi di volontari stanno arrivando a dare supporto. La strada statale S48 delle Dolomiti e’ bloccata in piu’ punti per frane e smottamenti. Anche in Alto Adige sono stati decine gli interventi dei vigili del fuoco per la messa in sicurezza di strade e abitazioni, anche per via degli alberi abbattuti dal vento. In val Badia sono caduti oltre 90 litri di pioggia al metro quadro in poco tempo e numerose strade sono chiuse.

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Cronache

Professore ucciso nel cortile della scuola a Melito, uomo ascoltato in caserma

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Si sta concentrando su un uomo l’attenzione degli inquirenti che indagano sulla morte di Marcello Toscano, l’insegnante di sostegno di 64 anni trovato senza vita ieri sera all’interno del cortile della scuola media Marino Guarano di Melito di Napoli. Si tratta di un adulto nei confronti al momento non e’ stato adottato alcun provvedimento cautelare. In merito alle circostanze della morte del professore, se l’orario in cui ha smesso di rispondere al cellulare dovesse corrispondere a quello dell’aggressione sarebbe stato ucciso tra le 12 e le 12,30, cioe’ mentre alunni e docenti stavano facendo lezione, Un’ipotesi choccante ma anche probabile. Sul corpo della vittima, scoperto in un cespuglio, dietro una casupola, i carabinieri hanno trovato i segni di diverse coltellate e tracce ematiche, forse anche dell’assassino. Altre tracce sono state repertate proprio nella casupola. “Sono sconcertato, mi stringo al dolore della famiglia e della comunita’ scolastica.

Chiediamo sia fatta luce al piu’ presto”, commenta il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Di Toscano non si sono avute piu’ notizie dalla meta’ della mattinata di ieri, e quando, in serata, non ha fatto ritorno a casa, il figlio della vittima si e’ presentato nella caserma dei carabinieri della vicina Mugnano alle 19.25: dopo la denuncia di scomparsa sono scattate le ricerche e tra le 21 e le 21,30 la figlia ha individuato la macchina del padre nei pressi della scuola e ha chiamato in caserma a Mugnano. I militari hanno fatto aprire i cancelli dai custodi e hanno ispezionato tutti i locali, interni ed esterni, scoprendo il cadavere, nell’aiuola. Per tutto il giorno sono stati ascoltati testimoni, in caserma, alla ricerca di informazioni utili e su uno in particolare si e’ concentrata l’attenzione.

La videosorveglianza della scuola coprirebbe solo parzialmente la zona del ritrovamento ma non si esclude che le telecamere di qualche negozio possano avere registrato immagini utili alle indagini. “Lancio appelli contro la criminalita’ e le baby gang da quando sono stato eletto – ha detto il sindaco di Melito, Luciano Mottola – ma si ha la sensazione di essere abbandonati. Spero che il nuovo governo capisca che questi territori hanno bisogno di piu’ forze dell’ordine”. Le cronache riportano due fatti di violenza, uno risalente allo scorso maggio e l’altro a novembre: un ragazzino accoltellato e una ragazzina picchiata nei bagni.

A descrivere ai giornalisti la figura della vittima e’ l’amico Andrea Cipolletti, anche lui un docente: “Ricordo la sua scelta di fare l’insegnante di sostegno, per stare vicino ai problemi dei ragazzi con passione e professionalita’”. Toscano e’ stato consigliere comunale a Mugnano ma alle ultime amministrative e’ stato il primo dei non eletti del Pd. Almeno al momento, si esclude che la sua morte possa essere riconducibile all’attivita’ politica. Oggi e’ circolata la voce che l’aggressione potesse essere riconducibile a una nota di demerito messa a un alunno, tesi respinta da Cipolletti: “Marcello preoccupato per il padre di un alunno che gli creava problemi? Lo smentisco, era molto sereno gioviale, ultimamente l’ho incrociato e non ho avuto motivo di pensare a nulla di insolito”. Nel cuore della notte il cugino, il giornalista Marcello Curzio, ha affidato il suo sfogo a Fb: “L’hanno ammazzato come un cane nel cortile di una scuola della Repubblica Italiana nella tarda mattinata di un anonimo martedi’ di fine settembre… Cronache da Melito dove si muore senza un perche’ e tra l’indifferenza generale. Grazie a uno Stato che ha abdicato da tempo”. Gli fa eco il sindaco: “Diventa veramente difficile amministrare questi territori e le loro difficolta’ avendo sei vigili urbani e pochi carabinieri. Continuo a sentirmi piccolo piccolo”.

