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Cronache

Non vuole più spacciare cocaina, la camorra gli dà fuoco e quasi lo brucia vivo

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Voleva cambiare vita. Cercava di scappare dal suo passato di spacciatore per conto del clan. Cercava un via di uscita: lasciare Napoli, scappare da tutto e tutti. Poi ha deciso che del suo cambio di direzione di vita doveva saperlo direttamente chi fino a quel punto gli forniva la droga da spacciare. A lui ha voluto dire che il suo “lavoro” di spacciatore era finito. Niente già cocaina da consegnare, niente più rischi di essere arrestato. Lui ha 30 anni. E la sua scelta coraggiosa di cambiare senso di marcio l’ha pagata cara. Lo scorso sei dicembre mentre passeggiava per i vicoli del rione Sanita è stato dato alle fiamme. Un  uomo l’ha prima cosparso di benzina, poi l’ha trasformato in una torcia umana dandogli fuoco. E’ ancora viva perchè è stato soccorso immediatamente. Non morirà, dovrebbe farcela. Ma la sua vita è oggi un inferno. Ha  escoriazioni e ustioni su buona parte del corpo. Inizialmente la storia di questo giovane era stata classificata come un incidente. Il referto iniziale parla di episodio accidentale. Questo anche a sentire  quanto riferito  ai  soccorritori e ai medico da chi quel ragazzo aveva soccorso e tutto sommato salvato la vita spegnando le fiamme che stavano divorando il sui corpo. Poi però la storia del ragazzo-torcia umana è diventata una verità triste, nascosta che sta provando ad affrontare e chiarire la magistratura. L’inchiesta è dei magistrati della procura distrettuale antimafia di Napoli. Un uomo  potrebbe aver messo a segno una spedizione punitiva crudele nei confronti del ragazzo che poteva bruciare vivo. Una spedizione, se così fosse, tipicamente camorristica. L’azione doveva essere spettacolare e pedagogica. Una modo per dire a chiunque nel quartiere Sanità: “Ecco quello che accade a chi prova a tradire il clan”.
L’inchiesta accende un faro sul clan Sequino, cosca alleata del cartello criminale dei Mazzarella. E’ evidente  che ora il giovane ha bisogno di cure per uscire dall’inferno delle ustioni. Contestualmente, però, occorrerà proteggerlo. Perchè se è vero che hanno provato ad ucciderlo, è altrettanto certo che potrebbero riprovarci. Al rione Sanità, droga e camorra sono una economia, un destino per molti giovani.

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Cronache

Casamicciola, recuperati anche i corpi di una bimba e di una donna anziana

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Frana a Ischia. Sale a tre il bilancio delle vittime. È stata recuperata  una bambina di 5-6 anni: aveva addosso il pigiamino rosa. È stata ritrovata in via Celario. E’ stata recuperata la salma di una terza vittima dell’alluvione sempre nella zona di via Celario. I soccorritori che da alcune ore scavano a mano hanno rinvenuto il cadavere di una donna anziana, di cui al momento non è possibile determinare l’identità. Come per le altre due vittime, la salma sarà portata presso l’obitorio dell’ospedale Rizzoli. Almeno 10 i dispersi.  È stato disposto lo stato di emergenza. Il ministro Musumeci annuncia che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarà a Ischia prima possibile. Si cercano gli altri dispersi ma si fa anche il conto delle case distrutte dall’ondata di fango. Sono 167 gli sfollati.

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Cronache

Napoli, fermati nei pressi della caserma Pastrengo dei Carabinieri due ragazzi armati di mitra: sfiorata la tragedia

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All’alba, verso le 5.30, a Napoli, due ragazzi a bordo di uno scooter percorrono Piazza Carità. Hanno il volto coperto, il mezzo è senza targa e provengono dai quartieri spagnoli. I Carabinieri della compagnia Napoli centro gli intimano l’alt, lo scooter fa inversione e i 2 imboccano via Toledo, lì verranno bloccati. Chi guida ha 17 anni mentre il passeggero ne ha 18. Sono entrambi di Ponticelli e sono già noti alle forze dell’ordine. Il 18enne è armato, ha con se una pistola mitragliatrice tipo SKORPION cal. 7,65, senza matricola e con 13 colpi inseriti nel caricatore. Attimi di tensione durante la colluttazione per disarmarlo.


Il 18enne – in un probabile delirio di onnipotenza – si mette in piedi sullo scooter e punta l’arma verso i Carabinieri. I militari si lanciano verso il ragazzo e lo atterrano, parte un colpo dalla mitragliatrice. Il proiettile, partito per l’estrema sensibilità dell’arma, per un riflesso incondizionato del ragazzo o per altri motivi ancora non chiari, non ha ferito nessuno.
Perquisite le abitazioni dei due. I militari dell’Arma hanno rinvenuto e sequestrato a casa del maggiorenne 3 coltelli a serramanico, 2 sfollagente, 1 tirapugni, 1 giubbotto e una balestra.
I due sono stati arrestati per porto di armi da guerra e trasferiti rispettivamente nel carcere di Poggioreale e ai colli Aminei.

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Cronache

Ridotta in schiavitù, il gip: genitori violenti e prevaricatori

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Siamo in presenza di “personalità violente e prevaricatrici, determinate a trarre fonti economiche per il soddisfacimento delle loro esigenze personali dall’accattonaggio delle figlie” e del tutto “incapaci di considerare il dissenso e il disagio di una di loro, di rispettare l’obbligo scolastico e di occuparsi delle sue esigenze primarie”. Lo scrive il gip di Roma nell’ordinanza con cui ha disposto misure cautelari nei confronti di due genitori, entrambi bosniaci, accusati di avere ridotto in schiavitù la figlia di 14 anni. L’indagine è stata coordinata dall’aggiunto Michele Prestipino. Nelle esigenza cautelari il giudice scrive che “a fronte delle confidenze della minore con le insegnanti, lungi dal manifestare segni di resipiscenza, non hanno esitato a picchiarla all’evidente fine di evitare l’intervento dei servizi sociali e delle forze dell’ordine, e mantenerla in uno stato di soggezione per sfruttarne l’accattonaggio”.

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