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Nazionale, Malagò accelera sulla scelta del nuovo ct: Mancini, Conte, Pirlo e Cannavaro tra i nomi

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Giovanni Malagò, Paolo Maldini e Leonardo riuniti attorno a un tavolo nella sede della Figc, con una maglia azzurra sullo sfondo. Nessuna scritta sovrapposta nell’immagine.

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La rifondazione della Nazionale entra nella sua fase decisiva. Dopo avere affidato a Paolo Maldini il ruolo di direttore tecnico e la presidenza del Club Italia, affiancandogli Leonardo come advisor, il nuovo presidente della Figc Giovanni Malagò deve ora scegliere il commissario tecnico chiamato a guidare la ripartenza azzurra.

L’obiettivo è arrivare rapidamente a una lista ristretta di candidati, ma l’annuncio potrebbe non arrivare entro la fine della settimana. Malagò ha spiegato che, una volta individuato il profilo, sarà comunque necessario raggiungere un’intesa su contratto, progetto tecnico e organizzazione della Nazionale.

La scelta sarà condivisa con Maldini e Leonardo

La principale novità del nuovo corso riguarda il metodo. Malagò ha chiarito che il nome del ct non sarà deciso soltanto dal presidente federale, ma verrà condiviso con Maldini e Leonardo.

Il presidente della Figc ha escluso che siano stati avviati contatti con allenatori prima della definizione della nuova struttura tecnica. La priorità, ha spiegato, era costruire un gruppo dirigente e solo successivamente iniziare il confronto sui possibili commissari tecnici.

Maldini, che ha firmato un accordo fino al 2028, avrà il compito di coordinare l’area tecnica e di partecipare direttamente alla scelta dell’allenatore. Leonardo, suo storico compagno e collaboratore al Milan, svolgerà invece una funzione di consulenza.

Mancini incontra Malagò alla Partita del Cuore

Tra i nomi più discussi resta quello di Roberto Mancini, già commissario tecnico dell’Italia campione d’Europa nel 2021.

Malagò e Mancini si sono incontrati pubblicamente all’Aquila in occasione della Partita del Cuore. Interpellato sulla possibilità di tornare sulla panchina azzurra, l’allenatore ha risposto invitando i giornalisti a rivolgere la domanda al presidente federale. Malagò, da parte sua, ha spiegato che la fase dell’individuazione del nuovo ct sarebbe iniziata immediatamente.

L’incontro non equivale a una trattativa ufficiale, ma conferma che il nome di Mancini resta presente nel dibattito sulla successione.

Conte resta il profilo più forte

Nella rosa dei possibili candidati continua a figurare Antonio Conte, che ha già allenato la Nazionale tra il 2014 e il 2016.

Il suo profilo viene considerato adatto a una fase di ricostruzione per esperienza, personalità e capacità di ottenere risultati in tempi brevi. L’eventuale ritorno, tuttavia, dipenderebbe dalla disponibilità del tecnico e dalle condizioni economiche e progettuali che la Federazione sarebbe in grado di offrirgli.

Al momento non risultano comunicazioni ufficiali della Figc su incontri o negoziati già avviati.

Pirlo e Cannavaro tra le ipotesi

Tra gli ex campioni del mondo del 2006 viene indicato anche Andrea Pirlo. Alla domanda sul suo nome, Malagò ha evitato conferme e smentite, spiegando che qualsiasi risposta rischierebbe di interferire con il lavoro ancora in corso.

Un’altra ipotesi è Fabio Cannavaro, reduce dall’esperienza alla guida dell’Uzbekistan. Il suo nome corrisponderebbe all’idea di un tecnico di prospettiva, capace di rappresentare la tradizione azzurra e di lavorare all’interno della nuova struttura costruita attorno a Maldini e Leonardo.

Si tratta, anche in questi casi, di candidature riportate nel dibattito sportivo e non ancora formalizzate dalla Federazione.

Un legame più stretto con i club

Malagò ha annunciato anche la volontà di rafforzare il rapporto tra il Club Italia e le leghe professionistiche.

Il presidente della Figc ha chiesto una presenza stabile della struttura federale nelle assemblee delle Leghe di Serie A e Serie B. Alla prossima riunione non dovrebbe partecipare soltanto Malagò, ma anche Maldini e Leonardo, come segnale di una maggiore collaborazione tra Nazionale e società.

L’obiettivo è evitare che il progetto azzurro resti isolato rispetto alle esigenze dei club, soprattutto sul fronte della crescita dei giovani, della gestione dei calendari e della disponibilità dei calciatori.

L’Italia deve ripartire dopo il nuovo fallimento mondiale

La scelta del ct arriva dopo la terza mancata qualificazione consecutiva dell’Italia alla fase finale della Coppa del Mondo, un risultato che ha provocato le dimissioni del precedente vertice federale e l’elezione di Malagò.

Il nuovo allenatore dovrà quindi assumere un incarico che va oltre la gestione della prima squadra. Sarà chiamato a restituire identità, credibilità e risultati a una Nazionale che non può più permettersi un altro fallimento.

La lista dei candidati dovrebbe essere definita nelle prossime ore. La decisione finale, però, arriverà soltanto dopo il confronto tra Malagò, Maldini e Leonardo e dopo la verifica della disponibilità concreta dei tecnici scelti.

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Ciro Immobile dice basta: addio al calcio dopo 350 gol

Ciro Immobile annuncia il ritiro dopo una carriera da 656 partite e 350 gol. È stato campione d’Europa, quattro volte capocannoniere e Scarpa d’Oro.

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Ciro Immobile lascia il calcio giocato. A 36 anni, dopo 656 partite e 350 gol conteggiati nel bilancio complessivo della sua carriera, l’attaccante di Torre Annunziata ha annunciato il ritiro.

La notizia è stata comunicata dal Paris FC, il club nel quale si era trasferito nel febbraio 2026 dopo le esperienze con Besiktas e Bologna. In Francia ha disputato l’ultima parte di una carriera professionistica durata 17 anni.

«Ciro Immobile è una leggenda», ha sottolineato il club parigino. Alla base della decisione anche la volontà dell’attaccante di dedicare più tempo alla famiglia.

Gli anni da leggenda con la Lazio

La parte più importante della carriera resta quella vissuta con la Lazio. In otto stagioni Immobile è diventato il miglior marcatore nella storia del club biancoceleste, con 207 reti in 340 presenze considerando tutte le competizioni.

Con la Lazio ha conquistato una Coppa Italia e due Supercoppe italiane. Nel suo palmarès figurano anche una Supercoppa di Germania con il Borussia Dortmund e una Supercoppa di Turchia con il Besiktas.

È stato capocannoniere della Serie A quattro volte. Nel 2020 ha vinto la Scarpa d’Oro grazie ai 36 gol segnati in campionato, eguagliando il primato realizzativo stabilito da Gonzalo Higuain.

Il trionfo europeo con l’Italia

Con la Nazionale italiana Immobile ha collezionato 57 presenze e realizzato 17 reti. Ha partecipato alla vittoria dell’Europeo disputato nel 2021, segnando due gol durante il torneo concluso con il successo sull’Inghilterra a Wembley.

Dagli inizi a Torre Annunziata al settore giovanile della Juventus, la sua carriera lo ha portato a indossare anche le maglie di Pescara, Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Siviglia, Lazio, Besiktas, Bologna e Paris FC.

Si chiude così il percorso di uno degli attaccanti italiani più prolifici della sua generazione. Titoli, record e una Scarpa d’Oro certificano il valore di un centravanti capace di costruire la propria leggenda soprattutto attraverso i gol.

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Napoli, accordo per Badiashile: ad Allegri il gigante della difesa

Il Napoli chiude l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il difensore arriverà in prestito con diritto di riscatto per rinforzare il reparto di Allegri.

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Dopo quasi un mese di trattative, il Napoli ha raggiunto l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il via libera di Aurelio De Laurentiis ha sbloccato l’operazione: restano da completare lo scambio dei documenti, le visite mediche e la firma prima dell’annuncio ufficiale.

Il difensore francese, fortemente voluto dal direttore sportivo Giovanni Manna e da Massimiliano Allegri, arriverà in prestito oneroso con diritto di riscatto.

Operazione da 30 milioni più bonus

Il Napoli verserà subito tre milioni di euro al Chelsea. L’opzione per l’acquisto definitivo è stata fissata a 27 milioni, mentre un ulteriore milione di bonus sarebbe legato alla conquista dello scudetto.

