Collegati con noi

Esteri

Niente minigonne, scollature e ombelico in vista: la Francia impone “decoro” a scuola ma le ragazze si ribellano

Avatar

Pubblicato

del

E’ in minigonna, con scollatura o con l’ombelico in vista che – rispondendo all’appello sui social network – molte adolescenti e liceali francesi hanno sfidato ieri “l’abbigliamento corretto” imposto da gran parte dei regolamenti degli istituti scolastici, da loro definiti “sessisti”. Con le temperature piu’ alte del solito, l’abbigliamento autunnale delle studentesse francesi si e’ alleggerito e il web negli ultimi giorni si e’ arricchito di testimonianze e storie di scuole che hanno rifiutato l’accesso a studentesse a causa del loro abbigliamento giudicato provocante. Sono spuntati, uno dopo l’altro, hashtag come #lunedi’14settembre e #liberazionedel14 per invitare le ragazze a presentarsi in classe vestite a loro piacimento.

Ad appoggiare il movimento e’ intervenuta anche la popolare cantante Angele. Secondo le regole dell’Educazione nazionale, il controllo dell’abbigliamento spetta a ciascun istituto con il proprio regolamento ma resta un grande spazio di discrezionalita’. Ieri molte ragazze si sono fatte selfie prima di entrare a scuola, postando le foto sui social. Il movimento sembra aver preso forza dopo l’episodio di mercoledi’ scorso al Museo d’Orsay, costretto a porgere le scuse a una ragazza bloccata all’ingresso a causa della sua scollatura. Il ministro dell’Educazione, Jean-Michel Blanquer, ha invocato “una posizione di equilibrio e buon senso: basta vestirsi normalmente – ha tagliato corto – e tutto andra’ bene”.

Advertisement

Esteri

La polizia uccide un altro afroamericano, scontri a Filadelfia

Avatar

Pubblicato

del

Un altro afroamericano ucciso dalla polizia a Filadelfia ad una settimana dalle elezioni rischia di riaccendere l’ondata di proteste antirazziste che ha travolto il paese dopo la morte di George Floyd lo scorso maggio a Minneapolis, con effetti imprevedibili sul voto. Nella citta’ piu’ grande della Pennsylvania, uno degli Stati piu’ importanti tra quelli in bilico, c’e’ stata una notte di scontri violenti tra dimostranti armati di pietre e mattoni e agenti in assetto anti sommossa: il bilancio finale e’ di 30 poliziotti feriti, di cui uno investito da un pickup, 20 arresti, decine di negozi saccheggiati e auto danneggiate. Una rivolta scatenata ancora una volta dal video di un passante, che ha registrato la scena con il suo smartphone e postato le immagini sui social, come successe con Floyd. La Casa Bianca ha gia’ lanciato il suo monito, cavalcando lo slogan ‘law and order’ di Donald Trump: “Siamo pronti a dispiegare risorse federali, il presidente non tollerera’ alcuna violenza contro le forze dell’ordine americane. Lasceremo che le indagini facciano il loro corso ma non consentiremo l’illegalita’ nelle nostre strade”, ha avvisato la direttrice delle comunicazioni Alyssa Farah sulla Fox.

La nuova vittima si chiama Walter Wallace, 27 anni, con problemi mentali, stando alla famiglia. L’episodio e’ avvenuto a West Philadelphia, una zona dominata dalla black community. Nelle immagini, diffuse dalla Cnn e da altre tv, si vede il giovane camminare intorno ad alcune auto parcheggiate, prima di attraversare la strada. Quindi spunta una donna, identificata poi come sua madre, che tenta di fargli scudo mentre due agenti gli puntano addosso la pistola. Quando l’afroamericano gira attorno ad una vettura e si avvicina a loro con un coltello, i due poliziotti arretrano intimandogli di lasciare cadere l’arma. Poi esplodono diversi colpi. Inutile la corsa all’ospedale. Alcuni testimoni hanno riferito che anche loro avevano chiesto a Wallace di mollare il coltello e alla polizia di non usare la forza. “Perche’ gli hanno sparato 10 volte, perche’ non hanno usato la pistola Taser”, ha denunciato il padre, che si chiama come il figlio. “Aveva problemi mentali, prendeva dei medicinali”, ha aggiunto.

Domande legittime, che ripropongono gli interrogativi sul grilletto facile della polizia e sulla sua incapacita’ a riconoscere e fronteggiare situazioni di disagio psichico. Il sindaco dem di Filadelfia Jim Kenney ha chiesto una indagine “veloce e trasparente”: ‘ho visto il video di questo tragico incidente e ci sono domande difficili cui va data risposta”. Una posizione condivisa dalla commissaria della polizia locale, Danielle Outlaw, la quale ha riconosciuto che il video “solleva molti interrogativi” e promesso un’inchiesta completa. “Quando sono andata sul posto, ho sentito la rabbia della comunita’”, ha riferito. Intanto i due agenti coinvolti sono stati tolti dal servizio esterno in attesa degli accertamenti, cui contribuirà anche la body cam che indossavano. Filadelfia pero’ teme una seconda notte di violenze.

Continua a leggere

Corona Virus

Nuove strette in Ue, la Francia verso il lockdown

Avatar

Pubblicato

del

Il coprifuoco non basta piu’ contro il coronavirus e alcuni Paesi in Europa si preparano al lockdown nazionale o regionale. Un tentativo disperato di frenare la seconda ondata che sta colpendo indiscriminatamente il Vecchio Continente dalla Svezia alla Gran Bretagna, con l’Oms che segnale un allarmante aumento del 40% delle vittime di Covid-19 rispetto alla settimana precedente. Il primo Paese europeo a tornare in lockdown potrebbe essere la Francia, dove ormai si viaggia oltre i 50.000 nuovi casi di Covid-19 al giorno. L’annuncio della chiusura (totale o parziale) potrebbe arrivare domani alle 20 in un discorso alla nazione del presidente francese Emmanuel Macron. Constatato il fallimento del coprifuoco decretato due settimane fa, il capo dell’Eliseo potrebbe annunciare la serrata a livello nazionale o un coprifuoco anticipato con confinamento nel fine settimana. Chiusure sono previste anche in Spagna, ma per il momento soltanto a livello regionale. Lo stato d’emergenza varato dal premier Pedro Sanchez qualche giorno fa ha dato la liberta’ alle regioni di chiudere i propri confini se necessario. Pare che a questo stiano pensando Andalusia, Madrid e Castilla y Leon che hanno gia’ chiesto un parere ai loro comitati tecnico-scientifici in vista del ponte di Ognissanti. Il presidente dell’Andalusia, Juan Manuel Moreno, ha ammesso in un’intervista a Cadena Cope di essere “molto pessimista sulla possibilita’ di mantenere aperta la regione questo fine settimana”. “Il numero di ricoverati e di terapie intensive ci fa pensare che non sia il momento giusto per autorizzare flussi di persone che entrano e escono dalla regione”, ha detto. In Spagna i medici hanno incrociato le braccia per protestare contro il mancato rafforzamento del sistema sanitario nel giorno in cui il governo Sanchez ha presentato la legge di bilancio per il 2021 che prevede un aumento del 151% della spesa per il settore. Molti di loro hanno scioperato in modo simbolico continuando a garantire i servizi di base ma, secondo il principale sindacato di categoria (il Cesm), all’agitazione ha aderito l’85% dei 267.000 dottori spagnoli. L’intenzione e’ di scioperare l’ultimo martedi’ del mese per un periodo di tempo indeterminato mentre nel Paese oltre ai casi continuano ad aumentare i ricoveri per coronavirus. Dati preoccupanti anche in Gran Bretagna che ha visto un balzo di morti, saliti a 367, il numero quotidiano nettamente piu’ elevato dall’epoca della prima ondata dei mesi scorsi. Piu’ limitato invece l’incremento dei contagi, che toccano i 22.885 ma su un totale di test giornalieri sceso da 321.000 a 262.000 circa. E pure la Svezia, unico Paese al mondo a non aver mai imposto il lockdown contro la pandemia, ha registrato un record di casi, 1.870, contro i 1.698 di fine giugno. Sul fronte vaccino, mentre la Commissione europea insiste nel dire che una volta pronto l’antidoto contro il Covid-19 potrebbe non bastare per tutti i 450 milioni di cittadini entro la fine del 2021, la Russia preme sull’acceleratore e chiede all’Oms la registrazione “rapida” di Sputnik V. Il vaccino era stato annunciato ad agosto da Mosca come il primo al mondo contro il coronavirus nonostante non avesse completato tutti i test clinici necessari. Secondo il Fondo di investimenti diretti russo, che ha finanziato Sputnik V, la registrazione rapida renderebbe il vaccino russo disponibile in tutto il mondo prima rispetto alle procedure ordinarie.

Continua a leggere

Esteri

Bomba in madrasa in Pakistan, 8 morti e 100 feriti

Avatar

Pubblicato

del

Erano le 8.30 del mattino e la lezione sul Corano era in corso quando una violentissima esplosione ha scosso le mura di una madrasa a Peshawar, nel nord-ovest del Pakistan, trasformandola in un campo di battaglia. Nella sala grande della scuola coranica c’erano decine di studenti e poteva essere una strage di proporzioni molto maggiori. Almeno otto persone sono morte e oltre centinaio sono rimaste ferite tra studenti, insegnanti e personale della scuola mentre i pochi arredi sono stati polverizzate. Le vittime sono uomini tra i venti e i quarant’anni hanno detto i medici del Lady Reading Hospital di Peshawar dove sono stati portati i morti e la maggior parte dei feriti, tra questi ultimi quattro bambini al di sotto dei 13 anni. In ospedale sono arrivati “sette cadaveri e e 72 feriti, di cui 10 in condizioni gravi”, ha confermato in un primo momento il portavoce Muhammad Asim che poi ha comunicato la morte di un’ottava persona e il totale dei feriti: 112 L’attacco non e’ stato rivendicato ma la dinamica e’ stata ricostruita grazie ad alcuni testimoni. “L’esplosivo e’ stato posto all’interno di una busta di plastica lasciato da una persona conosciuta all’interno della scuola”, che e’ uscita subito dopo, ha detto un agente di polizia di Peshawar, Muhammad Ali Gandapur dopo aver ascoltato i racconti dei sopravvissuti. A quanto riferito dal vice ispettore generale della polizia Shafqat Malik al quotidiano Pakistan’s Express Tribune nell’attentato sono stati usati cinque chili di esplosivo. Il premier pachistano Imran Khan ha espresso “rammarico per la perdita di vite preziose” condannando fermamente l’esplosione e promettendo di assicurare alla giustizia mandanti ed esecutori. L’esplosione segue mesi di relativa calma in Pakistan e nella stessa Peshawar, per anni epicentro della violenza dei militanti jihadisti che avevano come obiettivo principale le forze di sicurezza e occupavano di fatto ampie zone della citta’ nei pressi delle aree tribali alla frontiera con l’Afghanistan. Massicce operazioni militari lanciate negli ultimi anni contro le basi dei militanti hanno fatto un po’ di pulizia: soprattutto a partire dal dicembre 2014 dopo che i talebani pachistani uccisero oltre 150 persone, la maggior parte dei quali ragazzini, proprio in una scuola di Peshawar. Ma i gruppi armati hanno ancora abbastanza forza e capacita’ organizzative per portare attacchi mortali.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto