La signora Tamayo Marukawa, ministra delle Olimpiadi, l’ha reso noto ieri spiegando che la decisione è stata presa per lo stato di emergenza dichiarato dal governo giapponese. Emergenza che durerà fino al 22 agosto. Per ora. Oltre agli spalti vuoti sarà vietato l’alcol nei bar e nei ristoranti, che chiuderanno alle 20, mentre gli eventi come i concerti termineranno alle 21.
Il comitato organizzatore ha preso atto e si è dichiarato “dispiaciutissimo per la decisione” ma non ha escluso “che il divieto possa essere rimosso in alcune aree se lo stato di emergenza dovesse attenuarsi”. Oltre a Tokyo (che con oltre 900 contagi giornalieri è risalita ai livelli di metà maggio) si gareggia anche a Sapporo, Fukushima, Saitama. La decisione di Olimpiadi a porte chiuse crea gravi problemi di cassa agli organizzatori già colpiti dalle spese enormi di spostamento delle gare. Nei bilanci preventivi per l’edizione inizialmente prevista nel 2020, i biglietti avrebbero dovuto raggiungere un introito stimato attorno ai 700 milioni di euro che si sarebbero aggiunti all’indotto di un turismo straniero di alto livello. I rimborsi parziali offerti a chi ha comprato pacchetti all’estero stanno già generando class action molto onerose.
Con l’ operazione porte chiuse, a cui verrà abbinata anche una forte limitazione del numero di accreditati negli impianti, il governo spera di rassicurare una popolazione ancora restia a vaccinarsi (solo il 15% dei giapponesi ha ricevuto entrambe le dosi).
Arrivato ieri a Tokyo con ampio anticipo rispetto alla cerimonia di apertura (il 23 luglio) il presidente del Cio Thomas Bach prova a dare il buon esempio auto isolandosi nel lussuoso cinque stelle dei dignitari olimpici. In quarantena anche la fiaccola olimpica: niente sfilata cittadina ma arrivo diretto allo stadio.


