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Oltre 500mila biglietti venduti per il Cremonini Live25

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Ad una settimana dall’uscita di Alaska Baby, il nuovo attesissimo album di Cesare Cremonini in uscita il 29 novembre, il tour negli stadi Cremonini Live25 supera il traguardo dei 500mila biglietti venduti. Mezzo milione di persone ed una vera e propria caccia al biglietto per un tour che sta facendo registrare sold out in ogni città. Intanto continua il successo di “Ora che non ho più te”, che a due mesi dalla sua uscita stabilisce un nuovo record di permanenza al n.1 nella classifica Earone nel 2024, rimanendo al vertice per la sesta settimana consecutiva, record annuale di permanenza in classifica.

Il successo di questo singolo apre le porte ad un album che, già dal titolo, si preannuncia un vero e proprio viaggio esplorativo nel nuovo mondo di Cremonini. Un viaggio condiviso con musicisti straordinari tra cui spicca Mike Garson, pianista già al fianco di David Bowie in album leggendari come Aladin Insane, Diamond Dogs e Young Americans oltre che di band come Nine Inch Nails e Smashing Pumpkins, e di grandi del jazz come Stan Getz e Stanley Clarke. La collaborazione era già stata anticipata alcuni mesi fa, ma solo oggi sono stati svelati i titoli delle tre tracce impreziosite dal piano di Garson: “Ragazze facili”, “Dark Room” e “Acrobati”.

In Alaska Baby ci sono dodici canzoni di cui Cremonini è produttore artistico insieme ad Alessandro De Crescenzo e Alessio Natalizia, dove Cesare si muove libero come mai prima d’ora per provare ancora una volta ad andare oltre i propri confini, alzare l’asticella del pop e creare opere senza tempo. Il Cremonini Live25 farà tappa l’8 giugno a Lignano (data zero), il 15 giugno (sold out) e 16 giugno a Milano, il 19 giugno (sold out) e 20 giugno (sold out) Bologna, il 24 giugno a Napoli (sold out), il 28 giugno a Messina (sold out), il 3 e 4 luglio a Bari, l’8 luglio a Padova (sold out), il 12 luglio a Torino (sold out), il 17 e 18 luglio a Roma.

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Mika torna con Hyperlove: «Vivo per capitoli, l’eccellenza è la mia libertà»

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Mika torna con Hyperlove, nuovo album in inglese, e sceglie di raccontarsi in un dialogo ampio e personale. A intervistarlo sulla copertina di 7 – Corriere della Sera, in edicola e in edizione digitale, è lo scrittore premio Strega Paolo Giordano, con cui il cantante riflette sul tempo, sull’arte e sulle fasi della vita.

«Vivo in capitoli: dieci anni, poi dieci, poi dieci», racconta Mika. «Pensavo fosse una condizione negativa. Da una parte lo è. Ma dall’altra è come spostare sempre l’atelier: sono io la mia casa madre». Un modo di stare nel mondo che implica anche il bisogno di prendere distanza: «A volte mi stanco della gente. Ma stancarsi serve, altrimenti resti in superficie e non ti fai le domande giuste, né su di te né su ciò che ti circonda».

Al centro del suo percorso artistico resta un principio non negoziabile: l’eccellenza. «È la chiave della libertà: non avere nessuno che ti dica cosa non puoi fare, cosa è fuori budget. Se vendi centomila o diecimila biglietti ma mantieni l’eccellenza, allora funziona. È l’unico filo che tiene insieme i progetti». Un approccio istintivo, poco incline ai condizionamenti esterni, compresi quelli familiari.

Nel dialogo con Giordano, Mika allarga lo sguardo sulla contemporaneità: «Stiamo vivendo un momento lunaparkesque. Umanamente, artisticamente e moralmente. Oggi è difficile capire chi è il clown e chi è il genio». Un’immagine che torna anche nella visione dello spettacolo dal vivo. Per lo Spinning Out Tour, il cantante si ispirerà ai balletti russi e promette «uno show che ti fa ballare e ti intrattiene, ma che ha anche un lato industriale, dark. Un luna park al tuo servizio».

Il numero di 7 amplia il racconto con altri sguardi sull’attualità e sulla cultura. Prosegue la serie dedicata a Milano, interrogata sul suo ruolo di città delle opportunità: questa settimana la firma è quella della scrittrice Camilla Baresani, bresciana di origine e milanese d’adozione, che rivendica il potenziale di attrazione della città. «In 45 anni non sono mai stata disturbata, molestata o derubata. Sono stata fortunata, 45 anni di fortuna».

