Cronache
Papa Leone XIV a Pavia, l’appello ai ragazzi: basta odio e bullismo, la pace comincia da noi
Papa Leone XIV visita Pavia e Sant’Angelo Lodigiano nel segno di Sant’Agostino e santa Francesca Cabrini. Ai ragazzi lancia un appello contro odio e bullismo, poi richiama la Chiesa all’attenzione verso migranti e malati.
Davanti al Duomo di Pavia, ad accogliere Papa Leone XIV, ci sono i pensieri dei bambini. Biglietti bianchi e gialli appesi alla facciata parlano tutti la stessa lingua: pace. “Aboliamo la guerra”, “Vogliamo la pace”, “Con la guerra ci si fa male”. In piazza anche un grande albero d’ulivo, simbolo semplice e potente del desiderio più urgente di questi tempi.
Il Pontefice raccoglie quell’appello e lo trasforma in un messaggio diretto ai ragazzi degli oratori: tutti vogliono vivere in pace, ma la pace non comincia nei grandi vertici internazionali. Comincia dalle parole, dai comportamenti quotidiani, dalla capacità di non seminare odio.
Il richiamo a Sant’Agostino
La visita a Pavia si svolge nel segno di Sant’Agostino, le cui reliquie sono custodite nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. Leone XIV richiama il pensiero del santo per indicare una strada concreta: per cambiare i tempi bisogna cominciare da se stessi.
Da qui l’invito a dire basta alle parole di odio, agli insulti, al bullismo e a tutto ciò che alimenta piccole e grandi guerre tra persone, comunità e Paesi. Un messaggio rivolto ai più giovani, ma destinato anche agli adulti e al linguaggio pubblico di questi anni.
La pace come responsabilità quotidiana
Il Papa insiste sulla speranza e sulla responsabilità personale. Essere costruttori di pace, nel suo messaggio, non significa soltanto chiedere la fine dei conflitti, ma imparare a disarmare le relazioni quotidiane.
In un tempo segnato da guerre, tensioni internazionali e parole sempre più dure, Leone XIV indica la riconciliazione come una forma concreta di impegno civile e spirituale. La pace diventa così un compito che riguarda tutti, a partire dalle comunità educative e dai luoghi in cui crescono i ragazzi.
Il saluto alla comunità sudamericana
A Pavia il Pontefice ha rivolto anche alcune parole in spagnolo ai peruviani e alla comunità sudamericana presente in piazza. Una presenza radicata da decenni nel territorio lombardo, che Leone XIV ha voluto salutare con particolare affetto.
Il richiamo alla dimensione latinoamericana accompagna una visita che intreccia spiritualità, memoria e attenzione alle persone più fragili.
A Sant’Angelo Lodigiano il tema dei migranti
La tappa successiva, a Sant’Angelo Lodigiano, porta il Papa nella terra di santa Francesca Cabrini, missionaria che alla fine dell’Ottocento partì per gli Stati Uniti per sostenere gli emigrati italiani.
Leone XIV ha ricordato che la santa morì a Chicago, sua città natale, e ha sottolineato che il fenomeno migratorio continua ancora oggi a interpellare la Chiesa. Nel suo intervento ha richiamato anche Papa Francesco, figlio di emigrati italiani, che aveva fatto dell’attenzione ai migranti uno dei punti centrali del suo pontificato.
La prima tappa al centro oncologico
La visita era cominciata in un luogo di dolore e speranza: il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica di Pavia. Una struttura di eccellenza dedicata alla cura di tumori complessi, dove il Papa ha incontrato bambini, famiglie, medici e operatori sanitari.
Leone XIV ha abbracciato i piccoli pazienti e ringraziato il personale sanitario, riconoscendo il valore umano e scientifico di un lavoro che prova a dare speranza anche nei casi più difficili.
Un viaggio tra cura, memoria e pace
Pavia e Sant’Angelo Lodigiano diventano così le due tappe di un viaggio costruito attorno a tre parole: cura, memoria e pace. La cura dei malati, la memoria spirituale di Sant’Agostino e santa Francesca Cabrini, la pace invocata dai bambini davanti al Duomo.
Il messaggio di Leone XIV resta essenziale: non perdere la speranza e cominciare da se stessi. Perché la pace, prima ancora di essere un accordo tra Stati, è un modo di stare al mondo.
Cronache
Mappatella Beach, 21 anni dopo: dalla discarica al mare di tutti
Festa alla Rotonda Diaz per i 21 anni di Mappatella Beach, trasformata da area degradata in spiaggia pubblica attrezzata e accessibile.
Da discarica a cielo aperto a spiaggia pubblica attrezzata e frequentata anche dai turisti. Mappatella Beach ha celebrato i suoi primi 21 anni con il “Mare Libero Day”, l’iniziativa promossa dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli alla Rotonda Diaz di Napoli.
Secondo gli organizzatori, durante la mattinata sulla spiaggia erano presenti circa mille persone tra residenti e visitatori stranieri. Un’immagine che, per Borrelli, dimostra cosa significhi «restituire il mare alla città».
Oggi l’arenile è gestito dal Comune di Napoli e dispone di ombrelloni, docce, servizi igienici e attrezzature sportive. È presente anche un servizio di accompagnamento in acqua per le persone con disabilità, assicurato da personale qualificato e da dispositivi dedicati.
La bonifica iniziata nel 2005
Borrelli ha ricordato le condizioni dell’area nei primi anni Duemila, quando la spiaggia era invasa dai rifiuti e interessata anche dalla presenza di uno scarico fognario.
«Nel 2005 ottenemmo la bonifica, la sabbia fu ripulita e venimmo qui a fare il primo bagno», ha raccontato il parlamentare. Da quel momento è cominciato un percorso fatto di denunce, interventi pubblici e nuovi servizi.
Una battaglia condotta anche contro occupazioni abusive, vandalismi, borseggi e comportamenti incivili. Alla gestione e alla valorizzazione della spiaggia ha contribuito anche l’associazione 100×100 Naples.
L’obiettivo dell’intero litorale accessibile
Per Borrelli, Mappatella Beach rappresenta soltanto il primo passo di un percorso che dovrà interessare tutto il litorale cittadino, da Posillipo a Bagnoli fino a Napoli Est.
«Nei prossimi dieci anni dobbiamo rendere l’intero litorale napoletano fruibile da tutti. Il mare non può essere un privilegio per pochi: deve essere libero, pulito, sicuro e accessibile», ha dichiarato.
All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, l’assessora comunale al Turismo Teresa Armato, la consigliera Flavia Sorrentino, lo speaker radiofonico Gianni Simioli e diversi rappresentanti di Europa Verde.
Cronache
Il gigante dei mari scopre l’Ischia sommersa: DreAMBoat visita Aenaria
Il superyacht DreAMBoat, lungo 111 metri, ha sostato davanti a Ischia Ponte. Gli ospiti hanno visitato Aenaria grazie alla cooperativa Marina di Sant’Anna.
Cronache
Camion per Ischia e Procida, scatta il dirottamento a Napoli: autotrasportatori in agitazione
L’ordinanza di Pozzuoli dirotta a Porta di Massa i mezzi pesanti diretti a Ischia e Procida. Gli autotrasportatori temono problemi nei rifornimenti, contestano le deroghe e chiedono soluzioni alternative.
Da lunedì 17 agosto cambia il dispositivo per il traffico commerciale diretto dal porto di Pozzuoli alle isole di Ischia e Procida. I mezzi che superano i limiti previsti dall’ordinanza comunale, con massa complessiva oltre le 3,5 tonnellate e lunghezza superiore agli otto metri, dovranno imbarcarsi dallo scalo napoletano di Porta di Massa.
La misura è stata adottata dopo le verifiche effettuate sugli edifici danneggiati dalla scossa bradisismica del 31 luglio. La presenza di due fabbricati pericolanti lungo le strade di accesso al porto puteolano ha reso necessario limitare il transito dei veicoli più pesanti. Il nuovo assetto, concepito come temporaneo, è stato definito durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito a Ischia.
La diffida degli autotrasportatori
La soluzione ha provocato la reazione della New Atec, associazione degli autotrasportatori ischitani. Nel pomeriggio è stata inviata una diffida al prefetto di Napoli Michele di Bari e, per conoscenza, al sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, con la richiesta di riesaminare e rimodulare l’ordinanza. L’associazione ha contemporaneamente proclamato lo stato di agitazione.
Secondo gli operatori, il trasferimento degli imbarchi a Porta di Massa rischia di compromettere l’approvvigionamento alimentare e il trasporto di merci deperibili e beni di prima necessità, soprattutto durante il picco turistico di agosto. Viene contestata anche la stima secondo cui i camion interessati sarebbero circa quaranta al giorno e rappresenterebbero il 25% del traffico commerciale.
Il presidente di New Atec, Marco Galano, sostiene invece che nel periodo estivo i mezzi di questa categoria costituiscano la grande maggioranza dei veicoli commerciali diretti a Ischia.
Contestata la deroga per i camion dei rifiuti
Un altro punto contestato riguarda la deroga prevista per gli automezzi adibiti al trasporto dei rifiuti. Secondo New Atec, questi veicoli avrebbero massa e dimensioni analoghe a quelle dei camion commerciali sottoposti al divieto. L’associazione chiede quindi di chiarire perché le prescrizioni di sicurezza siano applicate in maniera differente.
Gli autotrasportatori segnalano inoltre l’assenza di soluzioni per le prenotazioni già effettuate sui traghetti in partenza da Pozzuoli fino al 31 agosto. Senza una riprogrammazione dei titoli di viaggio e delle corse, sostengono, molte imprese potrebbero trovarsi nell’impossibilità di operare.
Le proposte alternative
New Atec propone una deroga al transito tra le 2 e le 12, quando il traffico cittadino è ridotto, oppure un incremento di almeno il 70% delle corse merci da Porta di Massa. Tra le alternative viene indicato anche l’utilizzo, con un adeguato potenziamento, dello scalo di Baia.
L’associazione ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo in Prefettura con il Comune di Pozzuoli, le autorità marittime e le compagnie di navigazione. In assenza di risposte entro tre giorni, gli operatori annunciano ulteriori iniziative di protesta.
Preoccupazioni arrivano anche dalle amministrazioni isolane. Il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino considera il dispositivo insufficiente rispetto al fabbisogno di merci del periodo estivo. A Procida, il gruppo consiliare “La Procida che Vorrei” ha chiesto garanzie sulla capacità delle corse da Napoli e un eventuale aumento dei collegamenti per evitare una riduzione degli spazi destinati ai mezzi diretti sull’isola.
L’entrata in vigore dell’ordinanza numero 439 è prevista per il 17 agosto. Il provvedimento resterà legato ai tempi necessari per mettere in sicurezza i fabbricati che rendono problematico l’accesso al porto di Pozzuoli. La data e l’impianto delle limitazioni trovano conferma nelle ricostruzioni pubblicate dal Corriere del Mezzogiorno e dalla Tgr Campania.




