Collegati con noi

Economia

Parte il riordino degli incentivi, obiettivo Sud

Pubblicato

del

Semplificazione e tempi certi. E’ con questi obiettivi che il governo si prepara a riordinare la selva degli incentivi alle imprese, un sistema stratificato anno dopo anno, diventato ormai troppo complesso e caratterizzato da misure disomogenee spesso di difficile accesso: attualmente circa 1.500 interventi di incentivazione. A questo fine, in linea con i target fissati nel Pnrr, il consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge, proposto dai ministri Giancarlo Giorgetti e Mara Carfagna, che delega il Governo ad adottare uno o piu’ decreti legislativi per l’attuazione della riforma che punta anche ad aumentare l’efficacia degli interventi agevolativi per le imprese del Mezzogiorno. “L’approvazione di questo provvedimento rappresenta un concreto passaggio per una vera semplificazione nel mondo degli incentivi spesso inaccessibili per troppa burocrazia”, sottolinea il titolare dello sviluppo economico Giorgetti, che ha fortemente voluto il provvedimento e fin dal suo insediamento insiste sull’esigenza, poi prevista anche nel Pnrr e nella legge di bilancio 2022, di procedere ad una riduzione degli oneri per le imprese, con una semplificazione e velocizzazione delle procedure amministrative per l’accesso alle agevolazioni, garantendo cosi’ ai beneficiari la certezza dei tempi. La revisione consentira’ di riorganizzare profondamente un sistema “farraginoso”, “in modo che ogni singolo imprenditore possa accedere con facilita’ alle misure a cui ha diritto ‘sulla carta’ ma che spesso risultano impraticabili nella realta’”, aggiunge la ministra del Sud Carfagna, precisando che nel Mezzogiorno “le agevolazioni concesse dallo Stato ‘valgono’ circa il 30 per cento del totale” ma non hanno avuto effetti significativi sulla “riduzione dei divari produttivi”. Incentivi piu’ semplici e veloci potranno invece assicurare vantaggi importanti soprattutto alle piccole e medie imprese insediate nelle aree meno sviluppate. Tra i criteri che verranno seguiti nella delega, su proposta del ministro del lavoro Andrea Orlando, c’e’ peraltro anche il rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro da parte delle imprese che accedono agli incentivi, con l’obiettivo di “rafforzare e incentivare la responsabilita’ delle imprese nel garantire il lavoro sicuro”. E ci sara’ anche “maggiore attenzione all’inclusione lavorativa delle persone con disabilita’”, evidenzia la ministra per le Disabilita’ Erika Stefani. Un altro criterio, su indicazione della ministra per le pari opportunita’ Elena Bonetti sono poi gli incentivi per la certificazione e per promuovere lavoro e imprenditoria femminile. Prevista anche l’introduzione di tecnologie gestionali innovative per l’interoperabilita’ dei dati e funzionali ad evitare la duplicazione e la sovrapposizione degli interventi previsti. Nel provvedimento viene infine indicata l’importanza di facilitare la conoscenza da parte delle imprese degli strumenti disponibili, favorendo il potenziamento e una maggiore sinergia tra il Registro nazionale degli aiuti di Stato e il portale incentivi.gov.it che il Mise rendera’ operativo a partire dal prossimo 2 giugno. I decreti legislativi per l’attuazione della riforma, uno o piu’, dovranno essere adottati entro 12 mesi dall’entrata in vigore del disegno di legge. “Ci impegniamo nei prossimi mesi a tradurre la delega in decreti legislativi per avviare una approfondita ricognizione del sistema. – ha aggiunto Carfagna – Consegneremo questo lavoro al prossimo governo: costituira’ un tassello importantissimo e permanente del lavoro avviato per dare all’Italia uno sviluppo piu’ certo e all’impresa un futuro piu’ solido”.

