Collegati con noi

Tecnologia

Onde gravitazionali, dai pc di casa un aiuto alla ricerca

Avatar

Pubblicato

del

Chiunque potra’ studiare gli oggetti piu’ misteriosi dell’universo, i buchi neri, stando comodamente seduto davanti al proprio pc di casa. Potra’ analizzare come questi titani cosmici, che grazie al loro irresistibile abbraccio gravitazionale ingoiano pure la luce, scontrandosi producano onde gravitazionali che increspano lo spazio-tempo, come fa un sasso gettato in uno stagno. I cittadini diventeranno scienziati grazie al progetto BlackHoles@Home, lanciato al congresso della Societa’ americana di fisica di Denver, in Colorado, dai ricercatori dell’Universita’ statunitense della Virginia Occidentale, coordinati da Zachariah Etienne. Gli studiosi stanno mettendo a punto un apposito sito web, dal quale chiunque potra’ scaricare i software necessari per partecipare al progetto BlackHoles@Home, in modo analogo a quanto avviene per il programma SETI@Home (Search for Extra-Terrestrial Intelligence), per la caccia al primo segnale di vita intelligente extraterrestre.

L’appello per aiutare i ricercatori che danno la caccia alle onde gravitazionali prodotte dai buchi neri arriva all’indomani della pubblicazione della prima foto di uno di questi cannibali cosmici, realizzata dalla collaborazione internazionale Event Horizon Telescope (Eht), una rete globale di radiotelescopi che si comportano come un unico grande osservatorio grande come la Terra. L’annuncio giunge, inoltre, a pochi giorni dalla riaccensione, all’inizio di aprile, dei cacciatori di onde gravitazionali Ligo e Virgo, ora molto piu’ potenti e sensibili. I due rivelatori americani Ligo, della National Science Foundation (Nsf), e Virgo, dell’Osservatorio Gravitazionale Europeo (Ego), al quale l’Italia partecipa con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), hanno infatti ripreso a osservare il cielo, ma a una distanza doppia e a un volume otto volte superiore rispetto al 2018. E ad aiutarli questa volta ci saranno anche comuni cittadini con i loro computer di casa. “I nostri rivelatori sono diventati piu’ sensibili e quindi – ha spiegato Etienne – abbiamo bisogno di ampliare i nostri sforzi per decodificare tutte le informazioni contenute nelle onde gravitazionali prodotte dalla collisione tra coppie di buchi neri. Per questo – ha concluso – chiediamo aiuto ai cittadini, per simulare con i loro pc di casa gli effetti di queste collisioni estremamente energetiche”.

Advertisement
Continua a leggere

In Evidenza

Odorometro, Google ci farà sentire anche i profumi attraverso il cyberspazio

Avatar

Pubblicato

del

Dopo aver annunciato di utilizzare lo “spazio bianco” per trasmettere il web sui segnali TV a bassa frequenza, ora Google sta

Odorometro. Google ci farà sentire i profumi attraverso il web

rebbe lavorando con i suoi scienziati a un altro innovativo utilizzo dello spettro televisivo. Di che cosa si tratta. Google vuole consentire agli internauti non solo di percepire l’odore dei prodotti pubblicizzati attraverso un device appositamente studiato, ma anche di scandagliare il cyber spazio grazie a un algoritmo molecolare in grado di indicizzare tutti gli odori esistenti. In pratica vedremo la réclame del profumo e se vogliamo, attraverso questo strumento, chiamiamolo odorometro, che Google conta di sperimentare presto prima di metterlo sul mercato, ne annuseremo consistenza, fragranza o peggio, il lezzo se non ci piace. È evidente che potrà servire a sentire ogni profumo.  La traccia olfattiva potrebbe diventare la base per un nuovo modello di identificazione su larga scala e rivoluzionerebbe anche il mondo della sicurezza, oltre ad avere un impatto dirompente sul mondo del web advertising. Ve l’immaginate la pubblicità futura? Ci mostreranno il prodotto e ci diranno: sentite il profumo. Noi sentiremo il profumo del prodotto da comprare mentre Google sente il profumo dei soldi che arriveranno con questa scoperta sensazionale.

Il progetto è ovviamente top secret. È un progetto sviluppato dal centro di ricerca e sviluppo di Zurigo grazie a una task force di dieci ingegneri e 12 sviluppatori indiani indipendenti. Le tecnologie di riconoscimento dell’odore (Digital Scent Technology) non sono una novità, come dimostra uno studio del Monell Chemichal Senses Centre di Filadelfia.

Dietro il progetto dell’odorometro di Google (nome in codice HM-WASSFOOL, che sta per high molecular web analysis senses system for outputs organic legacy) si nasconderebbero il genio visionario di Ray Kurzweil – assunto da Google come ingegnere capo a fine 2012 – e il Dipartimento della sicurezza americana (www.dhs.gov).

