Collegati con noi

Cronache

Orrore in Marocco, il video della decapitazione inviato anche alle mamme delle ragazze giustiziate. Il video e la lettera di Glen, il fidanzato di Louisa

amministratore

Pubblicato

del

Silenzio tombale dalle istituzioni europee per quello che è accaduto in Marocco. A due passi da Bruxelles, dove ogni anno milione di cittadini europei vanno in vacanza, hanno decapitato dopo averle seviziate e violentate due ragazze europee, e dall’Europa non arriva nemmeno una condanna pelosa a quel brutale assassinio. In questo silenzio, le autorità danesi e norvegesi, si muovono e cooperano con il Marocco per assicurare gli assassini di Louisa Vesterager Jespersen di 24 anni, danese, e della 28enne norvegese Maren Ueland  a pochi chilometri da Marrakesh. Ieri la polizia reale marocchina ha arrestato altre nove persone  per il brutale assassinio di due turiste scandinave da parte di quattro presunti jihadisti nelle montagne dell’Alto Atlante. Questi quattro sono già in cella. I nove arrestati ieri, ha fatto sapere la polizia marocchina, sono sospettati “di legami con i responsabili dell’attacco terroristico”.

L’altra notizia raccapricciante che arriva dal fronte di questa notizia assurda della uccisa per decapitazione di due ragazze inermi è quella che riferisce il giornale inglese Daily Mail. Immagini choc della decapitazione di una delle due turiste sono state inviate alla madre di una di loro.Questo sostengono al Daily Mail, riferendo che il video dell’omicidio – diffuso sui social media da fanatici islamisti e ritenuto probabilmente autentico dalla polizia norvegese – è stato anche inviato ad amici della 24enne Dane Louisa Vesterager Jespersen via messenger. Il cadavere della Jespersen è stato ritrovato insieme a quello dell’amica, la 28enne Maren Ueland, lunedì ai piedi dell’Alto Atlante, dove le giovani si erano recate con l’intenzione di scalare il monte Toubkal. “Un funzionario europeo vicino alle indagini ha confermato che il video della decapitazione è stato inviato via messaggio privato ad amici della donna danese da sconosciuti che sembrano avere profili marocchini. La polizia sta indagando”, ha riferito il corrispondente del New York Times, Rukmini Callimachi. Immagini raccapriccianti della decapitazione sono state postate per errore sulla pagina di Maren Ueland, Irene, da alcuni marocchini che volevano esprimere vicinanza per la perdita, insieme anche alla richiesta di pena di morte per gli assassini delle due giovani turiste.

L’orrore dei video della decapitazione delle due ragazze scandinave in Marocco, i 4 arrestati avevano giurato fedeltà all’Isis

Advertisement

Cronache

Bomba d’acqua su Caserta, in ginocchio settori come agricoltura, allevamenti bufalini e comparto caseario

Avatar

Pubblicato

del

Gli effetti della ‘bomba d’acqua’ sui terreni e sulle strutture aziendali agricole del Casertano, fa sapere la Coldiretti della Campania, sono devastanti. “Non si ferma il nubifragio che da ieri sta investendo larga parte del territorio casertano, in particolare la pianura campana e l’area alifana” dice l’organizzazione professionale agricola che riferisce di “campi allegati e stalle distrutte con la conta dei danni che rischia di aggravarsi nelle prossime ore”.

L’acqua ha invaso e distrutto le colture orticole in pieno campo, ma ha anche danneggiato irrimediabilmente le scorte di fieno, paglia ed erba medica destinate all’alimentazione dei capi di bestiame, in particolare bufalini. Oltre all’ingente massa d’acqua riversata a terra, a fare ulteriori danni e’ stato il vento forte che ha scoperchiato i tetti delle stalle, abbattuto alberi e divelto recinzioni. Colpito anche il comparto tabacchicolo, con infiltrazioni che hanno colpito i depositi dove erano conservate foglie lavorate e pronte alla consegna nelle manifatture. L’area interessata dal fenomeno e’ molto vasta con migliaia di ettari coinvolti.

