Nicola Romeo nasce il 28 aprile 1876 a Sant’Antimo, alle porte di Napoli. Figlio di un maestro elementare, cresce in una famiglia modesta, costruendo passo dopo passo il proprio destino attraverso studio, sacrificio e visione.
È lui a dare forma a uno dei marchi più iconici dell’industria italiana, trasformando A.L.F.A. in Alfa Romeo. Un nome che attraverserà il Novecento diventando sinonimo di ingegneria, stile e competizione.
Un protagonista decisivo che l’Italia ricorda poco
Nel racconto pubblico dell’automobile italiana, Nicola Romeo non occupa il posto che meriterebbe. Non è tra i nomi più evocati, non è al centro della narrazione industriale del Paese.
Eppure il suo ruolo è stato determinante: senza di lui, Alfa Romeo non sarebbe diventata ciò che è stata.
La sua è una figura che sfugge ai riflettori, nonostante abbia inciso profondamente nella storia economica italiana.
Sant’Antimo non dimentica: le celebrazioni per i 150 anni
A ricordarlo è soprattutto la sua terra. Sant’Antimo, pur tra mille difficoltà, mantiene viva la memoria del suo concittadino con segni concreti e iniziative pubbliche.
Nel 2026, a 150 anni dalla nascita, le celebrazioni entrano nel vivo. Il 28 aprile è previsto il disvelamento di una lastra marmorea davanti alla casa natale, accompagnato da un annullo filatelico celebrativo curato da Poste Italiane.
Le iniziative proseguiranno con incontri nelle scuole e con la presenza della nipote Daniela Maestri Romeo, fino alla cerimonia ufficiale di conferimento della cittadinanza onoraria. È poco? Non è abbastanza? Si può fare di più? Non basta aggiungere un’altra lapide alle due lastre marmoree già esistenti sul muro della casa natale? Può darsi, però qualcosa si fa.
La solita storia italiana: il Sud che crea, il Paese che dimentica
La vicenda di Nicola Romeo racconta molto più di una storia industriale. È il paradigma di un’Italia che spesso fatica a riconoscere pienamente il valore delle proprie eccellenze, soprattutto quando nascono al Sud.
Un uomo partito da Sant’Antimo, con mezzi limitati, è riuscito a costruire un pezzo fondamentale dell’industria nazionale. Ma il suo nome non ha avuto la stessa fortuna simbolica di altri.
È una rimozione silenziosa, che pesa più dell’oblio.
Un’eredità che interroga il presente
Le celebrazioni per i 150 anni non sono solo memoria. Sono un’occasione per rimettere al centro una domanda: perché alcune storie diventano mito e altre restano ai margini?
Nicola Romeo (al centro della foto, con Enzo Ferrari alla sua sinistra) è una di quelle storie che meritano di essere riportate in primo piano. Non per nostalgia, ma per capire meglio chi siamo stati e, forse, chi vogliamo tornare a essere.