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Paralimpiadi Milano Cortina 2026, polemiche sulla bandiera ucraina e sorpasso russo nel medagliere

Prima giornata senza medaglie per l’Italia alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026. La Russia supera gli azzurri nel medagliere mentre scoppia una polemica sulla bandiera ucraina al villaggio paralimpico.

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Nel primo giorno senza medaglie per l’Italia alle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, la delegazione azzurra ha dovuto registrare il sorpasso della Russia nel medagliere.

Le gare di sci di fondo sui 10 chilometri con partenza a intervallo, disputate a Tesero, hanno infatti consegnato due nuove medaglie d’oro agli atleti russi. Nella categoria sitting si è imposto Ivan Golubkov, mentre nella categoria ipovedenti la vittoria è andata ad Anastasiia Bagiian.

Grazie a questi risultati la Russia è salita al quarto posto della classifica generale delle medaglie, superando l’Italia. Per la squadra azzurra è arrivato comunque un piazzamento di rilievo con il quarto posto di Giuseppe Romele nella gara sitting, ai piedi del podio.

La protesta ucraina e le accuse al Comitato paralimpico

La giornata è stata segnata anche dalla prima polemica politica dei Giochi.

Il Comitato paralimpico ucraino ha denunciato quello che definisce un “trattamento discriminatorio, irrispettoso e inaccettabile” nei confronti della squadra nazionale e dei tifosi ucraini. Secondo le accuse, sarebbe stata imposta la rimozione della bandiera ucraina dal villaggio paralimpico.

Sempre secondo la delegazione ucraina, alla campionessa paralimpica di para-biathlon Oleksandra Kononova sarebbe stato chiesto di togliere gli orecchini con la bandiera ucraina e la scritta “Stop War” mentre si preparava a salire sul podio.

Viene inoltre segnalato che alla famiglia del fondista Taras Rad sarebbero state sequestrate alcune bandiere ucraine durante la gara e che riunioni della squadra sarebbero state interrotte più volte da membri del Comitato paralimpico internazionale e del comitato organizzatore.

Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, in una nota congiunta con il ministro dello Sport Matvii Bidnyi, ha parlato di una scelta che “viola i principi del movimento olimpico e le norme dell’umanità”.

La replica degli organizzatori dei Giochi

Le accuse sono state respinte dagli organizzatori.

In una nota ufficiale, Milano Cortina 2026 e il Comitato paralimpico internazionale hanno ribadito l’impegno a garantire un ambiente “rispettoso e accogliente per tutte le delegazioni, gli atleti e gli spettatori”.

Secondo quanto spiegato, le regole applicate durante i Giochi mirano a evitare manifestazioni di carattere politico e vengono applicate in modo uniforme. La bandiera ucraina, viene precisato, sarebbe stata comunque esposta in uno spazio comune del villaggio paralimpico.

Per quanto riguarda l’episodio avvenuto a Tesero, gli organizzatori riferiscono che cinque spettatori hanno tentato di entrare nell’impianto indossando sciarpe con i colori della bandiera ucraina e con scritte non verificabili. Non potendo accertare il contenuto dei messaggi, il personale di sicurezza avrebbe chiesto di accedere senza gli accessori.

Gli atleti europei divisi sulle proteste contro la Russia

Il clima politico si riflette anche tra gli stessi atleti.

Durante la cerimonia di premiazione di una gara precedente, la fondista tedesca Linn Kazmaier e la guida Florian Baumann si erano voltati di lato mentre veniva eseguito l’inno russo, mantenendo il cappello in testa e rifiutando di partecipare alla consueta foto dei vincitori.

Nella premiazione della 10 chilometri, invece, la seconda classificata, la ceca Simona Bubenickova, ha mantenuto il cappello durante l’inno russo, mentre la tedesca Leonie Walter lo ha tolto. Quest’ultima ha spiegato di ritenere che proteste di questo tipo durante la premiazione servano a poco.

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Figc, corsa alla presidenza: Malagò e Abete a caccia di voti tra le leghe

Entra nel vivo la corsa alla presidenza Figc. Malagò e Abete incontrano le leghe per consolidare i consensi in vista del voto del 22 giugno.

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Entrano nel vivo le manovre per l’elezione del presidente della FIGC, in programma il 22 giugno.

Giovanni Malagò avvia una serie di incontri a Milano con tutte le componenti federali, nel tentativo di consolidare il consenso attorno alla propria candidatura. Sullo sfondo resta il confronto con Giancarlo Abete, principale rivale nella corsa.

Il ruolo della Serie A

Primo passaggio chiave il confronto con la Lega Serie A, che ha già espresso un sostegno significativo alla candidatura di Malagò.

L’assemblea convocata servirà a definire le priorità programmatiche del massimo campionato, con una piattaforma di proposte già delineata e destinata a essere integrata con le idee del candidato.

Gli incontri con le altre leghe

Nel calendario di Malagò figurano anche incontri con la Lega Serie B guidata da Paolo Bedin e con la Lega Propresieduta da Matteo Marani.

Parallelamente, anche Abete sta intensificando i contatti con le stesse componenti, nel tentativo di raccogliere consensi decisivi.

Il peso delle componenti federali

Il sistema elettorale Figc assegna pesi differenti alle varie componenti: la Serie A incide per il 18%, i dilettanti per il 34%, mentre Serie B e Lega Pro pesano rispettivamente per il 6% e il 12%.