Le situazioni più critiche si segnalano a Villa Literno, Capua, Pignataro Maggiore, Castel Volturno, Santa Maria la Fossa, Sessa Aurunca e Mondragone. “Gli agricoltori – dice Giuseppe Miselli, direttore di Coldiretti Caserta – evidenziano una situazione resa ancora piu’ drammatica dallo straripamento dei canali di irrigazione, in assenza di lavori di pulizia per rimuovere le ostruzioni e favorire il deflusso delle acque. Stiamo lavorando senza sosta per dare sostegno alle imprese”. “Nelle prossime ore – annuncia Manuel Lombardi, presidente di Coldiretti Caserta – invieremo un primo dossier dei danni alla Prefettura, alla Provincia e alla Regione. Attendiamo che la pioggia dia una tregua per tracciare una stima, ma siamo sull’ordine delle migliaia di euro. Su una sola azienda zootecnica, presa a campione, abbiamo stimato danni per 40 mila euro”. Nel complesso ci sono milioni di euro di danno solo nel comparto della agricoltura.

Continua a leggere

Cronache

Luca De Martino, giuramento d’amore per Napoli: “Giurai dinanzi al mare, son servo di questa terra, Partenope me l’ha donata e morirò per difenderla”

Avatar

Pubblicato

del

Tra tanti giovani che emigrano, c’è chi sceglie di restare. Fra questi, Luca De Martino, fondatore e presidente dell’associazione culturale “Sii Turista Della Tua Città”, ha una bella storia da raccontare. Una storia d’amore per la propria terra. Nel 2011, quando iniziò a distribuire gli adesivi di “Sii Turista”, era da solo. Oggi ha alle spalle un nutrito gruppo di volontari che lavorano con lui al riscatto e alla valorizzazione di Napoli. Accolgono i turisti, ripuliscono le strade, restaurano monumenti, riqualificano il territorio. Ecco, loro dicono di voler fare delle cose per Napoli. Poi però quelle cose le fanno. Al pensiero segue l’azione. Negli occhi di Luca De Martino si legge l’amore incondizionato per Napoli, nel cuore ha un sogno che persegue con ostinazione: la rivoluzione culturale napoletana. 

Metropolitana della cultura, nelle viscere di Napoli 15 stazioni museo per la gioia dei turisti che viaggiano e ammirano i tesori d’arte

Come nasce il progetto “Sii Turista della tua città”?

Prima di intraprendere questo percorso, non avevo un legame particolare con la città. Come tanti ragazzi sognavo Londra, Berlino, Parigi. Viaggiavo molto per l’Europa e ogni luogo mi sembrava bellissimo. Durante uno di quei viaggi però, mi resi conto che viaggiavo per scoprire e conoscere, ma della mia città conoscevo poco o niente. Per la prima volta rientrai a Napoli felice e con una consapevolezza nuova: era il momento di dare una svolta alla mia vita. Così disegnai il logo. All’inizio doveva essere solo un gioco, una campagna di comunicazione. Per un paio d’anni mi limitai a distribuire gli adesivi spiegando il senso di quella frase.  Poi alcuni amici mi diedero una mano e iniziammo a mettere in piedi i primi eventi. Col tempo si avvicinarono altre persone interessate al progetto.

Cos’è la “rivoluzione culturale napoletana”?

I sogni hanno un potere incredibile, sono un faro nell’esistenza delle persone, un punto di luce che insegui nonostante le tempeste e gli ostacoli in cui ti imbatti lungo il cammino. La rivoluzione culturale napoletana è il sogno di un popolo che prende coscienza della propria storia e della propria cultura, diventando padrone del proprio destino. Negli ultimi centocinquanta anni il popolo napoletano è stato messo in ginocchio da strategie politiche sbagliate, ma non possiamo dimenticare che nella sua storia Napoli è stata un importante centro culturale, filosofico, artistico, in grado di produrre germogli che poi il vento ha disseminato in Europa e nel mondo. 

Quando si vuole parlar male dei napoletani si dice che si lamentano sempre ma non combinano nulla per la loro città. È per questo motivo che avete lanciato lo slogan “il mondo cambia con il tuo esempio, non con la tua opinione”?

Proprio così. Per questo tutti gli eventi di pulizia, le riqualifiche, il restauro dei monumenti, le visite guidate. Se ci fermassimo solo alle chiacchiere, la rivoluzione culturale rimarrebbe un racconto sterile e fine a se stesso. Il passaggio che serviva, secondo me, era dalla lamentela all’azione. Vorrei che il nostro messaggio arrivasse a tutti, anche a quello che getta la carta per terra o a chi delinque. Mi rendo conto che è un processo lento, lentissimo. Non è semplice coltivare un sogno sapendo che non ne vedrai la realizzazione, ma mi auguro che le generazioni future potranno raccogliere i frutti del nostro lavoro.