Advertisement

Economia

Bollette, il governo mette 3 miliardi per sterilizzare i rincari

Pubblicato

del

Ancora rincari in arrivo per luce e gas mentre il Governo corre ai ripari varando un nuovo decreto taglia-bollette da tre miliardi di euro per dare ossigeno a famiglie e imprese. “Sono stati approvati provvedimenti urgenti per sostenere il potere di acquisto delle famiglie, abbattiamo l’Iva e rafforziamo il bonus sociale, interveniamo per incrementare lo stoccaggio di gas naturale e gli aiuti alle famiglie sulle bollette”, ha detto il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, sottolineando che in “mancanza” di queste approvazioni “ci sarebbe stato un disastro, con aumenti fino al 45%”. Il Premier ha quindi fatto presente che “per le bollette abbiamo speso 30 miliardi dall’inizio dell’anno” e “con questi provvedimenti e quelli che prenderemo a luglio questo importo salira’ ancora, stiamo riformando l’assetto energetico del Paese”, ha spiegato Draghi. L’Arera, l’Autorita’ di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, sta facendo i conti per calcolare l’impatto dei nuovi prezzi sul mercato tutelato di luce e gas che scatteranno gia’ domani e rendera’ note nelle prossime ore, forse domani mattina, le nuove tariffe. Nei giorni scorsi Nomisma energia ha stimato aumenti a due cifre per il terzo trimestre: rialzi del gas del 27% a 1,57 euro per metro cubo, con una maggiore spesa della famiglia tipo di 462 euro su base annua, mentre per la luce del 17% a 48,5 centesimi a kwh che per la famiglia tipo implica una maggiore spesa, su base annuale, di 194,4 euro. Ma sono previsioni che non tengono conto delle nuove misure del governo e bisognera’ attendere i conti dell’Arera per avere certezze. Nel dettaglio, il governo per ridurre gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico, per il terzo trimestre 2022, ha annullato le aliquote relative agli oneri generali di sistema per le utenze domestiche e non domestiche in bassa tensione, oltre che per le utenze con potenza disponibile superiore a 16,5 kW. Si tratta in particolare delle piccole utenze come ad esempio negozi, piccole e medie imprese, attivita’ artigianali, commerciali o professionali, capannoni e magazzini, o per usi di illuminazione pubblica o di ricariche pubbliche di veicoli elettrici. E come nei precedenti interventi, vengono inoltre assoggettate all’Iva al 5% le somministrazioni di gas metano per usi civili e industriali e sono mantenute al livello del secondo trimestre le aliquote relative agli oneri generali di sistema per il gas.

Bollette, Arera: da misure del governo stop alla corsa al rialzo

 

Inoltre il decreto taglia-bollette prevede che il bonus sociale per l’energia elettrica, ossia le agevolazioni tariffarie per la fornitura di energia elettrica in favore dei clienti domestici economicamente svantaggiati ed ai clienti domestici in gravi condizioni di salute, siano riconosciuti anche per il primo trimestre 2022, quindi i bonus annuali riconosciuti agli aventi diritto “decorrono dal 1 gennaio 2022”, quindi con un effetto retroattivo che dovra’ essere calcolato e comunicato alle famiglie. Le soglie di reddito per accedere ai bonus sono 8 mila euro per il primo trimestre 2022, 12 mila per il secondo e terzo trimestre 2022. Tra gli altri provvedimenti del decreto c’e’ anche la concessione di un prestito da 4 miliardi al Gse, Gestore servizi energetici, per l’acquisto di gas naturale finalizzato agli stoccaggi. “L’obiettivo” degli stoccaggi del gas “e’ il 90%, oggi siamo al 57%, l’andamento degli ultimi giorni e’ in crescita”, ha detto il sottosegretario alla presidenza del consiglio Roberto Garofoli, illustrando la misura approvata in Consiglio dei ministri: “Consiste nel prevedere che ci sia un concorso anche pubblico all’operazione di importazione finalizzata agli stoccaggi – ha spiegato -. Si coinvolge Gse in questa operazione, affianchera’ operatori sul mercato, e anche Snam. In questa prospettiva il decreto legge stanzia un finanziamento, un prestito significativo di 4 miliardi perche’ Gse possa concorrere con altri operatori a finalizzare questo obiettivo di sicurezza energetica nazionale”.

Continua a leggere

Economia

Invitalia: Bernardo Mattarella diventa a.d., finisce l’era di Arcuri

Pubblicato

del

Con Bernardo Mattarella amministratore delegato e Rocco Sabelli presidente si apre una nuova pagina per la gestione di Invitalia, la mano operativa e finanziaria dello Stato sul fronte del sostegno al sistema imprenditoriale, dalla nascita di startup ai ‘salvataggi’ di aziende ed al rilancio delle aree di crisi industriali. Si chiude la lunga stagione di Domenico Arcuri che ha guidato Invitalia per 15 anni, dal 2007, e che da marzo 2020 a marzo 2021 e’ stato sotto i riflettori – chiamato dal Governo Conte – per il ruolo di commissario straordinario per l’emergenza Covid: sul suo lavoro, alla chiusura dell’inchiesta della Procura di Roma sulle mascherine irregolari acquistate dalla Cina i magistrati hanno escluso le ipotesi di accusa piu’ gravi, corruzione e peculato, mentre resta l’ipotesi di abuso d’ufficio. Sono le ultime nomine della tornata di designazioni di maggior rilievo nelle aziende pubbliche. Bernardo Mattarella, nipote del Capo dello Stato, in Invitalia arriva al vertice dopo un percorso di crescita interna: direttore finanziario dal 2007 al 2011, dal 2011 al 2017 ha diretto la business unit Incentivi e Innovazione; e’ amministratore delegato di Banca del Mezzogiorno-MedioCredito Centrale, acquisita da Invitalia nel 2017 quando ne ha assunto la guida per essere poi riconfermato ad aprile 2020. Alla presidenza di Invitalia arriva il manager Rocco Sabelli, cresciuto in aziende come Eni e Telecom, apprezzato da Roberto Colaninno che nel 2003 lo ha voluto alla guida della finanziaria Immsi e della Piaggio. Dal 2008 e’ lui, come amministratore delegato di Alitalia, a gestire il ‘piano fenice’, uno dei capitoli della travagliata storia della compagnia che lascia nel 2012. Nel mondo delle aziende del Tesoro arriva nell’aprile del 2019 come presidente e a.d. di Sport e Salute, societa’ in house del Ministero dell’Economia, che ha lasciato poco dopo anche per “una sintonia mai nata”, come scrisse dimettendosi, con l’allora ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. Sbattendo la porta: “Con la politica pasticciona che ho conosciuto in questi ultimi mesi – commento’ – non ho piu’ alcuna voglia di lavorare”.

