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No ai nuovi testimoni e a nuove carte nel processo per impeachment, più vicina l’assoluzione di Trump

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Il Senato Usa ha detto no a nuovi testimoni e nuove carte nel corso del processo per impeachment nei confronti di Donald Trump, di fatto spianando la strada per l’assoluzione del presidente americano. “Una vergogna. Nessun testimone, nessun documento, il Senato si e’ sottratto alle sue responsabilita’. L’assoluzione di Donald Trump cosi’ non avra’ alcun valore. L’America ricordera’ questo sciagurato giorno”, ha commentato a caldo il leader della minoranza democratica in Senato Chuck Schumer. Per Donald Trump, che proprio nel momento in cui si votava si imbarcava sull’Air Force One per recarsi in Florida, nella sua Casa Bianca d’Inverno di Mar-a-Lago, potrebbe essere dunque il giorno della verita’. In una giornata drammatica, in apertura d’udienza era arrivata la notizia che ha fatto tirare un sospiro di sollievo al presidente e alla leadership del Grand Old party, gelando le speranze dell’opposizione: la senatrice repubblicana dell’Alaska Lisa Murkowski non avrebbe votato a favore della richiesta dem di convocare nuovi testimoni, a partire dall’ex consigliere per la sicurezza John Bolton.

“La Camera ha scelto di inviare articoli d’impeachment che sono frettolosi e carenti. Ho considerato attentamente la necessita’ di ulteriori testimoni e documenti, per sanare le lacune del processo, ma alla fine ho deciso di votare contro”, ha spiegato. Questo dopo che anche un altro senatore repubblicano incerto, Lamar Alexander, aveva annunciato la stessa scelta, pur con motivazioni diverse: “Non c’e’ necessita’ di ulteriori evidenze per provare qualcosa che e’ gia’ stato provato ma che non arriva al livello di un’illecito da impeachment”. Solo Mitt Romney e Susan Collins si hanno votato a favore dell’istanza dei democratici, che cosi’ sono arrivati a contare 49 voti sui 51 necessari. Se anche la Murkowski si fosse unita a loro, sul 50-50 i dem avevano preannunciato l’intenzione di chiedere al capo della corte suprema, che presiede il dibattimento, di dare il suo voto decisivo.

Ma ben difficilmente John Roberts – nominato da George W. Bush – avrebbe fatto un passo del genere, assumendosi la responsabilita’ di condannare il presidente. Il no ai testimoni e’ arrivato nonostante le ultime rivelazioni esplosive del New York Times, basate sul manoscritto del libro di John Bolton: oltre due mesi prima di chiedere al presidente ucraino di indagare i Biden, Donald Trump ordino’ al suo consigliere per la sicurezza di aiutarlo nelle sue pressioni su Kiev in una riunione nello studio Ovale cui parteciparono il chief of staff Mick Mulvaney, il suo avvocato personale Rudy Giuliani e l’avvocato della Casa Bianca Pat Cipollone, che guida il team difensivo nel processo d’impeachment. Era l’inizio dello scorso maggio, racconta Bolton, quando Trump gli disse di chiamare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che aveva appena vinto le elezioni, per assicurarsi che avrebbe incontrato Giuliani. L’avvocato personale del tycoon stava pianificando un viaggio in Ucraina per discutere le indagini che stavano a cuore al tycoon. Ma Bolton non fece mai quella telefonata e quando realizzo’ la portata e lo scopo delle pressioni comincio’ ad obiettare: una versione confermata dalla testimonianza di una sua ex assistente, Fiona Hill, la quale ha riferito alla Camera un monito dello stesso Bolton: Giuliani e’ “una bomba a mano che esplodera’ contro tutti”.

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Con Boris Johnson fuori gioco il Governo mostra fragilità ed incompetenza

