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Economia

Nuovo scostamento da oltre 30 miliardi, cambiano aiuti

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Per arginare i danni della pandemia e puntare sul rilancio delle imprese il governo e’ pronto a mobilitare risorse ingenti che, con ogni probabilita’, supereranno i 32 miliardi appena immessi nell’economia con il decreto Sostegni. Nel giorno in cui dall’Agenzia delle Entrate sono partiti i primi 600mila bonifici per circa 1,9 miliardi alle attivita’ economiche con perdite elevate, prima il Ragioniere generale Biagio Mazzotta e poi il premier, Mario Draghi, danno indicazioni sulle dimensioni del nuovo scostamento che arrivera’ entro una settimana, 10 giorni al massimo. Lo schema prevede la presentazione del Documento di economia e finanza (che in teoria dovrebbe essere fatta entro il 10 aprile) e insieme al Def la richiesta dello scostamento da impiegare entro la fine di aprile, come chiedono a gran voce operatori e partiti, o comunque all’inizio di maggio. Le risorse, avverte l’Upb, dovrebbero andare a un “intervento perequativo” per evitare che ci siano “partite Iva escluse” ma anche che ci sia stato chi ha ottenuto ristori “anche consistenti, a fronte di perdite piu’ contenute o addirittura assenti”. E in effetti guardando la platea di chi ha ricevuto contributi a fondo perduto nel 2020 e chi puo’ fare domanda ora, sulla base di perdite anno su anno di almeno il 30% “effettivamente non si e’ colpito nel segno”, ammette Mazzotta, spiegando che le due platee non coincidono e che quindi “probabilmente i ristori del 2020 sono andati a chi non ne aveva bisogno in buona parte”. Nel primo intervento in emergenza, infatti, a marzo dello scorso anno, si era adottato il criterio delle perdite aprile su aprile – il mese del lockdown piu’ stretto – che in molti casi sono state poi recuperate nel corso dell’anno. Mentre ci sono settori che hanno dovuto interrompere piu’ a lungo l’attivita’ o sono ancora chiusi (al botteghino ad esempio, rileva l’Istat, la spesa per concerti, cinema, spettacoli ed eventi sportivi la spesa e’ crollata del 77,8%). Per questo “dobbiamo intervenire, stiamo correggendo” il sistema degli aiuti, assicura il Ragioniere, spiegando che nel decreto “Sostegni bis” ci saranno di nuovo aiuti per i costi fissi, dall’esonero dell’Imu per alcuni settori al credito di imposta per gli affitti. Mentre i partiti, a partire dal M5S, sono al lavoro per dare sostegni anche ai proprietari gia’ sfruttando parte dei 550 milioni a disposizione per le modifiche del primo decreto Sostegni.

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Economia

Rischio nuovi aumenti elettricità e gas, servono altre risorse

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Nuovi rincari in vista per luce e gas. Il rischio di nuovi aumenti delle bollette sembra concretizzarsi a guardare l’andamento del prezzo dell’elettricita’ in Borsa. Non si dovra’ aspettare molto per saperlo, visto che tra domani e giovedi’ l’Arera rendera’ note ufficialmente le nuove tariffe riservate al mercato tutelato. E non si arresta la corsa del costo dei carburanti, con benzina e gasolio sempre piu’ cari, a pesare sulle vacanze estive. Cosi’ il governo valuta nuovi aiuti per famiglie e imprese per mitigare un salasso che non sembra potra’ terminare a breve, anche a causa del contesto geopolitico ed economico delineato dalla guerra in Ucraina. Sara’ quindi molto probabile un nuovo intervento del governo in soccorso di famiglie e imprese. Entro il 30 giugno dovrebbe arrivare in Parlamento il disegno di legge di assestamento di bilancio, con l’aggiornamento delle previsioni di finanza pubblica e sara’ valutata la fattibilita’ finanziaria di ulteriori misure per calmierare il costo dell’energia sino a fine anno, fa sapere il ministero dell’Economia nell’aggiornamento del quadro economico e di finanza pubblica contenuto nel Programma trimestrale di emissione. Nell’ultima settimana, dal 20 al 26 giugno, il prezzo medio di acquisto dell’energia elettrica nella Borsa del Gestore dei mercati energetici (Gme) e’ stato pari a 327,54 euro/MWh, in netto rialzo rispetto a 262 euro della settimana precedente; la vendita ha oscillato tra 313,56 euro/MWh di Sud, Calabria e Sicilia e 333,90 euro/MWh di Nord e Centro Nord. I volumi di energia elettrica scambiati direttamente nella Borsa sono stati intorno a 4,6 milioni di MWh, con la liquidita’ al 74,2%. I prezzi all’ingrosso sono una delle componenti che influiscono sulle bollette di famiglie e aziende e dunque gli aumenti comunicati dal Gme fanno presagire ulteriori rincari in bolletta, come peraltro gia’ indicano le previsioni degli esperti. Gli ultimi calcoli di Nomisma energia indicano aumenti a due cifre con una stima per il terzo trimestre di rialzi del gas del 27% e della luce del 17%. La verifica arrivera’ dall’Autorita’ di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, che rendera’ note entro giovedi’ le variazioni ufficiali delle tariffe per i prossimi tre mesi e ha comunque strumenti per bilanciare i prezzi. Inarrestabile anche il rialzo della benzina. La settimana scorsa la verde e’ arrivata a 2,073 euro al litro (in rialzo di 1,05 centesimi, pari a +0,51% rispetto alla settimana prima) secondo le rilevazioni del Mite mentre il gasolio si e’ attestato a 2,033 euro al litro (+2,7 centesimi pari ad un rialzo dell’1,39%). “Sulle vacanze estive degli italiani sta per abbattersi una maxi-stangata legata agli spostamenti per raggiungere le localita’ di villeggiatura” avverte il Codacons che calcola in un anno la maggiore spesa di +540 euro a famiglia in caso di auto a benzina, e 658 euro in caso di auto diesel “senza contare gli effetti indiretti sui prezzi al dettaglio. E’ evidente che il taglio delle accise prorogato al 2 agosto non e’ una misura sufficiente” attacca il presidente Carlo Rienzi secondo cui “cio’ che realmente serve e’ bloccare i prezzi di benzina e gasolio alla pompa a tornare a listini amministrati dallo Stato”. Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona denuncia che “le speculazioni proseguono indisturbate senza che nessuno intervenga” insomma “un disastro”. Anche per l’Unc la proroga del Governo fino al 2 agosto del taglio delle accise e’ insufficiente “se non si ferma prima questa pericolosa escalation dei prezzi, ormai fuori controllo. Bisogna tornare ai prezzi amministrati o ridurre l’Iva dal 22 al 10 per cento, alzando anche il taglio delle accise di altri 10 cent, altrimenti non se ne esce” conclude Dona.

