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Ambiente

Parco del Cilento, si punta sulle energie rinnovabili per essere autonomi

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Il Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni punta all’efficientamento energetico: “Avranno inizio a breve gli interventi previsti, dice Tommaso Pellegrino, Presidente dell’Ente Parco, per un ammontare complessivo di circa 5,3 milioni di euro. In un lungo e articolato elenco di progetti già approvati e finanziati si concretizza l’impegno contro i cambiamenti climatici del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni”.


I lavori, oltre l’Acquario Virtuale di Villa Matarazzo di Santa Maria di Castellabate e la sede centrale di Palazzo Mainenti di Vallo della Lucania, di proprietà dell’Ente Parco, riguarderanno gli istituti scolastici dei Comuni che si sono candidati in seguito alla pubblicazione di una manifestazione di interesse: Sicignano degli Alburni, Laurino, Felitto, Casalbuono, Sassano, Polla, San Giovanni a Piro, Cuccaro Vetere, Montano Antilia, Sanza e Alfano. Inoltre, sono previsti anche interventi su alcune caserme dei Carabinieri Forestali quali quelle di Petina, Laureana e di Montesano sulla Marcellana. Nell’ambito delle altre azioni previste sono da segnalare la realizzazione di due importanti piste ciclabili e alcuni interventi di mitigazione del rischio idrogeologico come quello che verrà realizzato nella Pineta di Palinuro.

Palinuro

“Gli sforzi dell’Ente Parco – ha precisato Pellegrino – sono da sempre rivolti verso la piena adozione delle energie rinnovabili a basso impatto ambientale con il conseguente progressivo abbandono delle energie da combustibili fossili o idrocarburi. L’Area protetta e i comuni limitrofi devono aspirare ad autonomia energetica che sia il trionfo delle energie rinnovabili respingendo l’idea di realizzare nuovi e anacronistici impianti di sfruttamento petrolifero”, ha concluso il Presidente Pellegrino.

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La Florida devastata dall’uragano Ian, almeno 15 morti

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 Distruzioni catastrofiche, oltre 2,6 milioni di abitanti senza luce e almeno 15 morti. E’ questo il primo bilancio del passaggio dell’uragano Ian in Florida, anche se le persone intrappolate sono tante e il rischio e’ che la situazione sia ben piu’ drammatica. “Potrebbe essere l’uragano piu’ letale nella storia della Florida, sentiamo notizie di sostanziali perdite di vite umane”, ha avvertito il presidente americano Joe Biden parlando dalla sede della Fema (la protezione civile Usa). “In momenti come questi l’America si unisce, e si unira’ come una sola squadra”, ha aggiunto. Dopo aver colpito Cuba, Ian ha toccato terra a Cayo Costa, vicino a Fort Meyers, come uno degli uragani piu’ violenti mai abbattutosi sugli Usa, con venti a 240 km orari. Nella notte tra mercoledi’ e giovedi’ ha perso forza ed e’ stato declassato a tempesta tropicale, ma secondo il National Hurricane Center dovrebbe riacquistare vigore e tornare un uragano prima di toccare terra per la seconda volta. I governatori di Virginia, Georgia e South Carolina hanno gia’ proclamato lo stato di emergenza. La prima vittima confermata in Florida e’ stata registrata nella contea di Volusia, sulla costa orientale: secondo le autorita’ si tratta di un uomo di 72 anni “uscito per svuotare la sua piscina durante la tempesta”.

Ma in serata erano gia’ saliti a 15 i morti e il bilancio e’, purtroppo, destinato a salire, mentre oltre 500 persone sono state soccorse nelle contee di Charlotte e Lee. Intanto proseguono le ricerche per trovare venti passeggeri di una nave di migranti che si e’ capovolta mercoledi’ nei pressi dell’arcipelago delle Keys, leggermente distante dalla traiettoria dell’uragano. “Non abbiamo mai visto inondazioni come queste”, ha detto DeSantis. “Alcune aree come Cape Coral, la citta’ di Fort Myers, sono state devastate”, ha continuato, definendo i danni “storici”. Alcune sezioni di almeno due ponti sulla costa sud-occidentale, il Sanibel Causeway e il ponte Pine Island, che collegano la terraferma a due isole vicino a Fort Myers, sono state distrutte, e richiederanno “ricostruzioni strutturali”, ha spiegato DeSantis. Il governatore repubblicano ha parlato al telefono con Biden per discutere i passi che l’amministrazione sta intraprendendo per sostenere la Florida in risposta all’uragano e il presidente ha annunciato che domani inviera’ la direttrice della Fema Deanne Criswell sul posto per valutare i danni. Anche Biden si rechera’ nello Stato, ha assicurato, quando le condizioni lo permetteranno. Inoltre, ha proclamato lo stato di disastro naturale in Florida e stanziato fondi federali per aiutare le contee piu’ colpite: gli aiuti includono sovvenzioni per alloggi temporanei e ristrutturazioni delle case, prestiti a basso costo per coprire proprieta’ non assicurate e altri programmi per aiutare gli imprenditori a riprendersi dagli effetti del disastro.

