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Cultura

‘O Risviglio, non solo della Primavera, Marcello Colasurdo ha riunito tutte le paranze campane in un video di speranza per il futuro

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È Marcello Colasurdo, forse il più grande interprete di sempre della canzone tradizionale vesuviana, di quella tradizione che viene definita e conosciuta con il termine, divenuto internazionale, di tammurriata, di quella tradizione orale del suono, del canto e della danza sul tamburo, ‘a tammorra dal quale prende il nome, a organizzare e dirigere la più grande “paranza” fin’ora assemblata, la paranza di tutte le paranze. Si, saranno tutte le paranze, questo è il nome per identificare le orchestre musicali che prediligono e si impegnano a proporre il genere musicale, tradizionale che è la Tammurriata sulla quale si sviluppa anche una espressione  di ballo che si sviluppa sull’incessante ritmo musicale, che i tamburi, le tammorre, e le voci degli interpreti riescono a trasmettere in un rituale che affonda le radici anche nei canti guerreschi oltre a quelli di saluto delle stagioni buone nei campi.

Le paranze possono essere composte da soli tamburi e voci a quelle più complesse, dove flauti e le fisarmoniche contribuiscono a rendere ancora più potente il ritmo che coppie ballerini, siano esse miste o formate solo da donne o solo da uomini, continueranno a ballare accompagnati dallo scoccare delle nacchere che si  animano tra le loro mani. Marcello Colasurdo, voce storica dei Zezi di Pomigliano d’Arco con i quali ha cantato per 18 anni per poi fondare la sua paranza e che vanta collaborazioni con tutto il panorama musicale tradizionale e non, italiano, Daniele Sepe, 99 Posse, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Modena City Rumblers, Alma Negretta Orchestra Popolare Campana, oltre ad aver partecipato a vari film e opere teatrali, con Salvatore Piscicelli, Antonietta De Lillo, Mario Martone, Federico Fellini, John Turturro Antonio Capuano, ha riunito tutte le paranze campane, per celebrare l’arrivo  della primavera, in questo anno che ci vede costretti ad isolamenti forzati e a divieti di assembramento, in un esaltante ensamble video, una premiere, che sara trasmessa per la prima volta sul canale YouTube dall’alba, quindi alle ore 5,00 del 21 Marzo 2021.

Si chiama ‘O Risviglio ed è la festa della primavera. e come ci dice Colasurdo: “Madre terra esce dall’oscurità dell’inverno, prende la luce ed è festa della vita, di tutto il creato. La primavera è soprattutto la festa della rinascita, dove tutto si risveglia. Tutte le paranze della Campania Felix onoreranno questa festa d’O Risviglio dedicandola a tutti i cantatori presenti e a quelli che ci hanno lasciato ma che continuano a cantare sotto il manto della Grande Madre, (come Pasquale Terracciano, scomparso alcuni giorni orsono ndr). A loro dedicheremo, (che Dio li abbia in gloria) un video su YOU TUBE il 21/03/21  con i canti di tutte le paranze campane. Si onoreranno tutte le mamme schiavone e tutti i cantori che ci hanno trasmesso la sacralità del passaggio, ossia tutta la tradizione orale del suono, del canto e della danza sul tamburo”. Una festa virtuale, una festa a cui partecipare, anche solo via YouTube, ma pronti a danzare al ritmo delle paranze salutando una primavera che ci auguriamo  sia oggi più che mai, quella del Risveglio.

 

 

 

 

Fotogiornalista da 35 anni, collabora con i maggiori quotidiani e periodici italiani. Ha raccontato con le immagini la caduta del muro di Berlino, Albania, Nicaragua, Palestina, Iraq, Libano, Israele, Afghanistan e Kosovo e tutti i maggiori eventi sul suolo nazionale lavorando per agenzie prestigiose come la Reuters e l’ Agence France Presse, Fondatore nel 1991 della agenzia Controluce, oggi è socio fondatore di KONTROLAB Service, una delle piu’ accreditate associazioni fotografi professionisti del panorama editoriale nazionale e internazionale, attiva in tutto il Sud Italia e presente sulla piattaforma GETTY IMAGES. Docente a contratto presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli., ha corsi anche presso la Scuola di Giornalismo dell’ Università Suor Orsola Benincasa e presso l’Istituto ILAS di Napoli. Attualmente oltre alle curatele di mostre fotografiche e l’organizzazione di convegni sulla fotografia è attivo nelle riprese fotografiche inerenti i backstage di importanti mostre d’arte tra le quali gli “Ospiti illustri” di Gallerie d’Italia/Palazzo Zevallos, Leonardo, Picasso, Antonello da Messina, Robert Mapplethorpe “Coreografia per una mostra” al Museo Madre di Napoli, Diario Persiano e Evidence, documentate per l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, rispettivamente alla Castiglia di Saluzzo e Castel Sant’Elmo a Napoli. Cura le rubriche Galleria e Pixel del quotidiano on-line Juorno.it E’ stato tra i vincitori del Nikon Photo Contest International. Ha pubblicato su tutti i maggiori quotidiani e magazines del mondo, ha all’attivo diverse pubblicazioni editoriali collettive e due libri personali, “Chetor Asti? “, dove racconta il desiderio di normalità delle popolazioni afghane in balia delle guerre e “IMMAGINI RITUALI. Penitenza e Passioni: scorci del sud Italia” che esplora le tradizioni della settimana Santa, primo volume di una ricerca sui riti tradizionali dell’Italia meridionale e insulare.

