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Nucleare, il M5S attacca Cingolani e Conte lo convoca

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Alla fine anche Giuseppe Conte ha dovuto cedere: dopo aver difeso fino all’ultimo il “super” ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha dovuto capitolare di fronte alle sue ultime prese di posizione sugli ambientalisti “radical chic” e all’apertura sul nucleare. Il leader M5s ha messo insieme tutte le recenti proteste dei gruppi degli eletti ed ha richiamato all’ordine il Ministro. “Alla luce” delle sue dichiarazioni, pretende “un chiarimento sui progetti e le politiche per l’ambiente”. E fissa un incontro chiarificatore per il prossimo 14 settembre. Le pressioni su Conte si sono fatte sempre piu’ incalzanti dopo mesi di continue proteste da parte dei parlamentari. E non solo. “Io sono l’elevato e lui il supremo” diceva di lui, ancora a marzo, Beppe Grillo. Ma poi c’era stata un’altalena di interventi e dichiarazioni non sempre in sintonia con la transizione propugnata dai 5 Stelle: dalle trivellazioni agli inceneritori, dal metano alle auto elettriche, fino ai mini reattori nucleari. Nelle commissioni Ambiente di Camera e Senato, la “difesa” del super-ministro (indicato dal Garante del Movimento come una delle questioni dirimenti per appoggiare il governo Draghi) si e’ fatta sempre piu’ difficile. “Gli esponenti del Movimento ne dovrebbero prendere atto”, li incalzava Alessandro Di Battista. “Al ministro Cingolani avevamo gia’ ribadito che ipotesi sul nucleare, di qualunque tipo, non troveranno spazio fino a quando saremo al Governo del Paese”, mettevano in chiaro i parlamentari 5S a giugno. Di li’ a poco ci fu l’incontro di Grillo con i deputati a Montecitorio, dove “l’Elevato” manifesto’ senza mezzi termini la sua delusione per Cingolani: “Se andiamo avanti cosi’ e’ un bagno di sangue” disse Grillo, prendendo a prestito un’espressione del Ministro. Il Garante del Movimento oggi tace. Ma una notizia sulle rinnovabili postata sul suo profilo diventa l’occasione per i navigatori per attaccare il ministro: “Di Cingolani ne parliamo ? Un grossissimo errore hai fatto”, scrive un militante. “Dopo Cingolani che ti ha sputazzato per benino, un solo post dovresti scrivere, e cioe’: ‘vado in terapia’”, scrive sarcastico un altro utente. Le parole di ieri del ministro suscitano le critiche anche delle associazioni ambientaliste: “Il ministro difende l’ambiente o le lobby?”, si chiede Greenpeace, mentre per Legambiente il nucleare e’ “una tecnologia mangiasoldi e insicura”. Il Wwf chiede rispetto per la storia delle battaglie ambientaliste in Italia. Affermazioni “gravissime” quelle di Cingolani per il deputato Giuseppe D’Ippolito dei Cinquestelle. Nicola Fratoianni di LeU definisce “avvilenti” le parole del ministro, ed Europa Verde chiede l’intervento di Draghi perche’ “il problema della transizione ecologica in Italia si chiama Cingolani”. A difendere il ministro sono Matteo Renzi, secondo il quale “sbagliano i grillini quando attaccano Cingolani che qua da noi ha detto cose di buonsenso”, e la capogruppo di Forza Italia in Senato, Anna Maria Bernini, che parla di “ambientalismo ideologico che si rifugia nel passato”. L’Associazione italiana nucleare (Ain) plaude “al coraggio del ministro e alle verita’ di buon senso che ha detto”.

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Economia

Coldiretti: il braccio di ferro sui porti del Mar Nero fa salire il prezzo del grano

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Con il braccio di ferro sullo sblocco dei porti del Mar Nero sono tornati a salire i prezzi del grano e del mais che nell’ultimo girono di contrattazione hanno raggiunto rispettivamente 11,57 dollari al bushel e a 7,77 dollari al bushel alla chiusura settimanale della borsa merci future di Chicago che rappresenta il punto di riferimento mondiale del commercio delle materie prime agricole. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti che evidenzia gli effetti della richiesta della Russia di superare le sanzioni per consentire il trasporto dei cereali che e’ stata per adesso rigettata dall’alleanza atlantica e dalla stessa Ucraina. La partenza delle navi – sottolinea la Coldiretti – significa lo svuotamento dei magazzini dove si stima la presenza di oltre 20 milioni di tonnellate di cereali tra grano, orzo e mais destinati alle esportazioni sia in Paesi ricchi che in quelli piu’ poveri dove il blocco rischia di provocare rivolte e carestie. Paesi come Egitto, Turchia, Bangladesh e Iran che acquistano piu’ del 60 per cento del proprio grano da Russia e Ucraina ma – precisa la Coldiretti – anche Libano, Tunisia Yemen, e Libia e Pakistan sono fortemente dipendenti dalle forniture dei due Paesi.

