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Omaggio a Fellini per la sfilata di Moschino: Jeremy Scott sceglie Roma per la nuova collezione

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Un omaggio alla Roma di Federico Fellini: è la scelta di Jeremy Scott, il direttore creativo di Moschino, che presenta  per la prima volta nella Capitale la sua collezione uomo e la pre-collezione donna autunno-inverno 2019/20 .

55 uscite che rendono omaggio ai capolavori del Maestro, sullo sfondo delle rovine delle Terme di Caracalla presso lo studio 10 di Cinecittà, trasformato, per una sera, in una sala da ballo.

La sfilata ha lasciato il pubblico a bocca aperta nella migliore tradizione di Moschino, ogni abito si ispirava ai personaggi della cinematografia felliniana, ricreati in maniera originale e contemporanea.

Alla sfilata c’erano più di 400 invitati. Tra i volti noti – in prima linea Sandra Milo, l’ultima musa del film del regista romagnolo e protagonista di 8½ e Giulietta degli spiriti, seguita da Elisabetta Canalis, Chiara Francini, Claudia Gerini, Alice Pagani,Tezeta Abraham e Ilaria Spada. E ancora Claudia Zanella, Marianna Di Martino, Luca Tomassini, Martina Chiello e Martina Pinto, Diana del Bufalo, Salmo, Catherine Pulain, Francesco Monte e Giulia Salemi.

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Streisand difende “i gusti sessuali” di Michale Jackson, il web la stronca: apologia di pedofilia

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Michael Jackson? Va cancellato dalle radio, dal museo delle cere di Madame Tussauds e dalla Rock n’ Roll Hall of Fame! Perchè? Ma per le accuse di molestie sessuali fatte da Wade Robson e James Safechuck nel documentario Leaving Neverland. Chi ha difeso Michael Jackson è stata Barbra Streisand, con argomentazioni molto al limite. Anzi, forse anche oltre illimite della decenza. La cantante e attrice, 76 anni suonati, ha spiegato al quotidiano inglese Times che “i bisogni sessuali di Jackson erano i suoi bisogni sessuali, derivanti dall’infanzia che ha avuto o dal suo dna. Possiamo dire molestati, ma quei bambini erano contenti di essere lì. Ora sono sposati e hanno figli, quindi non li ha uccisi”.

Barbra Streisand. La cantante e attrice difende in una intervista i gusti sessuali della pop star morta

L’affermazione ha sollevato l’ indignazione social, con utenti che promettono di buttare via i suoi dischi e di boicottare il prossimo tour, a cominciare dal live a Hyde Park il 7 luglio. Via Twitter risponde anche Dan Reed, regista del controverso documentario: “Non li ha uccisi. Ha veramente detto così? Forse la pedofilia è tollerata nell’industria dell’intrattenimento?”.


La Streisand ha dichiarato di credere alla versione delle vittime (presunte perché le testimonianze non sono verificabili) che all’epoca avevano 7 e 10 anni e punta il dito contro i loro genitori: “Mi chiedo perché Michael avesse bisogno di vestire quei ragazzini come lui, li volesse nei suoi show, perché voleva che ballassero e indossassero i suoi cappelli. Mi dispiace per quei bambini, mi dispiace per lui. La responsabilità ritengo sia dei genitori che hanno concesso loro di dormire lì”. I comportamenti deviati di un artista possono inficiare o meno il giudizio sulle sue produzioni, sta al pubblico decidere.
Alla Streisand però si contesta il condono indecente e disgustoso alle molestie sui minori. Uccidono anche senza far morire.

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Scarpato ovvero l’attore, l’autore, lo scrittore che porta in teatro con Palma “La stessa Stella” in attesa di fare il one man show

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Gennaro Scarpato, 25enne napoletano è un artista a tutto tondo. Noto al pubblico del piccolo schermo per la partecipazione a Colorado e Made in Sud. Gennaro è anche scrittore ed autore. Un anno fa il suo primo romanzo intitolato “Tutte Uguali – #unanormalestoriadamore” e precedentemente ha firmato lo spettacolo di Francesco Cicchella “Millevoci Tonight Show”, che vanta la regia di Gigi Proietti, e ha firmato il terzo episodio del film “San Valentino Stories” prodotto da Run Film e Rai Cinema, solo per citarne alcuni. “Ho intrapreso la strada della scrittura – ha detto Gennaro – perché mi affascina. Quando si è in teatro o in tv si hanno dei ‘limiti’ almeno quelli legati alla logistica, mentre il libro mi ha permesso di non avere confini”.


Per tutto il weekend Gennaro Scarpato con Pasquale Palma saranno al Teatro Il Siparietto a San Giorgio a Cremano con “La stessa stella”. “Portiamo sul palco la storia di due amici”, ci racconta Gennaro Scarpato. “Domani ti sposi. Il tuo migliore amico è stato appena lasciato. Non puoi mica sposarti mentre lui soffre? O no?” Ed è proprio da questo paradossale punto di vista che nasce “La stessa stella” che h fatto registrare alla prima un grande consenso.

Una commedia con una vena di profonda cattiveria che trasforma per l’occasione il palcoscenico del teatro nel ring della vita dove i due protagonisti lottano a colpi di cinismo e ipocrisia, rancori e desideri, sentimenti e risentimenti, scambiandosi in continuazione i ruoli che vestono per nascondere la propria egoistica natura più profonda”. “Continueremo a portare in teatro La stessa stella – ha detto ancora Gennaro Scarpato – ho preparato un nuovo spettacolo intitolato ‘Blackout’ che mi vedrà da solo sul palco”. Si tratta, infatti, di un one man show senza scenografia. Sul palco solo Gennaro Scarpato ed alcune luci. “Scrivendo tanto – ha confermato – ho capito l’uso della parola e ho sentito l’esigenza di portare al centro del mio spettacolo la parola. Ho voluto fare uno spettacolo di altri tempi”. L’attore partenopeo, è un po’ di altri tempi. Malgrado la giovane età è a-social. Non ha un profilo FB, nè un account Instagram. “È una scelta perché non amo le illusioni dei social dove tutti si sentono protagonisti e famosi. Avevo tanti seguaci su Instagram, ma poi ho capito che in teatro ero ‘solo’. Chi mi seguiva sui social non veniva a teatro. E ciò è solo un’illusione, non la realtà”.

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È morto Mario Marenco, nato a Foggia, architetto a Napoli, istrionico attore a Roma con Renzo Arbore

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Per ‘Alto gradimento’ e’ stato il colonnello Buttiglione, comandante della stazione di Zanzibar, poi promosso a generale Damigiani. Ma anche il professor Aristogitone, che “dopo anni di duro lavoro in mezzo a queste quattro mura scolastiche” sognava di prendere “a mazzate” gli studenti “delinquenti”. E ancora Raimundo Navarro, l’astronauta spagnolo dimenticato nello spazio a bordo della Paloma Segunda, navicella piena di difetti, pronto e imprecare contro “estos cabrones de Madrid: me haben esballado en esto firmamiento de cobalto”. O la Sgarrambona, sgraziata ragazza in eta’ da marito con voce baritonale, o il surreale poeta Marius Marencus. Fino a vestire i panni di Mister Ramengo per le improbabili telecronache dell”Altra domenica’ e di Riccardino, il bambino goffo e cresciutello con la cartella e il grembiule a quadretti di ‘Indietro tutta’. Indimenticato interprete di strampalati personaggi della radio e della tv degli anni ’70 e ’80, quella di Renzo Arbore e della banda goliardica con Gianni Boncompagni e Giorgio Bracardi, Mario Marenco è morto oggi a Roma, a 85 anni, al Policlinico Gemelli, dove era ricoverato da tempo per complicazioni legate al suo stato di salute.

Nato a Foggia – proprio come il sodale Arbore – il 9 settembre 1933, si era laureato in architettura a Napoli, nel 1957 e dopo borse di ricerca a Stoccolma e Chicago aveva aperto a Roma un suo atelier di architettura e design.

Complice della svolta verso la carriera di attore brillante e umorista, una scossa di terremoto, a Rimini: come egli stesso aveva raccontato in qualche intervista, era al Grand Hotel, con l’amico e autore televisivo Alfredo Cerruti, e inizio’ a fare telefonate per chiedere cosa fosse successo, spacciandosi per un tal colonnello Buttiglione, diventato poi una delle sue maschere celebri. Il debutto in tv nel 1972, con Cochi e Renato e Enzo Jannacci nel programma Il buono e il cattivo.

Ma a consacrare la sua comicita’ surreale e un po’ folle era stata la radio, nel 1970, con Alto gradimento, talk show comico demenziale e format ancora insuperato dell’intrattenimento radiofonico, condotto da Arbore e Boncompagni.

Sempre Arbore lo volle, nel 1976, all’Altra domenica, archetipo dell’intrattenimento domenicale all’insegna di creativita’, ironia e mix di generi. Vennero poi Odeon, L’uovo e il cubo, e ancora negli anni ’80 Sotto le stelle, Chiappala chiappala con Bracardi e soprattutto Indietro tutta, con quel Riccardino che rilancio’ Marenco all’attenzione affettuosa del grande pubblico.

Di recente era tornato alla radio con il Programmone di Nino Frassica. Meno frequenti le sue presenze sul grande schermo: e’ stato se stesso nel Pap’occhio (1980) di Arbore, con cui ha lavorato anche per la realizzazione del film F.F.S.S. Cioe’ che mi hai portato a fare sopra Posillipo se non mi vuoi piu’ bene?. Si ricordano anche Il colonnello Buttiglione diventa generale, Von Buttiglione Sturmtruppenfuehrer, I carabbinieri, Vigili e vigilesse, Sing – Il sogno di Brooklyn. Marenco ha firmato anche libri umoristici editi da Rizzoli, tra cui Lo scarafo nella brodazza, Dal nostro inviato speciale, Los Putanados, Stupefax e Il quaderno delle poesie.

L’anno scorso era uscito ‘Porcade mancade’, tra racconti inediti e testi storici, una galleria di tragiche inadeguatezze, una sorta di summa della sua arte comica in cui erano tornati i suoi personaggi, dal colonnello Buttiglione a Raimundo Navarro, dalla Sgarambona a Riccardino, nel suo stile inconfondibile. Non a caso Federico Fellini aveva detto di lui: “E’ troppo intelligente per essere un attore”.

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