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Cronache

Omicidio Coppola a Napoli Est, confessa l’esecutore: “Uccisi per 20mila euro”

Mario De Simone, detenuto per l’omicidio dell’ingegnere Coppola, confessa davanti alla Corte di Assise di Napoli: “Accettai di uccidere per denaro”. Il movente sarebbe legato a una compravendita immobiliare.

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Dopo due anni di silenzio, Mario De Simone, oggi 65enne, detenuto per l’omicidio dell’ingegnere Coppola, ha ammesso le proprie responsabilità. In un manoscritto inviato ai giudici della Corte di Assise di Napoli, presieduta da Giovanna Napoletano, l’uomo ha scritto: «Sono stato io. Ho accettato di compiere un omicidio in cambio di soldi. L’ho fatto per 20mila euro, denaro che non mi è arrivato perché poi sono stato arrestato».

L’ingegnere Coppola fu ucciso l’11 marzo 2023 nel parcheggio di un supermercato a San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale di Napoli.

Il processo e le ammissioni del presunto mandante

Il processo in corso ha registrato passaggi inediti. Nei mesi scorsi anche il presunto mandante, Gennaro Petrucci, 72 anni, detenuto, ha reso dichiarazioni ammettendo le accuse: «Ho assoldato un uomo per colpire l’ingegnere Coppola perché si era messo di traverso in una compravendita immobiliare».

Secondo questa versione, il movente sarebbe di natura economica e privata. Coppola stava cercando di acquistare una villa con piscina nella quale Petrucci viveva con la moglie Silvana Fucito, non indagata. La vicenda ha un risvolto amaro: oltre vent’anni fa Fucito era stata indicata come paladina anticamorra per aver denunciato i clan dopo l’incendio del proprio negozio.

Le prove: telecamere, auto rubata e intercettazioni

Nel corso dell’istruttoria, le telecamere di videosorveglianza hanno consentito di identificare De Simone anche per il suo modo di camminare claudicante, oltre a ricostruire il furto della Panda utilizzata per raggiungere il luogo del delitto e la successiva fuga.

Decisive anche le intercettazioni in cella: in più occasioni l’imputato avrebbe fatto riferimento, seppur con un linguaggio allusivo, al denaro da riscuotere dal presunto mandante. Una linea difensiva che non ha retto, fino alla confessione messa nero su bianco.

Il contesto e il passato della vittima

Il colpo mortale, secondo gli atti, fu esploso alla nuca. Da allora, il tentativo di occultare movente e responsabilità. Nel processo è emerso anche il passato giudiziario della vittima: Coppola, imprenditore, era stato coinvolto anni prima in un’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia per presunti contatti con la camorra; aveva collaborato per un periodo ed era poi tornato in libertà.

Rientrato a vivere e lavorare nel quartiere, avrebbe incontrato la morte al culmine di una controversia tra privati legata a un’operazione immobiliare considerata “l’affare dell’anno”: l’acquisizione della villa della famiglia Fucito-Petrucci, un tempo protetta anche da misure di sicurezza statali.

Il giudizio atteso

Le confessioni dell’esecutore materiale e del presunto mandante segnano una svolta nel processo per il delitto di Napoli Est. Resta ora alla Corte di Assise il compito di valutare le responsabilità penali alla luce degli atti, delle prove raccolte e delle dichiarazioni rese, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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Nuovo cuore disponibile per il bimbo del Monaldi, decisione dopo il consulto degli esperti

L’Azienda dei Colli: decisione sul nuovo trapianto di cuore al bimbo ricoverato al Monaldi solo dopo la valutazione del team di esperti.

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Ogni decisione sull’eventuale trapianto del nuovo cuore disponibile per il bambino ricoverato al Ospedale Monaldi sarà presa solo dopo la valutazione del team di esperti.

Lo rende noto l’Azienda dei Colli, precisando che nella giornata odierna i medici si esprimeranno sulla trapiantabilità del piccolo paziente attualmente ricoverato in Terapia Intensiva.

La gestione del cuore del donatore

Secondo quanto comunicato dall’azienda sanitaria, l’attesa non comporterà alcuna ripercussione sull’organo del donatore, in quanto compatibile con le procedure di gestione della donazione in corso.

La decisione finale sarà quindi subordinata alle condizioni cliniche del bambino e alle valutazioni multidisciplinari del pool di specialisti.

