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Nuova ondata di maltempo in Italia: in arrivo grandine, raffiche di vento e mareggiate

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L’Italia torna a fare i conti con una nuova, annunciata ondata di maltempo. I primi segnali in queste ore al Nord Italia dove vento forte, temporali, grandine già flagellano molte zone.

Nella provincia di Bergamo le forti raffiche di vento che hanno toccato i 100 chilometri orari hanno già causato danni: a Romano le raffiche hanno scoperchiato il tetto di una casa.

Una violenta grandinata ha interessato nel tardo pomeriggio di oggi Pavia e parte della provincia. Una precipitazione preceduta da un temporale e accompagnata da raffiche di vento. Maltempo che ha costretto l’aeroporto di Genova a dirottare quattro voli in arrivo verso altre destinazioni a causa del vento che dal pomeriggio spazza il capoluogo ligure. In particolare, gli aerei provenienti da Roma, Kiev, Vienna e Copenaghen sono stati fatti atterrare a Pisa, Milano Linate e Malpensa. Domani sono previsti forti venti di burrasca con raffiche fino a 100 chilometri orari.

Anche nelle prossime ore ci saranno intensi rovesci temporaleschi, locali nubifragi e anche grandinate in movimento dalle aree alpine e prealpine verso le zone pianeggiati della Lombardia, lungo le vallate del Trentino, in rapido spostamento verso il Friuli Venezia Giulia, il Veneto e i settori settentrionali dell’Emilia.  Nel Friuli Venezia Giulia intensi nubifragi faranno cadere al suolo ingenti quantitativi di pioggia e grandine in poche ore, capaci di provocare improvvisi allagamenti. Forti rovesci colpiranno l’Emilia ed i settori nord della Romagna. Nel contempo altre piogge bagneranno la Toscana, le Marche, fino all’Umbria e il Nord del Lazio.

Nelle prossime ore la situazione peggiorerà nel Lazio dove sono in arrivo precipitazioni anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da “rovesci di forte intensità, locali gradinate e forti raffiche di vento. Inoltre, fino a lunedì, si prevedono venti di burrasca settentrionale con rinforzi di burrasca forte. Mareggiate lungo le coste esposte”: la previsione è della  Protezione civile della Regione Lazio. Scendendo più a Sud la situazione è in peggioramento: vento, pioggia e mare agitato nelle prossime ore anche nella zona della costa tirrenica della Campania.

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Strada chiusa per rifiuti pericolosi nei pressi del Museo archeologico nazionale di Napoli, la protesta dei cittadini

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Sembra una bega di quartiere come ce ne sono tante. Eppure quella che ci segnalano a Napoli gli abitanti di una zona a ridosso del Museo Archeologico Nazionale, dunque una zona molto battuta dai turisti, è davvero incresciosa, volendo usare un eufemismo. I cittadini hanno documentato una situazione ai limiti dell’assurdo. Con foto e video. Ci hanno chiesto e si chiedono chi dovrà smaltire una quantità enorme di rifiuti solidi, ingombranti e legnosi che stazionano da un paio di giorni in via Santa Margherita, (una traversa di via Santa Teresa degli Scalzi) davanti all’entrata del plesso scolastico Russo, 19°Istituto comprensorio statale Russo- Monale. La pioggia, copiosa in questi giorni, certamente non ha aiutato  a tenere calmi gli abitanti, facendo marcire velocemente tutto il materiale legnoso che venerdì in mattinata era stato accatastato in ordine con addirittura le rete arancione per delimitare l’area di scarico. La rete che tra l’altro occupa il passaggio pedonale di una strada molto stretta e pericolosa facendo deviare il passaggio proprio al centro della carreggiata. Lavori di pulizia e sistemazione dei rifiuti diretti da quattro autodefinitisi funzionari e realizzati da quattro operai in tuta bianca e mascherina. Forse c’era timore o forse c’era materiale pericoloso, tipo amianto? Alle immediate proteste  degli abitanti, la risposta cortese e molto educata è stata di scuse e di assicurazione che appena finito lo spostamento, sarebbe passato un camion a prelevare il tutto. Da giorni è rimasto tutto in quella strada. Compresi i rifiuti pericolosi. Davanti ad una scuola. Ora si aspetta il rientro in classe degli alunni, o almeno prima dell’uscita, così sperano gli abitanti e sperano che qualcuno si renda conto che oltre ad essere antigienico  e ricettacolo di topi, questo cumulo di legna e altro materiale è pericoloso per eventuali malintenzionati che potrebbero appiccare incendi. E poi quel materiale impedisce la viabilità pedonale in un tratto di curva cieca in salita. I residenti dicono di aver avvisato i vigili urbani con telefonate, ora vorrebbero andare a bussare alla stazione dei carabinieri della zona, ma  sperano  che si risolva tutto prima di dover affidare il caso all’Arma.