Continua a leggere

Economia

Bollette, Arera: da misure del governo stop alla corsa al rialzo

Pubblicato

del

Il Governo vara un nuovo decreto taglia-bollette da tre miliardi di euro e per il terzo trimestre ferma la corsa al rialzo di luce e gas. Ma su anno il conto per famiglie e imprese sara’ comunque salato con rincari per la luce di +91% e del gas +70,7%. “Il terzo trimestre 2022 per la famiglia tipo in tutela, vedra’ un lieve incremento per la bolletta dell’elettricita’, +0,4%, mentre rimarra’ stabile la bolletta gas, senza alcuna variazione”, annuncia Arera dopo il nuovo decreto del governo, sottolineando che senza queste misure il quadro generale “avrebbe determinato una variazione intorno al 45% della bolletta gas e al 15% di quella elettrica”. Ma l’Autorita’ di Regolazione per Energia Reti e Ambiente avverte anche che in termini di effetti finali, “per la bolletta elettrica la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1 ottobre 2021 e il 30 settembre 2022) “sara’ di circa 1071 euro”, +91% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1 ottobre 2020 – 30 settembre 2021). Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo “per la bolletta gas sara’ di circa 1.696 euro”, con una variazione del +70,7% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente. “Sono stati approvati provvedimenti urgenti per sostenere il potere di acquisto delle famiglie, abbattiamo l’Iva e rafforziamo il bonus sociale, interveniamo per incrementare lo stoccaggio di gas naturale e gli aiuti alle famiglie sulle bollette”, ha detto il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, sottolineando che in “mancanza” di queste approvazioni “ci sarebbe stato un disastro, con aumenti fino al 45%”. Il Premier ha quindi fatto presente che “per le bollette abbiamo speso 30 miliardi dall’inizio dell’anno” e “con questi provvedimenti e quelli che prenderemo a luglio questo importo salira’ ancora, stiamo riformando l’assetto energetico del Paese”, ha spiegato Draghi. Nel dettaglio, il governo per ridurre gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico, per il terzo trimestre 2022, ha annullato le aliquote relative agli oneri generali di sistema per le utenze domestiche e non domestiche in bassa tensione, oltre che per le utenze con potenza disponibile superiore a 16,5 kW. Si tratta in particolare delle piccole utenze come ad esempio negozi, piccole e medie imprese, attivita’ artigianali, commerciali o professionali, capannoni e magazzini, o per usi di illuminazione pubblica o di ricariche pubbliche di veicoli elettrici. E come nei precedenti interventi, vengono inoltre assoggettate all’Iva al 5% le somministrazioni di gas metano per usi civili e industriali e sono mantenute al livello del secondo trimestre le aliquote relative agli oneri generali di sistema per il gas. Inoltre il decreto taglia-bollette prevede che il bonus sociale per l’energia elettrica, ossia le agevolazioni tariffarie per la fornitura di energia elettrica in favore dei clienti domestici economicamente svantaggiati ed ai clienti domestici in gravi condizioni di salute, siano riconosciuti anche per il primo trimestre 2022, quindi i bonus annuali riconosciuti agli aventi diritto “decorrono dal 1 gennaio 2022”, quindi con un effetto retroattivo che dovra’ essere calcolato e comunicato alle famiglie. Le soglie di reddito per accedere ai bonus sono 8 mila euro per il primo trimestre 2022, 12 mila per il secondo e terzo trimestre 2022. Tra gli altri provvedimenti del decreto c’e’ anche la concessione di un prestito da 4 miliardi al Gse, Gestore servizi energetici, per l’acquisto di gas naturale finalizzato agli stoccaggi. “L’obiettivo” degli stoccaggi del gas “e’ il 90%, oggi siamo al 57%, l’andamento degli ultimi giorni e’ in crescita”, ha detto il sottosegretario alla presidenza del consiglio Roberto Garofoli, illustrando la misura approvata in Consiglio dei ministri: “Consiste nel prevedere che ci sia un concorso anche pubblico all’operazione di importazione finalizzata agli stoccaggi – ha spiegato -. Si coinvolge Gse in questa operazione, affianchera’ operatori sul mercato, e anche Snam. In questa prospettiva il decreto legge stanzia un finanziamento, un prestito significativo di 4 miliardi perche’ Gse possa concorrere con altri operatori a finalizzare questo obiettivo di sicurezza energetica nazionale”.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto