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Cronache

‘Ndrangheta, retata a Reggio Calabria, preso anche Giorgio De Stefano: è l’imprenditore-boss definito “Malefix”

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 Un amore che aveva incuriosito tutta la “stampa rosa” anche per quel nomignolo affibbiato al suo nuovo amore da Silvia Provvedi – ex di Fabrizio Corona che in coppia con la gemella Giulia compone il duo musicale ‘Le Donatellas’ – che dalla casa del Grande fratello vip lo chiamava solo “Malefix”. E lui, quasi a voler alimentare la curiosita’ e l’alone di mistero intorno al suo nome, ricambiava le dichiarazioni d’amore di lei facendo sorvolare la casa da aerei con attaccati striscioni pieni di parole d’amore e la firma “Malefix”. Fino a quando la “stampa rosa” non ha identificato il suo nome in quello del “famoso imprenditore calabrese che viene da una importante famiglia, si divide fra la Calabria, Milano ed Ibiza ed e’ tra i soci proprietari del Ristorante Oro di Milano'”. Una definizione finita adesso nelle carte dell’inchiesta condotta dalla Polizia con il coordinamento della Dda di Reggio Calabria che ha portato all’arresto di Giorgio De Stefano – cognome acquisito nel 2017 essendo figlio illegittimo del boss Paolo ucciso in un agguato nel 1985 – ed altre 20 persone. Quegli articoli di gossip, infatti, non sono sfuggiti agli investigatori della squadra mobile reggina che da tempo tenevano sotto controllo Giorgino, come e’ conosciuto a Reggio. In una informativa depositata nel marzo scorso scrivevano che “le ultime notizie sul conto di Giorgio De Stefano, acquisite dalla consultazione di fonti aperte, evidenziavano che “e’ fidanzato da oltre un anno con Silvia Provvedi”. Con la ragazza – totalmente estranea all’inchiesta – De Stefano ha avuto una figlia nata solo pochi giorni fa. Una relazione che lo costringeva a contemperare tra le partecipazioni a serate in giro per l’Italia di lei e la necessita’ della riservatezza che compete ad un boss. “Giorgino”, comunque non disdegnava la bella vita. Tutt’altro. Grazie anche alla partecipazione societaria in locali alla moda. Una “notorieta’” sgradita ai boss di Reggio Calabria. Ed infatti e’ proprio un boss “vecchio stile” come Alfonso Molinetti a richiamare il rampollo dei de Stefano ad un comportamento piu’ consono ed alla “massima cautela, sollecitandolo, tra le righe – scrive il gip nella sua ordinanza di custodia cautelare – ad una minore ostentazione dei propri beni e ad uno stile di vita meno appariscente (‘devi stare solo attento… la visibilita’… meno ce n’e’… meglio e’..’)”. Ma “Giorgino” De Stefano non si preoccupava piu’ di tanto di quei richiami. “Infatti – scrive il gip – si diceva sicuro del fatto suo, tranquillizzandolo sulla propria capacita’ di attivare, alla bisogna, gli strumenti necessari a distogliere l’attenzione degli inquirenti ed eludere le temute investigazioni”.

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Cronache

Maltempo sull’Italia: piogge intense al Nord, neve oltre un metro sulle Alpi e allerta al Sud

Una perturbazione attraversa l’Italia con piogge intense, nevicate abbondanti sulle Alpi e temporali al Sud. Allerta arancione in Sicilia e Calabria.

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L’Italia si avvia verso la primavera ma con un quadro meteorologico che resta pienamente invernale, soprattutto al Nord.

Una perturbazione sta attraversando la Penisola, portando piogge intense e nevicate abbondanti, mentre il maltempo è destinato a coinvolgere progressivamente anche il Sud con temporali e forti raffiche di vento.

Piogge intense tra Liguria e Piemonte

L’area più colpita nelle ultime ore è stata il Nord-Ovest, in particolare tra Liguria e Piemonte, dove si sono registrate precipitazioni molto intense.

Secondo le previsioni, al termine del peggioramento gli accumuli di pioggia potrebbero raggiungere tra i 150 e i 200 millimetri.

La perturbazione è accompagnata da una ventilazione sostenuta di Scirocco, con raffiche di vento anche di burrasca.

Neve abbondante sulle Alpi

Le nevicate risultano particolarmente copiose sulle Alpi occidentali.

Entro la serata gli accumuli potrebbero superare il metro di neve fresca oltre i 1.200-1.400 metri di quota, mentre sopra i 1.800-2.000 metri si potrebbero raggiungere anche 150 centimetri di neve.

Nevicate consistenti vengono segnalate anche sulle Dolomiti, al di sopra dei 1.300 metri.