Le componenti tecniche – calciatori e allenatori – rappresentano complessivamente il 30%, rendendo determinante il confronto con l’AIC e l’AIAC.

Le scadenze e il nodo candidature

Entro il 13 maggio le candidature dovranno essere formalizzate ufficialmente.

Gli incontri in corso saranno quindi decisivi per definire gli schieramenti e verificare la reale consistenza dei consensi raccolti dai candidati.

Sullo sfondo la politica

Resta centrale anche il ruolo delle istituzioni. Il ministro per lo sport Andrea Abodi ha più volte richiamato la necessità di una riforma del sistema calcistico, lasciando intendere un possibile intervento in caso di stallo.

Il confronto tra mondo del calcio e governo appare infatti in una fase delicata, con la ricerca di un equilibrio che passa anche dall’esito di queste elezioni.

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Judo, Alice Bellandi nella storia: oro europeo e Tripla Corona. Trionfa anche Pirelli

Alice Bellandi conquista l’oro europeo e completa la Tripla Corona nel judo. Oro anche per Gennaro Pirelli, Italia protagonista agli Europei.

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Alice Bellandi (foto archivio Imagoeconomica) entra nella storia conquistando l’oro europeo nella categoria -78 kg e completando una straordinaria Tripla Corona: Olimpiadi, Mondiali ed Europei nello stesso ciclo.

In finale supera la britannica Emma Reid con un waza-ari decisivo nella fase conclusiva, al termine di un incontro dominato sin dalle prime battute.

Un percorso costruito in due anni

Negli ultimi due anni, la judoka lombarda ha raccolto tutti i principali titoli internazionali, confermando una crescita costante e un livello di competitività tra i più alti al mondo.

Tra i successi più recenti anche la vittoria al Grand Slam di Parigi, che ha consolidato il suo status internazionale.

La chiave del successo: equilibrio mentale

Al termine della gara, Bellandi ha sottolineato l’importanza della stabilità mentale nella gestione delle competizioni, evidenziando come l’equilibrio interiore possa fare la differenza nei momenti decisivi.

Un approccio che accompagna la sua crescita sportiva e che lascia intravedere ulteriori margini di miglioramento.

Oro anche per Pirelli nei -100 kg

La giornata azzurra si completa con il trionfo di Gennaro Pirelli nella categoria -100 kg.

In finale supera l’olandese Simeon Catharina al golden score, grazie alla terza sanzione per passività inflitta all’avversario.

Per l’atleta napoletano si tratta del primo grande titolo internazionale, arrivato dopo un percorso segnato anche da un recente infortunio.

Bronzo per Tavano, Italia protagonista

A completare il medagliere azzurro è Asya Tavano, che conquista il bronzo nella sua categoria superando l’estone Emma-Melis Aktas con un ippon al golden score.

Il bottino complessivo dell’Italia agli Europei sale così a quattro medaglie, considerando anche il bronzo di Odette Giuffrida nei -52 kg.

Bilancio positivo per la spedizione azzurra

La spedizione italiana chiude con risultati di rilievo, confermando la competitività del movimento azzurro a livello europeo e internazionale.

Il trionfo di Bellandi rappresenta il punto più alto, ma l’insieme dei risultati evidenzia una squadra in crescita e capace di esprimersi ai massimi livelli.

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Milan vince a Verona con Rabiot: 1-0 al Bentegodi e aggancio al Napoli

Il Milan batte il Verona 1-0 con gol di Rabiot e raggiunge il Napoli al secondo posto. Prestazione opaca ma tre punti fondamentali.

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Il Milan espugna lo Stadio Bentegodi battendo il Verona per 1-0 e raggiungendo il Napoli al secondo posto in classifica.

Decisivo il gol di Adrien Rabiot, che firma la rete vittoria con un inserimento preciso su assist di Rafael Leão.

Prestazione opaca ma efficace

La partita non ha offerto grande spettacolo. Il Milan ha mantenuto il possesso del gioco senza però riuscire a creare numerose occasioni pericolose.

Oltre al gol, poche le azioni degne di nota, con un gioco apparso lento e prevedibile. Anche nella ripresa il ritmo è rimasto basso, con un gol rossonero annullato per fuorigioco e poche vere emozioni.

Verona vicino al pareggio

Il Verona ha provato a reagire, creando alcune opportunità soprattutto nel finale. Determinante Mike Maignan, autore di un intervento importante nel primo tempo.

Nel finale i padroni di casa hanno sfiorato il pareggio, mentre il Milan ha sprecato la chance del raddoppio allo scadere.

Leao tra assist e malumore

Tra i protagonisti della gara anche Leão, autore dell’assist decisivo ma sostituito nella ripresa tra segnali evidenti di nervosismo.

Un episodio che evidenzia un momento non semplice per l’attaccante portoghese, già al centro di critiche nelle settimane precedenti.

Allegri insoddisfatto, ma contano i punti

Il tecnico Massimiliano Allegri non ha nascosto il proprio disappunto per alcune scelte offensive della squadra, nonostante il risultato positivo.

Il Milan ritrova comunque una vittoria fondamentale dopo due sconfitte consecutive, dando una risposta importante in chiave classifica.

Tre punti pesanti per la Champions

Al di là della qualità del gioco, il successo ha un peso specifico rilevante nella corsa alla qualificazione alla prossima Champions League.

I rossoneri mostrano maggiore solidità difensiva e capacità di soffrire, segnali incoraggianti per il finale di stagione, anche se resta evidente la necessità di migliorare sul piano della manovra.

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