Una necessita’ per lasciare spazio nei magazzini per accogliere i nuovi raccolti in arrivo tra poche settimane per un quantitativo di grano stimato di 19,4 milioni di tonnellate, circa il 40 per cento in meno rispetto ai 33 milioni di tonnellate previsti per questa stagione, che collocano comunque l’Ucraina al sesto posto tra gli esportatori mondiali di grano. Una situazione che riguarda direttamente anche l’Unione europea nel suo insieme dove – precisa la Coldiretti – il livello di autosufficienza delle produzione comunitaria varia dall’82 per cento per il grano duro destinato alla pasta al 93% per i mais destinato all’alimentazione animale fino al 142 per cento per quello tenero destinato alla panificazione secondo l’analisi della Coldiretti sull’ultimo outlook della Commissione europea che evidenzia l’importanza di investire sull’agricoltura per ridurre la dipendenza dall’estero e non sottostare ai ricatti alimentari.

L’emergenza mondiale colpisce l’Italia che e’ un Paese deficitario ed importa addirittura il 64 per cento del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti e il 53 per cento del mais di cui ha bisogno per l’alimentazione del bestiame, secondo l’analisi della Coldiretti. In particolare l’Italia ha acquistato dall’Ucraina 122 milioni di chili di grano tenero per la panificazione ma anche 785 milioni di chili di mais, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat relativi al 2021. “L’Italia e’ costretta ad importare materie prime agricole a causa dei bassi compensi riconosciuti agli agricoltori che hanno dovuto ridurre di quasi un terzo la produzione nazionale di mais negli ultimi 10 anni durante i quali e’ scomparso anche un campo di grano su cinque con la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati”, afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, nel sottolineare l’importanza di intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con misure immediate per salvare aziende e stalle e strutturali per programmare il futuro.

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Vaiolo scimmie, l’Ue acquista i vaccini

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Potrebbero essere solo “la punta dell’iceberg”. Gli oltre 200 casi di vaiolo delle scimmie rilevati nelle ultime settimane, in nazioni in cui il virus non circola abitualmente, potrebbero essere solo la minima parte di quelli in realta’ presenti nei vari Paesi. L’allerta arriva oggi dall’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) e fa salire il livello di attenzione sul nuovo virus circolante, mentre l’Europa lavora per l’acquisto centralizzato di vaccini e antivirali ad hoc ed anche in Italia i casi aumentano. Ad oggi sarebbero dieci quelli confermati nel nostro Paese, con l’ultima segnalazione di un primo contagio in Liguria. “Non sappiamo se stiamo solo vedendo la punta dell’iceberg”, ha affermato Sylvie Briand, direttrice del dipartimento globale di preparazione al rischio infettivo dell’Oms, durante una presentazione agli Stati membri in relazione alla diffusione del virus. Gli esperti stanno cercando di determinare cosa abbia causato questa “situazione insolita” e i risultati preliminari non mostrano variazioni o mutazioni nel virus del vaiolo delle scimmie, ha aggiunto. “Abbiamo una finestra di opportunita’ per fermare la trasmissione – ha proseguito -. Se mettiamo in atto le misure giuste ora, probabilmente possiamo contenerlo rapidamente”. Intanto, in Italia e’ stato registrato un nuovo caso ed i contagi crescono di giorno in giorno in vari paesi: in Spagna sono saliti da 84 a 98 quelli confermati ed altri 16 casi sono stati individuati nel Regno Unito, portando il totale a 106. Una situazione che ha spinto l’Ue a prendere immediate contromisure. Attraverso l’Autorita’ europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (Hera), l’Unione europea sta infatti lavorando ad un acquisto centralizzato di vaccini e antivirali. La vaccinazione, secondo fonti Ue, sara’ in ogni caso limitata “a casi molto specifici” dato che trasmissibilita’ e rischio connessi al vaiolo delle scimmie “non sono comparabili” con il Covid. Rassicura anche il ministro della Salute Roberto Speranza: “Capisco la preoccupazione, ma e’ una situazione del tutto diversa, imparagonabile a quella che abbiamo gia’ vissuto con il Covid. La nostra rete di sorveglianza e monitoraggio, sia a livello europeo che a livello nazionale, e’ stata attivata e quindi dobbiamo seguirla con grande attenzione”. Ad ogni modo, l’Italia sarebbe pronta nel caso si rendesse necessario procedere ad una vaccinazione per determinate categorie. Infatti, “abbiamo gia’ la disponibilita’ di oltre 5 milioni di dosi” di vaccino antivaiolo, “quindi siamo preparati eventualmente nel procedere qualora ve ne fosse la necessita’”, ha affermato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, precisando che questa malattia “non colpisce comunque tutta la popolazione perche’ chi e’ stato vaccinato contro il vaiolo, circa il 40% degli italiani, ha gia’ una protezione indicativamente dell’85%. Quindi e’ uno scenario diverso che deve essere monitorato”. Anche secondo Massimo Andreoni, direttore dell’Unita’ di Malattie infettive del Policlinico Roma Tor Vergata e direttore scientifico della Societa’ Italiana di Malattie Infettive e tropicali (Simit), “la vaccinazione e’ una eventualita’ estremamente improbabile e rimarra’ comunque un evento raro e circoscritto, se si rendera’ necessaria. Si parla infatti dell’eventualita’ di vaccinazione solo in riferimento, come prevede anche la circolare del ministero della Salute – spiega – ai contatti a piu’ alto rischio come ad esempio gli operatori sanitari, nel caso siano appunto venuti in contatto stretto con dei soggetti contagiati. Dal momento tuttavia che gli operatori sanitari sono dotati di mezzi e strumenti di protezione, il rischio di infettarsi e’ minimo. Cio’ anche perche’ questa malattia e’ a bassa contagiosita’”. Gli esperti, insomma, invitano alla calma. Ma uno scenario inedito e’ evocato da Mosca: i biolaboratori Usa sarebbero dietro la crisi del vaiolo delle scimmie. La richiesta all’Oms e’ quella di indagare su 4 centri americani in Nigeria. (

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Esteri

Comizio Trump alla convention dell’industria delle armi: ci riprenderemo la Casa Bianca

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A quattro ore e mezza di auto da Uvalde, dove 21 famiglie stanno piangendo i loro morti, oltre 50.000 persone si sono riunite per celebrare le armi e assistere al Donald Trump show alla convention della National Rifle Association (Nra) a Houston, che e’ diventato un vero e proprio comizio in vista di una sua corsa per il 2024. “Ci andremo a riprendere quella Casa Bianca che amiamo tanto e renderemo l’America piu’ sicura, piu’ ricca e piu’ grande di sempre”, ha detto l’ex presidente Usa mandando in visibilio la folla dei paladini delle armi. Una candidatura di fatto per le prossime elezioni, anche se Trump dovra’ comunque passare per le primarie dei repubblicani. “Se siamo in grado di inviare miliardi in Ucraina possiamo anche fare tutto quello che e’ necessario per mettere in sicurezza le scuole”, ha attaccato il tycoon criticando Joe Biden e annunciando: “Quando saro’ presidente per la seconda volta combattero’ il male”. Per oltre un’ora l’ex presidente ha parlato come se fosse in campagna elettorale, delineando un dettagliato programma di governo. “L’esistenza del male nel nostro mondo non e’ un motivo per disarmare i cittadini rispettosi della legge: e’ una delle ragioni migliori per armarli”, ha incalzato Trump rilanciando la proposta di armare gli insegnanti: “Non c’e’ niente di piu’ pericoloso di una zona ‘libera dalle armi'”. Prima dello show del tycoon, che ha preso il controllo totale del palco trasformandolo nella sua piattaforma personale, era intervenuto l’ad della Nra, Wayne LaPierre, che aveva ricordato le vittime della Robb Elementary. Una commemorazione surreale, liquidata con un minuto di silenzio e spazzata via dalle successive tre ore dedicate alla difesa del secondo emendamento, a tutti i costi. “Abolirlo non e’ la risposta, le proposte di Biden sul controllo delle armi limitano il diritto umano fondamentale degli americani di autodifendersi”, ha attaccato il capo della lobby delle armi. “Dobbiamo difendere il secondo emendamento”, ha ribadito la governatrice del South Dakota, Kristi Noem, data come possibile candidata repubblicana alle elezioni del 2024 o come braccio destro di Trump. “Nel nostro Stato anche le nonne sono armate”, ha detto nel suo intervento da leader consumata ricordando di “essere cresciuta in una fattoria circondata da migliaia di armi”. “Le elite della politica e delle grandi aziende ci dicono che la colpa del male che si e’ manifestato a Uvalde e altrove e’ delle armi. Ma togliere le armi alle persone responsabili non rendera’ gli Stati Uniti piu’ sicuri”, ha ribadito il senatore repubblicano Ted Cruz, un altro ultra’ delle armi. Assente il governatore del Texas, Gregg Abbott, che ha deciso di andare a Uvalda e ha inviato un videomessaggio. A lui e ad altri ‘disertori’ l’imbonitore Trump ha rivolto una frecciatina all’inizio del suo discorso: “Al contrario di qualcun altro, non vi ho deluso e sono qui”.

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