L’investimento complessivo potrà quindi raggiungere i 30 milioni in caso di riscatto, salendo potenzialmente a 31 con il bonus. Manna è riuscito a evitare l’inserimento dell’obbligo di acquisto, lasciando al club la possibilità di valutare il rendimento e le condizioni fisiche del giocatore durante la stagione.

Con Badiashile sarebbe già stata raggiunta un’intesa per un contratto fino al 2031, con uno stipendio vicino ai 2,5 milioni netti all’anno, destinato a entrare pienamente in vigore in caso di riscatto.

Il francese ha scelto Napoli

Decisiva è stata la volontà del calciatore, che avrebbe respinto altre proposte provenienti dalla Premier League per aspettare gli azzurri. Badiashile aveva già conosciuto l’atmosfera dello stadio Maradona e avrebbe indicato Napoli come destinazione preferita.

Il difensore è atteso in Italia nei prossimi giorni. Le visite mediche dovrebbero svolgersi all’inizio della settimana a Villa Stuart, a Roma. Superati i controlli, potrà raggiungere Allegri a Castel Volturno.

Un rinforzo per l’emergenza difensiva

Mancino, alto 194 centimetri e dotato di una buona tecnica individuale, Badiashile può garantire forza fisica, qualità nell’impostazione e pericolosità sui calci piazzati.

Il suo arrivo assume particolare importanza considerando le assenze di Alessandro Buongiorno e Luca Marianucci e i problemi fisici che hanno rallentato la preparazione di Sam Beukema. Allegri spera di poter convocare il francese già per la prima giornata di campionato contro il Genoa.

Dopo Costantino Favasuli, il Napoli si prepara così ad accogliere il secondo rinforzo della nuova stagione e a consegnare al tecnico il centrale necessario per affrontare l’emergenza nel reparto arretrato.

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Tamberi è tornato: oro europeo nel giorno di Camilla, Sioli bronzo

Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto a Birmingham. Oro con 2,32 metri nel giorno del compleanno della figlia Camilla; Sioli è bronzo.

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Il primo oro da papà arriva nel giorno del primo compleanno della figlia Camilla. Gianmarco Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto conquistando a Birmingham la medaglia d’oro con 2,32 metri.

Mezza barba, pretattica e spettacolo: Gimbo ritrova i gesti e la forza mentale dei giorni migliori. Dopo un errore iniziale a 2,18, l’azzurro cresce salto dopo salto fino alla misura decisiva. L’ucraino Oleh Doroshchuk si ferma a 2,30 e conquista l’argento. Festa doppia per l’Italia grazie al bronzo di Matteo Sioli con 2,27.

«Camilla mi ha dato la forza»

Tamberi dedica il successo alla figlia e alla famiglia, presenti allo stadio insieme alla moglie Chiara.

«È tutto speciale. È stata Camilla a darmi la forza di reagire dopo Parigi, il motivo per cui ho continuato e mi sono rimesso in gioco. Non poteva continuare a vedere il “babà”, come mi chiama lei, prendere schiaffi a destra e a sinistra».

Il campione marchigiano trasforma la vittoria anche in un messaggio per chi sta affrontando un momento difficile: «Continuate a crederci e a lottare. Giocatevela sempre con voi stessi, perché chi continua a investire alla fine vince».

“Guess who’s back”

Dietro al numero di gara Tamberi aveva scritto “Guess who’s back”, indovina chi è tornato. Una profezia preparata prima di lasciare la camera d’albergo.

«Sapevo che sarebbe successo. Sentivo di stare bene, anche se in pochi mi credevano quando le gare andavano male. È come se il mio corpo aspettasse il momento che conta per venire fuori».

L’oro cancella due anni segnati dalla delusione dei Giochi di Parigi, dai problemi fisici, dai calcoli renali e da un difficile avvicinamento agli Europei. Dopo avere definito “terribili” i salti delle qualificazioni, Tamberi ha ritrovato in finale talento, coraggio e quella capacità di esaltarsi nelle grandi occasioni che ha caratterizzato la sua carriera.

«Che sollievo. Sono stati due anni difficili e non ho mai smesso di crederci. So quello che ho fatto per arrivare qui. Non faccio mai un passo indietro, ci arrivo a muso duro. Mi basta sapere che ne è valsa la pena».

Poi le capriole, il morso alla medaglia e l’abbraccio alla famiglia. Gimbo è tornato. Nel giorno più bello per papà Tamberi.

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