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Oms, milioni rischiano la morte nell’inverno ucraino

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Il Generale Inverno, in un Paese con le reti energetiche e sanitarie al collasso, “mette a rischio la vita di milioni di persone”. L’allarme è stato lanciato dall’Oms, al termine di un’altra giornata ad alta tensione intorno alla centrale di Zaporizhzhia. I raid degli ultimi due giorni hanno quasi sfiorato i reattori, ha avvertito l’Aiea, annunciando una visita all’impianto per verificare i danni. Mentre le parti in conflitto, ancora una volta, si sono accusate a vicenda di voler provocare un incidente nucleare. Più concilianti, invece, i messaggi del Cremlino su Zelensky: il nostro obiettivo, ha assicurato Dmitry Peskov, non è un cambio di regime a Kiev. I nuovi attacchi nell’area della più grande centrale d’Europa, i primi dopo due mesi, non hanno ancora provocato il disastro tanto temuto, ma ormai ci si affida al caso.

“Anche se non c’è stato un impatto diretto sui principali sistemi di sicurezza dell’impianto, le bombe si sono avvicinate pericolosamente. Stiamo parlando di metri, non di chilometri”, ha avvertito il direttore generale dell’agenzia internazionale per l’energia atomica Rafael Grossi. Che dopo una serie di consultazioni con i leader mondiali, ha deciso di inviare un team sul posto. Mosca ha accusato Kiev dei raid. Il capo dell’agenzia nazionale per l’energia atomica, Rosatom, ha messo in guardia dal “rischio di un incidente nucleare”, affermando che gli ucraini lo avrebbero messo in conto, pur di ottenere un successo militare. Sono i russi che utilizzano una “tattica per interrompere le forniture di energia agli ucraini e per farci morire di freddo”, è stata la replica del ministero della difesa ucraino. E il presidente Volodymyr Zelensky, collegandosi con l’assemblea parlamentare della Nato a Madrid, ha chiesto agli alleati di proteggere gli impianti nucleari dal “sabotaggio russo”.

I deputati dei Paesi membri, senza entrare nel merito di Zaporizhizhia, hanno di fatto accolto l’appello del leader ucraino. Adottando una risoluzione che qualifica “lo Stato della Russia, con il suo regime attuale”, come “terrorista”, e invita i governi a continuare a fornire aiuti militari a Kiev. Quanto agli sviluppi del conflitto sul terreno lo stesso Zelensky (che ha parlato al telefono anche con Emmanuel Macron) ha riferito che “le battaglie più feroci sono in corso della regione di Donetsk”, e che l’esercito russo ha “bombardato l’est per 400 volte” in un solo giorno, mentre al sud gli ucraini “stanno mantenendo la difesa”. Su questo fronte i raid hanno continuato a investire Kherson con danni alle “infrastrutture civili”, provocando un morto e tre feriti, hanno reso noto le autorità locali. Nel capoluogo dell’oblast, tornato in mano ucraina una decina di giorni fa, la procura di Kiev ha dichiarato di aver scoperto “quattro luoghi di tortura” utilizzati durante l’occupazione russa. All’interno sono stati trovati “manganelli, mazze e un dispositivo per dare scosse elettriche”.

Mosca invece ha rilanciato le accuse contro i militari ucraini di aver giustiziato dieci soldati che si erano arresi, su cui l’Onu sta indagando. “Troveremo i responsabili e li puniremo”, ha assicurato Peskov. Lo stesso Peskov è apparso invece più sfumato nei toni e vagamente distensivo circa i piani russi per il prossimo futuro.

“La Russia vuole raggiungere i suoi obiettivi, e li raggiungerà”, ha risposto a Zelensky, che accusava Mosca di puntare ad una finta tregua per riorganizzare le truppe. Ma questi obiettivi “possono essere raggiunti in vari modi e formati”, ha precisato il portavoce di Putin, tenendo a puntualizzare che tra essi non c’è un cambio di regime a Kiev. Inoltre, ha aggiunto, non ci sono piani per una seconda chiamata alle armi per i riservisti, dopo la mobilitazione di settembre. Al momento, quindi, il nemico più pericoloso per gli ucraini è l’inverno. “Il freddo può uccidere”, ha avvertito il direttore di Oms Europa Hans Kluge, sottolineando che 10 milioni di persone sono senza elettricità e riscaldamento a temperature che potrebbero scendere fino a -20. Le autorità locali, per prevenire una catastrofe, hanno consigliato ai residenti degli oblast di Kherson e Mykolaiv di trasferirsi in zone in cui le infrastrutture critiche hanno retto meglio all’onda d’urto dei missili russi.

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Influenza: in Usa 6 milioni di casi e quasi 3mila morti

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Gli Stati Uniti sono alle prese con un inizio di stagione influenzale particolarmente virulento: nell’ultima settimana, secondo la rilevazione periodica dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), in quasi tutto il Paese l’intensità delle sindromi simil-influenzali è classificata come alta o molto alta. In poco più di un mese sono 6,2 milioni gli americani che hanno contratto l’infezione, 53mila quelli ricoverati e 2.900 quelli deceduti; tra questi 12 bambini. Oltre alla particolare intensità, la stagione è finora caratterizzata da un numero molto alto di ricoveri. Complessivamente, nella scorsa settimana 11,3 persone ogni 100mila sono finite in ospedale a causa dell’influenza: si tratta del tasso più alto registrato in questa settimana dell’anno dal 2010-2011, quando i ricoveri erano oscillati tra lo 0,1 e l’1,4 casi per 100mila. A necessitare del ricovero sono soprattutto gli over-65 (25,9 casi per 100mila) seguiti dai bambini con meno di 4 anni (20,7). Tra i virus influenzali circolanti, quelli di tipo A sono preponderanti con oltre il 99% dei casi. In particolare, tre quarti dei contagi sono causati dal virus A/H3N2.

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Obesità, in Italia troppi chili per 46% adulti e 26% bimbi

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In Italia più di 25 milioni di persone sono obese o in sovrappeso. In pratica il 46% degli adulti (oltre 23 milioni) e il 26,3% dei bambini e adolescenti tra i 3 e i 17 anni (2,2 milioni). È quanto emerge dal 4/o Italian Barometer Obesity Report, riferito all’anno 2021, presentato oggi e realizzato da IBDO Foundation in collaborazione con Istat, Coresearch e Bhave e con il contributo non condizionato di Novo Nordisk. Oltre ai dati, a preoccupare gli esperti è il fatto che una larga quota di italiani non riconosca di avere un problema di peso: l’11,1% degli adulti con obesità e il 54,6% degli adulti in sovrappeso ritiene di essere normo peso e ben il 40,3% dei genitori di bambini in sovrappeso o obesi considera i propri figli sotto-normo peso.

Dal Report emergono differenze di genere (fra gli adulti l’11,1% delle donne è obeso contro il 12,9% degli uomini; tra i bambini e gli adolescenti il 23,2% delle femmine in eccesso di peso contro il 29,2% dei maschi) e territoriali a svantaggio del Sud e Isole, dove rispettivamente il 31,9% e il 26,1% dei bambini e degli adolescenti è in eccesso di peso rispetto al 18,9% al Nord-Ovest, al 22,1% al Nord-Est e al 22% al Centro. Le diseguaglianze territoriali si confermano anche tra gli adulti, con un tasso di obesità che varia dal 14% al Sud e 13,6% nelle Isole, al 12,2% del Nord Est, al 10,5% del Nord-Ovest e Centro.

Sottovalutare le cause e le conseguenze dell’obesità porta a complicanze, come lo sviluppo di problemi di salute mentale, disturbi cardiaci, diabete di tipo 2, nonché alcuni tumori e problemi a scheletro e articolazioni. “Si stima – spiega Paolo Sbraccia, vicepresidente IBDO Foundation e professore ordinario di Medicina Interna dell’Università di Roma Tor Vergata – che questa malattia causi il 58% dei casi di diabete tipo 2, il 21% dei casi di cardiopatia ischemica e fino al 42% di alcuni tumori e porta a circa 57mila morti annuali solo nel nostro Paese”.

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Tumori gastrointestinali, ok da Aifa a nuove immunoterapie

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L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha dato il via libera alla rimborsabilità del farmaco immunoterapico nivolumab nel trattamento di prima linea dell’adenocarcinoma dello stomaco, della giunzione gastro-esofagea e dell’esofago. Ok dell’Aifa anche alla duplice immunoterapia, nivolumab più ipilimumab, in alcune tipologie di cancro del colon-retto metastatico che non rispondono più alla chemio. “Il carcinoma del colon-retto fa registrare ogni anno in Italia quasi 44mila nuovi casi”, afferma Ferdinando De Vita, direttore del dipartimento Medicina di Precisione e professore di Oncologia Medica all’Università della Campania Vanvitelli di Napoli. “Per il cancro dello stomaco e dell’esofago si stimano rispettivamente 14.500 e 2.400 nuove diagnosi ogni anno”. “Gli adenocarcinomi gastroesofagei, in fase avanzata o metastatica, ricevono lo stesso trattamento sistemico con la chemioterapia e per oltre 20 anni non ci sono stati progressi, specie nelle forme HER2 negative. Oggi possiamo offrire ai pazienti un’opzione efficace, costituita dall’immunoterapia con nivolumab in combinazione con la chemioterapia che, come evidenziato nello studio CheckMate -649, è in grado di migliorare in modo significativo sia la sopravvivenza globale sia quella libera da progressione”, spiega Stefano Cascinu, direttore del dipartimento di Oncologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano e professore di Oncologia Medica all’Università Vita-Salute San Raffaele. Il farmaco può essere usato nei pazienti con tumori HER2 negativi e con punteggio CPS, che misura i livelli della proteina PD-L1, maggiore di 5. Importante anche l’approvazione della doppia immunoterapia nel colon-retto metastatico a elevata instabilità dei microsatelliti o deficit di riparazione del mismatch, dopo una precedente chemioterapia a base di fluoropirimidine. “Nello studio CheckMate -142, la duplice immunoterapia ha dimostrato un miglioramento significativo del tasso di risposta obiettiva, ma – ancor più rilevante – ha portato a una sopravvivenza a 4 anni nel 70% dei pazienti, quando l’atteso, in un contesto simile di pazienti con malattia pretrattata, non selezionati molecolarmente che non hanno ricevuto immunoterapia, è del 25% a un anno”, sottolinea Sara Lonardi, direttore dell’Oncologia 3 all’Istituto Oncologico Veneto IRCCS di Padova.

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