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Tecnologia

Nuovo record app, si usano quasi 5 ore al giorno

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Nuovo record di utilizzo delle app nel mondo: 4 ore e 48 minuti al giorno per una spesa globale nel corso degli ultimi 12 mesi – ancora contraddistinti dalla pandemia – di 320.000 dollari al minuto. Il tempo di utilizzo viene destinato per il 42% alle applicazioni social e di comunicazione; in Italia le piu’ scaricate sono le app legate all’emergenza Covid-19 (PosteID, IO, Verifcac19, Immuni). Sono i dati del report 2021 redatto dalla piattaforma di analisi App Annie, in cui sono state analizzate le applicazioni piu’ scaricate ed e’ stato esaminato il comportamento degli utenti quando hanno uno smartphone o un tablet tra le mani. Il dato che emerge, appunto, e’ che passiamo sempre piu’ tempo della nostra giornata davanti al display dei dispositivi mobili e sulle app. In media quasi cinque ore al giorno (esattamente 4 ore e 48 minuti, nel rapporto precedente era di 4,2 ore), un tetto che viene sforato in Corea del Sud e Brasile. Il tempo viene speso prevalentemente sui social (42%) e sulle app di foto e video (25%), l’8% viene dedicato ai giochi, il 3% all’intrattenimento. Anche quest’anno l’app piu’ scaricata globalmente e’ stata TikTok, seguita da Instagram, Facebook e WhatsApp. Nella top 10 c’e’ posto anche per Zoom e CapCut per il video editing. I giochi con piu’ utenti mensili nel mondo sono stati: PUBG Mobile, Roblox e Candy Crush Saga, ancora in classifica Pokemon GO. In Italia, invece, nel 2021 le applicazioni piu’ scaricate sono state quelle collegate alla pandemia: PosteID, IO, Verifcac19, Immuni, tra cui si inserisce Vinted, per comprare e vendere vestiti usati anche firmati. Sempre nel nostro paese, in termini di utenti attivi mensili. in testa ci sono WhatsApp, Facebook, Instagram e Messenger, tra le prime dieci anche Amazon, Spotify e Netflix. La classifica delle app con le quali si spende di piu’ vede in testa Dazn, Disney+, Google One, Tinder e Netflix. Ira i giochi, il piu’ scaricato e’ stato Count Masters In termini mondiali, parallelamente alla domanda cresce anche l’offerta delle applicazioni con 2 milioni di app inedite pubblicate nel 2021 (di cui il 77% sullo store di Google). Sommando App Store e Play Store, sono 21 milioni le applicazioni pubblicate sino ad oggi. Nel 2021, secondo il rapporto, 233 app e giochi hanno generato piu’ di 100 milioni di dollari. 13 di queste hanno generato oltre 1 miliardo. Nel corso degli ultimi 12 mesi gli utenti hanno speso una media di 320.000 dollari al minuto, il 19% in piu’ su base annua per una cifra complessiva di 170 miliardi di dollari. Infine, ci sono sostanziali differenze nel download delle app e negli acquisti a seconda delle generazioni: la Generazione Z (i nati tra il 1997 e il 2010) preferiscono le app social e video, i Millennial (i nati dal 1981 al 1996) le app di messaggistica, la Gen X (1965-1980) non sembrano essere focalizzati su una categoria specifica.

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Da cellule a olio, AstroSam al lavoro sul futuro

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Cellule sotto stress e l’olio d’oliva sotto esame per vedere se potra’ diventare un ingrediente irrinunciabile nella dieta degli astronauti, ovuli bovini esposti alle radiazioni e i segreti per suturare le ferite in microgravita’: Samantha Cristoforetti sta lavorando a pieno ritmo agli esperimenti della missione Minerva, in attesa che nel fine settimana arrivi la navetta Starliner nel suo test senza equipaggio e poi un cargo pieno di materiali scientifici. Con un pensiero lontano alla Luna: “ci sono accordi per avere astronauti europei per le missioni in orbita cislunare nella seconda meta’ di questo decennio, potrebbero esserci opportunita’ anche per me”, ha detto l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa)nel collegamento organizzato da Esa e Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Nella stessa occasione AstroSamantha ha annunciato che “si chiamera’ ‘Iride’ la futura costellazione italiana per l’osservazione della Terra”.Il nome lo ha selezionato con i colleghi Luca Parmitano e Roberto Vittori, fra le 1.061 proposte presentate da 638 scuole nel concorso ‘Spazio alle Idee’, indetto dai ministeri dell’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale e dell’Istruzione e dall’Asi. La proposta vincitrice arriva dalle province di Alessandria, Messina, Piacenza e Varese. “Vogliamo continuare l’innovazione, sostenere la ricerca e soprattutto creare preziose opportunita’ lavorative in questo ambito”, ha detto a proposito del concorso il ministro per l’Innovazione e la Transizione digitale, Vittorio Colao. Per il ministro per l’Istruzione, Patrizio Bianchi, il nome da’ “identita’ ad un risultato enorme della ricerca europea e in particolare italiana” e il presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia, vede nello spazio la “punta di diamante per il nostro Paese”. In programma per i prossimi cinque anni, la costellazione guarda al futuro come gli esperimenti che l’astronauta sta conducendo sulla Iss. “Sono cominciate le prime sessioni degli esperimenti e siamo stati impegnati in attivita’ di manutenzione, abbiamo avuto qualche problema tecnico alla toilette di bordo, ma lo abbiamo risolto, e per il fine settimana aspettiamo il volo di prova senza equipaggio della Starliner”. Ma soprattutto, aggiunto, siamo in attesa dell’arrivo del cargo, con moltissime attivita’ scientifiche”. Fra quelle della missione Minerva, intanto, l’esperimento Prometeo (Asi-Esa), progettato dall’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), punta a studiare la protezione degli ossidanti delle cellule, in particolare quelle nervose; Ovospace (Asi-Nasa) dell’Universita’ Sapienza di Roma, studia l’impatto dell’ambiente spaziale sul sistema riproduttivo femminile, utilizzando ovociti bovini; l’obiettivo di Evo in Space (Asi-Esa) e’ studiare l’impatto della microgravita’ sulle proprieta’ dell’olio extravergine d’oliva italiano, lo ha progettato il Crea con Unaprol, Coldiretti, Telespazio e Eat Freedom. E’ invece attivo dal 2019 Acoustic Diagnostics (Asi-Esa) sui danni all’udito, progettato da Universita’ di Roma Tor Vergata con Altec, Campus Biomedico, universita’ Sapienza, Inail e Cnr. E’ attivo da tempo anche il rivelatore di particelle Lidal (Asi-Nasa), dell’Universita’ di Tor Vergata con l’Infn, cosi’ come NutrIss (Asi-Esa), della Kayser Italia, per cercare la dieta ottimale per gli astronauti. Suture in Space (Esa) e’ ideato dall’Universita’ di Firenze per studiare come si rimarginano le ferite in microgravita’ e Pasta (Esa) e’ infine il test di Universita’ di Parma e Cnr per studiare i processi che controllano le emulsioni nello spazio, utili per future applicazioni industriali.

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Luna rossa, la fotografia di AstroSamanta dallo spazio

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La Luna rossa e’ uno spettacolo da non perdere anche per gli astronauti: le immagini dell’eclissi totale di Luna avvenuta nella notte fra il 15 e il 16 maggio sono state catturate da Samantha Cristoforetti, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (Iss) per la missione Minerva. “Buon lunedi’ dallo spazio! Avete avuto la fortuna di vedere l’eclissi lunare di ieri sera? Noi si’!”, ha scritto su Twitter l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). E’ una breve sequenza di foto, quella pubblicata da AstroSamantha anche su Flickr, e nella quale la Luna, non ancora alla totalita’ dell’eclissi, fa capolino tra i pannelli solari della Stazione Spaziale. In una foto la Luna, rossastra, spicca da sola in un cielo che da nero sfuma verso l’azzurro sempre piu’ chiaro dell’atmosfera terrestre; in un’altra inquadratura un panello solare occupa la zona piu’ scura del cielo, lasciando la scena ad una Luna in penombra; in una terza foto, la Luna si affaccia tra due pannelli solari illuminati, sfiorata dall’ombra di uno dei moduli della Stazione Spaziale.

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La lunga caccia al buco nero della Via Lattea

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 Il primo indizio, 48 anni fa, era stato il movimento delle stelle intorno a quello che aveva tutta l’aria di essere un corpo invisibile, compatto e molto massiccio al centro della Via Lattea. Da allora sono stati raccolti indizi sempre piu’ importanti e finalmente la prima foto ha fornito adesso la prova definitiva che il buco nero Sagittarius A* esiste davvero. “Si parlava di un buco nero al centro della Via Lattea gia’ nel 1974”, dice Ciriaco Goddi, di Universita’ di Cagliari, Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Istituto nazionale di Fisica Nucleare (Infn). “La prima osservazione – aggiunge – era stata fatta dall’osservatorio americano di Green Bank, con 4 radiotelescopi che lavoravano su frequenze radio basse. Avevano visto una sorgente compatta e la spiegazione piu’ plausibile era che si trattasse di un buco nero”. Anni dopo, quella sorgente e’ stata chiamata Sagittarius A*. Negli anni successivi sono state fatte molte altre osservazioni, utilizzando diverse lunghezze d’onda. “Nel 1997 – prosegue Goddi – e’ stata fatta la prima osservazione con due antenne europee, i cui risultati sono stati pubblicati nel 1998”. Due anni piu’ tardi un altro articolo prevedeva la possibilita’ teorica di poter vedere, in futuro, quella che i ricercatori chiamano l’ombra di un buco nero, ossia un’immagine nella quale la materia ruota intorno a una zona di confine oltre la quale non e’ piu’ possibile vedere nulla, il cosiddetto orizzonte degli eventi. “Nel 2007 – dice Nicola Marchili dell’Inaf – e’ stato fatto il primo esperimento nel quale tre radiotelescopi sono stati puntati verso il centro della Via Lattea, in una triangolazione che nel 2008 ha permesso di stimare la dimensione della sorgente. “Non era ancora una prova, ma l’ipotesi del buco nero sembrava sempre piu’ probabile”, rileva Marchili. “Il punto era: se e’ un buco nero deve esserci l’ombra”. Osservazioni analoghe sono state pubblicate nel 2012 su buco nero della galassia M87, quello fotografato nel 2019. “A poco a poco la collaborazione Event Horizon Telescope (Eht) si arricchita di altri radiotelescopi, fino agli otto che sono riusciti a catturare l’immagine di Sagittarius A*. “Adesso – dicono i ricercatori – finalmente lo abbiamo visto”.

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