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Oscar Schmidt, la leggenda che rese grande Caserta: addio alla “Mano Santa” del basket mondiale

Addio a Oscar Schmidt, icona del basket mondiale e simbolo della Juvecaserta. Record, carriera e legame con Caserta.

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È morto a 68 anni Oscar Schmidt, uno dei più grandi realizzatori nella storia della pallacanestro. Si è spento in ospedale a Santana de Parnaíba, nello stato di San Paolo, dopo una lunga convivenza con un tumore al cervello.

Prima di lui nessun giocatore straniero aveva inciso così profondamente sul basket italiano. E dopo di lui, nessuno è riuscito a lasciare un segno paragonabile.

Gli anni italiani e l’epopea a Caserta

Gli anni Ottanta della Serie A furono il palcoscenico delle sue imprese. Arrivato in Italia con il soprannome di “Mão Santa”, divenne protagonista assoluto con la Juvecaserta Basket, sotto la guida di Bogdan Tanjević.

A Caserta non fu solo un campione, ma un simbolo. Segnava senza sosta, trasformando ogni partita in uno spettacolo. Chiuse la sua esperienza italiana con 13.957 punti, primato assoluto per anni e ancora oggi record tra i giocatori stranieri.

Finali sfiorate e crescita di una squadra

Con la Juvecaserta sfiorò più volte traguardi storici: due finali scudetto, una finale di Coppa Korac e quella, memorabile, di Coppa delle Coppe contro il Real Madrid di Dražen Petrović.

I tifosi celebrarono una Coppa Italia durante la sua permanenza. Lo scudetto arrivò l’anno dopo la sua partenza, ma fu anche grazie alla sua spinta se il club riuscì a diventare una delle grandi realtà del basket italiano. La sua maglia numero 18 è stata ritirata, segno di un’eredità indelebile.

I record con il Brasile e le Olimpiadi

Con la nazionale brasiliana, Schmidt ha scritto pagine di storia: tre titoli sudamericani, un oro ai Giochi Panamericani e il bronzo mondiale del 1978.

Ha partecipato a cinque Olimpiadi, stabilendo un record ancora imbattuto: miglior realizzatore nella storia dei Giochi con 1.093 punti complessivi e autore di prestazioni leggendarie, come i 55 punti segnati a Seul.

Un’eredità oltre i numeri

Inserito nella Hall of Fame della FIBA e della NBA, pur non avendo mai giocato negli Stati Uniti, Schmidt resta una figura unica nel panorama sportivo mondiale.

Il suo legame con Caserta va oltre il campo: cittadino onorario, bandiera sportiva, riferimento emotivo per una città che lo ha adottato e mai dimenticato.

Il ricordo della Juvecaserta

Nel suo messaggio di cordoglio, la Juvecaserta lo ha definito “emozione pura, passione travolgente, talento infinito”, sottolineando come non fosse solo un atleta ma un simbolo.

Un pezzo di storia che continuerà a vivere nei ricordi dei tifosi e negli archivi del basket mondiale. Caserta, come il Brasile, perde una leggenda. Ma la sua “mano santa” resta nella memoria di chi ama questo sport.

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Alla Federico II nasce B2R, il laboratorio che sviluppa robot integrati con il corpo umano: protesi intelligenti, esoscheletri e mini robot chirurgici

Alla Federico II di Napoli nasce B2R, il laboratorio dedicato alla robotica bioibrida e biomimetica. Il centro svilupperà protesi intelligenti, esoscheletri per pazienti SLA e mini robot chirurgici capaci di operare all’interno del corpo umano. Coordinano il progetto Bruno Siciliano e Fanny Ficuciello nell’ambito della rete nazionale Brief finanziata dal Pnrr.

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All’Università degli Studi di Napoli Federico II nasce B2R, Biohybrid and Biomimetic Robotics Lab, nuova infrastruttura dedicata alla robotica bioibrida e biomimetica capace di dialogare direttamente con il corpo umano.

Il laboratorio fa parte della rete nazionale Brief, progetto finanziato dal Pnrr e sostenuto da NextGenerationEU, coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna insieme al Politecnico di Bari e alla Federico II.

L’obiettivo è trasformare la ricerca avanzata in tecnologie concrete per medicina, riabilitazione e chirurgia.

Protesi ed esoscheletri che dialogano con il cervello

Il laboratorio si concentra soprattutto su protesi intelligenti, esoscheletri e robot medicali progettati per integrarsi con l’organismo umano e aiutare persone che hanno perso funzioni motorie.

