Collegati con noi

Cronache

Omicidio di Saman, lo zio Danish atterrato a Bologna: è accusato di essere l’assassino

Pubblicato

del

Danish Hasnain, 34 anni, zio paterno di Saman Abbas, e’ atterrato all’aeroporto ‘Marconi’ di Bologna, su un volo militare decollato da Parigi. Al termine delle formalita’ di rito sara’ portato in carcere a Reggio Emilia. La Procura reggiana e i carabinieri lo accusano di essere l’esecutore materiale dell’omicidio della nipote, in concorso con altri familiari, 18enne scomparsa da Novellara dal 30 aprile. Giacca grigia e jeans, Hasnain e’ stato prelevato al Marconi dai militari del nucleo investigativo di Reggio Emilia. Nei prossimi giorni sara’ interrogato.

Advertisement

Cronache

‘Carrozzina fuori regola’, disabile respinta al check-in

Pubblicato

del

 Da anni costretta sulla sedia a rotelle, lunedì sera si è presentata all’imbarco di un volo per Bordeaux, ma la compagnia lowcost Ryanair non l’ha fatta salire sull’aereo, sostenendo che la batteria della sua carrozzina elettrica non può essere portata in volo. Valeria Roberta Vetrano ha così attaccato sui social la compagnia che l’ha respinta al check-in dell’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo): “Mi viene detto che la batteria non è originale – ha scritto su Instagram in un post diventato rapidamente virale -, sostengono che avrei assemblato il mezzo (eh?!?). A questo punto presento la certificazione del costruttore. Niente da fare. Mi dicono di lasciare la parte motorizzata a terra (chiamata Stricker), se voglio partire (nota per il lettore: questi mezzi non funzionano come carrozzine manuali se si stacca la parte anteriore), insomma Ryanair ha la soluzione per tutto: lascia la carrozzina, vai a piedi! Che buona idea!!! Perché non ci ho pensato prima?!?”.

Con una nota ufficiale Ryanair ha però spiegato che “il personale di assistenza ha negato il viaggio alla passeggera perché lei non aveva fornito le specifiche della sua sedia a rotelle prima del volo. Per garantire l’accesso ai passeggeri che viaggiano con la propria sedia a rotelle elettrica è necessario infatti compilare l’apposito modulo online prima del volo. Ryanair si rammarica che la passeggera sia stata impossibilitata a viaggiare: verrà riaccomodata su un volo alternativo”. Sacbo, la società che gestisce lo scalo bergamasco, ha spiegato che arrivata alle 20;30 del 5 dicembre, al check in le addette “hanno verificato che Vetrano non aveva compilato prima del volo l’apposito modulo online, previsto da Ryanair” e “le hanno chiesto la documentazione attestante la potenza della batteria al litio della carrozzina. È così risultato che, a fronte di un limite massimo consentito di 300Wh, la sua avesse una potenza di 522Wh.

La targa sulla batteria della carrozzina indicava invece 300Wh, non coerente con la documentazione a supporto mostrata dalla signora – conclude Sacbo -. La discordanza dei dati di potenza della batteria al litio ha quindi generato le problematiche di imbarco segnalate”. Ragioni che non sono bastate all’Enac. “Dobbiamo purtroppo ancora registrare un caso di imbarco negato a una passeggera con mobilità ridotta – ha commentato il presidente dell’Ente per l’aviazione civile, Pierluigi Di Palma – Appena ne abbiamo avuto notizia siamo subito intervenuti sollecitando i direttori di aeroporto affinché assicurino con una loro ordinanza la piena tutela dei diritti dei passeggeri”. “Per quanto riguardo lo specifico caso di Valeria Roberta Vetrano – ha spiegato – sono in corso accertamenti per verificare la possibile responsabilità del vettore”.

Continua a leggere

Cronache

Narcos di camorra Raffaele Imperiale ai pm: anche la ‘ndrangheta comprava da me

Pubblicato

del

La cosca calabrese dei Mammoliti acquistava centinaia e centinaia di chilogrammi di cocaina dal narcotrafficate Raffaele Imperiale che di recente ha avviato un percorso di collaborazione con la Procura di Napoli. Lo ha rivelato – confermando le ipotesi degli inquirenti – in uno dei quattro verbali depositati nei giorni scorsi dall’ufficio inquirente partenopeo ai giudici del Riesame di Napoli. Gli affari, fa sapere il “boss dei Van Gogh” (così soprannominato per essere entrato in possesso di due preziosissime tele del pittore fiammingo, custodite per lungo tempo e poi fatte ritrovare) subirono un’accelerazione nel 2016, dopo l’arresto di Rocco Mammoliti e il subentro alla guida di suo fratello Giuseppe.

