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Musica

Nikko Ielasi, il Piano Man ischitano che spopola negli States

Il primo marzo del 2020 arriva NikKollective, Volume 2. Per Nikko anche collaborazioni con il cantautore americano Chris Mann, con la leggenda della musica anglo-Americana Engelbert Humperdinck e tante altre esperienze musicali e umane in giro per l’America e per il mondo.

Paolo Chiariello

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Accordi possenti. Rincorse veloci ad ottave indemoniate. Una capacità unica di far “cantare” qualunque piano. Ci sono alcuni giovani pianisti riconoscibili fra mille al primo ascolto. Tra questi ce n’è uno, Nikko Ielasi, che ha sicuramente un registro musicale, un tratto stilistico unico. Perché quando suona il piano, se minimamente lo conosci o l’hai visto anche solo una volta, non puoi fare a meno di immaginarlo anche con la sua fisicità, il suo modo di muoversi e dimenarsi sui tasti dello strumento musicale, che diventa tutt’uno con lui. Insomma Nikko Ielasi, per chi non lo conoscesse o non l’avesse mai visto all’opera, è uno spettacolo non solo sentirlo ma anche vederlo esibirsi. Lui è nato ad Ischia 27 anni fa. Suona da 21 anni il piano. L’amore per la musica e per il piano gliel’hanno inculcato mamma Letizia e papà Marco. Sensibilità diverse, amore unico: la musica. Nikko è riuscito a miscelare, grazie alla musica, il meglio di chi l’ha messo al mondo. Forse è per questo che tra la musica classica e il jazz, Nikko Ielasi è riuscito a trovare un suo suono inconfondibile.

Qualcosa a metà strada tra Arrau, Horowitz, Gershwin e Pat Metheny, ovvero l’artista che lo fece innamorare del jazz quando aveva solo 13 anni e suonava già da qualche anno. Vive negli Usa da quando aveva 16 anni. Da quando andò a Boston per frequentare un corso estivo di 5 settimane presso il Berklee College of Music. Da allora è iniziata la sua storia d’amore con gli States, gli americani e la musica. Prima il diploma, poi una borsa di studio per frequentare Berklee anche come studente universitario. Quindi il diploma “Magna Cum Laude”  e la doppia specializzazione in “Piano Performance” e “Contemporary Writing & Production”. 

Gli anni di Berklee hanno formato Nikko musicalmente, gli hanno consentito di trovare il suo registro musicale unico.  Oggi è direttore musicale di una grande chiesa gospel a Los Angeles, dove vive.  Ad ottobre del 2018 ha prodotto NikKollective, Volume 1. Il primo marzo del 2020 arriva NikKollective, Volume 2. Tra queste due collezioni le collaborazioni con il cantautore americano Chris Mann, alla tastiera per una leggenda della musica anglo-Americana Engelbert Humperdinck e tante altre esperienze musicali e umane in giro per l’America e per il mondo. 

Nella nuova generazione dei pianisti under 30 Nikko Ielasi ha dato un’impronta precisa al suo modo di suonare, ha affermato il proprio stile. Una bella storia che ha subìto però un trauma che poteva essere letale per la vita artistica di Nikko. In gergo medico Nikko è stato colpito da “ipoacusia improvvisa neurosensoriale”. Una perdita importante dell’udito per cause ancora non comprensibili. Capita a 5 persone ogni 100mila. È un danneggiamento improvviso delle cellule dell’orecchio che la scienza non ha ancora trovato modo di aggiustare. Uno choc che però non ha abbattuto Nikko. 

“Con l’orecchio destro sento solo le frequenze molto alte, non avverto invece quelle medio-basse, fondamentali per l’udito, ancor di più per la musica. Alcune frequenze e alcune note risuonano distorte e – 24 ore su 24 – ho un fruscio costante, l’acufene, che è diventato il mio compagno di viaggio. Mi hanno spiegato che è il mio cervello che cerca di ovviare alla mancanza di segnale, creando suoni finti. Non pensavo di farcela, poi la forza, la volontà, l’amore per la musica mi fanno superare questo handicap” spiega Nikko che si appresta a promozionare la sua NikKollective, Volume 2. È un lavoro molto introspettivo, Nikko ci mette il cuore nella musica e la faccia sulla copertina, molto bella con quel volto ischitano-mediterraneo formato cartoon abbracciato al suo amico batterista, Tito Pascoal, scomparso per un linfoma nel gennaio 2019. “È un lavoro dedicato a Tito ed al progetto – spiega Nikko Ielasi – hanno aderito nomi importante della musica jazz americana, da Fabrizio Cavallaro a Jordan Childs, da Taylor Gordon a Dave Weckl. Ho scritto tutti i brani prima che perdessi l’udito”.   