Coordinatore del progetto è Bruno Siciliano, mentre la guida scientifica del laboratorio è affidata a Fanny Ficuciello.

“La finalità è creare robot che diventino parte dell’essere umano”, spiega Ficuciello.

La vera innovazione riguarda le interfacce uomo-macchina, capaci di leggere segnali cerebrali e nervosi per restituire movimento e percezione sensoriale.

Esoscheletri sperimentati su pazienti SLA

Uno dei filoni più avanzati riguarda lo sviluppo di esoscheletri intelligenti destinati anche ai pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica.

Le sperimentazioni sono già in corso al Policlinico universitario.

L’obiettivo è migliorare la comunicazione tra paziente e macchina, superando i limiti attuali delle protesi tradizionali.

I ricercatori puntano a creare sistemi dotati di “intelligenza intrinseca”, capaci di completare autonomamente i movimenti grazie a sensori avanzati e controlli bioispirati.

Mini robot chirurgici dentro il corpo umano

Accanto alla robotica riabilitativa cresce anche il settore della chirurgia robotica soft.

Il progetto Endotheranostics, guidato da Bruno Siciliano, lavora allo sviluppo di mini robot biocompatibili in grado di entrare nel corpo attraverso cavità naturali senza interventi chirurgici invasivi.

Questi dispositivi, grandi al massimo 12 millimetri, potranno navigare nel corpo umano ed eseguire operazioni estremamente precise, come la rimozione di polipi o piccole masse.

La prospettiva è rivoluzionare la chirurgia minimamente invasiva, superando l’attuale modello dei robot teleoperati.

Biomateriali biodegradabili e stampa 3D

Nel progetto è coinvolto anche Paolo Netti, direttore del CRIB.

La ricerca riguarda biomateriali biodegradabili derivati da attività batteriche, progettati per essere compatibili con il corpo umano e sostenibili sul piano ambientale.

Il laboratorio ospita inoltre piattaforme avanzate di stampa 3D multimateriale, con l’obiettivo di ridurre anche i costi delle future tecnologie chirurgiche.

Droni tattili anche per l’archeologia

Le applicazioni del laboratorio non riguardano soltanto la medicina.

Tra i progetti in sviluppo ci sono sensori tattili montati su droni destinati al recupero di reperti archeologici fragili o difficili da raggiungere.

Una dimostrazione di come la robotica bioispirata possa trovare applicazioni trasversali tra salute, tecnologia e tutela del patrimonio culturale.

Un progetto strategico per il Sud

La rete Brief è destinata ad ampliarsi con il progetto BriefS, coinvolgendo nuove università del Mezzogiorno, tra cui anche la Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.

Per Bruno Siciliano, il fatto che un’infrastruttura di questo livello nasca nel Sud Italia rappresenta un segnale importante per la ricerca e l’innovazione tecnologica nazionale.

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Esteri

Trump riunisce il team per la sicurezza nazionale: sul tavolo nuove opzioni militari contro l’Iran

Donald Trump ha riunito alla Casa Bianca il team per la sicurezza nazionale e i vertici militari Usa per discutere le future strategie sul conflitto con l’Iran. Secondo CNN, tra le ipotesi valutate ci sarebbe anche la ripresa delle azioni militari contro Teheran mentre la tregua appare sempre più fragile.

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Donald Trump sta incontrando in queste ore alla Casa Bianca i membri della sua squadra per la sicurezza nazionale e gli alti vertici delle forze armate americane per discutere le prossime strategie sul conflitto con l’Iran.

Secondo quanto riferisce CNN, citando fonti informate sui colloqui, tra le opzioni in discussione vi sarebbe anche la possibilità di riprendere le azioni militari contro Teheran.

La tregua tra Usa e Iran sempre più fragile

Il confronto arriva in un momento di fortissima tensione internazionale.

Negli ultimi giorni Trump ha definito il cessate il fuoco con l’Iran “su supporto vitale”, accusando Teheran di aver respinto le proposte americane considerate indispensabili per arrivare a un’intesa stabile sul programma nucleare iraniano.

La Casa Bianca sarebbe irritata soprattutto per la mancanza di concessioni concrete da parte iraniana e per il permanere delle difficoltà legate allo Stretto di Hormuz, la rotta strategica da cui passa una parte fondamentale del traffico energetico mondiale.

Sul tavolo anche nuove operazioni navali

Tra le ipotesi valutate dall’amministrazione americana vi sarebbe il possibile rilancio di “Project Freedom”, l’operazione navale studiata dagli Stati Uniti per garantire la sicurezza della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz.

