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Cronache

Papa Francesco ai suoi vescovi: siate poveri, servite anzichè cercare potere

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“Beato il vescovo che fa della poverta’ e della condivisione il suo stile di vita”, “che non teme di rigare il suo volto con le lacrime, affinche’ in esse possano specchiarsi i dolori della gente, le fatiche dei presbiteri”, “che considera il suo ministero un servizio e non un potere, facendo della mitezza la sua forza”. E ancora: “Beato il Vescovo che non si chiude nei palazzi del governo, che non diventa un burocrate attento piu’ alle statistiche che ai volti, alle procedure che alle storie”, “che ha cuore per la miseria del mondo, che non teme di sporcarsi le mani con il fango dell’animo umano per trovarvi l’oro di Dio, che non si scandalizza del peccato e della fragilita’ altrui perche’ consapevole della propria miseria”. Sono richiami forti quelli che papa Francesco ha voluto condividere con i vescovi italiani, regalando loro – nell’incontro di questo pomeriggio all’Ergife Palace Hotel di Roma in apertura della loro 75/a Assemblea generale – l’immagine del Buon Pastore con il testo delle “Beatitudini del Vescovo”. Richiami, impartiti sotto questa forma all’inizio della conversazione strettamente riservata e a porte chiuse, durata circa due ore, che possono anche essere utili per il proseguimento del cammino sinodale della Chiesa italiana, avviato lo scorso maggio e a cui e’ dedicata quest’Assemblea della Cei. Al suo arrivo in auto dal Vaticano, poco prima delle 16.00, il Pontefice e’ stato accolto dal cardinale presidente Gualtiero Bassetti (che domattina alle 9.00 pronuncera’ la sua Introduzione ai lavori), dai vice presidenti mons. Erio Castellucci, mons. Giuseppe Andrea Salvatore Baturi e mons. Antonino Raspanti, e dal segretario generale, mons. Stefano Russo. “Preghiamo lo Spirito perche’ ci aiuti a cogliere e a vivere le tre opportunita’ da Lei indicate lo scorso 9 ottobre, durante il Momento di riflessione per l’inizio del percorso sinodale. Essere, cioe’, Chiesa sinodale; Chiesa dell’ascolto; Chiesa della vicinanza. Santita’, chiediamo il Suo incoraggiamento, la Sua preghiera e la Sua paterna benedizione”, ha detto Bassetti al Papa nel suo saluto. Quella iniziata ogg e che si chiudera’ giovedi’ e’ tra l’altro la penultima Assemblea generale della Cei con alla guida il presidente, che vedra’ scadere il proprio mandato quinquennale il 24 maggio del 2022, quando avra’ gia’ compiuto gli 80 anni. All’Assemblea di primavera del prossimo anno, i vescovi saranno chiamati a votare una terna di nomi da sottoporre al Papa per la nomina del nuovo presidente. In merito al Sinodo nazionale, che peraltro si intreccia con quello universale indetto dal Pontefice, comunque, “occorre osservare che al momento c’e’ poca attesa nel popolo di Dio, e una certa tiepidezza in una parte dell’episcopato”, scrive il direttore Gianfranco Brunelli nell’editoriale del nuovo numero de Il Regno. “Bisogna confidare che a un certo punto il processo si metta in moto. Convintamente. E questa constatazione suscita piu’ che un’amarezza: una preoccupazione”. Infatti, aggiunge Brunelli, “c’e’ ancora uno scarto di comprensione tra il pontificato di Francesco e una parte dell’episcopato. Anche quello italiano. Compresa la cosiddetta ala progressista”. E cosi’ risultano ancora utili le “Beatitudini” condivise da Francesco: “Beato il Vescovo che allontana la doppiezza del cuore, che evita ogni dinamica ambigua”, “che opera la pace, che accompagna i cammini di riconciliazione, che semina nel cuore del presbiterio il germe della comunione, che accompagna una societa’ divisa sul sentiero della riconciliazione, che prende per mano ogni uomo e ogni donna di buona volonta’ per costruire fraternita’”. E non a caso, “che per il Vangelo non teme di andare controcorrente”.

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Napoli, nave da Capri contro la banchina: 18 feriti, donna grave

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Tragico bilancio per l’incidente occorso alla nave in arrivo da Capri al Molo Beverello: sono 18 i feriti, molti contusi ed una donna grave. Nel cuore del Porto di Napoli, un tranquillo mattino si è trasformato in un momento di panico quando la nave veloce Isola di Procida ha urtato la banchina del Molo Beverello  durante le operazioni di ormeggio. L’incidente ha causato il ferimento di diverse persone a bordo, con almeno 18 individui che hanno riportato lesioni.

Secondo le prime informazioni, l’urto improvviso ha gettato a terra passeggeri e membri dell’equipaggio, lasciando dietro di sé un tragico scenario di contusioni e traumi. Le ambulanze sono state rapidamente convogliate sul posto per prestare soccorso agli feriti, con il personale sanitario che ha immediatamente iniziato la valutazione delle loro condizioni.

L’Asl Napoli 1 ha riferito che la maggior parte dei feriti ha riportato traumi maxillo facciali o lesioni, mentre uno di loro ha subito un politrauma più grave. Il trasporto dei feriti è stato organizzato in diversi ospedali della zona, tra cui il Cardarelli, il San Paolo, l’Ospedale del Mare, il Cto, il Fatebenefratelli e l’Ospedale Pellegrini.

L’incidente è stato prontamente segnalato alla centrale operativa 118 dell’ASL Napoli 1 Centro, che ha coordinato gli sforzi di soccorso inviando ulteriori ambulanze e allestendo un Posto Medico Avanzato sul luogo dell’incidente. Il personale medico ha lavorato instancabilmente per garantire che tutti i feriti fossero valutati e trasportati in base alla gravità delle loro condizioni.

Le prime ipotesi sull’incidente suggeriscono che una folata di vento possa essere stata la causa scatenante, considerando le condizioni meteorologiche al momento dell’ormeggio. Nonostante le onde alte e le raffiche di vento, la navigazione sembrava essere consentita, ma una violenta folata ha improvvisamente fatto sbandare la nave mentre si avvicinava al molo.

Le autorità competenti avvieranno un’indagine dettagliata per determinare le cause esatte dell’incidente e per adottare eventuali misure preventive per evitare che situazioni simili si ripetano in futuro.

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Napoli, sequestrata nave turca con grano ucraino: conteneva sigarette di contrabbando

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Nave carica di mais e grano ucraino e sigarette di contrabbando. Carabinieri arrestano 4 persone, anche il comandante del cargo

Si tratta di una nave turca, battente bandiera panamense, dove i carabinieri della sezione operativa e radiomobile di Castellammare di Stabia hanno trovato migliaia di pacchetti di sigarette di contrabbando. Proveniente dall’Ucraina con un carico di mais e grano e attraccata nel porto di Torre Annunziata, l’imbarcazione nascondeva nella stiva circa 7000 pacchetti di sigarette di origini serbe ma destinate verosimilmente al mercato nero napoletano.

In manette il comandante della nave, un 39enne siriano di Tartus e 3 oplontini di 68, 57 e 58 anni. Questi ultimi avevano appena prelevato 500 stecche del carico (5000 pacchetti) e li avevano stipati in un’auto. Sono stati arrestati per contrabbando di tabacchi esteri.

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Sindaco di Avellino Festa arrestato, indagati la vice sindaco Nargi e un consigliere comunale

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Arresto per il sindaco dimissionario di Avellino, Gianluca Festa. L’ex esponente del Pd e’ coinvolto in un’indagine per peculato e induzione indebita a dare e promettere utilita’ ed e’ ora ai domiciliari insieme a un architetto, fratello di un consigliere comunale, Fabio Guerriero e a una dirigente del Comune. I carabinieri, titolari dell’indagine della procura di Avellino, hanno anche eseguito perquisizioni a carico del vicesindaco Laura Nargi, del consigliere Diego Guerriero, capogruppo Viva la Liberta’, lista civica a sostegno di Festa, e fratello di Fabio e dei fratelli Canonico, presidente e commercialista della DelFes, squadra di basket serie B.

Al centro delle indagini c’e’ proprio la squadra di basket di serie B, riconducibile a Festa. Per gli inquirenti, ha ottenuto sponsorizzazioni da imprese che erano assegnatarie di appalti e affidamenti dal Comune di Avellino. Gli inquirenti ipotizzano per questo che esista un’associazione a delinquere.

La sua piu’ grande passione e’ il basket. Gianluca Festa, 50 anni, sindaco di Avellino dal giugno del 2019, si e’ dimesso il 25 marzo quando la procura di Avellino gli ha perquisito casa e ufficio. E proprio nel corso della comunicazione della notizia alla stampa, fece riferimento al suo amato basket, e al fatto che quanto li contestava la procura era relativo alla pallacanestro. Quando venne eletto, infatti, la squadra della citta’, lo storico club Scandone, fondato nel 1948 e per 20 anni in serie A, era fallito. Lui vi aveva giocato come titolare nel 1995. Uno smacco per Avellino e i tifosi, quel fallimento, e cosi’, pur di salvare la pallacanestro, Festa verso’ 20 mila euro dal suo conto corrente per garantire l’iscrizione di una squadra irpina al campionato di serie B. Ora Festa e’ ai domiciliari, indagato tra gli altri insieme all’amministratore delegato della squadra, la Delfes, Gennaro Canonico per presunti appalti pilotati al Comune di Avellino per i reati di corruzione, associazione a delinquere, turbativa d’sta e falso in atto pubblico. Alcune delle imprese che si sono aggiudicate gli appalti hanno anche sostenuto economicamente la societa’ di basket. “Non c’e’ niente perche’ non c’e’ mai stato niente e anche dalle perquisizioni non e’ emerso nulla. Chi pensava che questa fosse una bomba, si e’ ritrovato in mano una miccetta. E se qualcuno pensava di poter condurre con questi argomenti la campagna elettorale che si avvicina, ha sbagliato. Perche’ noi siamo persone perbene e aspetteremo l’esito delle indagini. Che non porteranno a nulla”, aveva detto Festa all’indomani delle perquisizioni.

È sempre d’uopo ricordare che le azioni dei Pm sono esercizi dell’azione penale obbligatoria ma non sono sentenze di condanna e che per gli attuali indagati c’è il principio di non colpevolezza fino al terzo grado di giudizio.

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