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Cronache

I carabinieri di Udine restituiscono il dipinto di “San Giovanni Evangelista” al parroco della chiesa di Posillipo

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 Un dipinto a olio su tela del XIX secolo raffigurante “San Giovanni Evangelista” è riconsegnato dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale alla Chiesa di Santa Maria Assunta di Costantinopoli di via Posillipo a Napoli.

La tela, insieme ad altri dipinti, era stata rubata da ignoti nel gennaio del 1993 nella chiesa napoletana. I militari l’hanno restituita al parroco, don Salvatore Russolillo. Alla consegna c’erano il Comandante del Nucleo TPC di Udine, il Maggiore Lorenzo Pella,  Monsignor Lucio Lemmo, Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Napoli e Rosa Romano, funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli. Questo a suggellare l’opera meritoria dell’Arma ma anche il valore dell’opera ritrovata e restituita.

L’opera pittorica, ricomparsa recentemente sul web, era stata posta in vendita all’incanto da parte di un privato residente a Vipiteno (BZ) su una piattaforma internazionale e intercettata in Alto Adige dai militari del Reparto specializzato dell’Arma dei Carabinieri nel corso del quotidiano monitoraggio del web finalizzato alla ricerca di beni rubati.

 

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Cultura

La foto più bella è un abbraccio al tempo del Covid

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Un’infermiera che abbraccia un’anziana donna protetta da un telo di plastica trasparente. E’ una foto simbolo dell’anno della pandemia a vincere il World Press Photo of the Year 2021, il premio di fotogiornalismo piu’ prestigioso del mondo. Lo scatto e’ del danese Mads Nissen che ha colto l’attimo che riassume tutte le emozioni di quel 2020 che ha cambiato la vita dell’intero pianeta. Rosa Luzia Lunardi ha 85 anni ed e’ isolata da cinque mesi nella casa di cura Viva Bem di San Paolo, Brasile. Poi, il 5 agosto 2020, il primo contatto: l’abbraccio dell’infermiera Adriana Silva da Costa Souza attraverso il telo di protezione. E nell’immagine c’e’ tutto: la solitudine, la paura, la solidarieta’, la speranza. Ma anche il Paese latinoamericano divenuto il luogo piu’ spaventosamente preda del virus, gli anziani che hanno pagato il prezzo piu’ alto alla malattia, gli infermieri e i medici eroi che hanno affrontato e ancora affrontano a volte a mani nude le insidie del Covid e le inadeguatezze dei sistemi sanitari. Ma c’e’ anche quella plastica trasparente che isola e unisce, protegge senza nascondere. “Questa immagine iconica del Covid-19 commemora il momento piu’ straordinario della nostra vita, ovunque”, ha commentato Kevin WY Lee, membro della giuria, secondo il quale lo scatto che mostra “vulnerabilita’, separazione e sopravvivenza” e’ anche un simbolo di “speranza”. La parola speranza, mantra della pandemia, torna anche nel commento emozionato del vincitore. “Per me e’ una storia di speranza e di amore nei tempi piu’ difficili”, ha sottolineato Mads Nissen, fotografo del quotidiano danese Politiken che gia’ nel 2015 aveva vinto il World Press Photo con la foto di una coppia gay in Russia, consegnando alla storia del fotogiornalismo l’immagine di Jon e Alex, amanti raffinati in una Russia sempre piu’ omofoba. La serie vincitrice di Photo Report of the Year (“World Press Photo Story of the Year”), un nuovo importante premio introdotto nel 2019, e’ Habibi, di un italiano, Antonio Faccilongo per Getty Reportage, ed e’ un viaggio in un altro dramma. Quello dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane che devono scontare pene lunghe, a volte indeterminate, e hanno trovato un sistema per far arrivare il loro sperma alle mogli per tentare di avere dei figli. La giuria internazionale del premio, che ha sede ad Amsterdam, ha esaminato 74.470 immagini inviate da 4.135 fotografi di 130 Paesi. In finale sono arrivati 45 fotoreporter di 28 Paesi, tre gli italiani. La cerimonia di premiazione si e’ svolta online a causa delle restrizioni per coronavirus, ulteriore conferma di quanto la foto vincitrice interpreti questi nostri tempi.

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Cronache

Covid, ancora un carabiniere ucciso dal virus: è il comandante della Forestale di San Marco dei Cavoti Franco Gagliardo

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Un nuovo dolore, una nuova vittima del Covid-19 tra le fila dell’Arma. È venuto a mancare ai suo cari il Luogotenente Carica Speciale Franco Gagliardo, Comandante della Stazione Carabinieri Forestali di San Marco dei Cavoti (BN). Il comandante era ricoverato dal 30 marzo. È deceduto dopo una vita dedicata al dovere, alle Istituzioni e alla propria famiglia, distinguendosi per l’impegno, l’abnegazione quotidiana e la disponibilità a svolgere silenziosamente e proficuamente il proprio incarico. Avrebbe compiuto 60 anni a novembre.

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