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Ok ai palinsesti Rai, dal cda un sì quasi unanime

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Passano a larga maggioranza in consiglio di amministrazione i palinsesti per la prossima stagione della Rai. Un solo voto contrario, quello del consigliere eletto dai dipendenti Riccardo Lagana’, a fronte di sei pareri favorevoli, compreso quello del membro in quota M5S Alessandro di Majo che si era espresso contro l’ultima tornata di nomine. Per l’amministratore delegato Carlo Fuortes un pieno di fiducia dopo le fibrillazioni delle ultime settimane per la prima programmazione concepita interamente sotto la sua gestione. Si tratta anche dei primi palinsesti creati dalle nuove direzioni di genere, con una visione d’insieme quindi sui prodotti di ogni singolo settore che saranno distribuiti nei vari canali. La presa d’atto da parte del cda segue l’illustrazione avvenuta la scorsa settimana, dopo il cambio alla guida dell’Approfondimento con l’arrivo di Antonio Di Bella al posto di Mario Orfeo, approdato al Tg3, e di Simona Sala al Day Time. I palinsesti saranno svelati martedi’ prossimo a Milano, in una giornata nella quale sara’ possibile ascoltare direttamente dai diversi direttori di genere l’illustrazione della programmazione. Le indiscrezioni sono come al solito tante e danno conto di alcune cancellazioni e diverse novita’, soprattutto su Rai2, da alcuni anni ormai rete dedicata alle sperimentazioni. Trovera’ posto proprio sulla seconda rete, il giovedi’ in prime time, la principale new entry sul fronte informativo. Il programma Nuovo, con al timone Ilaria D’Amico, provera’ a dare corpo alle innovazioni sui talk annunciate dall’ad in Commissione di Vigilanza: il format prevede in apertura un monologo sulla linea dei Ted talks, poi un dibattito che vedra’ la conduttrice nei panni dell’arbitro. Altre novita’ la gia’ annunciata striscia quotidiana di Marco Damilano su Rai3 e Crime di Giancarlo De Cataldo il lunedi’ in seconda serata su Rai1. Confermati Porta a Porta, In 1/2 h di Lucia Annunziata, che in estate sara’ in Ucraina, e Cartabianca, dato in bilico per diverso tempo. Un quadro che non convince tutti in Vigilanza, a partire da Michele Anzaldi che accusa il Movimento 5 Stelle di aver bloccato la risoluzione per la rotazione degli ospiti dei talk. Diverse le novita’ sul fronte intrattenimento, sia nel prime time, direzione gestita da Stefano Coletta, che nel day time, fino a un paio di settimane fa sotto il controllo di Di Bella e ora di Sala. Stando alle indiscrezioni, sulla seconda rete si prepara il ritorno di Alessia Marcuzzi dall’autunno in prima serata con uno show che dovrebbe chiamarsi Boomerissima, insieme a quello di Mara Maionchi con il format Chi si spoglia vince nel quale si cimentera’ con spogliarellisti. Atteso in seconda serata, sempre su Rai2, Alessandro Cattelan che torna a un programma sullo stile di Epcc (E poi c’e’ Cattelan) dopo l’esperienza di Da grande, non esplosiva sul fronte degli ascolti, su Rai1. Altro ritorno, questa volta in day time, e’ quello di Elisa Isoardi che condurra’ un programma la domenica pomeriggio su Rai2 a due anni dallo stop seguito alla cancellazione de La prova del cuoco. Se la vedra’ con la Domenica In di Mara Venier, confermata come gli altri big Carlo Conti, Amadeus e Antonella Clerici che oltre a E’ sempre mezzogiorno, il cooking show della mattina di Rai 1, sara’ ancora al timone di The Voice Senior. Non manchera’ Ballando con le stelle, sempre guidato da Milly Carlucci. Altra novita’ nel pomeriggio di Rai2 e’ la cancellazione di Detto Fatto, sostituto da settembre dal programma BellaMa’ condotto da Pierluigi Diaco. Rai1 resta la patria della fiction, con l’arrivo in autunno di Sopravvissuti, Imma Tataranni 2 e Il Paradiso delle signore 7.

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Messaggio di Mattarella ai Vigili del fuoco: comunità vi è grata

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“In occasione della Festa della Patrona, Santa Barbara, desidero rivolgere un grato pensiero a tutti i Vigili del Fuoco, interpretando i sentimenti di stima e di riconoscenza dell’intera collettività”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, Prefetto Laura Lega, in cui sottolinea che i Vigili del fuoco “costituiscono un patrimonio a vantaggio del Paese”.

“Nei delicati scenari emergenziali e negli interventi di soccorso pubblico – scrive Mattarella – le donne e gli uomini del Corpo rappresentano da sempre un solido presidio a tutela dell’incolumità delle persone e dell’integrità dei beni, dando concreta attuazione ai principi di solidarietà che ispirano la Carta Costituzionale, come evidenzia anche l’impegno in occasione dei recenti eventi calamitosi ad Ischia”. “Lo spirito di servizio che connota la vocazione del Corpo Nazionale, costituendone un tratto distintivo – prosegue il messaggio – è stato testimoniato anche dal significativo apporto offerto dal Corpo durante il periodo pandemico, per il quale è stata conferita alla Bandiera la Medaglia d’Oro al Valor Civile”. “Le doti di umanità e abnegazione dei Vigili del Fuoco, permanenti e volontari, nonché l’accurata professionalità – – scrive ancora il Capo del Stato – costituiscono un patrimonio a vantaggio del Paese. Ne costituisce preziosa conferma l’attività delle componenti specialistiche, tra cui quella dei nuclei di sommozzatori, di cui quest’anno si celebra il settantesimo anniversario dall’istituzione”. “L’azione del Corpo, oltre che nell’emergenza – – aggiunge Mattarella -, si caratterizza positivamente anche con la diffusione della cultura della sicurezza e della prevenzione dei rischi sui luoghi di lavoro, nonché per la tutela del patrimonio storico-artistico e per il concorso nel contrasto agli incendi boschivi, insieme alle altre componenti del sistema di Protezione Civile”. “Nel ricordare in questa circostanza quanti hanno perso la vita nell’adempimento del proprio dovere, indirizzo un saluto cordiale a tutti gli appartenenti al Corpo Nazionale, ai gruppi di volontari, ai loro familiari, con gli auguri di buona festa”, conclude il Presidente della Repubblica.

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Ticket Bonaccini-Nardella, smontiamo e rimontiamo il Pd

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 Dario Nardella ha fatto un passo indietro nella corsa alla segreteria del Pd. Il sindaco di Firenze sosterrà la candidatura di Stefano Bonaccini, vestendo i panni di presidente della mozione. Per l’annuncio ufficiale, è stato scelto il Teatro del Sale, nel capoluogo toscano. “Vogliamo costruire un partito dove non comandino le cordate di potere – ha detto Nardella – dove siano riconosciuti i territori, dove gli iscritti e gli elettori abbiano voce in capitolo. Ho trovato nel progetto di Bonaccini la risposta a queste esigenze”. A un mese e mezzo dalle primarie, gli aspiranti segretari del Partito democratico sono quasi tutti in campo: ci sono Bonaccini e Paola De Micheli, per domani è atteso l’annuncio di Elly Schlein, nei prossimi giorni quello del sindaco di Pesaro Matteo Ricci. Potrebbe aggiungersi qualcun altro, magari un governatore del sud come Vincenzo De Luca o Michele Emiliano, ma la lista degli sfidanti sembra quasi completa. Nel partito è quindi in corso il fermento delle correnti: quale sostiene chi. Un gioco a cui nessuno dichiara di voler partecipare.

“Non voglio essere il candidato di alcune correnti – ha chiarito Bonaccini – Il Pd va smontato e rimontato e non dobbiamo farci chiamare con il cognome di qualcun altro”. Il riferimento è a Matteo Renzi – di cui sia Nardella sia Bonaccini sono stati sostenitori quando era al Nazareno – e all’area Pd dei cosiddetti ex renziani. “Qui non ci sono renziani – ha chiarito Nardella – Ognuno ha preso la sua strada. I renziani senza Renzi non sono renziani”. La campagna per la conquista del Nazareno partirà il 10 dicembre, da Bari, con “un grande tour in giro per l’Italia – ha detto Bonaccini – Vogliamo toccare almeno 100 comuni”. Anche perché, la componente del Pd a cui il governatore e Nardella puntano è quella degli amministratori locali: “Ci sono sindaci di grande qualità tenuti troppo spesso in panchina – ha detto Bonaccini – Una parte dirigente del Pd di oggi mi dà l’idea che faccia fatica a capire cosa succede alla gente, ecco perché si deve partire dai territori, dagli amministratori locali”. L’obiettivo è chiaro: “La parola rottamazione non l’ho mai usata – ha detto Bonaccini – Non si tratta di mandare via qualcuno. Ma io dico, e lo dico con rispetto, che serve una nuova classe dirigente, anche perché veniamo a livello nazionale da troppe sconfitte”. Con lo scontro fra area liberal e area radical, nel dibattito congressuale si affaccia spesso il tema della scissione, della possibilità che una parte del partito se ne vada se vince il candidato degli altri.

Un’ipotesi che Bonaccini respinge: “Dobbiamo dire che chiunque vinca la corsa congressuale noi comunque il giorno dopo stiamo tutti insieme. Di scissioni ne abbiamo patite anche troppe”. Per Bonaccini il tema della alleanze è prematuro, prima c’è da rilanciare e ridefinire il Pd, dice. Ma auspica una convergenze su alcune battaglie. Come quella sulla Manovra. Il presidente del M5s, Giuseppe Conte, ha attaccato i limiti all’uso del pos: “Il governo e il ministro dell’Economia – ha detto – si stanno assumendo una grave responsabilità che pagheremo negli anni futuri”. Un’impostazione che non è lontana da quella del Pd. Nel gioco delle correnti a cui nessuno dice di voler partecipare, è intervenuto Goffredo Bettini: “Mi sarebbe piaciuto se Andrea Orlando si fosse impegnato in prima persona. C’è ancora tempo. Per ora la piattaforma che mi convince di più è quella di Matteo Ricci”. La sinistra del partito è in cerca del centro di gravità. Ed è in attesa di Schlein (per la quale, dopo l’attentato ad Atene alla sorella Susanna, diplomatica all’ambasciata greca, la prefettura ha attivata un servizio di vigilanza), che dirà la sua a un incontro organizzato per domattina a Roma.

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Mattarella,l’inclusione dei disabili è un banco di prova

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 Il governo affronterà con “concretezza” la sfida dell’inclusione delle persone disabili. A pronunciare le impegnative parole, in occasione della Giornata internazionale della disabilità, è stata la presidente del Consiglio GIorgia Meloni, in una dichiarazione che per certi versi ha fatto da eco al messaggio del presidente Sergio Matarella e alle sollecitazioni di papa Francesco. Il capo dello Stato ha ricordato che “sono milioni le persone con disabilità che ogni giorno combattono per una vita indipendente e che ci insegnano come affrontare con forza vitale e grande dignità le difficoltà”. In effetti l’Osservatorio delle Regioni sulla Disabilità (che ha sede presso la Cattolica di Roma) ha reso noto che si tratta di ben 13 milioni di concittadini, di cui solo l’11,9% lavora e quasi una su tre (32,1%) è a rischio di povertà. “Salute, istruzione, mobilità, lavoro – ha rimarcato Mattarella – sono diritti che per le persone con disabilità rappresentano il frutto di lunghe battaglie lastricate di dolore, mortificazione, senso di ingiustizia e impotenza, episodi di discriminazione”.

Osservazioni confermate dal rapporto Istat che ha reso noto come solo una scuola su tre è accessibile agli studenti con disabilità. “L’inclusione delle persone con disabilità – ha ammonito Mattarella – è banco di prova della piena affermazione dei diritti umani”. Il concetto di “non lasciare indietro nessuno”, è stato enunciato da diversi esponenti politici, come il capogruppo di Fi Alessandro Cattaneo o Antonio De Poli (Udc), che in proposito ha chiesto “più risorse e investimenti” per l’inclusione. Sulla stessa richiesta anche Ileana Malavasi del Pd, che chiede “provvedimenti urgenti”, nonché Uil e Cgil: quest’ultima ha sollecitato la ministra per la disabilità Alessandra Locatelli (Lega) a promuovere un tavolo interministeriale per “rilanciare le politiche dell’inclusione”. “Il nostro dovere – ha detto Locatelli – è di agire rapidamente per garantire la massima tutela alle famiglie che amano e curano i propri cari con disabilità”. Ricevendo un gruppo di persone con disabilità papa Francesco ha parlato sia alla comunità civile che a quella ecclesiale.

“Non c’è inclusione se manca l’esperienza della fraternità e della comunione reciproca. Non c’è inclusione se essa resta uno slogan, una formula da usare nei discorsi politicamente corretti, una bandiera di cui appropriarsi. Non c’è inclusione se manca una conversione nelle pratiche della convivenza e delle relazioni” Meloni ha quasi risposto al coro degli auspici: “Affronteremo con grande concretezza i problemi che le persone con disabilità, le loro famiglie, le amministrazioni territoriali, le associazioni, gli operatori pubblici e privati, il Terzo Settore vivono ogni giorno”. E in proposito ha ricordato che nella legge di Bilancio è stato aumentato l’importo dell’assegno unico per le famiglie con un figlio disabile. Un passo insufficiente per Giuseppe Conte; il leader di M5s ha definito “deludente” la legge di Bilancio, visti i tagli alla complessiva spesa sociale. Ora inizia l’iter parlamentare della legge di Bilancio e probabilmente alcuni emendamenti affronteranno i problemi della disabilità, come quello sollecitato da Ella Bucalo (Fdi) che chiede di stabilizzare gli insegnanti di sostegno o quello chiesto dalla onlus che si occupa di disabilità (Fiaba) che chiede di rifinanziare la detrazione del 75% per le spese di abbattimento delle barriere architettoniche. Ma per tutte serve il sì del governo.

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