Dalle viscere della stazione della metropolitana Duomo di Napoli spunta la necropoli dei bambini

In una fase storica in cui molti scelgono di emigrare, lei ha deciso di restare. Si è mai pentito di questa scelta?

Un giorno di alcuni anni fa me ne andai vicino al mare, da solo. Su un muro lessi una scritta, che recitava così: “Giurai dinanzi al mare, son servo di questa terra, Partenope me l’ha donata e morirò per difenderla”. Allora mi misi a ripetere quelle parole. A Napoli ho giurato amore incondizionato, una promessa che rinnovo ogni giorno, una scelta di cui non mi sono mai pentito, perché ha dato un senso alla mia vita. L’emigrazione è una ferita aperta, negli ultimi quindici anni dal Sud sono partiti due milioni di persone. Mi piacerebbe vederle tornare. A volte su Facebook ci scrivono persone che ci raccontano di essere tornate a Napoli, e di averlo fatto anche grazie a noi, che gli abbiamo ridato un po’ di speranza. Chi ci scrive non lo sa, ma io quando leggo queste cose mi commuovo.

Con i vostri eventi di pulizia e manutenzione spesso sopperite alle carenze della politica. Qual è il vostro rapporto con le istituzioni?

La politica rappresenta un’altra ferita aperta. Se avesse fatto il suo dovere, dal livello locale a quello nazionale, non ci sarebbe stato bisogno di “Sii Turista Della Tua Città”. Se me la prendo col Comune o con la Regione, è perché lo Stato centrale è troppo distante da me. Ma la questione meridionale è un problema nazionale. Noi siamo un movimento apartitico, la mia intenzione era quella di creare un organismo nuovo senza recinti ideologici; credo che questa sia stata la nostra forza. Col Comune di Napoli, comunque, abbiamo ottimi rapporti.

Qual è la sua reazione dinanzi ai parcheggiatori abusivi?

Io qui faccio una distinzione, non metto tutti dentro lo stesso calderone. Ci sono quelli che compiono vere e proprie estorsioni, minacciandoti, e poi le macchine neanche le sorvegliano, non offrono alcun servizio. Quella è violenza, mentalità camorristica. Poi ci sono persone, anche di una certa età, che lavorano davvero, ti offrono un servizio per uno o due euro. Dietro al teatro Bellini, per esempio, ce ne sono alcuni che lavorano con i dipendenti del teatro, che addirittura gli lasciano le chiavi quando vanno di fretta, e quelli appena esce un posto gli parcheggiano la macchina. Un rapporto di fiducia che si instaura col tempo.

 

Napoli nel circuito Open House WorldWide invita alla scoperta delle bellezze della città

Ritiene che i napoletani facciano abbastanza per eradicare la camorra dalla società?

Le persone comuni forse potrebbero fare qualcosa in più per contrastarla, ma se manca la volontà di eradicarla da parte dello Stato, sarà tutto inutile. Se la camorra riesce a fare tutto quello che fa, è perché ha messo i suoi uomini nelle istituzioni, e a chi sta al vertice della piramide conviene mantenere questo equilibrio. Nel processo unitario la camorra fu usata dallo Stato per garantire il controllo dei territori. Dopo centocinquanta anni, non si può pretendere che a levarla di mezzo siano le persone comuni, perché ormai è diventata parte integrante dello Stato.

Cosa sogna per “Sii Turista”? E per Napoli ed i napoletani?

Per Sii Turista, che possa essere immortale, o quanto meno che non muoia con me. E che diventi un modello per le generazioni future. Per la città, sogno che gli imprenditori vengano ad investire qui, affinché Napoli possa tornare ad essere ciò che è stata in passato: una grande capitale europea e mondiale.

 

Teatro San Carlo, bilancio 2018 in pareggio ma il Lirico napoletano cade a pezzi nel silenzio dei contributori privati munifici a Milano e tirchi a Napoli

Continua a leggere

Cronache

La solita classifica sulla qualità della vita ci dice che al nord si vive meglio che al Sud: Trento al top, Agrigento la peggiore

