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Nel piano di Trump anche la Valle del Giordano a Israele

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Riconoscimento della sovranita’ israeliana sulla Valle del Giordano e sugli insediamenti nell’Area C della Cisgiordania, quella, in base agli Accordi di Oslo, gia’ sotto controllo da parte dello Stato ebraico. In cambio, riconoscimento a tempo debito da parte degli Usa di uno Stato palestinese “smilitarizzato” che includerebbe il resto del territorio della stessa zona C, oltre le attuali Aree A e B, piu’ Gaza. Questi i punti principali, secondo varie fonti citate anche dai media, del piano di pace del presidente Trump che dovrebbe essere reso noto, a parere di alcuni, entro il 2 marzo. Ovvero prima delle elezioni politiche in Israele. Il Piano e’ stato respinto in toto da Ramallah dalla dirigenza palestinese. “Insistiamo – ha detto Nabil Abu Rudeina, portavoce di Abu Mazen – per la fine dell’ occupazione israeliana e per la costituzione di uno Stato palestinese lungo le linee del 1967, con capitale a Gerusalemme est”. “Che Israele e Usa – ha concluso – non valichino linee rosse”. Nell”Accordo del Secolo’ messo a punto da Trump insieme al consigliere Jared Kushner ed altri (definito dai media di Israele “la migliore offerta mai fatta”), sarebbe previsto il riconoscimento da parte palestinese di Gerusalemme come capitale di Israele e di Israele come Stato ebraico. Per quanto riguarda la smilitarizzazione dello Stato palestinese, questa comporterebbe anche la Striscia di Gaza e quindi di Hamas. Condizioni che al momento – secondo molti analisti – appaiono difficili visto che l’Autorita’ nazionale palestinese (Anp) di Abu Mazen non ha alcun potere a Gaza. I dettagli del Piano saranno presentati martedi’ prossimo a Washington sia al premier Benyamin Netanyahu sia al suo maggiore oppositore, il centrista Benny Gantz. Il premier ha fatto sapere di essere stato lui ad insistere con gli Usa per estendere l’invito anche a Gantz perche’ – ha spiegato – “e’ importante che non perdiamo questa storica opportunita’ con tali amici alla Casa Bianca. Dobbiamo mettere insieme il piu’ vasto consenso possibile”. L’invito di martedi’ prossimo alla Casa Bianca coincide con il giorno in cui la Knesset avrebbe dovuto cominciare – dopo molte polemiche all’interno del parlamento e tra i partiti – a discutere sulla richiesta di immunita’ parlamentare da parte di Netanyahu per le sue inchieste giudiziarie. Un obiettivo molto perseguito da Blu-Bianco, il partito di Gantz, in vista delle elezioni politiche del 2 marzo e molto osteggiato dal Likud di Netanyahu. Ora si attendono le mosse successive per capire se in presenza dell’incontro a Washington la Knesset andra’ avanti o rinviera’ la seduta.

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Epidemia coronavirus fuori controllo negli Usa, quasi 3 milioni di contagiati e 130 mila morti: coprifuoco in alcune città

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Negli Usa hanno, nelle ultime 24 ore, sono stati 53.069 i nuovi casi di coronavirus, I dati sono stati resi noti dalla Johns Hopkins University. È un nuovo record, il secondo in due giorni consecutivi e il sesto negli ultimi nove giorni. Il totale dei contagiati sale quindi a 2.735.339. I decessi, invece, sono 128.740. Un tributo di sangue che gli Usa pagano per non aver adottato le regole di distanziamento sociale e preparato la popolazione all’arrivo della pandemia virale.  Sono sette gli Stati dell’Union che hanno fatto segnare il loro primato in un singolo giorno: Alaska, Arkansas, Florida, Georgia, Montana, South Carolina e Tennessee. Nelle ultime 24 ore i decessi sono stati 649, portando il bilancio complessivo delle vittime a 128740. L’ultimo totale di nuovi contagi in Usa segna un aumento dell’87% dei casi giornalieri nelle ultime due settimane. L’impennata arriva alla vigilia del 4 luglio, la festa dell’Independence Day, quando migliaia di americani si ritrovano per celebrare l’anniversario patriottico. Questa festa, se non sarà fatto qualcosa, se non saranno impartite severe istruzioni alla popolazione, nel periodo del picco dell’epidemia, costerebbe carissimo ai cittadini statunitensi.

Ma se il presidente Donald Trump ha un comportamento ambiguo rispetto alla pandemia, ci sono anche altri esponenti delle istituzioni Usa che di fronte al pericolo contagio usano il pugni di ferro. Il sindaco della contea di Miami-Dade proclamerà nelle prossime ore il coprifuoco dalle 22 alle 6 per rallentare la diffusione del coronavirus. Il provvedizmento entrerà in vigore da venerdì sera. Il primo cittadino, informa una nota, firmera’ anche un ordine per revocare la riapertura delle strutture di intrattenimento, come cinema, teatri, casino’, arene per concerti. I clienti dei ristoranti inoltre dovranno indossare la mascherine e potranno toglierle solo per mangiare.  Chicago ha imposto invece una quarantena di 14 giorni per le persone che arrivano da Stati che stanno registrando un aumento importante di casi di coronavirus. Lo ha annunciato il commissario alla sanità Allison Arwady. Nella ‘blacklist’ ci sono Alabama, Arkansas, Arizona, California, Florida, Georgia, Idaho, Louisiana, Mississippi, North Carolina, Nevada, South Carolina, Tennessee, Texas e Utah. La governatrice dello Stato dell’Alabama Kay Ivey ha prorogato nuovamente per altri 60 giorni lo stato di emergenza a causa della pandemia. Lo Stato ha registrato oltre 40 mila casi e almeno 985 morti.

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Ricompense russe ai talebani che uccidevano soldati Usa, i racconti dei media americani

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La Casa Bianca non prevede una risposta immediata alle informazioni di intelligence sulle presunte ricompense russe ai talebani per l’uccisione di soldati americani in Afghanistan. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali Donald Trump non ritiene le informazioni vere. Sono solo, per il presidente, una storia creata per danneggiarlo e danneggiare il partito repubblicano. Alla Casa Bianca si sarebbe aperto un dibattito interno sulla possibilità di rendere note informazioni a sostegno dello scetticismo del presidente sulle indiscrezioni.

Ma la storia è molto battuta dalla stampa americana che ha anche individuato in  Rahmatullah Aziz l’uomo chiave al centro dello  scandalo che sta travolgendo l’amministrazione Trump, quello delle presunte ricompense russe ai talebani per uccidere militari americani in Afghanistan. Secondo quanto riporta il New York Times, l’intermediario Aziz per anni ha distribuito e trasportato i fondi dell’intelligence russa ai talebani per attacchi alle truppe americane in Afghanistan. Aziz era inizialmente un piccolo trafficante di droga che cercava di mettere le mani e conquistare una fetta dei soldi investiti dalla coalizione a guida statunitense nel paese per progetti di costruzione. La sua ricchezza personale e’ pero’ emersa negli ultimi anni e molti, all’interno della sua stessa famiglia, si sono chiesti come avesse fatto ad arricchirsi in quel modo. Dopo essersi trasferito in Russia, Aziz ha continuato a viaggiare nel nord dell’Afghanistan al volante delle auto piu’ nuove e protetto da guardie del corpo. La sua abitazione nel Paese e’ stata recentemente ristrutturata e trasformata in una villa di quattro piani.

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Morto Georg Ratzinger, il fratello di Papa Benedetto

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Georg Ratzinger, il fratello di papa Benedetto XVI, è morto alle 11.10 a Ratisbona. Aveva 96 anni ed era malato da tempo. Papa Benedetto gli aveva fatto visita due settimane fa, arrivando in Germania il 18 giugno, per dargli il suo addio. I due fratelli erano sempre rimasti in stretto contatto, ma ultimamente le comunicazioni telefoniche non erano più possibili. “Divenuti sacerdoti lo stesso giorno, i due fratelli Ratzinger, uno musicista e maestro di un coro famoso, l’altro teologo quindi vescovo, cardinale e Papa, sono stati sempre molto uniti”. Lo ricorda Vatican News che apre il sito con la notizia della scomparsa di GeorgRatzinger, il fratello del Papa emerito. Nato a Pleiskirchen, in Baviera, il 15 gennaio 1924, Georg Ratzinger aveva iniziato a suonare l’organo nella chiesa parrocchiale fin da quando aveva 11 anni. Nel 1935 entra nel seminario minore di Traunstein, ma nel 1942 viene arruolato nelle Reichsarbeitsdienst, e in seguito nella Wehrmacht, con la quale combatte anche in Italia. Catturato dagli Alleati nel marzo 1945, resta prigioniero a Napoli per alcuni mesi prima di essere rilasciato e di poter far ritorno in famiglia. Nel 1947 assieme al fratello Joseph, entra nel seminario Herzogliches Georgianum di Monaco di Baviera. Il 29 giugno 1951, entrambi i fratelli – ricorda il portale vaticano -, insieme a una quarantina di altri compagni, vengono ordinati sacerdoti nel Duomo di Frisinga dal cardinale Michael von Faulhaber. Dopo essere diventato maestro di cappella a Traunstein, per trent’anni, dal 1964 al 1994, e’ il direttore del coro della Cattedrale di Ratisbona, il coro dei “Regensburger Domspatzen”. E in questo ruolo di direttore il suo nome fini’ anche in una inchiesta in Germania per presunti casi di abusi all’interno di quella istituzione.

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