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Cronache

Niscemi sospesa tra speranza e paura: la frana avanza e l’ipotesi new town divide il paese

A Niscemi oltre 1.300 sfollati e 25mila abitanti vivono nell’incertezza per una frana in avanzamento. Il sindaco Conti invita alla prudenza, mentre prende forma l’ipotesi di una new town.

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Speranza e rassegnazione convivono a Niscemi, sempre più sospesa in un limbo fatto di quartieri fantasma e di un futuro carico di incognite. L’ipotesi estrema è quella della delocalizzazione, o “smobilitazione” secondo il linguaggio tecnico, con la possibile costruzione di una new town dove trasferire parte o addirittura l’intera comunità. La frana continua ad avanzare e la sua massa di terra viene descritta come superiore a quella del disastro del Vajont. L’incubo riguarda 25mila abitanti, mentre oltre 1.300 persone, sfollate da giorni, vivono l’angoscia di aver perso tutto.

Le parole del sindaco

Nelle dichiarazioni del sindaco Massimiliano Conti si riflette l’incertezza della fase. “Il monitoraggio sulla situazione attuale è in corso. Noi speriamo che la frana si sia fermata, ma sta piovendo e continuerà a piovere anche nei prossimi giorni. Questo non facilita. Non possiamo dare un’indicazione precisa”, spiega. Intanto i giorni scorrono e, al calare del sole, la piazza del municipio si svuota improvvisamente. Nei quartieri della zona rossa, tra case sgomberate e strade deserte, resta solo il rumore incessante della pioggia, in un’atmosfera sospesa e surreale.

Assistenza e primi interventi

L’amministrazione comunale rivendica lo sforzo per garantire risposte immediate. “Sono state riattivate le linee del metano e del gas e stiamo predisponendo la riapertura delle scuole”, che potrebbero riprendere le lezioni già nei prossimi giorni, afferma Conti durante una pausa dei lavori del Centro operativo comunale. “L’attenzione è concentrata su chi ha perso la casa. Le polemiche sui progetti e sui fondi non utilizzati verranno affrontate più avanti, nelle sedi opportune”.

Il tema della ricostruzione

Secondo il sindaco, il dibattito sulla ricostruzione è inevitabile ma va rinviato. “Andrà condiviso con tutte le forze politiche e con il consiglio comunale. In questa fase dobbiamo pensare prima di tutto all’assistenza immediata ai cittadini”. Un approccio che riflette la delicatezza del momento, con una comunità quasi spezzata in due dalla frana e dal timore di un futuro lontano dalle proprie case.

Le voci degli sfollati

Tra i cittadini prevale il dolore. “Io vorrei tornare nella mia abitazione. Ho tutto lì e l’ho lasciata in piedi”, racconta Angela Vaccaro. Marco Battaglia, ospite con la famiglia da amici, parla di un’angoscia che non lascia tregua: “Il pensiero fisso è per la casa che non possiamo più raggiungere. È tutto molto triste, per me e per i miei figli. Se davvero ci sarà una new town, spero che sia realizzata in tempi rapidi, senza le lungaggini viste in altri casi. Non possiamo restare sospesi per anni”.

Le indicazioni dello Svimez

Sul piano istituzionale, Svimez riconosce che sono state attivate misure straordinarie, dalla sospensione di tributi e mutui allo stanziamento di fondi per la mitigazione strutturale. Ma l’associazione avverte che serve un cambio di passo: occorre definire in tempi brevi un programma organico, mobilitando le risorse disponibili e puntando in particolare sul Fondo sviluppo e coesione della Regione siciliana, che destina 1,2 miliardi di euro alle misure per rischi e adattamento climatico, da impegnare entro il 2029.

Un’attesa carica di incertezza

Niscemi resta così in attesa, stretta tra l’emergenza quotidiana e decisioni che segneranno il suo destino. La pioggia continua a cadere, la frana a incombere, e una comunità intera vive sospesa, tra la speranza di tornare a casa e la paura di doverla lasciare per sempre.

