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Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni fra i 10 parchi più apprezzati d’Europa

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La soddisfazione per Tommaso Pellegrino, presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, è tanta: il Parco del Cilento Vallo di Diano e Alburni nella Top 10 ‘Travellers Choice 2021’, quale unica eccellenza nazionale nella classifica dei Parchi più apprezzati d’Europa.

Tommaso Pellegrino

“Si tratta della Top 10 europea di Tripadvisor, spiega il presidente Pellegrino che he reso nota la bella notizia, ed è stato scelto e votato analizzando tutte le recensioni, i punteggi e i luoghi salvati che i viaggiatori condividono in tutto il mondo per riconoscere le strutture migliori in assoluto”.
“Sono orgoglioso di questo prestigioso riconoscimento – ha proseguito Pellegrino – perché a determinarlo non sono stati “enti astratti” ma i tantissimi visitatori del nostro territorio che ne hanno apprezzato lo straordinario valore paesaggistico, ambientale e culturale. Un successo che voglio condividere con tutte le realtà turistico ricreative, eno-gastronomiche, artigianali e produttive che costituiscono la vera ricchezza del Parco facendone vanto internazionale”.

“Questo prestigioso riconoscimento – dice Pellegrino- serve a consolidare il percorso tracciato nella gestione dell’Ente Parco che deve coniugare tutela del territorio, sviluppo sostenibile, promozione dei valori culturali. La valorizzazione del patrimonio paesaggistico, artistico e culturale dell’Italia dovrà essere al centro delle politiche del prossimo governo. Da qui è possibile ricostruire la nostra economia nella fase post pandemica”.

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Ambiente

Parco del Cilento, si punta sulle energie rinnovabili per essere autonomi

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Il Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni punta all’efficientamento energetico: “Avranno inizio a breve gli interventi previsti, dice Tommaso Pellegrino, Presidente dell’Ente Parco, per un ammontare complessivo di circa 5,3 milioni di euro. In un lungo e articolato elenco di progetti già approvati e finanziati si concretizza l’impegno contro i cambiamenti climatici del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni”.


I lavori, oltre l’Acquario Virtuale di Villa Matarazzo di Santa Maria di Castellabate e la sede centrale di Palazzo Mainenti di Vallo della Lucania, di proprietà dell’Ente Parco, riguarderanno gli istituti scolastici dei Comuni che si sono candidati in seguito alla pubblicazione di una manifestazione di interesse: Sicignano degli Alburni, Laurino, Felitto, Casalbuono, Sassano, Polla, San Giovanni a Piro, Cuccaro Vetere, Montano Antilia, Sanza e Alfano. Inoltre, sono previsti anche interventi su alcune caserme dei Carabinieri Forestali quali quelle di Petina, Laureana e di Montesano sulla Marcellana. Nell’ambito delle altre azioni previste sono da segnalare la realizzazione di due importanti piste ciclabili e alcuni interventi di mitigazione del rischio idrogeologico come quello che verrà realizzato nella Pineta di Palinuro.

Palinuro

“Gli sforzi dell’Ente Parco – ha precisato Pellegrino – sono da sempre rivolti verso la piena adozione delle energie rinnovabili a basso impatto ambientale con il conseguente progressivo abbandono delle energie da combustibili fossili o idrocarburi. L’Area protetta e i comuni limitrofi devono aspirare ad autonomia energetica che sia il trionfo delle energie rinnovabili respingendo l’idea di realizzare nuovi e anacronistici impianti di sfruttamento petrolifero”, ha concluso il Presidente Pellegrino.

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Ambiente

Spaventosa eruzione del vulcano sottomarino, tsunami a Tonga e allerta in tutto il Pacifico: il video dal satellite

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Allarme tsunami in tutto il Pacifico meridionale, dall’Australiana fino alla costa occidentale degli Stati Uniti e al Cile, dopo l’eruzione di un vulcano sottomarino al largo dell’isola di Tonga che ha costretto i residenti a fuggire verso le montagne. Le Hawaii sono gia’ state colpite da “piccole inondazioni”. L’eruzione del vulcano Hunga Tonga-Hunga Ha’apai, a circa 65 km a nord della capitale di Tonga, Nuku’alofa, ha provocato uno tsunami con onde alte circa 1,2 metri per il quale e’ stato emesso un allarme in un’ampia area del Pacifico che include il regno di Tonga, le Fiji e la Nuova Zelanda. Allo stesso tempo, il Pacific Tsunami Warning Center americano ha lanciato un’allerta tsunami per le Hawaii e la costa occidentale degli Stati Uniti, inclusa l’Alaska, e la provincia canadese della British Columbia, prevedendo onde fino a 60 centimetri, forti correnti e alluvioni sulle coste. Le Hawaii non hanno riportato danni segnalando solo “piccole inondazioni” in tutte le isole, mentre le autorita’ del servizio meteorologico americano avvertono i cittadini di “stare lontani dalle spiagge e dai porti dei luoghi indicati”. Avvisi simili sono stati emessi dalle autorita’ in Cile e in Australia, dove una fascia di costa, che comprende Sydney, potrebbe essere colpita dalle onde dello tsunami. Ai residenti nello Stato del New South Wales e’ stato “consigliato di non andare sulle spiagge”.