Continua a leggere

In Evidenza

Telescopio italiano cattura lampi radio veloci da record

Avatar

Pubblicato

del

Catturati lampi radio veloci da record dal telescopio italiano, Sardinia Radio Telescope: hanno una frequenza di 327 megahertz, la piu’ bassa mai registrata per questi misteriosi segnali cosmici, la cui orgine e’ ancora sconosciuta. I risultati sono pubblicati sulla rivista The Astrophysical Journal dal gruppo coordinato da Maura Pilia, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) di Cagliari. “Il segnale e’ partito circa 450 milioni di anni fa da una galassia nella costellazione di Cassiopea”, ha spiegato Pilia. Il Sardinia Radio Telescope ha osservato una serie ravvicinata di 3 lampi radio veloci, sfruttando la loro regolarita’. “A febbraio 2020, non appena e’ stato certificato il ritmo di ripetitivita’ della sorgente – ha proseguito Pilia – in una settimana abbiamo puntato molti telescopi, sia da Terra che dallo spazio”. Otto gli strumenti in campo: oltre al telescopio sardo, altri radiotelescopi dell’Inaf come la Croce del Nord a Medicina (Bologna), il Telescopio Nazionale Galileo alle Canarie e il telescopio di Asiago, insieme ai telescopi spaziali XMM-Newton e Integral dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Nicer della Nasa e all’italiano Agile. Per Marta Burgay, dell’Inaf di Cagliari, tra le autrici dello studio, “il Sardinia Radio Telescope e’ stato il solo a intercettare i 3 lampi radio”. Tra i fenomeni piu’ misteriosi del cosmo, i lampi radio veloci (Fast radio burst, Frb) sono impulsi brevi, di pochi millisecondi, provenienti dallo spazio profondo. In 7 anni di osservazione, spiegano gli astrofisici, ne sono stati catturati circa 120. Tante le ipotesi formulate sulla loro origine, dalle civilta’ aliene a sorgenti astrofisiche estreme, come le stelle di neutroni, cio’ che resta di stelle esplose. Si tratta di oggetti cosmici cosi’ densi che un cucchiaino della loro materia sulla Terra peserebbe un miliardo di tonnellate, quasi quanto 170 milioni di elefanti.

Continua a leggere

In Evidenza

L’eclissi di Sole saluta l’estate

Avatar

Pubblicato

del

Quest’anno l’estate riceve un benvenuto speciale: a pochissime ore dal suo arrivo, alle 23,44 italiane, il Sole la saluta con un’eclissi anulare, la sua prima eclissi del 2020: uno spettacolo sempre affascinante visibile soprattutto in Asia, mentre in Italia si potra’ ammirare soltanto dalle Regioni del Centro-Sud. Oltre a illuminare la giornata piu’ lunga dell’anno per ben 15 ore e 15 minuti, il Sole regala lo spettacolo di un’eclissi anulare, seguita in tutto il mondo da decine di appassionati del cielo. Se il solstizio scattera’ alle 23,44, l’eclissi arriva a partire dalle 6,56 italiana.

“Il fenomeno e’ visibile molto bene soprattutto in Asia e l’Italia si trova al limite settentrionale della fascia di visibilita’”, ha detto Paolo Volpini, dell’Unione Astrofili Italiani (Uai). La fascia di osservabilita’ e’ una sottile linea che comprende India e Pakistan fino al Corno d’Africa, spingendosi all’interno del continente africano. L’Italia viene appena sfiorata: per questo l’eclissi e’ visibile in forma parziale solo da Roma in giu’, mentre dall’Italia centro-settentrionale e’ purtroppo impossibile osservarla. La regione piu’ fortunata e’ la Sicilia, dove a Catania il fenomeno e’ visibile per circa un’ora, dalle 6,56 alle 7,57; nel Gargano, a Peschici, dalle 6,11 alle 7,55; a Roma ci si puo’ alzare con po’ piu’ di calma perche’ l’eclissi si puo’ osservare dalle 7,18, ma per nemmeno mezz’ora, fino alle 7,55. L’eclissi anulare di Sole e’ “un’eclissi parziale speciale perche’ il disco della Luna non copre completamente quello del Sole”, ha osservato l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. “Questo – ha proseguito – accade non tanto perche’ l’allineamento fra Sole e Luna non sia perfetto, ma perche’ la Luna e’ lontana dalla Terra e di conseguenza il suo disco appare piu’ piccolo, al punto da non riuscire a coprire del tutto il Sole”. Se India e Pakistan e parte dell’Africa potranno vedere un anello di fuoco disegnarsi nel cielo, dall’Italia lo spettacolo e’ molto diverso. “A Roma, per esempio, alle 7,32 del 21 giugno il disco solare sara’ intaccato da quello della Luna appena per lo 0,5%”. In Sicilia la copertura prevista e’ invece di circa il 6%. Vale comunque la pena di alzare gli occhi al cielo, ma con le precauzioni sempre d’obbligo ogni volta che c’e’ un’eclissi: non bisogna mai guardare il Sole senza protezioni adeguate se non si vogliono rischiare danni permanenti alla vista.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto