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Ogni anno questo Paese di terroni che occupano le istituzioni regala 5 milioni a “Libero” per illuminarci con queste analisi sociologiche

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Oggi in prima pagina sul quotidiano Libero finalmente c’è una mirabile inchiesta con tanto di illuminante analisi politica che ci fa comprendere per quale motivo Matteo Salvini è sempre incazzato. Finalmente ci viene spiegato perché come cura di questa sua diuturna incazzatura il ministro Salvini da mane a sera invece di prendere servizio al Viminale (il ministero che il premier Giuseppe Conte gli ha assegnato) entra e esce dal suo ufficio virtuale su twitter  e ci informa dei neri che arrivano in Italia con le navi da crociera e della pacchia che sta per finire o che già finita, dei cori razzisti negli stadi contro i “napole(c)tani” e “quello sporco negro di Koulibaly” che dovremmo considerare momenti di effervescenza goliardica di pochi imbecilli, delle fave e lenticchie con nutella ingurgitate la sera. Da quanto si riesce a capire  leggendo Libero Salvini è sempre incazzato perché nelle istituzioni di questo Paese malato ha tutti contro. Oddio, non proprio tutti ma i 3/4 dei rappresentanti delle istituzioni metterebbero, secondo questa analisi di Libero, i bastoni tra le ruote a Matteo Salvini perchè sono terroni. Insomma, Matteo Salvini non riuscirebbe a fare – secondo questa analisi di Libero – tutto quello che deve fare (che cosa deve fare?) perché ci sono 3 terroni su quattro dentro le istituzioni di questo Paese Malato che lo ostacolano.

Viviamo davvero in un paese malato. Un Paese che finanzia l’editoria per agevolare e accrescere la libertà di stampa dando ogni anno quasi 5 milioni di euro a Libero, un giornale che fa queste mirabili analisi politiche. 

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Cultura

Spiccare il volo verso la rinascita, insieme agli uccellini d’artista

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Sono passate settimane da quando ci è stato chiesto di rimanere a casa, i giorni più lenti e faticosi sembrano lontani, eppure l’aria sembra esser diventata pesante, le membra ancora stanche, il cuore a tratti malinconico. Abbiamo chiacchierato molto, in questi mesi, sul concetto di ripartenza e di rinascita e tanti sono stati i progetti sorti in vista di un ipotetico nuovo futuro. Alcuni un palleativo per la solitudine e la libertà negata, altri cantieri di azioni artistiche concrete. Tra questi c’è stato e c’è “Un uccellino per la rinascita” ideato da Rosa Cuccurullo e Pietro Lista in collaborazione con “Cicalese ceramiche” : un progetto semplice nella sua complessità, genuino per l’immediata bellezza, geniale perché nato sul web e negli studi d’artista qualche mese fa, ma pronto a spiccare un volo fatto di materia, la ceramica, solerte a rimanere impressa fisicamente nel tempo.

Quando tutto diventa contorto e poco chiaro ecco che, ancora una volta, il mondo dell’arte ci viene in soccorso, partendo da ciò che ci circonda. Se ci fermiamo un attimo a riflettere, il cinguettio degli uccelli è stato la costante della nostra quarantena, il nostro ricongiungimento alla natura, a noi stessi, alla voglia di ritornare ad immaginare, nonostante tutto. Gli uccelli come sinonimo di libertà ma anche di contatto con la realtà; il tornare bambini nelle intenzioni, immaginando un’esistenza da ricostruire. Molte, troppe, cose non sono cambiate come ci aspettavamo o come volevamo credere, il mondo dell’arte però non ci ha deluso come la realtà circostante e gli uccellini creati dagli artisti invitati  dal duo Cuccurullo-Lista, impreziositi dalle parole di Franco Arminio, ci hanno donato quella sensazione del “non tutto è perduto” di cui avevamo e abbiamo bisogno. Una collettività artistica che si fonde negli stili e nelle tecniche, che parte dai bozzetti su carta fino ad arrivare alla ceramica; un volo collettivo fatto di ali e di forme diverse, bellissime nella loro unicità e semplicità.

Semplicità, una parola, un concetto, che fa storcere i nasi di molti del settore perché infonde paura, perché è più facile nascondersi dietro un artificio che partire dall’essenza delle cose; perché ci pone dinanzi al concetto di onestà intellettuale, dove la bellezza emerge se esiste, dove tutto nasce in maniera spontanea.

Quella semplicità che dovremmo iniziare a far entrare nelle nostre vite e nel mondo dell’arte, sinonimo di cambiamento emotivo e visivo; un volo infinito sui paesaggi del tempo, nei luoghi dell’anima.

 

Artisti coinvolti:

MICHELE ATTIANESE, RAFFAELE AVELLA, VITTORIO AVELLA, MATHELDA BALATRESI, MARIAGRAZIA BENINCASA, CLAUDIO BOZZAOTRE, GAETANO BRANCA, GENNARO BRANCA, RITA CAFARO, LUCIA CARPENTIERI, ENZO CARUSO, ANTONIO CERVASIO, GIUSEPPE CICALESE, VINCENZO CONSALVO, ROSA CUCCURULLO, FEDERICA D’AMBROSIO
ANTONIO NINO D’ANGELO, ELISA D’ARIENZO, MARA D’ARIENZO, ROSANNA DI MARINO, FERDINANDO FEDELE, BRUNO FERMARIELLO, NELLO FERRIGNO, MARCO FUSCO
LOREDANA GIGLIOTTI, SERGIO GIOIELLI, ROBERTO IOSSA, ROSANNA IOSSA, PINO LATRONICO, LIVIO MARINO ATELLANO, MATILDA LEPPAKOSKI, LUCIO LIQUORi
PASQUALE LIQUORI, PIETRO LISTA, ARMANDO LOMBARDI, LELLO LOPEZ, GIULIA MANNARA, GABRIELE MANZO, LAURA MARMAI, DANILO MARIANI, ALESSANDRO MAUTONE
JACOPO NADDEO, DEBORAH NAPOLITANO, AUGUSTO PANDOLFI, MARY PAPPALARDO, GLORIA PASTORE, ANTONIO PETTI, FELIX POLICASTRO, MATTEO SALSANO
TERESA SALSANO, PAOLO SANDULLI, STEFANIA SATURNINO, GIORGINA SCALESE, SALVATORE SCALESE, PIERFRANCESCO SOLIMENE, SASA’ SORRENTINO
GIOVANNI TIMPANI, LELLO TORCHIA, NANDO VASSALLO, VERONICA VECCHIONEANNA VITALE, ANDREAS ZAMPELLA

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Torna il calcio, il Napoli parte con l’Inter in Coppa Italia: il San Paolo è pronto

Valeria Grasso

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Torna il calcio, il Napoli ai blocchi di partenza: la squadra di Gattuso è pronta. Si inizia con la semifinale di Coppa Italia da disputare tra 12 e 13 giugno poi si prosegue con il campionato il 23 giugno a Verona. Sistemato nel frattempo anche il manto erboso del San Paolo. L’ultima partita del Napoli al San Paolo risale al 29 febbraio scorso (Napoli – Torino 2-1). Dopo il susseguirsi dei tamponi previsti dal protocollo su 56 persone (7 tamponi per 26 calciatori e controlli serrati per tutti e 30 dipendenti della SSC Napoli) la ripresa degli allenamenti individuali (il 10 maggio) e poi di gruppo (dal 25 maggio) ormai ci siamo. Gli azzurri sono in una buona condizione (a parte l’infortunato Manolas) e scenderanno in campo per la semifinale di ritorno di Coppa Italia al San Paolo tra il 12 e il 13 giugno alle 21, nello stadio partenopeo a porte chiuse, con in tasca il vantaggio acquisito a San Siro il 12 febbraio scorso (1-0 con goal di Fabian Ruiz). Non è un mistero che il Napoli punti alla finale che si disputerà poi il 17 giugno allo stadio Olimpico di Roma.

 

Per la ripresa della serie A l’appuntamento è fissato il 23 giugno a Verona.  Per il Napoli (come per il Lecce, per una questione di temperatura) la Lega ha riservato la fascia serale, vale a dire incontri alle 19,30 o alle 21,45. Per quanto riguarda la Champions League l’ipotesi più probabile prevede il ritorno degli ottavi di finale tra il 7 e l’8 agosto.

Intanto ci si è preoccupati di rendere idoneo il manto erboso del San Paolo con un intervento di tosatura molto bassa, anticipando, date le circostanze, la manutenzione straordinaria che di regola doveva essere fatta a fine stagione. Niente paura dunque se il terreno di gioco appare oggi di colore giallo/marrone.

L’operazione di tosatura permette all’erba gramigna di crescere così da costituire il tappeto fondamentale del campo da calcio. L’intervento tempestivo così effettuato consentirà alla squadra di Gattuso di poter giocare nelle condizioni ideali.

 

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Esteri

Oms, nostro sostegno a Congo in lotta a Ebola

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L’Organizzazione Mondiale della Sanita’ “continua a sostenere la Rebubblica Democratica del Congo nella lotta all’Ebola, insieme alla risposta al covid-19 e alla maggiore epidemia al mondo di morbillo”. Lo ha sottolineato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, reagendo alla notizia di una nuova epidemia di Ebolanel nord-ovest del Congo.

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