L’eruzione di Hunga – catturata nelle immagini satellitari che mostrano una gigantesca nuvola di cenere, vapore e gas che sale dall’oceano – e’ stata avvertita a 800 chilometri di distanza, arrivando fino alle Fiji e a Vanuatu, dove le persone hanno riferito di aver sentito tremare il suolo e gli edifici per ore. Diversi filmati dei social media mostrano l’acqua entrare in una chiesa e in diverse case della capitale di Tonga, Nuku’alofa, mentre alcune auto vengono travolte dall’acqua. In altri video pubblicati sui social media si vedono grandi onde che si infrangono a riva nelle zone costiere. “Sembrava un’esplosione”, ha raccontato uno dei residenti di Tonga. “Il terreno e la casa intera hanno iniziato a tremare. Mio fratello ha pensato che fossero delle bombe esplose li’ vicino, ma abbiamo subito capito che si trattava di uno tsunami dopo aver visto l’acqua entrare da tutte le parti. Abbiamo udito le urla delle persone tutt’intorno e molte persone hanno iniziato a fuggire verso le montagne”, ha aggiunto. Anche il re di Tonga, Tupou VI, e’ stato evacuato dal palazzo reale di Nuku’alofa e scortato da un convoglio della polizia in una villa lontana dalla costa. Molte zone di Tonga sono state colpite da un blackout quasi totale di energia elettrica, linee telefoniche e servizi Internet, il che significa che le informazioni sono scarse e l’entita’ di eventuali lesioni o danni alla proprieta’ non e’ ancora chiara. Quello delle ultime ore non e’ stato un episodio isolato: il vulcano sottomarino ha iniziato a eruttare frequentemente a dicembre. Ha poi ripreso ad eruttare ieri, sparando in aria cenere, vapore e gas fino a 20 km di altezza, ma l’allerta tsunami era stata revocata dopo pochi minuti in quanto le onde anomale segnalate dal servizio meteo di Tonga erano arrivate a “soli” 30 centimetri di altezza.

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Artico si scioglie e minaccia strade,industrie, case

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 A rischio tra il 30 e il 70% delle infrastrutture – come case, strade e industrie – danni quantificabili per decine di miliardi di dollari e soprattutto il pericolo del rilascio di 1.700 miliardi di tonnellate di metano e CO2, ossia decine di volte quelli emessi ogni anno dalle attivita’ umane in tutto il pianeta: sono le conseguenze dello scioglimento del permafrost nelle zone attorno l’Artico. A definire questi scenari e’ una serie di sei studi pubblicati sull’ultimo numero di Nature Reviews Earth & Enviroment firmati da vari gruppi di ricerca internazionale tra cui l’Istituto di Tecnologia della California e le universita’ di Oulu in Finlandia e Wageningen nei Paesi Bassi. Lo scioglimento del permafrost e’ considerato uno dei maggiori pericoli del cambiamento climatico, un fenomeno che si autoalimenta in quanto dovuto al riscaldamento delle regioni polari e che allo stesso tempo favorisce l’innalzamento delle temperature. Il permafrost e’ il terreno perennemente congelato che si trova principalmente attorno alle regioni polari e al cui interno sono intrappolate grandi quantita’ di carbonio sotto forma anche di gas come CO2 e metano che una volta rilasciati vanno nell’atmosfera favorendo il riscaldamento del pianeta. Un fenomeno difficilmente quantificabile che ha effetti globali e provoca anche gravi danni a livello locale, ad esempio con il cedimento dei terreni che si ‘svuotano’ dal sottosuolo con la conseguente distruzione di case, citta’, strade o condutture. Danni e disastri che raramente finiscono al centro della cronaca se non in casi particolarmente gravi come l’incidente avvenuto lo scorso anno in Siberia, a Norilsk, luogo di una catastrofe ambientale per la rottura di alcuni serbatoi e la conseguente perdita di migliaia di tonnellate di carburante nei fiumi e nel mare Artico. Uno studio guidato dai ricercatori dell’universita’ finlandese di Oulu ha tentato di stimare i danni prodotti alle infrastrutture e le possibili soluzioni. Secondo i ricercatori tra il 30 e il 70%delle infrastrutture residenziali, industriali e di trasporto sono localizzate in aree ad alto rischio. Solo in Russia entro il 2050 i danni dovuti alla degradazione del terreno a causa dello scongelamento degli strati piu’ profondi avra’ un costo di 7 miliardi di dollari. Decine di miliardi includendo anche Canada e Stati Uniti. Per limitare i danni, e anche nuovi disastri come quello di Norilsk, bisogna intervenire al piu’ presto – spiegano i ricercatori – con nuove soluzioni ingegneristiche che possano mettere in sicurezza quanto meno le infrastrutture piu’ strategiche e pericolose come gli oleodotti e gli impianti industriali. Un altro studio guidato invece dal Caltech sottolinea come il permafrost rappresenti un enorme pericolo globale di cui pero’ conosciamo ancora troppo poco a causa delle difficolta’ di misurare quanto dei gas presenti nel sottosuolo – che si stima contenga 1.700 miliardi di tonnellate di carbonio, praticamente il doppio di quello gia’ presente nell’atmosfera – si liberi effettivamente ogni anno. Diventa urgente – spiega la ricerca – investire di piu’ e rapidamente su nuovi strumenti e studi per il monitoraggio del permafrost su larga scala e nella comprensione dei flussi del carbonio.

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