Resta alta l’attenzione sulla vicenda, mentre la famiglia attende l’esito del consulto medico che guiderà le prossime scelte terapeutiche.

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Cronache

Caivano, tenta di rapire bimbo al supermercato: arrestato 45enne

Paura a Caivano: un 45enne arrestato dai Carabinieri per tentato sequestro di persona dopo aver cercato di portare via un bimbo di 5 anni in un supermercato.

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Momenti di paura nel tardo pomeriggio a Caivano, dove un uomo di 45 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di tentato sequestro di persona.

L’episodio è avvenuto intorno alle 19.30 in un supermercato di via Atellana. Alla centrale operativa è arrivata una richiesta di aiuto: “Ha tentato di rapire un bambino”.

Il tentativo davanti alle casse

Secondo la ricostruzione effettuata dai militari, supportata dalle immagini di videosorveglianza e dalle testimonianze raccolte, due donne stavano uscendo dal market con i figli di 5 e 8 anni quando l’uomo si è avvicinato, apparentemente in stato di ebbrezza.

Rivolgendosi a una delle donne, avrebbe detto: “Questo non è tuo figlio, dammelo”, tentando poi di prendere in braccio il bambino di 5 anni. L’amica della madre si sarebbe frapposta tra l’uomo e il piccolo. Il bambino, spaventato, avrebbe chiamato la madre.

La donna si è quindi rifugiata all’interno del supermercato, all’altezza delle casse, ma l’uomo l’avrebbe seguita tentando nuovamente di afferrare il minore. Una cassiera sarebbe intervenuta per fare da scudo.

L’intervento dei Carabinieri

L’uomo si è poi allontanato. Nel frattempo, il padre del bambino è arrivato in auto e la famiglia ha lasciato il luogo dell’accaduto.

Grazie all’analisi delle telecamere e agli accertamenti immediati, i Carabinieri hanno rintracciato il 45enne ancora nei pressi del supermercato e lo hanno arrestato.

L’uomo, di nazionalità ghanese e con precedenti, è stato trasferito in carcere. Dovrà rispondere di tentato sequestro di persona. La sua posizione sarà valutata dall’autorità giudiziaria nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Incendio Teatro Sannazaro, Napoli promette la ricostruzione immediata

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«Purtroppo è distrutto», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi, tra i primi ad arrivare in via Chiaia, dove decine di residenti sono stati evacuati.

Secondo una prima ricostruzione, un corto circuito partito dalla platea avrebbe innescato le fiamme, propagate rapidamente verso l’alto fino al crollo della cupola e di parte del tetto. Le cause sono in fase di accertamento.

Teatro Sannazzaro incendio

Sfollati, danni e ordinanza del Comune

Sono 60 gli sfollati e 24 gli appartamenti evacuati, di cui 12 gravemente danneggiati. Otto le persone tra intossicati e feriti lievi durante le operazioni di spegnimento.

Via Chiaia è stata chiusa al traffico, così come la metropolitana nella zona, con disagi e proteste. Il Comune ha emanato un’ordinanza invitando i residenti a tenere chiuse porte e finestre per l’aria resa irrespirabile dal fumo.

Una prima stima dei danni parla di 60-70 milioni di euro, cifra che include anche le attività commerciali adiacenti.

Le istituzioni: “Ricostruire subito”

Il presidente della Regione Roberto Fico ha definito l’evento “una ferita per tutti”. Il Ministero della Cultura è intervenuto con il ministro Alessandro Giuli, che ha promesso la ricostruzione, e con il sottosegretario Gianmarco Mazzi, che ha annunciato l’apertura di un tavolo con Comune e Regione per individuare fondi e tempi.

La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per incendio colposo a carico di ignoti.

 

Il dolore del mondo dello spettacolo

La direttrice artistica Lara Sansone, insieme al marito Sasà Vanorio, ha parlato di “lutto”, chiedendo alle istituzioni di non lasciare solo il teatro.

Tra le voci del mondo dello spettacolo, Marisa Laurito ha sollecitato una ricostruzione immediata, mentre Luisa Ranieriha ricordato il Sannazaro come luogo della sua infanzia, legato alle rappresentazioni di Luisa Conte.

Il rogo colpisce uno dei luoghi simbolo della memoria culturale napoletana. Ora la priorità è la messa in sicurezza dell’area e la definizione di un piano per la ricostruzione.

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