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Economia

Nuovo stop della Bce sull’oro di Bankitalia: l’Eurotower chiede al governo Meloni di ritirare la norma

La Bce respinge di nuovo l’emendamento FdI sulle riserve auree di Bankitalia e invita il governo Meloni a riconsiderare la norma. Tensione sulla manovra mentre in Senato iniziano le modifiche.

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Nuovo altolà della Banca centrale europea all’emendamento di Fratelli d’Italia sulla gestione delle riserve auree di Bankitalia. Nonostante le modifiche arrivate il 4 dicembre, per l’Eurotower “non è ancora chiara la finalità concreta della proposta”, che non è accompagnata da alcuna relazione illustrativa.
Già il 3 dicembre la Bce aveva espresso perplessità su una versione precedente della norma. Le riserve auree, ricorda Francoforte, sono regolate da disposizioni europee precise e modifiche non adeguatamente motivate rischiano di compromettere l’indipendenza della banca centrale nazionale.

L’invito a riconsiderare la proposta

La Bce riconosce alcune correzioni utili, ma il giudizio resta negativo. L’Italia — si legge nel parere — è invitata a “riconsiderare la proposta” per tutelare “l’esercizio indipendente dei compiti fondamentali” della Banca d’Italia.
Un messaggio politico chiaro, che rischia di complicare ulteriormente il percorso della manovra proprio mentre il Senato entra nella fase più delicata della discussione.

Il nodo delle coperture e i dossier aperti al Mef

La definizione delle modifiche alla manovra dipende dalle coperture. Sul tavolo del Mef c’è innanzitutto il contributo di banche e assicurazioni — 600 milioni in due anni — che dovrebbe tradursi in una ulteriore riduzione della deducibilità delle perdite pregresse.
Per le assicurazioni pesa anche l’aumento dell’aliquota sulla polizza Rc auto per infortunio del conducente.

Altre risorse arriveranno dall’aumento progressivo della Tobin tax, dalla tassa sui pacchi e dalla rivalutazione dei terreni. Non è invece definito il futuro della tassazione agevolata sull’oro da investimento.

Affitti brevi, dividendi, Irap: verso nuovi aggiustamenti

Tra i correttivi più probabili c’è il ritorno della cedolare secca al 21% per il primo immobile destinato agli affitti brevi, con la riduzione da cinque a tre del numero di appartamenti che fa scattare l’attività d’impresa.
Si lavora anche su una stretta selettiva sui dividendi — limitata alle partecipazioni inferiori al 5% — sull’esclusione delle holding industriali dall’aumento dell’Irap e sull’abolizione del divieto di compensazione dei crediti.

Nel pacchetto potrebbero rientrare anche l’allargamento dell’esenzione Isee sulla prima casa, nuove detrazioni per l’acquisto di libri e la stabilizzazione triennale dell’iperammortamento.

In arrivo misure per le forze dell’ordine

A Palazzo Chigi è previsto un incontro con i sindacati delle forze dell’ordine, cui dovrebbero essere destinate nuove risorse. Intanto la commissione Bilancio del Senato si riunirà per tutta la settimana — sabato compreso — per iniziare il voto sugli emendamenti non appena il governo li presenterà, presumibilmente entro giovedì.

Scontro politico sul contante

Fa discutere l’emendamento FdI che introduce un’imposta speciale di 500 euro sui pagamenti in contanti tra 5.001 e 10.000 euro, raddoppiando di fatto il tetto oggi fissato a 5.000 euro.
Il Pd accusa il governo di “favorire gli evasori”, mentre Avs parla di “incentivo all’illegalità”.

Le stime di Scope Rating: crescita italiana debole

Nel frattempo l’agenzia Scope Rating ha confermato la crescita del Pil italiano allo 0,6% per il 2025 ma ha rivisto al ribasso la previsione per il 2027: +0,7%, uno dei valori più bassi tra le economie avanzate, insieme al Giappone.

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Economia

Fertilizzanti, la Ue prepara altri 300 milioni per aiutare gli agricoltori

La Commissione europea propone di rafforzare la riserva agricola della Pac con 300 milioni di euro aggiuntivi per sostenere gli agricoltori colpiti dall’aumento dei prezzi dei fertilizzanti e dalle conseguenze della guerra in Medio Oriente.

