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Nuovo Maradona, progetto da 200 milioni per Euro 2032. Manfredi tende la mano a De Laurentiis
Duecento milioni di euro, circa 63mila posti, pista di atletica eliminata, tribune più vicine al terreno di gioco, skybox, aree hospitality e uno stadio energeticamente autosufficiente. Napoli ha presentato il progetto con il quale punta a entrare tra le cinque città italiane che ospiteranno gli Europei di calcio del 2032.
Il sindaco Gaetano Manfredi non nasconde la soddisfazione. Il progetto di fattibilità tecnico-economica ha concluso positivamente la Conferenza dei servizi, è stato approvato dalla Giunta e trasmesso a Figc e Uefa insieme al dossier complessivo sulla capacità ricettiva e infrastrutturale della città.
«Non potevamo accettare di avere gli Europei in Italia senza Napoli», ha dichiarato il primo cittadino, rivendicando il lavoro svolto dalla struttura comunale e dai progettisti guidati da Giampiero Martuscelli della società Interprogetti.
Un investimento da 200 milioni
L’intervento sarà finanziato con 150 milioni della Regione Campania e 50 milioni del Comune di Napoli. I lavori dovrebbero cominciare nel 2027 e concludersi entro il 2030, un anno prima della scadenza prevista dalla Uefa.
La capienza finale dovrebbe superare i 63mila spettatori. Il progetto prevede la riapertura del terzo anello, la demolizione e ricostruzione del primo, l’eliminazione della pista di atletica e l’avvicinamento delle tribune al campo.
Durante i lavori il Napoli dovrebbe continuare a disputare regolarmente le proprie partite a Fuorigrotta, utilizzando l’ampliamento del terzo anello per compensare le zone temporaneamente interessate dal cantiere.
Skybox, hospitality e accessibilità
Il nuovo Maradona non sarà soltanto più capiente. Dovrà diventare un impianto utilizzabile sette giorni su sette, con aree commerciali, servizi, spazi vip e hospitality.
Il progetto comprende skybox, posti dedicati alle persone con disabilità e ai loro accompagnatori, una copertura ampliata di circa quindici metri e un sistema completamente cablato. Saranno installati pannelli fotovoltaici capaci di rendere la struttura energeticamente autonoma e di produrre energia anche per il quartiere.
Previsto inoltre il recupero delle acque piovane e il rifacimento delle aree verdi esterne.
Il trasporto pubblico al centro del progetto
Uno dei punti sui quali Manfredi ha risposto direttamente ad Aurelio De Laurentiis riguarda i parcheggi.
Il presidente del Napoli ha più volte sostenuto la necessità di realizzare grandi aree di sosta attorno allo stadio. Il sindaco ha invece ricordato che le indicazioni Uefa prevedono che circa l’80% degli spettatori raggiunga l’impianto attraverso il trasporto pubblico.
Fuorigrotta può contare sulla Linea 2 della metropolitana, sulla Linea 6 e sulla Cumana, collegamenti considerati uno dei punti di forza della candidatura napoletana.
«Caro Aurelio, sui parcheggi non sono d’accordo con te», ha affermato Manfredi, ribadendo che il modello europeo privilegia treni e metropolitane rispetto all’uso dell’automobile privata.
La mano tesa a De Laurentiis
Il sindaco ha affrontato anche il rapporto non semplice con il presidente della SSC Napoli, intenzionato a valutare la costruzione di un impianto privato nell’area dell’ex deposito Q8 di San Giovanni a Teduccio.
Manfredi non ha chiuso la porta all’ipotesi. Il Comune valuterà un eventuale progetto sostenuto da investimenti privati, ma ha ricordato la complessità urbanistica e infrastrutturale dell’area.
Allo stesso tempo ha rivolto un invito al dialogo: «Mi auguro che ci possa essere un confronto con la società calcio Napoli sull’uso del Maradona quando sarà completamente ristrutturato. Dobbiamo lavorare nell’interesse della città e dei tifosi».
Il primo cittadino ha inoltre sottolineato che alcune soluzioni inserite nel progetto comunale, tra cui l’eliminazione della pista e la creazione degli skybox, erano già state indicate dalla società azzurra nelle proposte presentate negli anni precedenti.
Napoli in corsa per una delle cinque sedi italiane
La decisione definitiva sulle cinque città italiane di Euro 2032 è attesa nell’autunno del 2026. In corsa ci sono tredici città e sedici stadi, mentre l’Italia organizzerà il torneo insieme alla Turchia.