Disagi e interventi dei soccorsi

Il maltempo ha già provocato diversi disagi.

In Liguria si registrano piccoli allagamenti e alcune frane tra il genovese, l’imperiese e il savonese. A Sestri Ponente la caduta di un grosso albero ha occupato la carreggiata senza causare feriti. Vigili del fuoco e tecnici comunali sono intervenuti in più punti del territorio.

Problemi anche in Piemonte, soprattutto nel Biellese, dove alcune strade provinciali nelle zone di Valdilana e della Valle Cervo risultano impraticabili a causa di slavine e detriti.

Le autorità stanno valutando l’eventuale evacuazione degli ospiti di alcune strutture alberghiere nelle località più esposte, mentre nella stazione sciistica di Bielmonte gli impianti di risalita sono rimasti fermi.

Località isolate nel Verbano-Cusio-Ossola

Situazione complessa anche nel Verbano-Cusio-Ossola, dove alcune località risultano isolate e si registrano problemi alla rete elettrica e alla telefonia mobile.

Sono oltre novanta gli interventi effettuati dai vigili del fuoco. A Cannobio resta isolata la frazione di Solivo, mentre diverse strade sono chiuse per il rischio valanghe.

Temporali e allerta arancione al Sud

Nel corso della giornata la perturbazione ha raggiunto anche il Mediterraneo meridionale, portando piogge e rovesci diffusi sul Sud.

Le regioni più esposte risultano Calabria e Sicilia, dove la Protezione civile ha diramato un’allerta arancione per temporali intensi accompagnati da raffiche di vento e possibili grandinate.

A Catania il sindaco ha disposto la chiusura delle scuole per la giornata di lunedì, insieme ai parchi cittadini, in via precauzionale.

In arrivo aria più fredda

Il passaggio della perturbazione aprirà la strada a correnti più fredde, che si faranno sentire all’inizio della settimana con un generale calo delle temperature su tutta la Penisola.

Una fase di instabilità che, secondo le previsioni, potrebbe proseguire ancora per alcuni giorni.

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Cronache

Pasqua 2026 più cara: aumentano uova, trasporti e viaggi

Pasqua 2026 con prezzi in aumento: rincari per uova di cioccolato, colombe e trasporti. Le associazioni dei consumatori avvertono: possibili ulteriori aumenti.

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Sarà un’altra Pasqua all’insegna dei rincari per i consumatori italiani. Aumenti che riguardano i dolci tradizionali delle feste ma anche i trasporti, con biglietti di aerei e treni già molto costosi a circa tre settimane dalla ricorrenza.

Secondo le associazioni dei consumatori, il quadro potrebbe aggravarsi ulteriormente nelle prossime settimane anche a causa delle tensioni internazionali e dei possibili effetti sui prezzi dei carburanti.

Uova di Pasqua con aumenti fino al 10%

Le uova di cioccolato registrano rincari a due cifre rispetto allo scorso anno.

Secondo le rilevazioni del Codacons, nei supermercati e nei negozi alimentari, al netto di promozioni e offerte, i prezzi risultano in crescita tra il 6% e il 10%.

Il prezzo al chilo di un uovo di marca industriale può arrivare a superare i 77 euro, contro i circa 70 euro registrati nel 2025.

A seconda della dimensione e della marca, le uova vendute nella grande distribuzione vanno dai 7 ai 22 euro, mentre quelle artigianali oscillano tra 30 e 40 euro. Per le versioni gourmet si possono superare anche i 100 euro a pezzo.

Perché i prezzi non scendono nonostante il cacao

Gli aumenti arrivano nonostante il calo delle quotazioni internazionali del cacao.

Il prezzo della materia prima è sceso a circa 3.300 dollari a tonnellata, dopo il record di circa 12mila dollari registrato a fine 2024.

Secondo le associazioni dei consumatori, però, molti prodotti in vendita sono stati realizzati con cacao acquistato dalle industrie quando i prezzi erano molto più alti. Le aziende starebbero quindi smaltendo le scorte comprate durante il picco delle quotazioni.

Colombe con rincari più contenuti

Aumenti più contenuti per le colombe pasquali.

Le versioni classiche registrano incrementi medi intorno al 3% rispetto allo scorso anno. I prezzi delle colombe industriali variano mediamente tra 5,40 e 15,90 euro.

Le colombe farcite, invece, hanno prezzi più elevati, generalmente compresi tra 8,50 e 19,90 euro.

Il giro d’affari complessivo legato a uova di Pasqua e colombe in Italia supera i 600 milioni di euro l’anno.

Viaggi sempre più costosi per tornare a casa

Non va meglio per chi deve spostarsi durante le festività.

Secondo Assoutenti, i prezzi dei voli risultano già molto elevati nonostante manchino ancora circa venti giorni alla Pasqua.