Spazio anche alla politica internazionale, con Giuseppe Sarcina che traccia il profilo di Pete Hegseth, Marco Rubio e Stephen Miller, figure chiave dell’orbita di Donald Trump. Nelle pagine di lifestyle, infine, una guida alle tendenze della moda maschile emerse da Pitti Uomo.

Tra musica, identità e spettacolo, Mika torna a rivendicare una coerenza rara: cambiare pelle, senza mai perdere il centro.

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Musica

Police, contenzioso sulle royalties: Sting versa quasi 700mila euro agli ex compagni

Sting ha versato quasi 700mila euro ad Andy Summers e Stewart Copeland dopo aver riconosciuto un pagamento insufficiente delle royalties. Il contenzioso è pendente a Londra.

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Sting ha versato agli ex compagni dei The Police quasi 700mila euro, riconoscendo un pagamento insufficiente delle royalties. La circostanza emerge da documenti depositati presso l’Alta Corte di Londra.

In un atto presentato dai legali del musicista, si legge che Andy Summers e Stewart Copeland hanno ricevuto oltre 800mila dollari complessivi, a seguito dell’azione giudiziaria avviata lo scorso anno.

Le richieste e i brani coinvolti

Il chitarrista e il batterista avevano citato in giudizio Sting e la sua società editoriale nel settembre 2025, sostenendo di vantare crediti tra 1,8 e 9,4 milioni di euro per royalties legate a successi come Roxanne ed Every Breath You Take.

Sting contesta che Summers e Copeland abbiano diritto a una quota dei proventi da streaming e download, sostenendo che non figurino come autori della maggior parte dei brani.

L’accordo verbale e la percentuale sugli arrangiamenti

Secondo la tesi dei due musicisti, nel 1977 la band avrebbe stretto un accordo verbale per la condivisione dei ricavi, poi formalizzato in contratti scritti. L’intesa riconosceva che, pur essendo Sting il principale compositore, gli altri membri fornivano contributi decisivi agli arrangiamenti — come la celebre linea di chitarra di Summers in Every Breath You Take.

In base a quell’intesa, chiunque incassasse proventi editoriali da un brano avrebbe versato agli altri due una percentuale (di norma il 15%) come compenso per gli arrangiamenti. Secondo l’azione legale, tali versamenti non sarebbero avvenuti.

Procedimento in corso

Il pagamento riconosciuto non chiude il contenzioso, che resta sub iudice. Come previsto, vale il principio della presunzione di innocenza e sarà il tribunale a stabilire se e in quale misura sussista un diritto ulteriore alle royalties rivendicate.

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Madonna reinterpreta “La bambola”: cover in italiano per una campagna Dolce & Gabbana

Madonna pubblica una cover in italiano di “La bambola”, storico successo di Patty Pravo, come colonna sonora di una nuova campagna Dolce & Gabbana.

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Madonna ha pubblicato una cover di “La bambola”, storico successo del 1968 di Patty Pravo. L’uscita non è arrivata del tutto a sorpresa, dopo le anticipazioni circolate in rete nelle scorse settimane. Il brano, interpretato in italiano, accompagna la nuova campagna pubblicitaria di un profumo Dolce & Gabbana.

Al momento la popstar non ha commentato né promosso il pezzo sui propri canali social. Un breve teaser della campagna, con un estratto della canzone, è invece apparso sull’account Instagram del marchio.

Il valore storico del brano

“La bambola” è una canzone simbolo della musica italiana degli anni Sessanta. Scritta da Ruggero Cini, Franco Migliacci e Bruno Zambrini, rappresentò il primo grande successo di Patty Pravo, raggiungendo il primo posto della classifica italiana.

Il brano comparve nell’album d’esordio dell’artista e le valse la Gondola d’oro alla Mostra internazionale di musica leggera di Venezia. Prima di arrivare a Nicoletta Strambelli, il pezzo era stato proposto senza successo a Caterina Caselli, Little Tony e ai The Rokes.

Un’operazione tra musica e moda

La scelta di Madonna di reinterpretare un classico del pop italiano si inserisce in un’operazione che intreccia musica, memoria e branding, riportando al centro un brano iconico attraverso una voce globale. Resta da capire se la cover avrà una vita autonoma oltre la campagna pubblicitaria o se resterà legata esclusivamente al progetto firmato Dolce & Gabbana.

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