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Parla il professor Ascierto: ecco gli effetti del farmaco Tocilizumab, la sperimentazione e lo studio di un vaccino

Olga Fernandes

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In queste settimane il suo nome è diventato sinonimo di speranza: Paolo Ascierto, medico e ricercatore dell’Ospedale Pascale di Napoli, ha sperimentato con successo su alcuni pazienti affetti dal coronavirus un farmaco anti-artrite, il Tocilizumab. La cura ha avuto effetti positivi, e così ora in tutta Italia viene utilizzata con ottimi risultati.

Cos’è il Tocilizumab e come funziona?

Il Tocilizumab è un anticorpo monoclonale IgG1 che agisce bloccando il recettore dell’Interleuchina 6, una citochina particolarmente espressa durante l’iperattivazione del sistema immunitario. Questo farmaco è approvato in Italia per l’artrite reumatoide e nel trattamento degli effetti collaterali degli anticorpi bispecifici (come ad esempio le CAR-T, utilizzate nel trattamento di alcuni tumori ematologici), che possono determinare la Cytokine release syndrome (CRS).

Come vi è venuta l’idea di utilizzarlo su pazienti affetti da coronavirus Covid 19?

Con l’avvento dell’immunoterapia in oncologia abbiamo iniziato a vedere reazioni legate ad una  iper-attivazione del sistema immunitario, sono anni che ormai utilizziamo farmaci inibitori di citochine (come l’Infliximab, il Tocilizumab…) nella gestione delle tossicità di alcuni di questi farmaci. L’idea è nata quando, in seguito a confronti con alcuni miei collaboratori, abbiamo notato che la tempesta citochinica alla base delle CRS, è simile a quella che si sviluppa nell’Ards da Covid-19. In particolare abbiamo trovato, in comune tra le due, una elevata associazione con l’espressione dell’interleuchina 6 (una mia collaboratrice in quel momento si trovava a Pittsburgh proprio per imparare la gestione delle tossicità da Car-T  con il Tocilizumab). Da qui l’idea, approvata dal collega il dottor Buonaguro, infettivologo, e confermata dai colleghi cinesi, che già avevano sperimentato il farmaco su 21 pazienti, ottenendo un ottimo risultato su 20 di essi.

 

Quando avete incominciato ad usarlo e che risultati avete avuto?

Insieme al dottor Montesarchio, primario del Monaldi e all’equipe di anestesia e rianimazione e infettivologi del Cotugno, abbiamo avviato l’utilizzo del farmaco in data 7 marzo su due pazienti che vertevano in situazioni drastiche ed erano intubati.  Il farmaco ha mostrato subito un’importante attività, permettendo un miglioramento clinico della sintomatologia e oggettivo dei parametri vitali. Con questo dato incoraggiante, in una fase in cui non ci sono alternative terapeutiche degne, abbiamo fatto un comunicato stampa per rendere pubblica subito l’informazione. In seguito ci siamo attivati, grazie soprattutto al dottor Franco Perrone, alla stesura di un disegno di studio clinico al fine di dimostrare, con rigore scientifico, la reale efficacia del farmaco.

Quando pensa che si conosceranno i dati della sperimentazione? Ci sono anche giovani che muoiono?

Si è conclusa da poco la prima fase dello studio e i dati della sperimentazione saranno disponibili tra circa un mese.  Purtroppo, il coronavirus può colpire chiunque, anche i giovani.

Quando pensa finirà questa emergenza?

Purtroppo è difficile fare stime simili, fondamentale è seguire quelle che sono le indicazioni del Governo sulle restrizioni sociali e soprattutto sulla prevenzione. In poche parole, state a casa! Credo che la soluzione definitiva si avrà quando troveremo un vaccino e una terapia antivirale adeguata.

Un commento sulla generosità del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis

Il presidente De Laurentiis è stato molto affettuoso! Mi ha espresso la sua solidarietà per la vicenda che tutti voi conoscente e, grazie alla sua sensibilità, sta aiutando il Pascale in questa emergenza dovuta al Covid-19. Un grande.

Il Tocilizumab? Un farmaco compassionevole! L’ultima scemenza dell’illustre infettivologo milanese Galli

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De Luca va avanti su progetto isole Covid free e annuncia “Campania zona arancione prossima settimana”

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“Bonaccini dice no a isole Covid free? La Campania lavorera’ per avere le isole Covid free. Lavoriamo per perseguire questo obiettivo perche’ si ritiene prioritario il rilancio del comparto turistico in Campania: o questa operazione si fa oggi o perdiamo un altro anno di turismo che significa decine di migliaia di stagionali senza pane. La Campania andra’ quindi avanti e non chiedera’ l’autorizzazione a nessuno, ne’ a Roma, ne’ a Bruxelles, ne’ alle Nazioni Unite” ha detto il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Per  De Luca, la Campania si avvia gia’ dalla prossima settimana al passaggio alla zona arancione e a una riapertura dei locali fino a tarda sera purche’ si rispettino le regole basilari del distanziamento, e quindi evitare gli assembramenti, dell’uso obbligatorio delle mascherine e del controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine. E’ questa, in sintesi, l’idea del governatore De Luca che con il sindaco di Benevento Clemente Mastella ha incontrato a Palazzo Mosti una delegazione di commercianti e ristoratori del Sannio. “Con i commercianti – ha detto De Luca rispondendo alle domande dei giornalisti – abbiamo parlato di una situazione che sara’ sicuramente di maggiore vantaggio per il mondo del commercio, per l’ambulantato gia’ dalla prossima settimana. Credo che venerdi’ prossimo il Cts collochera’ in zona arancione anche la Campania. Usciamo quindi fuori da questa cosa demenziale della zona rossa per la Campania”. “Ho spiegato ovviamente – ha aggiunto il governatore – che noi dobbiamo avere un limite che e’ quello della movida notturna. Non possiamo scherzare: a mezzanotte tutti a casa. Decidiamo la prossima settimana anche gli orari di apertura, soprattutto per i ristoranti per il servizio serale perche’ e’ evidente che il grosso dell’attivita’ avviene di sera e non a pranzo. Anche li’ dobbiamo definire un orario: 11,30 di sera o mezzanotte finisce l’attivita’ di ristorazione ma l’importante e’ che dopo tutti vadano a casa perche’ se abbiamo migliaia di persone in mezzo alla strada nei fine settimana noi nel giro di due settimane torniamo in zona rossa. Su questo dobbiamo essere tutti responsabili”. “Ovviamente – ha continuato De Luca – questo significa un impegno delle forze dell’ordine perche’ la verita’ e’ che in questi tre mesi che abbiamo alle spalle il territorio italiano e’ stato abbandonato a se stesso. Siamo stati nelle mani del Padreterno perche’ non c’era una pattuglia in mezzo alla strada e avevamo centinaia di ragazzi senza mascherina”.

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Covid, in Campania forte aumento dell’indice di positività

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E’ in forte rialzo, in Campania, l’indice di positivita’. Ha raggiunto, infatti, il 14,63% con 1.386 casi rispetto al 10,75% precedente ma con un minor numero di tamponi molecolari (9.473 rispetto ai 17.231 del dato precedente). Secondo i dati dell’Unita’ di crisi della Regione i sintomatici sono 499 nelle ultime 24 ore Le persone decedute sono 43 e 1.828 le persone guarite. In merito alla situazione degli ospedali, calano i posti di terapia intensiva occupati (136 rispetto a 145) mentre quelli in degenza aumentano (oggi 1.594, in precedenza 1.569).

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Influenza, vaccini a ottobre: così si evita il mix con il Covid

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Anticipare le campagne di vaccinazione antinfluenzale, anche in considerazione della situazione epidemiologica per la circolazione del virus SarsCov2, a partire dall’inizio di ottobre. E’ quanto prevede la nuova circolare del Ministero della Salute ‘Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2021-2022′. L’obiettivo e’ infatti impedire una co-circolazione del nuovo coronavirus e dei virus dell’influenza stagionale, limitando questi ultimi anche al fine di non intasare le strutture ospedaliere ed i Pronto soccorso. Per questo, avverte il ministero, cruciale e’ anche anticipare i tempi delle gare per i vaccini. Al fine di ridurre l’impatto di una probabile co-circolazione di SarsCov2 e virus influenzali nel prossimo autunno, si legge infatti nel documento, “e’ cruciale che le Regioni e Province Autonome avviino le gare per l’approvvigionamento dei vaccini anti-influenzali al piu’ presto basandole – si avverte – su stime effettuate sulla popolazione eleggibile e non sulle coperture delle stagioni precedenti”. Analogamente allo scorso anno, il documento raccomanda la vaccinazione antinfluenzale nella fascia di eta’ 6 mesi – 6 anni, anche allo scopo di ridurre la circolazione del virus influenzale fra gli adulti e gli anziani. Inoltre, al fine di facilitare la diagnosi differenziale rispetto a Covid-19 nelle fasce di eta’ a maggiore rischio di malattia grave, la vaccinazione antinfluenzale e’ “fortemente raccomandata e puo’ essere offerta gratuitamente” nella fascia d’eta’ 60-64 anni. Quest’anno, nonostante non si sia raggiunto l’obiettivo di una estesa vaccinazione anti influenza, a causa del distanziamento sociale e delle mascherine, i casi di influenza continuano a confermarsi bassi. Nella settimana dal 29 marzo al 4 aprile 2021, i casi stimati di sindrome simil influenzale in Italia sono stati circa 65.000, per un totale di circa 2.291.000 casi a partire da ottobre scorso. L’incidenza, che quest’anno non ha mai raggiunto la soglia epidemica, raggiunge ora, con 1,1 casi per mille assistiti, il valore osservato nella passata stagione influenzale in questo periodo dell’anno, emerge dal nuovo bollettino sulla sorveglianza delle sindromi influenzali InfluNet, a cura dell’Istituto Superiore di Sanita’ (Iss). La vaccinazione, si sottolinea nella circolare, “costituisce la piu’ efficace strategia di prevenzione dell’influenza” e sono previste campagne informative ad hoc. Vista l’attuale situazione epidemiologica, si raccomanda quindi di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale e, comunque, di offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si presentano in ritardo per la vaccinazione. Poiche’ permane una situazione pandemica COVID-19, il documento raccomanda la vaccinazione anche agli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, che operano a contatto con i pazienti, e per gli anziani istituzionalizzati in strutture residenziali o di lungodegenza. Inoltre, “si dovrebbe considerare di estendere questo gruppo a rischio includendo gli adulti oltre i 50 anni di eta’ che sono a piu’ alto rischio di COVID19 grave”. Il ministero indica quindi le altre categorie prioritarie per la vaccinazione antinfluenzale: le donne in gravidanza e le persone con patologie quali malattie croniche cardiache o polmonari. Gli obiettivi di copertura, per tutti i gruppi target, sono il 75% come obiettivo minimo perseguibile e il 95% come obiettivo ottimale. Quanto agli eventi avversi della vaccinazione, sono stati riferiti, in correlazione temporale con la vaccinazione antinfluenzale, eventi rari quali trombocitopenia, nevralgie, parestesie, disordini neurologici e reazioni allergiche gravi, ma la correlazione causale tra la somministrazione di vaccino antinfluenzale e tali eventi avversi, si precisa nella circolare, “non e’ stata dimostrata”.

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