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Cronache

Omicidio del poliziotto Apicella, ergastolo ai tre assassini del campo rom di Giugliano

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Omicidio volontario, non  un incidente, non una conseguenza drammatica di una rapina andata male. No, omicidio volontario. La fuga a 140 all’ ora nella notte, auto a fari spenti e in controsenso,  l’auto della polizia a bordo della quale viaggiava l’agente scelto Pasquale Apicella è un omicidio. La Procura di Napoli ha chiesto l’ergastolo, nel corso del processo a carico di tre cittadini rom (residenti nel campo di nomadi di Giugliano), ritenuti responsabili dell’ omicidio del poliziotto Pasquale Apicella, intervenuto per bloccare le razzie messe a segno dalla gang di rom.  Il poliziotto ucciso si comportò da eroe, non ha dubbi la Procura di Napoli. Ii pm Valentino Battiloro e Cristina Curatoli (che hanno condotto le indagini sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Rosa Volpe) ricostruiscono le fasi dell’omicidio. Non c’ è solo la remota accettazione del rischio di uccidere, ma dolo diretto, alla luce di quanto emerso dalla testimonianza di due agenti di polizia (uno dei quali sopravvissuto, viaggiava accanto ad Apicella), presenti lungo calata Capodichino. Poi la perizia, che fissa a 140 all’ ora la velocità di impatto (ripetiamo: a fari spenti e contro senso), contro la pantera della polizia intervenuta a sventare la fuga di una banda di rapinatori (avevano assaltato una banca, rubato auto e seminato il panico). Sono queste le conclusioni che spingono a chiedere l’ ergastolo a carico di Fabricio Hadzovic, 40 anni (difeso dall’ avvocato Cesare Amodio), l’autista dell’Audi A6 rubata; poi gli altri due passeggeri dell’ auto rubata, vale a dire Admir Hadzovic, 27 anni (difeso dall’ avvocato Raffaella Pennacchio) e il 39enne Igor Adzovic (difeso dall’avvocato Giovanni Abbate), mentre l’ ultimo componente della banda, il 23enne Renato Adzovic (anche lui difeso da Raffaella Pennacchio), non risponde dell’omicidio volontario, in quanto non era a bordo dell’A6.

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Bimbo di 4 anni precipita dal balcone di casa, muore sul colpo: indagini della polizia

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Un bambino di quattro anni è precipitato dal balcone ed è morto sul colpo. Il fatto è accaduto nella tarda mattinata di oggi in via Foria, a Napoli. Siamo nel centro storico di Napoli. Sul posto sono giunti gli agenti della Polizia di Stato che stanno lavorando per ricostruire la dinamica dell’accaduto.

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Sma, la mamma del piccolo Paolo: non è più possibile curarlo negli Usa

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Per il piccolo Paolo, il bimbo della provincia di Bari che compira’ due anni il primo ottobre, non e’ piu’ possibile andare a Boston per sottoporsi alla terapia che argina gli effetti della Sma1: “Ieri – racconta la signora Francesca, mamma del bambino – ho inviato una mail all’ospedale pediatrico statunitense per ringraziarli della disponibilita’ e avvisandoli, pero’, che era ormai impossibile portare nostro figlio negli Usa. Secondo il cronoprogramma dell’ospedale pediatrico di Boston oggi avremmo dovuto essere li’, perche’ prima di cominciare la terapia erano necessari almeno 15 giorni per svolgere gli esami”. La terapia negli Stati Uniti puo’ essere somministrata entro i due anni di vita, quindi per Paolo non ci sarebbe stato piu’ tempo. Ora l’unica speranza e’ che, come chiesto dal governatore pugliese, Michele Emiliano, l’Aifa e il Ministero della Salute italiano diano il loro parere favorevole e autorizzino la terapia genica Zolgensma come “uso compassionevole”. “Siamo aggrappati solo a questa soluzione – prosegue la signora Francesca – in Italia la terapia puo’ essere svolta sino a quando il bambino non supera i 12,5 chili, ma e’ vietata per chi e’ gia’ tracheostomizzato o ventilato, come mio figlio. Ecco perche’ potrebbe essere autorizzata per uso compassionevole. Mi auguro che almeno arrivi una risposta da Aifa e Ministero, in tempo utile”. Se dovesse esserci il via libera, occorrera’ individuare un medico disposto, a quel punto, a firmare la prescrizione.

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Cronache

Catturato dai carabinieri a Malaga Gaetano Angrisano, latitante del clan Vinella-Grassi

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I carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno arrestato Gaetano Angrisano, 29enne napoletano ritenuto affiliato al clan Vinella-Grassi operante nei quartieri di Scampia e San Pietro a Patierno. L’uomo, irreperibile dal maggio del 2021 e destinatario di un provvedimento emesso dall’Autorità giudiziaria partenopea, dovrà scontare 11 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti.
E’ stato individuato a Malaga dal F.A.S.T. Team spagnolo con quello italiano, attivato dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia italiano, su precise indicazioni dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli. La localizzazione è il risultato di un’articolata indagine condotta nei mesi scorsi dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. Il 29enne è ora in carcere, in attesa del provvedimento di estradizione.

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