Secondo Axios, Trump starebbe valutando nuove misure di pressione militare e strategica contro Teheran dopo il fallimento delle ultime trattative diplomatiche.

Decisioni rinviate dopo il viaggio in Cina

Fonti vicine ai colloqui spiegano che difficilmente verranno prese decisioni definitive prima della partenza di Trump per la Cina, dove il presidente americano incontrerà Xi Jinping.

Il dossier iraniano sarà infatti uno dei temi centrali del confronto tra Washington e Pechino, soprattutto per il ruolo della Cina nei rapporti economici ed energetici con Teheran.

Il Medio Oriente resta ad alta tensione

La situazione continua a essere estremamente delicata in tutto il Medio Oriente.

Il conflitto con l’Iran, le tensioni nello Stretto di Hormuz e le ricadute sui mercati energetici internazionali mantengono alta l’attenzione delle cancellerie occidentali e delle organizzazioni militari internazionali.

Al momento non risultano annunci ufficiali su nuove operazioni militari, ma il vertice convocato da Trump conferma che la Casa Bianca sta valutando scenari di possibile escalation.

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Cronache

Luca Abete torna alla Parthenope con #NonCiFermaNessuno: i giovani non vogliono sermoni, ma ascolto vero

È la campagna sociale dedicata al disagio giovanile e alla salute mentale degli studenti. Tra podcast, ascolto e laboratori di comunicazione, il progetto punta a creare un dialogo autentico con le nuove generazioni.

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Aula piena, storie vere, fragilità raccontate senza filtri e un messaggio chiaro: i giovani non chiedono lezioni, ma ascolto autentico. Per il terzo anno consecutivo Luca Abete torna domani, 12 maggio, all’Università Parthenope con la dodicesima edizione di “#NonCiFermaNessuno”, la campagna sociale motivazionale che attraversa gli atenei italiani affrontando il disagio giovanile, le paure, la salute mentale e il bisogno di confronto di una generazione spesso lasciata sola dietro un “va tutto bene” di facciata. Tra talk, podcast e laboratori di comunicazione, il progetto continua a trasformare le Università in luoghi di ascolto reale.

Luca, che cos’è #NonCiFermaNessuno?

È una campagna sociale che, dal 2014, incoraggia gli studenti italiani puntando non sul successo a tutti i costi, ma sull’analisi di sconfitte, difficoltà e paure. In aula non portiamo lezioni di vita, ma ascolto attento sulle emergenze giovanili. La verità è che i ragazzi odiano i sermoni: vogliono vibrazioni. Cercano un confronto con chi non li giudica, ma li ascolta. Non vogliono subire un messaggio, preferiscono stimoli coerenti con la loro sensibilità, da reinventare attraverso una rivoluzione silenziosa.

In aula una formula vincente: le storie degli studenti al centro dei momenti talk…

Il metodo funziona perché rappresenta un intreccio raro di coraggio e fragilità. Raccontiamo queste storie sui social network, ma lasciarle solo lì sarebbe uno spreco. Hanno un valore educativo enorme, tanto da spingerci a registrare dal vivo in aula un podcast dal titolo “Va tutto bene. Anzi no”. Non è il nostro primo podcast, ma questa volta faremo qualcosa di diverso: porteremo fuori dall’aula tutto ciò che merita di essere ascoltato, usando uno strumento che i ragazzi sentono davvero loro.

Per il 2026 ti sei ripromesso di battere il “benegrazismo”: di cosa si tratta?

È un vocabolo che ho coniato personalmente per raccontare quella tentazione, fin troppo frequente, di rispondere frettolosamente “bene, grazie” alla domanda “come stai?”. Da qui è nato il claim di questa edizione: “Dimmi davvero come stai”. Una domanda che nasconde dubbi e insicurezze, ma che mette al centro del dibattito la salute mentale di ragazze e ragazzi.

Gli stessi giovani che veicolano i valori della community attraverso il Laboratorio dei Linguaggi della Comunicazione. Di cosa si tratta?

È un hub interattivo in cui 15 ragazzi e ragazze per ogni tappa, 120 in totale, diffondono i valori della campagna sociale. Non insegniamo linguaggi: li costruiamo insieme a loro. La voglia è quella di sorprendere, con installazioni che spiazzano, parole nuove che incuriosiscono, piccoli cortocircuiti capaci di accendere attenzione dove spesso c’è superficialità. Gli esperimenti social sul web hanno avuto riscontri fortissimi perché toccano le corde giuste. I numeri che stiamo registrando confermano che stiamo facendo un percorso eccellente anche sotto questo punto di vista.

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