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Pallavolo: Italdonne a tutto gas, 3-0 alla Croazia

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 Le azzurre della pallavolo completano il percorso netto al Campionato europeo 2021 che e’ in corso in Croazia. L’Italvolley al femminile, infatti, ha conquistato questa sera il quarto successo consecutivo in altrettante partite, mettendo le mani sul primo posto nel proprio girone di qualificazione. In un’ora e mezza scarsa di match, l’Italia, sul parquet della Kresimir Cosic Sports Hall di Zara, ha sconfitto nettamente le padrone di casa della Croazia con il punteggio di 3-0 e i parziali di 25-15, 25-23, 25-14. Il big-match della Pool C non poteva avere esito migliore per le azzurre guidate da Davide Mazzanti che hanno subito fatto prendere al match una piega ben definita, strapazzando le avversarie e mettendo a terra una lunga serie di palloni.

Fino alla sfida di questa sera le due squadre erano a pari punti nella classifica del girone: il confronto odierno ha premiato le azzurre, che sono scese in campo animate da grinta e determinazione. Limato il numero di errori, e trovato un ritmo efficace, Sylla e compagne sono riuscire a imporre il proprio gioco, contribuendo a intascare un successo mai stato in discussione. Unica macchia di una serata estremamente positiva l’uscita dal campo della centrale azzurra Sarah Fahr, nel corso del terzo set, a causa di una ricaduta da un salto. Le condizioni dell’azzurra verranno valutate dallo staff medico nelle prossime ore. L’Italia tornera’ in campo domani per affrontare l’ultimo impegno previsto dal calendario della Pool C del torneo continentale. Le azzurre saranno in campo con inizio alle ore 20 per la sfida contro la Svizzera, ben consapevoli che l’ostacolo piu’ duro del girone di qualificazione e’ ormai alle spalle. Sempre domani, ma alle 17, e’ in programma la sfida fra Slovacchia e Bielorussia.

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Gli Usa deportano migranti a Bangui, il piano sui Paesi terzi apre un nuovo caso

Un volo con migranti deportati dagli Stati Uniti è atterrato a Bangui, nella Repubblica Centrafricana. A bordo cittadini iraniani, afghani, turchi e georgiani nell’ambito del controverso piano americano sui Paesi terzi.

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Un aereo partito dagli Stati Uniti e diretto nel cuore dell’Africa riapre il fronte più controverso della politica migratoria americana. Il primo volo con a bordo migranti iraniani, afghani, turchi e georgiani deportati dagli Usa è atterrato venerdì sera a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, nell’ambito del piano di Washington per trasferire immigrati irregolari in Paesi terzi.

Il volo verso la Repubblica Centrafricana

A riferire l’arrivo del volo è stata l’Afp, citando Alma David, legale specializzata in immigrazione. Secondo le informazioni disponibili, tra le persone trasferite vi sarebbero cittadini provenienti da Iran, Afghanistan, Turchia e Georgia, cioè Paesi diversi da quello di destinazione finale.

La scelta della Repubblica Centrafricana solleva forti interrogativi. Lo stesso Dipartimento di Stato americano invita i propri cittadini a non recarsi nel Paese per alcun motivo, a causa dell’instabilità, della violenza armata e delle condizioni di sicurezza estremamente precarie.

Il piano di Trump sui Paesi terzi

Le deportazioni verso Paesi terzi sono diventate uno degli strumenti principali della stretta sull’immigrazione voluta da Donald Trump. La logica è quella di inviare persone non necessariamente nel Paese di origine, ma in Stati che accettano di riceverle attraverso accordi con Washington.

La legalità di questo sistema è però contestata davanti ai tribunali, sia negli Stati Uniti sia all’estero. Il nodo riguarda soprattutto le garanzie offerte ai deportati, il rischio di trasferimenti successivi verso Paesi dove potrebbero subire persecuzioni e l’assenza di legami personali, familiari o giuridici con le nazioni di destinazione.

Il caso degli iraniani

Particolarmente delicata è la posizione dei cittadini iraniani. Gli Stati Uniti considerano il regime di Teheran una minaccia terroristica e sono in aperto conflitto politico e militare con l’Iran. Nonostante questo, Washington sta procedendo con la deportazione di iraniani fuggiti dal loro Paese.

Secondo i legali, alcune persone coinvolte avevano ottenuto una forma di protezione contro il rimpatrio in Iran, nota come “sospensione dell’espulsione”. Si tratta di uno status più limitato rispetto all’asilo, ma comunque riconosciuto dai tribunali dell’immigrazione quando esiste il rischio di persecuzioni o trattamenti inumani nel Paese di origine.

I dubbi umanitari e giuridici

Le organizzazioni per i diritti dei migranti temono che il trasferimento in Repubblica Centrafricana possa lasciare queste persone senza tutele effettive, senza rete familiare e senza uno status stabile. Il timore è che, una volta arrivate in un Paese terzo, possano essere esposte a ulteriori espulsioni o a condizioni di forte vulnerabilità.

La vicenda mette insieme sicurezza, immigrazione, diritto internazionale e rapporti diplomatici. Per l’amministrazione Trump è una prova di forza nella lotta all’immigrazione irregolare. Per avvocati e attivisti, invece, è il simbolo di una politica che rischia di aggirare le protezioni previste per chi fugge da persecuzioni, guerre e regimi autoritari.

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Spara sei colpi contro un carabiniere dopo una lite stradale: paura a Sant’Anastasia

Paura a Sant’Anastasia, in provincia di Napoli, dove un motociclista ha esploso sei colpi d’arma da fuoco contro un carabiniere libero dal servizio dopo una lite per motivi di viabilità. Nessun ferito, indagini in corso.

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Sei colpi d’arma da fuoco esplosi in strada dopo una lite per motivi di viabilità. Una discussione nata nel traffico si è trasformata in un episodio gravissimo a Sant’Anastasia, in provincia di Napoli, dove un motociclista ha inseguito e sparato contro un carabiniere libero dal servizio.

La lite in via Guglielmo Marconi

L’episodio è avvenuto ieri sera in via Guglielmo Marconi. Secondo una prima ricostruzione, il militare viaggiava in scooter quando avrebbe avuto una discussione con un altro motociclista per questioni legate alla circolazione stradale.

Dopo la lite, il motociclista avrebbe inseguito il carabiniere ed esploso contro di lui sei colpi d’arma da fuoco. Nessuno dei proiettili ha raggiunto il militare.

I proiettili contro un’auto e un edificio

Uno dei colpi ha danneggiato lo pneumatico di un veicolo in sosta. Gli altri proiettili sono finiti contro il muro di un edificio. Non risultano feriti.

Dopo avere sparato, il motociclista si è allontanato facendo perdere le proprie tracce.

Indagini per identificare il motociclista

Sono in corso le indagini dei Carabinieri per identificare e rintracciare l’autore degli spari. Gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica dell’aggressione e verificando la presenza di immagini utili da telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.

L’episodio conferma ancora una volta il rischio di escalation violente anche da liti nate per motivi apparentemente banali, trasformate in pochi istanti in fatti di estrema gravità.

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Torre del Greco, serra di cannabis in casa: arrestato un 48enne

A Torre del Greco i Carabinieri hanno arrestato un 48enne trovato in casa con una piccola serra indoor per la coltivazione di cannabis, materiale per il confezionamento e strumenti per la pesatura.

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C’era una piccola serra di cannabis nascosta dentro un’abitazione segnata dal degrado, tra oggetti accatastati, ambienti trascurati e materiale utile, secondo l’ipotesi investigativa, alla produzione e al confezionamento della droga. A Torre del Greco i Carabinieri hanno arrestato un uomo di 48 anni, già noto alle forze dell’ordine, accusato di detenzione e coltivazione di sostanza stupefacente a fini di spaccio.

Il controllo dei Carabinieri nell’abitazione

L’intervento è stato eseguito dai militari della sezione operativa di Torre del Greco. Durante la perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno trovato una casa in condizioni di forte disordine, con stanze ingombre di oggetti, arredi danneggiati e materiali ammassati.

Nel corso del controllo, l’attenzione dei militari si è concentrata sulla cucina, dove era stata allestita una piccola coltivazione indoor di cannabis.

La serra con dieci piante di cannabis

All’interno dell’abitazione i Carabinieri hanno sequestrato dieci piante di cannabis custodite in una serra domestica dotata di illuminazione artificiale, sistema di aerazione e irrigazione. Un impianto essenziale ma strutturato, ritenuto idoneo alla coltivazione della marijuana.

Nel corso della perquisizione sono stati trovati anche materiale per il confezionamento e strumenti per la pesatura, elementi che hanno portato gli investigatori a contestare l’ipotesi della destinazione allo spaccio.

L’arresto e i domiciliari

Il 48enne è stato arrestato per detenzione e coltivazione di droga a fini di spaccio. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari nella stessa abitazione, in attesa del giudizio.

Resta ferma, come sempre, la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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