Per un viaggio tra venerdì 3 aprile e martedì 7 aprile, i prezzi minimi partono da 418 euro per la tratta Genova-Catania, 343 euro da Milano a Crotone e 324 euro da Roma a Reggio Calabria.

Tra le tratte più costose figurano anche Napoli-Olbia (310 euro), Verona-Catania (297 euro), Milano-Brindisi (296 euro) e Milano-Catania (290 euro).

Si tratta di prezzi che spesso non includono servizi aggiuntivi come il bagaglio a mano o la scelta del posto.

Anche i treni ad alta velocità aumentano

I rincari riguardano anche i treni.

Un viaggio di sola andata in alta velocità acquistato ora per il 3 aprile può costare 185 euro da Torino a Reggio Calabria con Italo e 175 euro partendo da Milano.

Con Trenitalia servono 120 euro da Milano a Lecce, 116 euro da Torino a Bari, 96 euro da Venezia a Lecce e 92 euro da Genova a Salerno.

Possibili nuovi aumenti per carburanti e tensioni internazionali

Secondo le associazioni dei consumatori, le tariffe potrebbero aumentare ulteriormente con l’avvicinarsi delle festività a causa della maggiore domanda di spostamenti.

A pesare potrebbero essere anche eventuali rincari dei carburanti e le difficoltà operative delle compagnie aeree, legate alle tensioni internazionali e alla chiusura di alcuni spazi aerei.

Fattori che, secondo i consumatori, rischiano di essere trasferiti sui prezzi finali pagati dai viaggiatori italiani.

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Cronache

Bombe carta nel Casertano, Renato Natale: “Non torneremo ai tempi della camorra”

Dopo l’esplosione di una bomba carta davanti a una cornetteria a Casapesenna, l’ex sindaco di Casal di Principe Renato Natale rilancia la sfida ai clan: “Non torneremo ai tempi della camorra”.

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“Ma veramente credete sia possibile riportare queste terre ai tempi bui, quando la camorra dominava, uccideva, soffocava ambiente ed economia? Avete sbagliato i conti, non ve lo consentiremo”.

Con parole forti e cariche di pathos Renato Natale, ex sindaco di Casal di Principe e simbolo della lotta anticamorra, oggi segretario del locale circolo del Partito Democratico, interviene sull’esplosione di una bomba carta avvenuta nella notte tra venerdì e sabato davanti a una cornetteria di Casapesenna, inaugurata poche ore prima.

Il ritorno delle bombe nel triangolo dei clan

Casapesenna dista pochi chilometri da Casal di Principe. In passato questi territori, insieme a San Cipriano d’Aversa, hanno rappresentato uno dei centri storici della camorra casalese.

Da qui provenivano alcuni dei principali capi del clan dei Casalesi, tra cui Francesco Schiavone detto Sandokan e Francesco Bidognetti di Casal di Principe, Antonio Bardellino e Antonio Iovine di San Cipriano d’Aversa, fino a Michele Zagaria, originario proprio di Casapesenna.

Negli ultimi anni, con molti capi storici detenuti e numerosi affiliati diventati collaboratori di giustizia, il territorio ha conosciuto un cambiamento significativo. Tuttavia episodi intimidatori continuano a verificarsi.

Tre ordigni dall’inizio di marzo

Secondo quanto emerge, dall’inizio di marzo sono tre le bombe carta esplose tra Casapesenna e San Cipriano d’Aversa, mentre un altro ordigno è stato fatto esplodere davanti a un bar di Cesa, comune vicino dove opera da tempo il clan Mazzara, ritenuto vicino alla galassia casalese.

Una sequenza di episodi che riaccende l’attenzione su un’area storicamente segnata dalla presenza della criminalità organizzata.

Il ricordo di don Peppe Diana

Le esplosioni arrivano a pochi giorni da una data simbolica per la lotta alla camorra: il 32° anniversario dell’omicidio di don Peppe Diana, il sacerdote ucciso dai Casalesi il 19 marzo 1994.

All’epoca Renato Natale era sindaco di Casal di Principe, incarico ricoperto proprio nei mesi dell’assassinio del parroco.

“Fiducia nello Stato e nel popolo”

Natale ribadisce oggi la fiducia nelle istituzioni impegnate sul territorio.

“La magistratura e le forze dell’ordine stanno lavorando per assicurare alla giustizia chi si è reso protagonista di queste barbarie”, afferma.

Ma la fiducia, sottolinea l’ex sindaco, è soprattutto nella popolazione del territorio: “Il nostro popolo non vuole tornare indietro e sarà capace di rimandare nelle fogne chi ne è uscito per provare a costruire un suo dominio. Non passerete”.

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