 

 

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Demoliti due ruderi già rasi al suolo dal tempo sulla spiaggia di Castelvolturno e fanno festa

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“Con l’avvio della demolizione di queste villette abusive, qui sulla spiaggia di Bagnara a Castel Volturno (Caserta), poniamo fine a qualcosa di sconvolgente, uno scempio durato decenni che ha distrutto una dei litorali più belli e dalle maggiori potenzialità. Questi abusi, realizzati su aree demaniali, non verranno mai sanati”. Il presidente della giunta regionale della Regione Campania Vincenzo De Luca  ha presenziato alla demolizione del primo dei sei ruderi, una volta villette delle vacanze, realizzate abusivamente praticamente sulla spiaggia.

Un intervento finanziato dalla Regione con fondi per 700mila euro, che ha attuato il protocollo d’intesa per il rilancio di Castel Volturno – per 22 milioni di euro – siglato nel febbraio 2018 dall’allora ministro dell’Interno Marco Minniti, da De Luca e dal sindaco di Castel Volturno. Il presidente della Regione ha poi annunciato un altro intervento da otto milioni di euro, che dovrebbe iniziare a breve, che prevede la realizzazione di una scogliera nel tratto di mare antistante Bagnara, il cui litorale è interessato da una fortissima erosione. “Faremo del litorale domizio un posto simile a quello romagnolo” dice. Nelle prossime settimane De Luca presenterà a Milano le linee guida del masterplan del litorale domizio, un progetto ambizioso di opere e interventi che dovrebbero riqualificare i 42 km di costa che dalla foce del Garigliano arriva fin quasi a Napoli.

“Ci rivolgeremo agli imprenditori, devono capire che Castel Volturno e tutto il litorale Domizio hanno potenzialità di sviluppo enormi” conclude il governatore che forse non sa,  o non è stato avvertito dai suoi collaboratori, che quei ruderi abbattuti sono nulla rispetto allo scempio edilizio del territorio costiero, alla cementificazione selvaggia, alla devastazione decennale dell’ambiente da parte di una camorra pregiudicata, spregiudicata e assassina che ha riempito di rifiuti le terre casertane. In ogni caso sulla zona costiera ci sono investimenti per centinaia di  milioni di euro, parte fondi regionali, parte fondi europei sui quali c’è molta attesa e anche tanto appetito. Fare festa, parlare di traguardi storici, organizzare rinfreschi sulla spiaggia per aver avviato la demolizione di due ruderi già rasi al suolo dal tempo e dalla erosione del mare sembra davvero troppo. Ma tant è. Ognuno festeggia quello che può. Eppure queste scene o sceneggiate a fine corsa o per avviare altre corse elettorali non sono una novità sul litorale flegreo e domitizio. Su questo ha ragione De Luca, era il più bel litorale d’Italia. Lo era e lo può ridiventare. Speriamo con una classe dirigente capace di comprenderne le potenzialità. Non importa, ovviamente, il colore politico. Importa il progetto.

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Mega esercitazione sul rischio dell’impatto di un asteroide

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Al via la mega esercitazione che simulerà il rischio dell’impatto imminente di un asteroide. La simulazione coinvolge Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia federale americana per la gestione delle emergenze (Fema) che per una settimana monitoreranno l’arrivo di un asteroide immaginario, chiamato 2019 PDC e pianificheranno le azioni per difendere la Terra. L’esercitazione rientra nel programma della Conferenza sulla Difesa Planetaria che si apre oggi a Washington, dove alle 15,20 italiane l’amministratore capo della Nasa, Jim Bridenstine, terra’ una conferenza stampa. Nello scenario simulato, l’asteroide 2019 PDC viene scoperto il 26 marzo 2019. I calcoli iniziali sulla sua traiettoria suggeriscono che il sasso cosmico e’ un “asteroide potenzialmente pericoloso”, del diametro di circa 300 metri e potenzialmente in rotta di collisione con la Terra. All’inizio, gli astronomi dicono che c’e’ solo una possibilita’ su 50.000 che questo oggetto cosmico possa colpire la Terra. Ma la situazione cambia nel giro di poco, perche’ ulteriori calcoli indicano che la probabilita’ e’ invece molto piu’ alta, ben dell’1% e scatta quindi l’emergenza globale. Le analisi rivelano che la data piu’ probabile di impatto sara’ il 29 aprile 2027 e stimano un probabile ‘corridoio di rischio’: cioe’ la linea rossa che attraversa il globo dove l’asteroide potrebbe cadere. Quella linea rossa immaginaria attraversa la meta’ degli Stati Uniti e altre aree tra cui l’Africa. Le agenzie spaziali di tutto il mondo e i governi nazionali hanno quindi otto anni di tempo per pianificare un programma di difesa che prevede anche l’opportunita’ di deflettere l’asteroide e affrontano questioni di finanziamento e come gestire la reazione del pubblico di fronte all’emergenza. In questa sorta di enorme gioco da tavolo in cui ogni partecipante interpreta un ruolo, e’ coinvolto anche il pubblico che potra’ controllare l’evoluzione dell’ipotetica situazione sul canale Twitter @esaoperations e sul blog Rocket Science dell’Esa.

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