Le relazioni tra Imperiale e la cosca peggiorarono dopo il furto di un importante quantitativo di droga, ben 140 chili. Imperiale spiega ai magistrati partenopei che a mettere a segno il “colpo” erano stati proprio alcuni affiliati calabresi. Lo sgarro non rimase impunito e ci scappò anche un omicidio spacciato per un regolamento di conto per vicende sentimentali. Imperiale e Giuseppe Mammoliti giunsero a un accordo: si sarebbero divise le perdite. Ma comunque dalla Calabria non arrivarono ben 500mila euro. Da quel momento i Mammoliti cominciarono a chiedere quantitativi minori di cocaina, ricevendo però sempre il diniego di Imperiale.

Continua a leggere

Cronache

Reddito e tensioni sociali agitano piazze e web

Pubblicato

del

  Le piazze ed i social. Intelligence e forze di polizia monitorano con grande attenzione le tensioni che si muovono nel Paese per prevenire il rischio di degenerazioni ed incidenti gravi. C’è una crescente fetta della popolazione in difficoltà economiche e c’è anche chi – come avvenuto con le proteste contro le restrizioni anti-Covid – è pronto a guidare e sobillare per propri fini il malcontento che serpeggia nella società. Il pericolo è ben presente al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi che, da prefetto di Roma, il 9 ottobre dell’anno scorso si è trovato a gestire l’assalto alla sede della Cgil capeggiato proprio da ben noti ‘professionisti’ degli scontri di piazza. Oggi l’ incendio è scoppiato sui social, con le minacce di morte alla premier Giorgia Meloni da un uomo preoccupato di perdere il reddito di cittadinanza.

E proprio il reddito, con l’intervento di ridimensionamento promosso dal Governo, è uno dei drappi rossi agitati da chi ha interesse ad alzare la tensione. C’è un problema reale visto che, secondo l’Inps, senza la misura nel 2020 ci sarebbero stati un milione di poveri in più. Ma queste sono valutazioni che spettano alla politica; alle forze dell’ordine tocca fronteggiare gli eventuali riverberi sull’ordine pubblico. Lo sa perfettamente il capo della Polizia, Lamberto Giannini, reduce dalla gestione delle manifestazioni di dissenso durante la pandemia, con i cortei del sabato che creavano sistematicamente problemi in tante città. Il prefetto ha avviato un giro in tutte le questure proprio per avere il polso della situazione. La parola chiave più volte ripetuta da Giannini è prevenzione: serve conoscere in anticipo i possibili focolai di tensione per evitare che qualcuno ne approfitti. Da qui l’invito a monitorare, ad esempio, la situazione delle aziende in difficoltà.

Altra parola importante è mediazione: il difficile obiettivo è quello di assicurare a tutti la libertà di manifestare senza che però la protesta sfoci in violenza. Stringere contatti, dunque, con chi organizza le iniziative di piazza e stabilire regole d’ingaggio precise e condivise, evitando derive violente. Occhi puntati, contestualmente, a chi soffia sul fuoco. I pretesti possono essere tanti, dal reddito di cittadinanza al caro-bollette, dalla guerra in Ucraina agli sgomberi, fino alle occupazioni studentesche. C’è la galassia anarchica e quella dell’antagonismo che potrebbero promuovere azioni contro il governo di centrodestra, anche per fare proseliti ed allargare la base di consenso.

In questo senso, l’attentato ad Atene contro la diplomatica Susanna Schlein ed i disordini di lunedì scorso a Torino per l’udienza del processo ad Alfredo Cospito, hanno fatto suonare un chiaro segnale di allarme. Naturalmente, oltre alla piazza, c’è da monitorare quello che si muove sul web, con i canali social che pullulano di individui e gruppi – più o meno organizzati – ben decisi ad alimentare dissidi ed indicare obiettivi da colpire. La Polizia postale segue quello che si muove in rete ed oggi è intervenuta con prontezza identificando nel giro di poche ore il responsabile delle minacce contro la premier. Ed il ministro Piantedosi ha invocato un “fronte comune contro chi alimenta un pericolosissimo clima d’odio e di violenza”.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto