Collegati con noi

In Evidenza

Nicola Savino: «A 16 anni ero già in radio. Con Fiorello doppiavamo i film»

In un’intervista al Corriere della Sera Nicola Savino racconta gli inizi in radio a 16 anni, l’amicizia con Linus e Fiorello e il successo del Dopofestival.

Pubblicato

del

In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, il conduttore radiofonico e televisivo Nicola Savino (foto Imagoeconomica), 58 anni, ripercorre le tappe della sua carriera e racconta episodi personali e professionali.

Savino ricorda di aver iniziato molto presto: «A 16 anni ero già in radio, a Radio San Donato. Mi portavo i dischi da casa». Il primo disco messo in onda fu “Hey DJ”, brano del 1984 di Malcolm McLaren, che lui stesso considera quasi un segno del destino.

Il successo del Dopofestival

Savino arriva all’intervista dopo il successo dell’ultimo Dopofestival di Sanremo, seguito da oltre due milioni di telespettatori con uno share superiore al 50 per cento.

Racconta di aver vissuto quell’esperienza con grande intensità emotiva. Tra i momenti più forti ricorda quando, durante il Festival, riascoltò la canzone “Portami a ballare” di Luca Barbarossa, dedicata alla madre: «Sono scoppiato in un pianto inconsolabile».

La radio, Linus e Radio Deejay

La radio resta però il centro della sua carriera. Savino lavora da decenni a Radio Deejay, dove conduce con Linus il programma Deejay chiama Italia.

«A settembre inizierà la nostra trentesima stagione insieme. Tra noi c’è un’alchimia rara. Non lo considero un capo, ma un fratello maggiore», racconta.

Savino scherza anche sul carattere competitivo di Linus: quando vanno in bici insieme, dice, l’approccio è molto diverso dal suo, più rilassato.

Gli anni con Fiorello

Tra i ricordi più divertenti degli inizi ci sono le notti passate con Fiorello negli studi radiofonici.

Savino racconta che guardavano film trasmessi su Rete 4 togliendo l’audio per doppiarli improvvisando le battute. Un gioco che contribuì a formare il suo stile ironico e leggero.

Le imitazioni e l’infanzia

La passione per le imitazioni nasce da bambino. Savino racconta di aver iniziato imitando il comico Gigi Sabani e persino i propri genitori.

«Mi guardavano indecisi se ridere o menarmi», ricorda con ironia.

La vita privata e la figlia

Savino è sposato con Emanuela Suma e ha una figlia di vent’anni, Matilda. Racconta di cercare di essere un padre non troppo geloso, anche se ammette di usare la geolocalizzazione per sapere dove si trova la figlia quando esce la sera.

«Se alle sei del mattino non è ancora tornata, so dove cercarla», dice sorridendo.

Il rapporto con la fede e la famiglia

Savino parla anche della sua famiglia. Il padre era ingegnere dell’Eni, la madre farmacista. Da loro dice di aver imparato soprattutto l’etica del lavoro.

Dopo la loro scomparsa, avvenuta nel 2013 e nel 2014, racconta di aver trovato conforto nella fede, pur frequentando oggi la chiesa solo occasionalmente.

Televisione, politica e futuro

Savino respinge anche alcune letture politiche sulla sua presenza in Rai. «Mi fa ridere quando si dice che lavoro in Rai perché sono di destra», afferma nell’intervista.

Guardando al futuro, il conduttore dice di non avere ancora un nuovo programma definito, ma di sperare che il rapporto professionale con la Rai possa consolidarsi.

«Mi piacerebbe che questo flirt si trasformasse in un vero fidanzamento».

Advertisement
Continua a leggere

In Evidenza

Nasce Ivory, il social italiano che punta su contenuti verificati e qualità

Arriva Ivory, il social nato in Italia che punta su identità verificata e contenuti di qualità. Obiettivo: contrastare fake news e viralità senza controllo.

Pubblicato

del

Si chiama Ivory ed è il nuovo social network ideato per valorizzare contenuti verificati e competenze, con apertura al pubblico prevista dal 30 aprile.

Tra i fondatori Uel Bertin e Adam Nettles, che hanno sviluppato il progetto partendo dall’esigenza di creare uno spazio digitale più affidabile e orientato alla conoscenza.

Identità verificata e livelli di competenza

Uno degli elementi distintivi della piattaforma è la distinzione tra utenti verificati e non verificati.

I primi dovranno certificare la propria identità, mentre i secondi potranno accedere ai contenuti senza interagire.

All’interno degli utenti verificati è prevista una ulteriore classificazione basata sulle competenze: livello base, avanzato e accademico, con l’obiettivo di valorizzare contributi qualificati.

Algoritmo e contenuti: meno viralità, più valore

Ivory propone un algoritmo che privilegia la qualità rispetto alla viralità.

L’idea è quella di incentivare contenuti informati e approfonditi, superando le logiche dei social tradizionali, dove spesso la visibilità è legata più all’impatto immediato che alla sostanza.

Le “Torri d’avorio” e il modello peer review

Le conversazioni saranno organizzate in aree tematiche chiamate “Torri d’avorio”, ispirate a comunità accademiche e forum specialistici.

Il sistema di valutazione dei contenuti si basa su meccanismi simili alla revisione tra pari, con feedback degli utenti che contribuiscono alla credibilità dei contributi.

Un modello tra apertura e selezione

Il progetto punta a creare uno spazio inclusivo ma al tempo stesso orientato alla qualità.

Secondo i promotori, non si tratta di escludere, ma di incentivare un approccio più consapevole alla partecipazione online, basato sull’apprendimento e sull’approfondimento.

