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Cronache

‘Ndrangheta, patto tra mafia-politica e imprenditoria: chiusa l’inchiesta Rinascita-Scott con 479 indagati

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I carabinieri del II reparto investigativo del Ros, del reparto anticrimine di Catanzaro e del nucleo investigativo di Vibo Valentia stanno notificando l’avviso di conclusione indagini sull’operazione “Rinascita-Scott” nei confronti di 479 persone ritenute appartenenti e/o vicine all’ndrangheta della provincia di Vibo Valentia. L’avviso di conclusione delle indagini prevede ulteriori capi d’imputazione e ulteriori indagati rispetto ai 336 arrestati il 19 dicembre scorso. Tra loro politici, avvocati e professionisti di spicco legati alla criminalita’ organizzata. L’inchiesta è coordinata dal procuratore Nicola Gratteri.

 

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Nascerà a Maddaloni il parco tematico più grande d’Europa

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Nascera’ a Maddaloni, in provincia di Caserta, il parco a tema piu’ grande d’Europa: si chiama Ludo & Felix, ed ha come obiettivi di risvegliare il flusso turistico e creare nuove opportunita’, con un indotto anche per le attivita’ commerciali della zona. Il nuovo parco sorgera’ su un’area di 100 ettari ricadente nel sito dell’ex cava Cementir di Maddaloni; un’area piu’ estesa di quella dove sono stati realizzati Disneyland Paris, con i suoi 58 ettari, e Gardaland, attualmente il parco a tema piu’ grande d’Italia. Ludo & Felix sara’ suddiviso in due diverse aree comunicanti: Ludo, il parco tematico che interessera’ 40 ettari e Felix, il polo culturale, che sara’ sviluppato su 60 ettari. Un progetto innovativo, presentato nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Capua, reso possibile grazie ad un investimento di 400 milioni di euro, di cui 270 milioni di fondi del PNRR e 130 milioni provenienti da privati, e che contribuira’ a creare occupazione in un’area depressa come il Casertano, con 3500 nuove opportunita’ di lavoro, tra dipendenti diretti (1500) e indiretti dell’indotto (altri 2000). “L’area metropolitana di NAPOLI – afferma il sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo – e’ l’unica ad oggi sprovvista di una struttura ricettiva di carattere turistico-culturale, che sia in linea con le moderne strutture italiane. E’ evidente che questo grande ed innovativo progetto, che possa concorrere anche alla riqualificazione ambientale, puo’ realizzarsi solo se sussistono le condizioni di assoluta armonia tra aziende ed enti pubblici”. “L’area di Maddaloni-Marcianise – aggiunge De Filippo – e’ in una posizione di pregio nell’ambito della mobilita’ territoriale, sia per il sud Italia e per il collegamento tra le zone costiere e quelle interne della Penisola. Un intervento del genere diviene un’opera di completamento in senso organico, che puo’ dare uno slancio al territorio e che si potra’ tradurre, nel giro di pochi anni, in un volano economico tale da modificare completamente la conformazione socio-economica della zona”. “Il 40% del parco – spiega Filippo Ferdinando Gustavo Vettone, ideatore del progetto – sara’ destinato ad azionariato popolare, ed i relativi utili saranno assegnati alle istituzioni locali per essere reinvestiti nella provincia di Caserta”. La prossima settimana il progetto sara’ presentato al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

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Rapporto Eurispes, due italiani su tre non si fidano della giustizia

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Il 65,9% degli italiani non ha fiducia nel sistema giudiziario e solo l’8% ritiene che la giustizia funzioni bene. Lo rivela il 34/mo Rapporto Italia dell’Eurispes. La malagiustizia, secondo l’analisi, sarebbe causata soprattutto dall’eccessiva lentezza dei processi. Di fronte ad un torto subito configurabile come reato o illecito – spiega l’Eurispes -, più di 1 cittadino su 4 preferisce non denunciare. Gli italiani, poi, sono compatti nell’affermare che i giudici debbano essere giudicati con lo stesso sistema applicato a tutti i cittadini (80,2%), mentre convince molto meno ma sempre in maggioranza l’idea secondo cui l’azione dei giudici sarebbe condizionata dall’appartenenza politica (57,8%).

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A 6 mesi positiva a cocaina, l’ombra dei maltrattamenti

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E’ ricoverata da circa un mese all’ospedale, con lesioni sospette lungo il corpo, e un’emorragia causata forse da un eccessivo scuotimento, ma ora i sanitari hanno scoperto anche la presenza di cocaina su una bimba di sei mesi, che si trova nella terapia intensiva dell’Ospedale di Padova. La piccola era stata trasportata d’urgenza il 9 maggio nella citta’ euganea, proveniente da Chioggia, localita’ all’estremita’ meridionale della Laguna di Venezia, dove era stata accolta due giorni prima al pronto soccorso, in preda a malesseri e a vomito. Le sue condizioni erano velocemente peggiorate, tanto da far sospettare una emorragia cerebrale, piu’ altri traumi sul corpo, che ne hanno consigliato il trasferimento in elicottero a Padova. I carabinieri hanno subito avviato gli accertamenti di rito con il nucleo familiare della piccola, per capire se le lesioni potessero essere riconducibili alla cosiddetta sindrome da “shaken baby”, ossia traumi gravi causati dallo scuotimento violento di un neonato nel tentativo di calmarne il pianto, oppure che si sia trattato di una disattenzione che le avrebbe causato un colpo alla testa. La Procura della repubblica di Venezia al momento ha aperto un fascicolo “modello 45”, cioe’ senza ipotesi di reato e senza indagati, in attesa di ulteriori accertamenti che vengono compiuti dai militari della Compagnia clodiense. Nel frattempo, a Padova i medici hanno compiuto tutte le analisi del caso, e pian piano le condizioni della piccola sono migliorate, anche se e’ tuttora ricoverata nella terapia intensiva pediatrica, dove e’ sottoposta a costante monitoraggio per i traumi fisici che presentava al momento del ricovero. E dalle analisi condotte sulla neonata e’ spuntata la presenza della sostanza stupefacente, in particolare nei capelli e sulla sua pelle. Non si tratta comunque di una presenza organica, legata cioe’ a un’eventuale assunzione della cocaina, ma di una sorta di ‘contatto’ esterno con la sostanza. La piccola sarebbe cioe’ stata “esposta” alla cocaina, si sarebbe trovata in un ambiente o in vicinanza di qualche persona che aveva assunto o stava assumendo lo stupefacente, e ne sarebbe stata in qualche modo contaminata. La circostanza ha dunque a che fare con le condizioni di vita e di dipendenza della famiglia della piccola. Da quel che e’ stato appurato, a seguire la bambina sono i genitori naturali, che pero’ vivono separati, che di fatto si appoggiano a un’altra coppia di amici. Al momento del malore che ha comportato il suo trasporto all’ospedale, la bimba era accudita appunto da quest’ultima famiglia. Tutti e due questi nuclei soffrono di dipendenza da sostanze, e sono seguiti da tempo dai servizi sociali del Comune di Chioggia. Sulle loro eventuali responsabilita’, e sulle cause che hanno causato il ricovero della piccola, e infine sulla scoperta della presenza di cocaina sul suo corpo, sono ancora aperte tutte le ipotesi.

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