 

 

Giornalista. Ho lavorato in Rai a Cronache in Diretta. Ho scritto per Panorama ed Economy, magazines del gruppo Mondadori. Sono stato caporedattore e socio fondatore assieme al direttore Emilio Carelli di Sky tg24. Ho scritto libri: "Monnezza di Stato", "Monnezzopoli", "i sogni dei bimbi di Scampia" e "La mafia è buona". Ho vinto il premio Siani, il premio cronista dell'anno e il premio Caponnetto.

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Mick Jagger è in Toscana da mesi e vorrebbe restarci per sempre: mi godo il sole

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Mick Jagger, icona mondiale dei Rolling Stones è a Castagneto Carducci. Sì, si è stabilito in questo piccolo delizioso borgo di 9 mila anime a sud di Livorno. Il borgo della quiete e della poesia, quello con i cipressi “alti e schietti” cantati in rima dal Carducci.
La rockstar Mick Jagger se ne è innamorato. Ci trascorrerà almeno i prossimi quattro mesi. Ha detto che vuole godersi sole, aria buona, quiete, natura della Maremma livornese. Una zona bellisisma spesso frequentata da altre star come Harrison Ford, Madonna e George Clooney. Sembra che Mick Jagger sverni in  zona da giugno. Un mese di tranquillità. Poi c’è stato il primo avvistamento. I giornalisti de Il Tirreno l’hanno beccato e  raccontato il Mick Jagger star mondiale del rock, icona degli eccessi e dei successi, quasi nascosto, celato sotto un cappellone, spesso a spasso per le vie di Castagneto con compagna e amici appresso. I bene informati raccontano che il rocker inglese, al secolo sir Michael Philipp per concessione della regina Elisabetta, è ospite del conte Manfredi della Gherardesca nel casale di Montepergoli di Sopra a due passi dalla torre di Donoratico su una collina circondata dai vigneti. E ovviamente dai cipressi!

Siamo in un luogo che grazie ai marchesi Antinori e Incisa della Rocchetta, prosperano vini di qualità sublime come Sassicaia e Ornellaia che Jagger beve e gradisce. Si vocifera anche che Jagger abbia fatto una tappa al castello della famiglia della Gherardesca, dimora di Gaddo, nobiluomo ed efficiente imprenditore e manager, già alla ribalta delle cronache mondane anni fa per la relazione con Sarah Ferguson, ex moglie del principe Andrea d’ Inghilterra. La vacanza maremmana della rockstar sarà lunga. “Mi godo la luce del sole”, ha scritto lui, appena arrivato, su Instagram.

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Muti, successo a Paestum nel segno della Siria

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Successo per il il Maestro Riccardo Muti che ha diretto l’Eroica di Beethoven nel cuore del Parco Archeologico di Paestum. Il concerto “Le vie dell’Amicizia” sara’ trasmesso su Rai Uno giovedi’ 23 luglio alle ore 23.15. Su un palco allestito ai piedi del tempio di Nettuno, il Maestro ha diretto l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini e la Syrian Expat Philarmonic Orchestra sulle note della III sinfonia.

 

L’evento e’ stato realizzato dalla Regione Campania e dalla Camera di Commercio di Salerno con il Ravenna Festival, promosso e organizzato dalla SCABEC in collaborazione con il Parco Archeologico di Paestum-Velia e il Comune di Capaccio. Alla serata hanno partecipato anche la cantante Aynur Doğan e l’artista Zehra Doğan, entrambe di origine curda e protagoniste di una performance che ha unito canto, danza e recitazione. Il concerto e’ stato dedicato alla memoria dell’attivista curda per i diritti civili Hevrin Khalaf (1984-2019) e dell’archeologo Khaled al-Asaad (1932-2015), il soprintendente di Palmira assassinato dall’ISIS nel 2015. “Il cammino dei Viaggi dell’Amicizia – ha dichiarato Muti – e’ iniziato tanti anni fa in una Sarajevo martoriata dalle bombe con l’esecuzione dell’Eroica di Beethoven. E con l’Eroica di Beethoven siamo a Paestum, gemellata con Palmira; questo sottolinea il rapporto tra il nostro mondo e il mondo siriano. Voglio ringraziare il Governatore De Luca e il Presidente Andrea Prete per averci dato la possibilita’ di suonare in questo scenario unico al mondo. Noi musicisti ricerchiamo l’armonia non solo nei suoni ma anche nel mondo: tutti dobbiamo impegnarci per costruirla, proteggerla e preservarla dalla violenza”. Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha rimarcato l’importanza del tema della sicurezza: “Questo concerto e’ il primo grande evento post Covid-19. Simbolicamente, rappresenta un’apertura all’insegna della speranza, della fratellanza e del rispetto degli esseri umani.

Ci siamo impegnati per permettere a tutti di vivere una serata bella, tranquilla e sicura. L’esibizione del Maestro Muti e’ il miglior prologo per i tanti eventi culturali che si terranno quest’estate in tutti i capoluoghi della Campania. Questi appuntamenti serviranno per rilanciare l’economia del nostro territorio e per dare lavoro al mondo della cultura che ha sofferto in questi mesi di blocco, ma sempre nelle piene condizioni di sicurezza”. Il Presidente della Camera di Commercio Andrea Prete ha sottolineato il valore culturale, sociale ed economico dell’iniziativa. “La Camera di Commercio e’ in prima linea per dare un contributo concreto alla ripresa del turismo e delle filiere collegate”. Al termine dell’esibizione, il maestro Riccardo Muti ha ringraziato gli orchestrali siriani e curdi auspicando che i governanti di tutti i paesi prendano le decisioni migliori per permettere ad ogni uomo di vivere in serenita’ e pace. “Il concerto e’ una goccia nell’oceano. Certo, una goccia da sola non basta. Ma e’ altrettanto certo che, senza quella goccia, l’oceano non si forma”.

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La morte di Ennio Morricone in primo piano su tutti i giornali del mondo

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Da Le Monde alla Bbc la morte di Ennio Morricone e’ la notizia che apre i siti di tutto il mondo. Gli americani mettono in luce i forti legami del maestro con il cinema di Hollywood. ‘Muore il creatore della musica per il cinema moderno’, e’ il titolo dedicato dal New York Times al compositore. ‘Muore a 91 anni il vincitore di Oscar Ennio Morricone’, scrive la Cnn sul suo sito. ‘E’ morto il celebre compositore di Hollywood’, titola la Cbs. ‘E’ morto il fedele collaboratore di Sergio Leone’, scrive Le Figaro, mentre Le Monde si limita a un sobrio ‘E’ morto il compositore Ennio Morricone’, ma mette la notizia in primo piano sul suo sito. Stesso titolo anche per El Pais che rende omaggio al maestro pubblicando un video di circa tre minuti che ne riassume la straordinaria carriera. ‘Muore l’eterodosso che fischiava canzoni d’amore’, e’ la dedica de El Mundo accompagnata da un filmato con le composizioni piu’ celebri di Morricone. ‘Il compositore cinematografico Ennio Morricone e’ morto’, e’ il titolo del Frankfurter Allgemeine Zeitung sopra ad un bellissimo primopiano del maestro. La Bild pubblica gli estratti di una delle sue ultime interviste in cui il compositore dichiarava la musica di un film “deve raccontare quello che non si dice e quello che non si vede”.

 

Per la Bbc “muore a 91 il prolifico compositore che diede il suo contributo agli ‘spaghetti western’ e a rendere Clint Eastwood una star”. Un aspetto messo in evidenza anche dal Guardian: ‘Contribui’ a definire il western ma poi si dedico’ a tutti i generi’. Anche in America Latina si ricorda Morricone. L”argentino Clarin sottolinea che compose “oltre 500 opere” ed e’ “entrato nella storia del cinema”.

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