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La crisi dei fertilizzanti torna al centro dell’agenda europea. La Commissione Ue propone di rafforzare la riserva agricola della Pac con altri 300 milioni di euro, destinati a un sostegno mirato ed eccezionale per gli agricoltori colpiti dagli effetti della guerra in Medio Oriente e dall’aumento dei costi di produzione.

L’emendamento al bilancio europeo 2026

La misura è contenuta nell’emendamento al bilancio Ue 2026 adottato dall’esecutivo europeo. L’obiettivo è mettere a disposizione risorse aggiuntive per fronteggiare una fase di forte pressione sul settore agricolo, già esposto all’aumento dei prezzi dell’energia, dei trasporti e delle materie prime.

Bruxelles sta valutando anche l’entità delle risorse ancora disponibili nella riserva di crisi per l’anno in corso. Secondo le prime stime, potrebbero esserci poco più di 200 milioni di euro ancora utilizzabili.

Un tesoretto da oltre 500 milioni

Se le risorse residue saranno confermate, il pacchetto complessivo di aiuti potrebbe superare i 500 milioni di euro. La Commissione punta a utilizzare questi fondi per garantire liquidità e sostegno alle aziende agricole più esposte all’aumento dei prezzi dei fertilizzanti.

Il tema è particolarmente delicato perché i fertilizzanti restano legati ai mercati internazionali dell’energia, alle importazioni e alla stabilità delle rotte commerciali. Le tensioni in Medio Oriente hanno aggravato un quadro già fragile.

Il nodo dei costi per le aziende agricole

Per molte imprese agricole europee il costo dei fertilizzanti rappresenta una delle principali voci di spesa. L’aumento dei prezzi rischia di incidere sulle semine, sulla resa dei raccolti e sulla competitività delle produzioni.

La Commissione ha già indicato la necessità di un intervento straordinario, affiancato a misure di più lungo periodo per rendere l’agricoltura europea meno dipendente dalle crisi energetiche e dalle interruzioni delle forniture.

Aiuti mirati e sostegno alla liquidità

Il rafforzamento della riserva agricola della Pac non rappresenta una risposta strutturale al problema, ma un intervento d’emergenza per accompagnare gli agricoltori nella fase più difficile.

Bruxelles punta a combinare aiuti mirati, maggiore flessibilità nell’uso degli strumenti della Politica agricola comune e sostegno alla liquidità. La partita passa ora all’autorità di bilancio dell’Unione europea, chiamata a valutare e approvare l’incremento delle risorse.

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Economia

Rottamazione quinquies, parte la scelta degli enti locali su Imu, Tari, bollo e multe

Comuni, Regioni ed enti locali possono comunicare l’adesione alla rottamazione quinquies per i debiti affidati ad Agenzia entrate-Riscossione dal 2000 al 2023.

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Si apre una fase decisiva per la rottamazione quinquies dei debiti locali. Comuni, Regioni e altri enti territoriali possono comunicare all’Agenzia delle entrate-Riscossione la volontà di applicare la definizione agevolata ai carichi relativi alle proprie entrate affidati all’agente pubblico della riscossione.

Nel perimetro della misura rientrano, tra gli altri, debiti legati a Imu, Tari, bollo auto e multe stradali, purché affidati ad Agenzia entrate-Riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e dicembre 2023. Restano esclusi i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.

L’adesione non è automatica

La misura non scatta automaticamente per tutti i contribuenti. Ogni ente deve adottare un proprio provvedimento, pubblicarlo sul sito istituzionale e trasmetterlo ad Agenzia delle entrate-Riscossione entro il 30 giugno 2026.

Solo dopo questa scelta politica e amministrativa i cittadini potranno verificare se i propri carichi rientrano nella definizione agevolata. L’Agenzia ha già messo a disposizione degli enti il modello da utilizzare nella sezione “Enti creditori” del proprio sito.

Cosa cambia per i contribuenti

Per i contribuenti la domanda potrà essere presentata esclusivamente online tra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026, secondo le modalità che Agenzia delle entrate-Riscossione pubblicherà entro il 15 settembre.

La definizione agevolata consente di chiudere i debiti pagando le somme dovute secondo le regole previste dalla rottamazione, con l’abbattimento di sanzioni, interessi e altri oneri nei casi previsti. Per le multe stradali, invece, l’agevolazione riguarda solo interessi, aggio e somme accessorie, mentre resta dovuta la sanzione principale.