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Morto a Regina Coeli, botte 3 giorni prima in cella

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Un omicidio in cella, nel carcere di Regina Coeli, commesso tre giorni dopo una prima aggressione. E’ questa l’ipotesi che si fa avanti sulla morte di Carmine Garofalo, il detenuto del carcere di Regina Coeli, trovato morto nella sua cella lo scorso 16 agosto: una vicenda sulla quale la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta. A dare forza alle testimonianze di alcuni detenuti, i quali per primi avevano detto che Garofalo – trovato senza vita dietro le sbarre per un apparente aneurisma – era stato ucciso dal compagno di cella, che lo avrebbe soffocato prendendolo alle spalle con un braccio stretto al collo. Secondo quanto risulta dagli atti del carcere, l’uomo aveva avuto una prima colluttazione con l’altro suo compagno di detenzione. “E’ un violento, una persona con problemi psichiatrici che gia’ in passato aveva tentato di uccidere Carmine”, dicono due testimoni. Sulla vicenda – per la quale la stessa amministrazione penitenziaria ha disposto una sua indagine – sorge ora piu’ di un interrogativo e diversi dubbi sull’efficacia della sorveglianza di quella cella, l’annoso problema del sovraffollamento delle carcere e sul perche’ un detenuto pericoloso, con precedenti di aggressivita’ e problemi mentali – qualora questi elementi fossero confermati – fosse ristretto con tutti gli altri. In effetti la dirigenza del carcere aveva disposto la sorveglianza a vista per la ‘cella 24′ fin dal 2 agosto ma, nonostante questo, tra il personale nessuno si sarebbe accorto di nulla. L’episodio risale a oltre un mese fa, quando il corpo di Garofalo e’ stato trovato riverso in terra senza vita nel pomeriggio del 16 agosto scorso e secondo il referto la causa sarebbe stata un aneurisma celebrale, forse provocato da una caduta accidentale nella quale avrebbe battuto la testa. Ma dal racconto dei testimoni l’uomo sarebbe morto soffocato per mano del suo compagno di cella, che dopo averlo ucciso avrebbe ripulito tutto prima di rimettersi a dormire. Non e’ escluso che i magistrati, oltre ad aver disposto l’autopsia, abbiano ascoltato in queste ore il compagno di cella di Garofalo. Quest’ultimo in passato aveva anche tentato il suicidio. “Quando ci sono delle voci o qualcosa che viene riferito e riportato e’ sempre necessario andare in fondo su due livelli: da un lato da parte della Procura e dall’altro da parte dell’amministrazione penitenziaria – sostiene il Garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma -. E se l’ipotesi dell’omicidio di Carmine Garofalo e’ fondata, perche’ il caso non e’ emerso subito, ma solo adesso? E’ chiaro che un’indagine interna e’ assolutamente necessaria per fare chiarezza. E’ sempre inquietante questo bisbigliare, questo dire e non dire”.

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Anziana strangolata in casa a Siena

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Strangolata sul suo letto con un laccio o una corda per motivi che rimangono ignoti cosi’ come la o le persone che l’hanno uccisa. Indaga la squadra mobile senese, coordinata dal procuratore facente funzione della citta’ del Palio, Nicola Marini, sulla morte di Annamaria Burrini, 81 anni, trovata priva di vita nella sua abitazione, al quarto piano di un palazzo in largo Sassetta a Siena, zona benestante alle porte del centro storico. Al vaglio ogni ipotesi o movente, dalla lite alla rapina e al momento il fascicolo per omicidio aperto in procura e’ contro ignoti. A dare l’allarme sono stati alcuni vicini dopo aver sentito alcuni rumori, intorno all’ora di cena. Sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno aperto casa trovando il cadavere e stanze messe a soqquadro. Sul posto sono poi intervenuti polizia e la scientifica i cui accertamenti sono proseguiti nella notte e poi fino a stamani: i risultati sono attesi per domani. Disposta oggi poi l’autopsia che dovra’ confermare quanto emerso al momento, ovvero morte per strangolamento. Nella casa arrivati anche lo stesso magistrato e il questore Pietro Milone. Da quanto appreso, sulla porta d’ ingresso e sulle finestre dell’abitazione non sarebbero stati rilevati segni di effrazione. L’intero appartamento e’ stato posto sotto sequestro. La camera dell’anziana, cosi’ come altre stanze della casa ma non tutte, sono state trovate a soqquadro. Si sta cercando di capire se possano essere stati portati via oggetti di valore o denaro e gli inquirenti stanno vagliando tutti i possibili moventi. Il giallo sulla morte dell’81enne gira anche intorno alle persone che frequentavano l’abitazione dato che, secondo quanto emerso, la donna avrebbe affittato piu’ stanze a studenti e lavoratori. Sentite diverse persone tra vicini, altri inquilini del palazzo e negozianti: dalle loro testimonianze emerge che l’anziana avrebbe condotto una vita riservata, con pochi contatti con chi abitava nel suo stesso stabile. La vittima era stata titolare di una storica bottega del centro cittadino poi dismessa e affittava fondi commerciali nella zona. “Era una donna forte, che ha vissuto da sola tutta la vita, quindi era abituata a risolvere problemi e gestire situazioni” ha ricordato una delle titolari di un’attivita’ commerciale che aveva in affitto il fondo di proprieta’ dell’anziana. “La conoscevo bene perche’ era la proprietaria del fondo della nostra attivita’ – ha confermato -; avevamo contatti costantemente, anche perche’ ultimamente non si sentiva molto sicura a camminare da sola e quindi mi occupavo di pagarle le bollette”. La stessa testimone, ascoltata anche dagli inquirenti, ha infine rivelato: “Da quanto mi risulta in casa aveva anche una donna, ma non so cosa era successo di preciso, se le aveva rubato e l’aveva mandata via; era un po’ preoccupata, tant’e’ che le ho suggerito di cambiare la serratura”.

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