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Cronache

Rapina alle cassette di sicurezza a Napoli: cosa dice la legge e i rischi di truffe dopo il colpo

Dopo la rapina alle cassette di sicurezza all’Arenella, cresce la paura tra i correntisti. Ecco cosa prevede la legge sui risarcimenti e i rischi di truffe.

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Tensione e incertezza tra i clienti della filiale Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, nel quartiere Arenella di Napoli, dopo il furto alle cassette di sicurezza. Un colpo che ha trasformato la zona in uno scenario da film e che ora apre un fronte delicato: quello dei risarcimenti.

Chi ha subito il furto si trova davanti a un percorso complesso, che potrebbe sfociare anche in azioni legali per ottenere il riconoscimento dei danni.

Cosa prevede la normativa

La disciplina delle cassette di sicurezza è chiara: la banca garantisce la custodia dei locali e l’integrità delle cassette, ma non conosce il contenuto depositato dai clienti.

Secondo l’articolo 1839 del codice civile, l’istituto risponde per eventuali furti o rapine, salvo il caso fortuito. Tuttavia, il nodo centrale resta la prova del contenuto.

Il nodo dei risarcimenti

In caso di furto, la banca è tenuta a risarcire, ma spetta al cliente dimostrare cosa era custodito nella cassetta e il relativo valore.

Le polizze assicurative standard prevedono coperture generalmente comprese tra 5mila e 10mila euro. Per ottenere cifre superiori, è necessario fornire documentazione precisa: fotografie, fatture, certificati di autenticità.

Particolarmente complessa è la dimostrazione del denaro contante eventualmente custodito, elemento che rende il percorso risarcitorio più difficile.

Azioni legali e responsabilità

Molti correntisti stanno valutando azioni collettive. La possibilità di ottenere un risarcimento pieno dipende dall’accertamento di eventuali responsabilità della banca, come carenze nei sistemi di sicurezza o malfunzionamenti.

In assenza di tali elementi, la strada per il ristoro dei danni rischia di essere in salita.

Attenzione alle truffe: il caso spoofing

Parallelamente al furto, emerge un ulteriore rischio: quello delle truffe. Un episodio segnalato a Posillipo evidenzia un tentativo di raggiro tramite spoofing.

Un uomo, fingendosi carabiniere, ha contattato telefonicamente una vittima chiedendo informazioni su gioielli e contanti. Sul telefono compariva un numero riconducibile alle forze dell’ordine, falsificato tramite tecniche informatiche.

La vittima, insospettita, ha contattato il 112 da un altro dispositivo, scoprendo che si trattava di un tentativo di truffa.

Prudenza e verifiche

Le autorità invitano alla massima cautela: nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede informazioni su beni personali tramite telefono.

In un contesto già segnato dal furto, il rischio è quello di una doppia esposizione: al danno economico e a ulteriori tentativi di raggiro.

Per i correntisti colpiti, oltre alla gestione della pratica di risarcimento, si apre dunque anche la necessità di difendersi da nuove minacce.

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Cronache

Napoli, riapre il Cimitero delle Fontanelle: festa alla Sanità tra memoria, cultura e rinascita

Riapre il Cimitero delle Fontanelle a Napoli: corteo, istituzioni e cittadini celebrano un simbolo di memoria e rinascita nel rione Sanità.

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Napoli restituisce alla città uno dei suoi luoghi più identitari. Il Cimitero delle Fontanelle riapre definitivamente e lo fa con una partecipazione ampia e sentita: un corteo, gonfaloni, striscioni e centinaia di persone in cammino dal cuore della Sanità fino al sito.

Un percorso simbolico, partito da largo Totò, che ha accompagnato cittadini, istituzioni e comunità verso un nuovo inizio, tra entusiasmo e commozione.

Il corteo e il protagonismo dei giovani

Ad aprire la marcia non sono state le autorità, ma i bambini del quartiere, con una maglietta e uno slogan che sintetizzano il senso della giornata: «Vien’appriess’a mme!». Un invito a seguire le nuove generazioni, protagoniste della rinascita.

Tra i presenti il sindaco Gaetano Manfredi e il cardinale Domenico Battaglia, insieme a rappresentanti istituzionali e realtà del territorio che hanno contribuito al progetto.

Un simbolo della rinascita della Sanità

La riapertura delle Fontanelle assume un valore che va oltre il culto. Rappresenta il consolidamento di un percorso di rigenerazione urbana del rione Sanità, un tempo marginale e oggi sempre più modello di sviluppo culturale e sociale.

Tra i protagonisti di questo processo anche don Antonio Loffredo e la cooperativa La Paranza, guidata da Susy Galeone ed Enzo Porzio, chiamata a gestire il sito e le attività di accoglienza.

Valorizzazione e accoglienza

Il progetto di riqualificazione ha introdotto nuovi servizi per i visitatori: biglietteria, spazi di accoglienza e servizi igienici, oltre al restyling dell’area esterna della chiesa.

Già numerose le prenotazioni da parte di turisti e visitatori, segno di un interesse crescente verso un luogo unico, sospeso tra storia, devozione e identità popolare.

Le dichiarazioni delle istituzioni

Il sindaco Manfredi ha sottolineato il valore simbolico della riapertura, definendo il sito un punto di riferimento per la memoria collettiva e per la comunità della Sanità.

Il cardinale Battaglia ha richiamato il significato spirituale delle “capuzzelle”, parlando delle Fontanelle come di un luogo capace di unire memoria e speranza, trasformando il dolore in occasione di rinascita.

Accesso e prospettive

L’ingresso al sito avviene ora tramite prenotazione online e pagamento di un biglietto, anche se è allo studio una modalità di accesso gratuito per i residenti e per i fedeli in specifici giorni.

Un modello di collaborazione

La riapertura è stata resa possibile anche grazie al contributo di partner privati, tra cui fondazioni e realtà del terzo settore. Un esempio di collaborazione tra pubblico e privato che punta a generare sviluppo, occupazione e coesione sociale.

Il Cimitero delle Fontanelle torna così a essere non solo un luogo di culto e memoria, ma anche un motore di crescita culturale ed economica per l’intero territorio.

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Cronache

Foggia, omicidio Dino Carta: riaperta pista su morte del 2023, indagini in corso

Omicidio Dino Carta a Foggia: gli investigatori valutano un collegamento con una morte del 2023. Analisi su video, audio e cellulare.

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Proseguono le indagini sull’omicidio di Dino Carta, ucciso a Foggia la sera del 13 aprile con colpi di arma da fuoco mentre si trovava nei pressi della propria abitazione.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire il movente di un delitto che, al momento, appare privo di spiegazioni immediate, anche alla luce del profilo della vittima.

Riaperto un fascicolo del 2023

Tra le piste al vaglio, la Procura avrebbe riaperto un fascicolo relativo a una morte avvenuta nell’ottobre 2023. Un uomo precipitò da un’impalcatura nello stesso stabile in cui vive la famiglia Carta.

All’epoca il caso fu archiviato come incidente, ma ora si ipotizza che quell’episodio possa aver generato tensioni o risentimenti nei confronti della famiglia.

Si tratta di una linea investigativa ancora da verificare attraverso riscontri oggettivi.

Testimonianze e appello della famiglia

La moglie della vittima ha rivolto un appello pubblico affinché eventuali testimoni si facciano avanti. Secondo quanto riferito, l’uomo era uscito per una breve passeggiata con il cane e non è più rientrato.

Le indagini si concentrano anche sulle relazioni personali e sulle ultime ore della vittima.

Video e analisi tecniche

Gli inquirenti stanno esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza, che avrebbero ripreso una persona con il volto coperto a bordo di una bicicletta poco prima dell’omicidio.

Sono in corso anche accertamenti sul telefono cellulare della vittima e una perizia su un audio registrato nella zona, che potrebbe contenere elementi utili alla ricostruzione dei fatti.

Accertamenti medico-legali

È prevista l’autopsia sul corpo della vittima, che potrà fornire ulteriori elementi utili alle indagini.

L’inchiesta resta aperta e ogni ipotesi è al vaglio degli investigatori, in attesa di sviluppi concreti.

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