Esclusi i riscossori privati

Il punto centrale riguarda il tipo di riscossione. La rottamazione quinquies estesa agli enti locali vale soltanto per i carichi affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione.

Non riguarda invece i tributi locali gestiti direttamente dagli enti o affidati a concessionari privati. Per questi casi la Legge di Bilancio 2026 prevede una definizione agevolata autonoma, che potrà essere introdotta dagli enti territoriali con delibere e regolamenti propri.

Una scelta che pesa sui bilanci locali

Per Comuni e Regioni l’adesione alla rottamazione è anche una scelta di bilancio. Da una parte può favorire il recupero di somme difficili da incassare. Dall’altra impone di valutare l’impatto della rinuncia a sanzioni e interessi.

La partita, quindi, non riguarda solo i contribuenti. Riguarda anche la capacità degli enti locali di trasformare vecchi crediti in entrate effettive, senza compromettere gli equilibri finanziari.

Scadenze strette e decisioni politiche

Il calendario è serrato. Gli enti hanno tempo fino al 30 giugno 2026 per decidere se aderire. I cittadini dovranno poi attendere metà settembre per conoscere le modalità operative e presentare la domanda entro il 31 ottobre.

La rottamazione quinquies diventa così un banco di prova per amministrazioni e contribuenti. Per gli enti è una scelta di opportunità. Per molti cittadini può essere l’occasione per chiudere pendenze accumulate negli anni con il fisco locale.

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Economia

Mps, Messina rilancia: “Intesa resta in gara se arriverà una controfferta”

Il ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina apre alla possibilità di restare in corsa per Monte dei Paschi di Siena in presenza di una controfferta e definisce quella di Intesa come l’unica proposta concreta sul tavolo.

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Il risiko bancario italiano continua a muoversi e dal vertice di Intesa Sanpaolo arriva un nuovo segnale destinato a riaccendere il confronto attorno a Monte dei Paschi di Siena. Il ceo Carlo Messina (foto Imagoeconomica), intervenendo in un’intervista a Bloomberg Tv, ha dichiarato che il gruppo bancario resterebbe in corsa per l’istituto senese qualora dovesse emergere una controfferta.

L’apertura di Messina sul dossier Mps

“Rimarremmo in gara per Monte dei Paschi di Siena se ci fosse una controfferta”, ha affermato Messina, lasciando intendere che Intesa continua a monitorare con attenzione gli sviluppi del dossier.

Le dichiarazioni arrivano in una fase particolarmente delicata per il settore bancario italiano, caratterizzata da operazioni straordinarie, aggregazioni e strategie di consolidamento che coinvolgono alcuni dei principali istituti del Paese.

“Alte probabilità di successo”

Secondo il numero uno di Intesa Sanpaolo, l’offerta presentata su Monte dei Paschi di Siena presenta “alte probabilità di successo”. Messina ha inoltre evidenziato come la componente in denaro prevista nell’operazione rappresenti una risposta diretta alle mosse dei concorrenti.

Una sottolineatura che conferma come la competizione sul mercato bancario italiano resti particolarmente vivace e aperta a possibili sviluppi nelle prossime settimane.

“La nostra è l’unica offerta reale”

Nel corso dell’intervista, il manager ha rivendicato la solidità della proposta avanzata dal gruppo, sostenendo che quella di Intesa sia “l’unica offerta reale” sul tavolo.

Parole che rafforzano la posizione della banca guidata da Messina e che si inseriscono nel più ampio confronto tra gli operatori finanziari interessati alle future dinamiche di consolidamento del sistema bancario italiano.

Il valore strategico di Monte dei Paschi

La partita che ruota attorno a Monte dei Paschi di Siena continua a essere considerata centrale per gli equilibri del settore creditizio nazionale. L’istituto senese rappresenta infatti uno degli asset più rilevanti nel processo di riorganizzazione del comparto bancario, con implicazioni che riguardano quote di mercato, presenza territoriale e prospettive di crescita.

Le prossime mosse dei soggetti coinvolti saranno decisive per comprendere se il confronto resterà aperto oppure se si arriverà rapidamente a una definizione dell’operazione.

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