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Cronache

Papa Francesco: in nome di Dio, date i vaccini e condonate i debiti

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Il Papa torna a chiedere un’economia dal “volto umano”, scegliendo, per il dopo-pandemia, “la strada piu’ difficile”, senza tornare agli schemi del passato perche’ sarebbe “suicida” e anche “ecocida e genocida”. Per questo il Pontefice si appella “in nome di Dio” a tutti coloro che possono cambiare la situazione. E allora le case farmaceutiche devono liberalizzare i brevetti perche’ i vaccini Covid siano a disposizione di tutti i Paesi. I colossi della finanza debbono operare per “condonare i debiti” per quegli Stati che li hanno contratti contro l’interesse dei loro popoli. E’ necessario un nuovo sistema alimentare che garantisca cibo a tutti e una riconversione delle fabbriche di armi. Un appello anche a chi gestisce la ‘rete’ per non “sfruttare la fragilita’ umana, le vulnerabilita’ delle persone, per ottenere guadagni, senza considerare come aumentano i discorsi di odio, il grooming, adescamento di minori in internet, le fake news, notizie false, le teorie cospirative”. E anche i media debbono cambiare rotta, come i partiti devono smarcarsi dai populismi. Il Papa fa anche due proposte concrete: “il salario universale e la riduzione della giornata lavorativa”. “Un reddito minino o salario universale, affinche’ ogni persona in questo mondo possa accedere ai beni piu’ elementari della vita”, e’ la proposta di Bergoglio. Il Papa chiede poi di “lavorare meno affinche’ piu’ gente abbia accesso al mercato del lavoro”. Il Papa le definisce “misure necessarie” anche se “non sufficienti” e invoca la Dottrina sociale della Chiesa. “A volte mi sorprende che ogni volta che parlo di questi principi alcuni si meravigliano e allora il Papa – commenta Francesco – viene catalogato con una serie di epiteti che si utilizzano per ridurre qualsiasi riflessione alla mera aggettivazione screditante. Non mi fa arrabbiare, mi rattrista”. Sono i passi salienti del lungo discorso che Papa Francesco ha rivolto, attraverso un videomessaggio, all’incontro online dei Movimenti Popolari, al quale hanno partecipato le frange piu’ fragili della societa’, dai migranti in Libia, ai cartoneros dell’America Latina, dai campesions sfruttati nel lavoro della terra ai volontari che salvano vite umane come la ong italiana Mediterranea Saving Humans. Tessere di quel mondo che, per il Papa, sono fondamentali per costruire un nuovo sistema socio-economico. Nel Messaggio, una vera e propria mini-enciclica sociale, il Papa chiede di continuare a “sognare” perche’ la strada non sia quella della rassegnazione. Infine il Pontefice ‘benedice’ il movimento Black Lives Matter e definisce i promotori delle proteste per la morte di George Floyd “samaritani collettivi”, un modello da imitare anche da parte dei Movimenti Popolari.

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Juventus: indagati Agnelli, Nedved e Paratici per il caso plusvalenze. La Finanza perquisisce le sedi della società

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La compravendita dei calciatori e la formazione dei bilanci. Sono questi gli ingredienti di un’inchiesta della procura di Torino e della Guardia di finanza sui conti della Juventus. A borse chiuse, i militari del nucleo di polizia economico-finanziaria hanno perquisito le sedi della società bianconera nel capoluogo piemontese e a Milano per recuperare carte relative alla gestione tra gli anni 2019 e 2021. Gli indagati sono sei: il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved, l’ex responsabile dell’area sportiva Fabio Paratici, ora al Tottenham, l’attuale Chief Corporate & Financial Officer Stefano Cerrato, l’ex Chief Corporate & Financial Officer, Stefano Bertola, e l’ex dirigente finanziario Marco Re. E’ indagata anche la Juventus, nella veste di persona giuridica. Le ipotesi di reato sono false comunicazioni sociali ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Al vaglio degli investigatori, in quella che è stata chiamata in codice “operazione Prisma”, ci sono i trasferimenti di alcuni calciatori e le prestazioni rese dagli intermediari nel corso delle transazioni. Dell’iniziativa delle Fiamme Gialle, scattata al termine delle contrattazioni settimanali della Borsa – la Juventus è una società quotata nell’ambito del mercato Euronext Milan, l’ex Mercato telematco azionario- ed e’ stata data comunicazione alla Consob e alla procura federale della Figc. In procura il fascicolo e’ aperto dal maggio di quest’anno. Se ne occupa un pool di magistrati composto dai pm Ciro Santoriello, Marco Gianoglio e Mario Bendoni.

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Rifiuti più cari nel 2021, costano 312 euro a famiglia

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Tariffe dei rifiuti piu’ salate nel 2021 in Italia, con una media di 312 euro a famiglia in aumento dell’1,5% rispetto al 2020. La regione con la Tari piu’ alta si conferma la Campania (416 euro, -0,6% sull’anno precedente) mentre quella con la spesa media piu’ bassa e’ il Veneto (232 euro, -4%). Invece e’ Catania la citta’ dove i servizi di smaltimento sono piu’ costosi, seppur stabili a 504 euro, mentre i piu’ economici sono a Potenza con 131 euro, in aumento rispetto ai 121 euro del 2020. Resta il divario fra il Nord dove la Tari e’ di 270 euro (+1,6%) e il Sud dove raggiunge 353 euro (+1,3%); al Centro il costo medio e’ 313 euro (+2,4%). E’ in sintesi il quadro che emerge dalla rilevazione annuale dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, secondo cui quest’anno ci sono stati aumenti in dodici regioni: incremento a due cifre in Liguria (+10,3%), e poi i rincari piu’ alti in Basilicata (+8,1%), Molise (+6,1%) e Calabria (+5,9%); tariffe in diminuzione in sei regioni a partire da -5% in Sardegna e -3,8% in Veneto. L’indagine sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti fatta in tutti i capoluoghi di provincia prende come riferimento una famiglia tipo di 3 persone e una casa di proprieta’ di 100 metri quadrati. Rispetto alle 112 citta’ esaminate, sono stati riscontrati aumenti (rispetto al 2020) in 53 capoluoghi, situazioni di stabilita’ in 37 e diminuzioni in 22. A Vibo Valentia l’incremento piu’ elevato (+44,9%), a Rovigo la diminuzione piu’ consistente (-23%). Ma “soltanto il 10% dei capoluoghi di provincia applica la tariffa puntuale” cioe’ riferita alla reale produzione di rifiuti rilevata attraverso contenitori stradali e sacchi dotati di sistemi di identificazione e/o codici-microchip “che incentiverebbe le famiglie a produrre meno rifiuti” commenta Tiziana Toto, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva. La raccolta differenziata aumenta ma sono ancora scarse le iniziative per favorire il riuso e limitare i rifiuti, spiega l’Osservatorio sulla base dei dati del rapporto Rifiuti urbani 2020 dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). La media nazionale di raccolta differenziata nel 2019 e’ stata 61,3% (+3,1% rispetto al 2018) con il solito piazzamento del Nord in testa (69,6%) seguito dal Centro (58,1%) e dal Sud (50,6%); il 21% di spazzatura finisce invece in discarica. Le regioni che separano di piu’ i rifiuti sono Veneto (74%), Sardegna, Trentino Alto Adige, Lombardia, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia superando l’obiettivo del 65%. Maglia nera alla Sicilia con appena il 38,5%. Cittadinanzattiva ricorda che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) riserva “ben 2,10 miliardi di euro per migliorare la capacita’ di gestione efficiente e sostenibile dei rifiuti e il paradigma dell’economia circolare” alla luce di sistemi che sono “fragili, caratterizzati da procedure di infrazione in molte regioni (in particolare nel Centro-Sud), carenti di un’adeguata rete di impianti di raccolta e trattamento”.

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Accusati di stupro, vanno a processo Grillo jr e tre amici

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Sara’ il processo con rito ordinario, che si celebrera’ dal 16 marzo 2022 nel tribunale di Tempio Pausania, a dire se la notte tra il 16 e 17 luglio 2019 nella casa in Costa Smeralda di Beppe Grillo quattro giovani genovesi – tra cui il figlio del padrone di casa, Ciro – violentarono due loro coetanee. Dopo oltre due anni di indagini, chiuse e riaperte un anno fa, dopo tre udienze preliminari, la gup Caterina Interlandi ha rinviato a giudizio Ciro Grillo, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria. I quattro 21enni vanno a processo dopo un’udienza in cui gli avvocati Gennaro Velle, Ernesto Monteverde e Mariano Mameli hanno sollecitato a nome del collegio difensivo -composto anche dai legali Andrea Vernazza, Enrico Grillo, Sandro Vaccaro, Romano Raimondo e Barbara Raimondo- il non luogo a procedere. Dopo un’ora di camera di consiglio la gup ha accolto invece la richiesta di dibattimento del procuratore di Tempio Gregorio Capasso, che ha coordinato le indagini con la sostituta Laura Bassani e degli avvocati di parte civile, Giulia Bongiorno, che assiste la giovane italo-norvegese la cui denuncia ha dato origine alla vicenda giudiziaria, e Vinicio Nardo, che rappresenta l’altra ragazza che avrebbe subito abusi due estati fa dopo una serata trascorsa in discoteca a Porto Cervo. “L’impianto accusatorio ha retto ai fini dell’udienza preliminare”, e’ il solo commento del procuratore Capasso, che ha annunciato che seguira’ lui il processo. “Ho seguito le indagini dall’inizio – aveva spiegato – i tre sostituti sono molto giovani e due di loro sono arrivati da pochissimo tempo”. A prendersi la scena e’ stata Giulia Bongiorno. “Sinora gli atti sono stati frammentati, pubblicati e mal interpretati, oggi la gup ha risposto al tentativo di sgretolamento del materiale probatorio – commenta -. Oggi e’ il giorno dopo il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza di genere. E’ una giornata importante, sono arrivata a Tempio che pioveva e ho visto l’arcobaleno, e’ stato un segnale”. Presagi a parte, “certe distorsioni sono un deterrente per chi vuole denunciare – accusa – dopo questo processo tante donne che assisto non vogliono piu’ farlo”. Non solo. “La mia assistita sta subendo qualcosa di pesantissimo – rivela – costretta a non guardare la tv per non sentire niente sul suo conto, a ricevere per messaggio articoli di giornale in cui si parla di lei, costretta a leggere il suo nome e il suo cognome”. Insomma, “non sono felice, ma sono soddisfatta, la mia assistita soffre tuttora e ho atteso per dire che si e’ assistito a una distorsione da parte di alcuni giornali e la ragazza e’ finita sul banco degli imputati, ma il materiale probatorio racconta una verita’ diversa”. Tra l’altro, ha fatto notare Bongiorno, “in caso di violenza sessuale, per la Cassazione basta la dichiarazione della persona offesa, se ritenuta attendibile, per andare a processo. Qui c’e’ molto di piu'”. Intanto, alla vigilia dell’udienza, in quel di Genova sono arrivate minacce di morte a casa Grillo. “Condoglianze, avrai lutti in famiglia nel periodo delle Feste”: e’ la lettera scritta al computer, con minacce e un chiaro riferimento ai parenti, recapitata al fondatore del M5S Beppe Grillo. A seguito di questo episodio e’ stata disposta un’ulteriore protezione. Polizia e carabinieri hanno rafforzato in maniera robusta la sorveglianza domestica, aumentando passaggi e soprattutto stazionamenti fuori dalla villa di Sant’Ilario, sulle alture del levante genovese, dove il comico vive.

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