Roma, Milano e Torino partono in posizione di forza. Napoli punta a entrare nel gruppo delle prescelte, mentre per gli altri posti restano in corsa, tra le altre, Palermo, Bologna, Firenze, Bari, Genova e Cagliari.
L’amministrazione comunale mostra ottimismo, ma il risultato non è ancora acquisito. Uefa e Figc dovranno valutare la solidità finanziaria, la cantierabilità e il rispetto dei tempi.
La gara entro la fine dell’anno
Il Comune punta a bandire la gara entro la fine del 2026. Manfredi ha confermato i contatti con il commissario straordinario per gli stadi, Massimo Sessa, con l’obiettivo di verificare la possibilità di accelerare ulteriormente le procedure.
La riqualificazione, secondo Palazzo San Giacomo, sarà realizzata anche nel caso in cui Napoli non venisse scelta per Euro 2032.
La candidatura agli Europei rappresenta dunque la spinta decisiva, ma il progetto guarda oltre la competizione: restituire alla città uno stadio moderno, accessibile e sostenibile, superando una discussione che si trascina da decenni.
Ora resta il passaggio più difficile: trasformare i rendering, i finanziamenti e le autorizzazioni in un cantiere reale. E, possibilmente, ricostruire intorno al nuovo Maradona anche un rapporto tra Comune e società calcio che negli ultimi anni è apparso troppe volte vicino alla rottura.
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Daniele Orsato detta la linea agli arbitri di Serie A e B: più responsabilità al direttore di gara e intervento del Var soltanto davanti a un «chiaro ed evidente errore».
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Razzetti d’argento, D’Ambrosio da record: Italia subito protagonista
Alberto Razzetti regala all’Italia la prima medaglia nelle gare in vasca degli Europei di Parigi, conquistando l’argento nei 400 misti. Carlos D’Ambrosio firma il record italiano dei 200 stile libero, mentre Quadarella, Ceccon, Curtis, Martinenghi e Cerasuolo raggiungono le rispettive finali.
È Alberto Razzetti a inaugurare il medagliere dell’Italia nelle gare in vasca agli Europei di nuoto di Parigi. Il ligure conquista l’argento nei 400 misti, mentre Carlos D’Ambrosio firma il nuovo record italiano dei 200 stile libero nella frazione iniziale della staffetta 4×200.
Una prima giornata positiva anche per Simona Quadarella, Thomas Ceccon, Sara Curtis, Nicolò Martinenghi e Simone Cerasuolo, tutti qualificati alle rispettive finali.
Razzetti d’argento nei 400 misti
Razzetti rispetta i pronostici e chiude al secondo posto in 4’10”40. Davanti all’azzurro soltanto Ilia Borodin, atleta russo in gara da neutrale, oro con il nuovo record dei campionati in 4’08”17. Bronzo al britannico Max Litchfield in 4’11”58.
Il ligure parte forte nella farfalla, la sua frazione preferita, prima di subire il sorpasso di Borodin. Litchfield prova a inserirsi nel dorso, ma Razzetti conserva la seconda posizione e resta l’unico capace di mantenersi in scia al vincitore nella rana e nello stile libero.
Nel finale, tuttavia, non trova le energie per tentare il controsorpasso.
«Sono contento, ci tenevo tantissimo a conquistare una medaglia», commenta Razzetti. «Sapevo che era alla mia portata, anche se il favorito era Ilia. Speravo di essergli più vicino, ma dovevo dare il via nel migliore dei modi alla spedizione. Fa piacere essere tra le nazioni più forti».
D’Ambrosio abbatte il muro dell’1’45”
La grande sorpresa arriva dalla staffetta maschile 4×200 stile libero. Carlos D’Ambrosio, schierato nella frazione di apertura, nuota in 1’44”72 e stabilisce il nuovo record italiano assoluto dei 200 stile libero.
Il giovane veneto diventa il primo italiano a scendere sotto il muro dell’1’45”, migliorando di 43 centesimi il precedente primato di 1’45”15, da lui stesso realizzato ai Mondiali giovanili di Otopeni nel 2025.
La prestazione individuale non basta però per portare la staffetta sul podio: l’Italia conclude al quarto posto. Quinta, invece, la 4×200 femminile, condizionata da una difficile frazione iniziale di Alessandra Mao.
Quadarella domina le batterie
Simona Quadarella controlla senza difficoltà le eliminatorie degli 800 stile libero, chiudendo con il miglior tempo in 8’23”17. Alle sue spalle la tedesca Isabel Gose, seconda in 8’26”01 e principale rivale dell’azzurra nella corsa al titolo.
La romana, campionessa europea in carica, punta a prolungare la serie di vittorie continentali iniziata a Glasgow nel 2018.
«Bisognava rompere il ghiaccio e quale modo migliore di una gara così?», osserva Quadarella. «Sono abbastanza contenta, ma la finale sarà tutta un’altra storia».
Ceccon e Curtis nelle corsie centrali
Thomas Ceccon accede alla finale dei 50 farfalla con il quinto tempo complessivo, 22”71. Un risultato che conferma l’elevato livello della competizione.
«È un tempo da finale mondiale», sottolinea il campione veneto. «Il livello è altissimo, considerando che quattro anni fa avevo vinto in 22”8».
Sara Curtis conquista invece una delle corsie centrali nella finale dei 100 stile libero. L’azzurra controlla la semifinale e chiude con il secondo tempo, 52”93, alle spalle della favorita olandese Marrit Steenbergen.
Martinenghi domina, Cerasuolo con il brivido
Nei 100 rana Nicolò Martinenghi si qualifica con il miglior crono complessivo, 58”67. Il campione azzurro gestisce la prova con apparente facilità e si presenta alla finale da principale candidato al podio.
Qualificazione più sofferta per Simone Cerasuolo. Dopo essere transitato in testa a metà gara, l’azzurro perde velocità nella seconda vasca e raggiunge la finale con l’ottavo e ultimo tempo disponibile, 59”29.
La seconda giornata offrirà così all’Italia numerose possibilità di medaglia. A chiudere il programma sarà la staffetta 4×100 misti mista, un’altra gara nella quale gli azzurri possono puntare al podio.
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Trump blinda Infantino: «Sostituirlo sarebbe un errore gravissimo»
Donald Trump interviene nella crisi della Fifa e difende Gianni Infantino: sostituirlo sarebbe, a suo giudizio, «un errore gravissimo». Il presidente statunitense elogia i risultati economici degli ultimi Mondiali mentre Uefa, Concacaf e Afc chiedono maggiore trasparenza.
Donald Trump scende apertamente in campo in difesa di Gianni Infantino, sempre più sotto pressione dopo il tentativo, poi abbandonato, di aprire agli investitori privati una parte dei diritti commerciali dei Mondiali.
«La Fifa commetterebbe un errore gravissimo se, per qualsiasi motivo, prendesse anche solo in considerazione l’idea di sostituire il presidente Gianni Infantino», ha scritto il presidente degli Stati Uniti su Truth Social.
L’elogio dei Mondiali
Trump ha definito Infantino «eccezionale», attribuendogli il merito di avere presieduto quella che considera la Coppa del Mondo di maggior successo della storia.
Secondo il presidente statunitense, i risultati ottenuti sarebbero stati quattro volte superiori rispetto a quelli delle precedenti edizioni. «Se dovesse andare via, l’evento non raggiungerà mai più tali livelli di successo o redditività», ha aggiunto Trump, firmando il messaggio con le iniziali “DJT”.
L’intervento conferma la vicinanza tra il presidente americano e il numero uno della Fifa, più volte apparsi insieme durante l’organizzazione e lo svolgimento dei Mondiali ospitati da Stati Uniti, Canada e Messico.
La rivolta delle confederazioni
Il sostegno della Casa Bianca arriva nel momento più difficile della presidenza Infantino. Uefa, Concacaf e Confederazione asiatica hanno contestato il progetto di vendere agli investitori privati il 20 per cento dei diritti commerciali dei Mondiali, operazione che avrebbe dovuto raccogliere circa 4,2 miliardi di dollari.
Il piano è stato ritirato dopo la dura opposizione delle tre confederazioni, che rappresentano complessivamente 136 delle 211 federazioni affiliate alla Fifa. La marcia indietro non ha però ricomposto la frattura.
Le organizzazioni continentali hanno chiesto una revisione pienamente indipendente dell’intera operazione e accusato Infantino di avere compromesso il rapporto di fiducia con il mondo del calcio. Uefa, Concacaf e Afc chiedono inoltre garanzie affinché progetti analoghi non vengano riproposti.
La partita sulla presidenza Fifa
Infantino punta alla rielezione nel congresso previsto nel marzo 2027. Nonostante l’opposizione crescente, conserva il sostegno della Confederazione africana e di numerose federazioni nazionali.
L’endorsement di Trump rafforza politicamente il presidente della Fifa, ma rischia anche di alimentare le contestazioni sulla vicinanza tra il vertice del calcio mondiale e la Casa Bianca. La partita decisiva sarà giocata dalle federazioni chiamate a scegliere il futuro presidente e il modello di governo della Fifa.