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Ambiente

Fossile di squalo fa riscrivere storia evoluzione

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‘Pesca grossa’ nei mari della preistoria: un vero e proprio tesoro di fossili trovato in Cina rivela per la prima volta l’anatomia completa dei primi pesci dotati di mascelle, tra i quali il piu’ antico trovato finora, un lontano parente dello squalo vissuto 439 milioni di anni fa. Si riscrivono cosi’ le prime tappe dell’evoluzione dei vertebrati che ha portato fino agli esseri umani. La scoperta, a cui Nature dedica la copertina, e’ pubblicata in quattro studi condotti da un gruppo internazionale di ricerca guidato da Zhu Min dell’Istituto di paleontologia dei vertebrati e paleoantropologia dell’Accademia cinese delle scienze e da Per E. Ahlberg dell’Universita’ di Uppsala in Svezia. I fossili sono stati ritrovati dopo 20 anni di ricerche in due siti della Cina sud-occidentale risalenti al periodo Siluriano del Paleozoico (436-439 milioni di anni fa) e permettono di fare luce sulle misteriose origini dei vertebrati dotati di mascelle (gnatostomi), categoria a cui appartiene il 99,8% dei vertebrati moderni inclusi gli umani. La comparsa delle mascelle e’ una delle piu’ importanti innovazioni nell’evoluzione dei vertebrati, ma finora non era chiaro quando fosse avvenuta: i piu’ antichi fossili di gnatostomi ritrovati finora avevano circa 425 milioni di anni, mentre gli studi genetici indicavano che la loro origine doveva risalire ad almeno 25 milioni di anni prima. La conferma arriva ora dai nuovi reperti ritrovati in Cina, che comprendono placodermi (un gruppo estinto di pesci preistorici corazzati) e condritti (un gruppo di pesci cartilaginei come squali e razze). La specie dominante (con piu’ di 20 esemplari) e’ un placoderma lungo circa tre centimetri a cui e’ stato dato il nome Xiushanosteus mirabilis. “Come spesso accade in paleontologia, questi nuovi fossili retrodatano la comparsa di strutture anatomiche che hanno permesso di fare un importante balzo evolutivo, in questo caso le mascelle nei vertebrati: cio’ e’ possibile perche’ alcuni degli esemplari ritrovati hanno un’anatomia ben conservata, cosa non facile soprattutto quando parliamo di pesci non ancora dotati di uno scheletro osseo”, commenta Cristiano Dal Sasso, paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano. “Questi reperti dimostrano un’importante diversificazione dei principali gruppi di vertebrati gnatostomi gia’ all’inizio del Siluriano”, dunque decine di milioni di anni prima rispetto alla cosiddetta ‘Era dei pesci’ cominciata 420 milioni di anni fa. A sorprendere e’ soprattutto la perfetta conservazione dei pesci galeaspidi, che finora conoscevamo solo per la testa appiattita a forma di scudo: il resto del corpo, visibile nei fossili cinesi, ha permesso di scoprire che “erano dotati di due creste pinnali, una a destra e una a sinistra, che decorrevano dalla testa alla coda e permettevano ai pesci di sollevarsi dal fondale per nuotare liberamente in acqua”, spiega Dal Sasso. “Solo successivamente da queste due creste si sono separate quattro pinne: prima quelle pettorali e poi quelle pelviche, da cui si sono poi evolute le zampe e quindi le nostre braccia e gambe”. Tra le scoperte piu’ curiose emerse dall’analisi dei reperti c’e’ quella dei denti piu’ antichi, appartenuti a un lontano parente degli squali, vissuto 439 milioni di anni fa e chiamato Qianodus duplicis. Il fossile retrodata la comparsa delle mascelle dentate di circa 14 milioni di anni.

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Uragano Ian, Cuba senza energia elettrica in tutta l’isola e in Florida 2 milioni di evacuati

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L’isola di Cuba e’ senza elettricita’ in tutto il Paese a causa di “un guasto” legato alle condizioni meteorologiche causate dal passaggio dell’Uragano Ian. Lo ha riferito la compagnia Unio’n Ele’ctrica. L’azienda dell’energia elettrica statale ha riferito che il “Sistema elettrico nazionale si trova in una condizione eccezionale, con una produzione di elettricita’ pari a zero (senza servizio elettrico per il Paese)”. “Al momento stiamo lavorando ininterrottamente per ricollegare il sistema, e i lavori continueranno fino a martedi’ notte e mercoledi’ mattina presto”, ha dichiarato La’zaro Guerra, direttore tecnico della societa’. Il Ministero dell’Energia e delle Miniere ha spiegato che il guasto e’ “nei collegamenti occidentali, centrali e orientali” e che “la sua soluzione richiede molta precisione”.

Almeno 1,75 milioni di persone in Florida hanno avuto l’ordine di lasciare le loro abitazioni per l’arrivo dell’uragano Ian nelle prossime ore nella zona di Key West, nel sud, e a Tampa, nell’ovest. Lo ha detto il governatore della Stato Ron DeSantis secondo quanto riportato dalla Cnn. Sono oltre 2,5 milioni le persone alle quali e’ stato comunque consigliato di abbandonare le loro case e cercare un riparo. “Il pericolo e’ reale”, ha insistito DeSantis ribadendo l’appello ai cittadini di seguire le indicazioni. Il capo per la gestione delle emergenze nello Stato, Kevin Guthrie, ha invitato tutti a “muoversi adesso”.

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