Avatar

Pubblicato

del

Sempre la stessa classifica, sempre le stesse indicazioni, sempre gli stessi indicatori. Insomma niente di nuovo ma solite conferme. Nel Nord Italia si vive meglio che al centro e al Sud. Un gap che si conferma praticamente in tutti diversi ambiti presi in esame nella classifica annuale di ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, giunta alla sua ventunesima edizione che quest’anno vede al primo posto, per qualità della vita, Trento e all’ultimo Agrigento. I dati dimostrano che nel 2019 la qualità della vita in Italia è complessivamente migliorata. Oggi sono 65 su 107 le province italiane in cui la qualità di vita è buona o accettabile: un dato che risulta il migliore degli ultimi cinque anni. Nel 2015, infatti, le province in cui si vive bene erano 53 su 110, nel 2016 e 2017 erano diventate 56 su 110, nel 2018 avevano raggiunto quota 59 su 110. Le prime dieci province appartengono, ancora una volta, al Nordest o al Nordovest: dopo Trento, ci sono Pordenone, Sondrio, Verbano-Cusio-Ossola, Belluno, Aosta, Treviso, Cuneo, Udine e Bolzano, che scende dal primo al decimo posto rispetto al 2018. Per incontrare le prime province del Sud bisogna arrivare al 69 e al 70 posto, dove compaiono le lucane Potenza e Matera.

Nel Mezzogiorno e nelle Isole, il buon vivere e’ ancora un miraggio: in 35 province su 38 la qualita’ della vita e’ risultata scarsa o insufficiente. Il che significa, in termini di popolazione, che il 44% degli italiani vive con una qualità di vita insoddisfacente. Al contrario, nel Nordest, in 22 province su 22 la qualita’ della vita e’ buona o accettabile, in nessuna scarsa o insufficiente. Nel Nordovest, la qualita’ e’ buona o accettabile in 23 su 25 province (solo in due scarsa). Nell’Italia Centrale si registra una situazione stabile: in 14 su 22 la qualita’ della vita nel 2019 e’ accettabile. Anche in questa indagine emerge chiaro un dato: nelle province di piccole e medie dimensioni si vive meglio che nelle metropoli. I grandi centri urbani faticano a toccare la vetta e a mantenere posizioni di eccellenza. Tuttavia, le performance di alcune grandi città nel 2019 migliorano: Roma risale dall’85 al 76 posto; Milano dal 55 al 29, Torino dal 78 al 49; Bologna dal 43 al 13. Per Napoli, il salto è dal 108 al 104 posto. Non solo Nord-Sud: la differenza tra le province italiane si gioca anche su altre contrapposizioni. Tra Nordovest e Nordest, per esempio. O tra province minori, caratterizzate da elevati livelli di qualita’ della vita, e grandi centri urbani. E cosi’, raggruppando province con caratteristiche simili, l’Italia ne esce divisa in cinque. Ecco allora che Bolzano e Bologna aprono la classifica nella dimensione affari e lavoro (Milano al sesto e Roma al 72 posto) mentre e’ Crotone che chiude la classifica. Sondrio si prede il primo posto in tema ambientale, ultima Catania. E’ invece Pordenone la provincia piu’ sicura d’Italia, Rimini quella meno. Milano va male e si colloca subito prima di Rimini al 106 posto, Roma al 98 . Verbano-Cusio-Ossola si classifica in prima posizione nella dimensione relativa alla sicurezza sociale e personale, ultima Cosenza. Spetta a Bologna il trono per la migliore citta’ nella dimensione dell’istruzione, formazione, capitale umano, ultima Crotone. Aconferma degli eccellenti piazzamenti gia’ conseguiti nelle passate edizioni dell’indagine, Isernia si classifica al primo posto nella dimensione del sistema salute, che intende fornire uno spaccato sulla dotazione di strutture sanitarie. A seguire nelle posizioni di testa Catanzaro, Cagliari e Ancona. Chiude la classifica Vibo Valentia. Siena si conferma al primo posto nella classifica del tempo libero e turismo, confermando i piazzamenti conseguiti nelle cinque passate edizioni, cosi’ come Rimini, Aosta e Verbano-Cusio-Ossola, mentre Grosseto si piazza in quinta posizione. Il gruppo di testa comprende 21 province ed e’ caratterizzato da una notevole stabilita’ nel tempo, con una presenza pressoche’ esclusiva di province dell’Italia centro-settentrionale, a eccezione della provincia di Sassari in rappresentanza dell’Italia meridionale e insulare. Come negli anni passati, chiude la classifica Crotone. Infine e’ Milano che apre la classifica sul tenore di vita. A seguire nel gruppo di testa, Bologna, Monza e Brianza e Trieste. Roma è solo 44 . Ultime sono Crotone e in fondo Agrigento-.

Continua a leggere

In rilievo