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Manca quella forza, spesso anche eccessiva, che il primo ministro dedicava giornalmente per la guida del Paese. Incominciano cosi gli attacchi verso questo governo claudicante. Emily Maitlis, conduttrice del programma di attualità della BBC, Newsnight, ha criticato mercoledì 8 Aprile i funzionari del governo britannico per il linguaggio usato sull’argomento Covid 19. In una clip che è stata ampiamente condivisa sui social media, Maitlis ha aperto il famoso programma serale criticando i politici per aver insinuato che quelli con un atteggiamento da “combattente” potrebbero sopravvivere al virus.
Maitlis ha dichiarato che “il linguaggio usato dal governo a volte è banale e fuorviante. Non si sopravvive al Covid 19 attraverso la forza e la forza del carattere, come ci dicono i colleghi del Primo Ministro”. Emily si riferiva soprattutto alle parole usate dal segretario degli Esteri britannico Dominic Raab sostituto del Primo Ministro, il quale aveva affermato che Boris Johnson  – avrebbe battuto il virus perché era un “combattente”. Inoltre, l’idea che la malattia fosse come un “livellatore” tra ricchi e poveri è errata. “Coloro che lavorano in prima linea in questo momento – autisti di autobus, infermieri, operatori domestici, personale ospedaliero e negozianti sono sproporzionatamente i membri meno pagati della nostra forza lavoro” ed “hanno maggiori probabilità di contrarre la malattia perché sono più esposti”.
Boris Johnson è ormai fuori pericolo ma questa fortuna che si ritrova è dovuta al fatto che è stato monitorato da un team medico a Downing Street ed è andato in ospedale nel momento giusto sotto consiglio dei dottori. Questa è un opportunità che molti non hanno o non avranno.
Ora senza il capo tutti i giovani ministri sembrano muoversi in un modo confuso e lontani dallo standard solito ed efficiente a cui si è abituati. Anche il ministro Priti Patel sembra aver perso il suo carisma ora che non è affiancata da Boris Johnson. Patel è stata accusata di eludere il controllo sulla gestione da parte del governo, della crisi del coronavirus.
Il ministro dovrebbe rispondere alle domande dei parlamentari della commissione per gli affari interni dei Comuni, per le crescenti preoccupazioni del pubblico per quanto riguarda il rapporto polizia-pandemia.
Patel ha suscitato l’ira del presidente della commissione, Yvette Cooper dei Labour, poiche’ continua a spingere la dovuta sessione verso la fine di Aprile. Quindi a sei settimane dopo che Boris Johnson ha iniziato ad imporre i severi ostacoli alla vita normale degli inglesi. Le lettere pubblicate dalla commissione rivelano come i due parlamentari si siano scontrati sulla questione, con Cooper che avvertiva Patel “bisogna essere pronti a rispondere alle domande pubbliche senza indugio”. Purtroppo, Priti Patel non ha ancora presieduto nanche i briefing giornalieri di Downing Street sul Covid-19. Con Dominic Raab che gioca ad essere primo ministro, tutti aspettano impazienti di rivedere Boris Johnston al numero 10 di Downing Street anche perche ci aspettano decisioni importanti. Per quanto riguarda la Brexit, sembra un vantaggio il fatto che questa emergenza virus non debba essere discussa con l’unione Europea come sta avvendo invece per l’italia. Chissa’, forse questa situazione potrebbe realmente segnare la fine dell’unione Europea.
Intanto il governo senza Boris Johnson, incomicia a scontrarsi con un opposizione Labour rafforzata dal nuovo leader. Boris avra’ molto su cui lavorare al suo ritorno.

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Boris Johnson lascia la terapia intensiva: il premier britannico migliora ma rimane sotto controllo al St. Thomas

Sal Sparace

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Boris Johnson è uscito dalla terapia intensiva: il 55enne premier britannico, ricoverato nel St Thomas hospital di Londra sarà ancora sotto stretto controllo medico ma i suoi fanno sapere che “è di ottimo umore”, sta recuperando dalla fase critica del virus che lo ha colpito due settimane fa e dal quale non è ancora guarito ma la notizia ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutto il Paese.

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Coronavirus: Trump: incubo finirà presto, Usa saranno forti di prima

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“Abbiamo imparato molto, possiamo essere più forti di prima. Ricostruiremo il paese, questo incubo finirà presto” ha affermato il presidente Donald Trump che già pensa a quando “potremmo riaprire il paese in fasi, forse prima del previsto”: ogni decisione si basera’ molto sulle indicazioni degli esperti.  “Stiamo facendo meglio” delle iniziali previsioni di 240.000 morti per coronavirus  afferma  Trump rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulle stime indicate da alcuni modelli, in base ai quali i decessi per coronavirus negli Stati Uniti saranno circa 60.000. “Stiamo facendo molto meglio di altri paesi” osserva Deborah Birx, esperta della task force della Casa Bianca contro il coronavirus.  L’Organizzazione Mondiale della Sanità deve fare meglio: ha sbagliato sul coronavirus minimizzando inizialmente la minaccia. Donald Trump torna così ad attaccare l’Oms, al quale – precisa Trump – gli Stati Uniti contribuiscono con 452 milioni di dollari contro i 42 milioni stanziati dalla Cina.  “Se l’Europa invia medicinali e simili all’Iran non mi preoccupa, non mi infastidisce”. Lo afferma Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva un commento su quanto dichiarato dal presidente francese Emmanuel Macron su spedizioni di materiale medico all’Iran.  Trump è poi intervenuto per specificare che non ha alcun investimento nel farmaco anti-malaria che promuove contro il coronavirus, l’idrossiclorina.

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