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Economia

Ambulanti: scade concessione suolo, proposta Mise

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Il sentiero stretto: da una parte la regolamentazione della Bolkestein per favorire la concorrenza, dall’altra l’esigenza di tutelare un settore che vede tantissimi esercenti in Italia. Scade domani per gli ambulanti del commercio il meccanismo di sospensione delle procedure per le concessioni del suolo. Ma il ministero delle Sviluppo ha “provveduto a trasmettere alla Presidenza del Consiglio – e’ scritto in una nota – una proposta normativa da discutere al prossimo Cdm ai fini della piena tutela degli interessi del settore”. A seguire il dossier e’ stato il vice ministro allo Sviluppo Gilberto Pichetto. “Con il CurItalia, uno dei primi decreti della pandemia, si era sospesa ogni procedura per il rilascio delle concessioni del suolo pubblico degli ambulanti, con una scadenza fissata a 90 giorni dalla fine dello Stato di Emergenza”. Il termine ora scade domani. Ma il confronto e’ gia’ in atto da tempo. “Abbiamo incontrato in questi mesi – dice Pichetto – sia i rappresentanti della regioni e dei Comuni, sia delle organizzazioni che rappresentanto la categoria, Confcommercio, Confesercenti e le altre sigle. Il confronto ha avuto come tema sia la questione dell’infrazione che l’Ue ha contestato della Bolkestein sia la tutela di migliaia di ambulanti che si trovino sul suolo pubblico in modo abusivo. Stiamo stendendo un provvedimento che permetta di regolamentare la questione”. Il provvedimento ora in fase di definizione prevede il riconoscimento dei passaggi gia’ fatti, con l’individuazione di procedure e dei tempi necessari per attivarli, con la durata di concessioni decennali. I contenuti ci sono ma devono essere articolati in modo normativo. Il testo sara’ poi la base per stendere le linee guida per le nuove procedure per l’assegnazione dei posti nei mercati. Nel confronto, con l’obiettivo di tutelare anche un settore dopo le difficolta’ della pandemia, sono state esaminate anche due sentenze, una del tar della Lombardia l’altro del tar della Liguria, che hanno contestato il mancato rispetto della concorrenza per la procedure di assegnazione previste attualmente per i parcheggi dei mercati. “Il nostro obiettivo – dice Pichetto – e’ quello di dare garanzie e sicurezza”.

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Cronache

È morto Leonardo Del Vecchio, dall’orfanotrofio di Milano a capo di Luxottica

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È morto Leonardo Del Vecchio, dall’orfanotrofio di Milano a capo di Luxottica

Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica e attuale presidente di EssilorLuxottica, e’ morto stamattina al San Raffaele dove era ricoverato. L’imprenditore aveva 87 anni.

Leonardo Del Vecchio aveva da poco compiuto 87 anni ed e’ stato uno dei maggiori imprenditori italiani, fondatore e presidente di Luxottica che poi ha condotto alla fusione con la francese Essilor per creare EssiloLuxottica, un gruppo che oggi conta oltre 180mila dipendenti. Azionista tra l’altro di Mediobanca, Generali e Covivio, la sua ricchezza attraverso l’holding di famiglia Delfin quest’anno e’ stata valutata dalla rivista Forbes in circa 25 miliardi di euro. Nato a Milano, era l’ultimo di quattro fratelli. Il padre Leonardo, di origini pugliesi, muore poco prima della sua nascita, e la madre sceglie di dargli lo stesso nome. Poi viene affidato al collegio dei ‘Martinitt’, dove resta fino alla fine della scuola media, per poi andare a lavorare come garzone in una fabbrica produttrice di medaglie e coppe. Dopo corsi serali all’Accademia di Brera, a 22 anni si trasferisce in un paese del Trentino dove lavora come operaio. Nel 1958 si trasferisce quindi ad Agordo, in provincia di Belluno, per aprire una bottega di montature per occhiali: dopo tre anni, nel 1961, la trasforma in Luxottica, con quattordici dipendenti. Da li’ la crescita fino a diventare uno dei maggiori imprenditori del Paese ed europei.

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