Privacy, Europa e modello economico

Ivory nasce con un’impostazione conforme al GDPR e con l’ambizione di inserirsi nel dibattito su una maggiore autonomia digitale europea.

La piattaforma prevede pubblicità mirata ma senza condivisione dei dati con terze parti né monitoraggio invasivo del tempo trascorso online.

Obiettivo: informazione e conoscenza

Tra gli sviluppi futuri, anche la possibilità di pubblicare e distribuire articoli scientifici, con un sistema di revisione affidato a esperti del settore.

Ivory si propone così come un esperimento nel panorama dei social network, con l’obiettivo dichiarato di riportare al centro informazione, competenza e qualità dei contenuti.

Continua a leggere

Economia

Conti pubblici, attesa per Eurostat: crescita Italia a rischio tra guerra e inflazione

Il 22 aprile Eurostat diffonde i dati su deficit e debito. Italia tra crescita debole e rischi legati alla crisi energetica e geopolitica.

Pubblicato

del

Il primo banco di prova per i conti pubblici italiani e dell’Unione europea è fissato per il 22 aprile, quando Eurostatpubblicherà le stime su deficit/Pil e debito/Pil relative al 2025.

Si tratta di numeri centrali anche per le valutazioni sulle procedure per deficit eccessivo, che la Commissione europeaesaminerà il 3 giugno nell’ambito del semestre europeo.

Governo al lavoro sul nuovo documento di finanza

L’esecutivo guidato dal ministro Giancarlo Giorgetti ha già avviato le prime analisi in vista del nuovo Documento di finanza pubblica.

Il testo potrebbe essere varato subito dopo la diffusione dei dati Eurostat, per poi essere sottoposto all’esame del Parlamento.

Guerra e inflazione pesano sull’economia

Lo scenario resta incerto. Il conflitto in Medio Oriente, con ripercussioni sui mercati energetici e sulle materie prime, sta influenzando negativamente le economie europee.

A ciò si aggiungono rincari diffusi e segnali di rallentamento del Pil, mentre emergono nuovi timori legati alla disponibilità di carburante, con possibili effetti anche sul trasporto aereo e sui costi per i consumatori.

Crescita in calo nelle stime internazionali

Le principali istituzioni economiche hanno rivisto al ribasso le previsioni sull’Italia. Il Fondo Monetario Internazionalestima una crescita dello 0,5% nel 2026 e nel 2027.

Valutazioni analoghe arrivano da Banca d’Italia, mentre l’OCSE prevede un incremento ancora più contenuto, intorno allo 0,4%.

Debito in aumento, deficit in calo

Secondo il Fondo Monetario, il rapporto debito/Pil italiano è destinato a salire fino al 138,8% nel 2027, mentre il deficit potrebbe scendere sotto il 3% già dal 2026.

Dati che restano però soggetti a revisione e strettamente legati all’evoluzione del contesto internazionale.

Il rischio recessione

Tra gli analisti cresce la preoccupazione per una possibile frenata più marcata.

Se le tensioni geopolitiche dovessero prolungarsi, non è escluso che si torni a parlare apertamente di rischio recessione per una parte significativa dell’area euro.

In questo quadro, i dati di Eurostat rappresentano un passaggio cruciale per definire le prossime scelte di politica economica.

Continua a leggere

Esteri

Papa Leone in Angola: appello alla pace globale e denuncia delle disuguaglianze

Papa Leone in Angola rilancia l’appello alla pace per Ucraina e Medio Oriente e denuncia disuguaglianze e corruzione in Africa.

Pubblicato

del

Nel secondo giorno della visita in Angola, Papa Leone XIV rilancia con forza il suo appello alla pace, guardando ai principali conflitti internazionali.

Durante la preghiera del Regina Coeli, il Pontefice ha espresso dolore per l’intensificarsi degli attacchi in Ucraina, invitando a fermare le armi e a proseguire il dialogo diplomatico.

Speranza per il Medio Oriente

Uno sguardo è stato rivolto anche al Medio Oriente, con particolare riferimento alla tregua in Libano, definita un segnale di speranza.

Il Papa ha incoraggiato le parti coinvolte a proseguire i negoziati per arrivare a una pace stabile e duratura nell’intera regione.

Muxima, simbolo di una storia dolorosa

La visita al santuario mariano di Muxima ha rappresentato uno dei momenti più significativi del viaggio.

Luogo legato alla memoria della tratta degli schiavi, Muxima è stato richiamato dal Pontefice come simbolo delle ferite storiche dell’Africa e della necessità di riconciliazione.

Il messaggio ai giovani

Rivolgendosi ai giovani, accorsi numerosi da tutto il Paese, Papa Leone ha affidato loro la responsabilità di costruire un futuro diverso, libero da guerre, ingiustizie e povertà.

Un invito a essere protagonisti di un cambiamento che metta al centro dignità, solidarietà e pace.

Denuncia delle disuguaglianze

Nel suo discorso, il Pontefice ha evidenziato le profonde contraddizioni dell’Angola, tra sviluppo economico e povertà diffusa.

Dai grattacieli di Luanda alle periferie segnate da carenze essenziali, emerge un divario che il Papa ha indicato come una delle principali sfide del Paese.

Un impegno per giustizia e dignità

Papa Leone ha invitato a superare divisioni, violenza e corruzione, promuovendo una nuova cultura basata su giustizia e condivisione.

Un appello che si traduce in obiettivi concreti: garantire cibo, cure, istruzione e dignità a ogni persona, con particolare attenzione ai più fragili.

Il viaggio in Angola si conferma così non solo un evento religioso, ma anche un forte messaggio sociale e politico rivolto all’intera comunità internazionale.

Continua a leggere
error: Contenuto Protetto