Economia
Nauticsud 2026, inaugurata la 52ª edizione: nautica centrale per l’economia ma pesa il nodo ormeggi
Inaugurata alla Mostra d’Oltremare la 52ª edizione del Nauticsud. Dati economici rilevanti per la nautica da diporto, ma in Campania mancano oltre 43mila ormeggi. Afina chiede lo spostamento del salone ad ottobre.
Con un convegno sull’economia della nautica da diporto e il successivo taglio del nastro, si è aperta a Napoli la 52ª edizione del Nauticsud, in programma alla Mostra d’Oltremare fino a domenica 15 febbraio. Nei padiglioni dell’ente fieristico sono esposte oltre 500 imbarcazioni, tra gommoni, motoscafi, gozzi e yacht, con più di 800 brand rappresentati dalle 121 aziende presenti.
L’inaugurazione è stata accompagnata dai messaggi di augurio del ministro del Turismo Daniela Santanchè e del neo presidente della Regione Campania Roberto Fico.
Il convegno sull’impatto economico della nautica da diporto
La giornata inaugurale si è aperta con il convegno “L’impatto economico della nautica da diporto e dell’America’s Cup 2027 sulla Campania”. Sono intervenuti, tra gli altri, l’assessore comunale Vincenzo Santagada in rappresentanza del sindaco Gaetano Manfredi, l’onorevole Girolamo Cangiano, Gennaro Amato e Remo Minopoli. A moderare l’incontro il giornalista Antonino Pane.

20260207 Foto: Stefano Renna
I dati PwC: un settore strategico ma in sofferenza
Lo studio realizzato da PwC Italia e presentato da Egidio Filetto ha evidenziato che la nautica da diporto produce un effetto moltiplicatore pari a 1,8: per ogni euro investito, il ritorno economico è di 1,8 euro.
Nel Sud e nelle Isole il valore assoluto del settore supera i 24 miliardi di euro che, applicando il moltiplicatore, raggiungono quasi 70 miliardi, il dato più elevato a livello nazionale.
Nonostante ciò, negli ultimi due anni il comparto ha registrato un calo del 25% di fatturato e del 35% di produttività, soprattutto per la carenza di infrastrutture.
Il nodo ormeggi: in Campania mancano oltre 43mila posti barca
Lo studio ha messo in evidenza che in Campania sono presenti 70 strutture portuali per la nautica da diporto, con una capacità complessiva di 17.080 posti barca. A fronte di un parco di 61.658 imbarcazioni tra natanti e unità immatricolate, il deficit è di circa 43mila ormeggi.
Secondo Gennaro Amato, la carenza di posti barca incide direttamente sulla produzione e sulla filiera commerciale. Tra le ipotesi avanzate, l’ampliamento del porto di Mergellina, con un investimento da 50 milioni di euro sostenuto da fondi associativi e dalla BCC Napoli.

20260207 Foto: Stefano Renna
La proposta Afina: spostare il Nauticsud da febbraio ad ottobre
Oltre al tema infrastrutturale, Afina ha ribadito la necessità di ripensare il calendario della manifestazione. Secondo gli operatori del settore, il mercato richiede tempi di programmazione più lunghi per l’acquisto delle imbarcazioni e la collocazione a febbraio non risponde più alle esigenze di produttori e clienti. Da qui la richiesta alla Mostra d’Oltremare di valutare lo spostamento del salone al mese di ottobre.
Le infrastrutture e l’impegno del Comune di Napoli
Nel corso del dibattito è stato ricordato come precedenti annunci di investimenti regionali sulle infrastrutture nautiche non abbiano prodotto risultati diffusi sul territorio, ad eccezione di alcuni interventi sul litorale salernitano e sulle isole del Golfo.
L’assessore Vincenzo Santagada ha annunciato un imminente incontro tra il sindaco di Napoli e il presidente di Afina per affrontare le criticità emerse, inserendo il potenziamento delle infrastrutture in un più ampio progetto di rilancio della città.
America’s Cup e ricadute economiche per Napoli
Lo studio PwC ha analizzato anche l’impatto della 38ª America’s Cup. L’evento, secondo le stime, genererà una spesa turistica diretta di circa 370 milioni di euro, a cui si aggiungeranno benefici indiretti legati alla visibilità internazionale.
Nel biennio 2028-2030 è previsto un incremento dei flussi turistici tra il 5 e il 10%, con un indotto annuo stimato tra 200 e 400 milioni di euro e un impatto occupazionale di 10-12mila posti di lavoro temporanei e 1.000-2.000 a tempo indeterminato.
Economia
Equo compenso agli editori, il Tar respinge il ricorso di Meta
Il Tar del Lazio ha confermato la legittimità del regolamento Agcom sull’equo compenso per le pubblicazioni giornalistiche online, respingendo il ricorso di Meta. La decisione segue la pronuncia della Corte di giustizia Ue del 12 maggio 2026. Soddisfatta la Fieg, mentre la Fnsi richiama il diritto degli autori a una quota tra il 2% e il 5% del compenso. Meta valuta i prossimi passi.
Il Tar del Lazio respinge il ricorso di Meta e conferma la legittimità del regolamento Agcom sull’equo compenso per l’utilizzo online delle pubblicazioni giornalistiche. Una decisione che rafforza il diritto degli editori a essere remunerati quando autorizzano le piattaforme a utilizzare i propri contenuti e riapre la questione della quota da riconoscere ai giornalisti che li producono.
La pronuncia riguarda la delibera Agcom del 19 gennaio 2023, con cui l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha stabilito i criteri per determinare il compenso. Il tribunale amministrativo ha ritenuto le misure italiane funzionali a garantire l’efficacia dei diritti riconosciuti agli editori dalla normativa europea.
Il Tar conferma il regolamento Agcom
A contestare il provvedimento era stata Meta Platforms Ireland, la società che gestisce servizi destinati agli utenti europei, tra cui Facebook.
Secondo l’azienda, il recepimento italiano dell’articolo 15 della direttiva europea sul diritto d’autore avrebbe introdotto obblighi eccessivi rispetto al quadro comunitario, attribuendo all’Agcom poteri troppo ampi. Meta aveva inoltre sollevato dubbi sulla compatibilità di queste disposizioni con la libertà d’impresa garantita dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
Alla fine del 2023, il Tar aveva sospeso il giudizio e sottoposto alla Corte di giustizia dell’Unione europea una serie di questioni interpretative. Dopo la risposta dei giudici europei, il tribunale ha respinto il ricorso, riconoscendo la legittimità dell’impianto italiano.
Quando è dovuto l’equo compenso
La Corte di giustizia Ue, nella sentenza del 12 maggio 2026, ha chiarito che gli Stati membri possono prevedere una remunerazione per gli editori come corrispettivo dell’autorizzazione all’utilizzo online delle loro pubblicazioni.
Il principio è accompagnato da condizioni precise: gli editori devono poter rifiutare l’autorizzazione oppure concederla gratuitamente; non può essere imposto un pagamento alle piattaforme che non utilizzano le pubblicazioni; gli obblighi e le eventuali sanzioni devono rispettare il principio di proporzionalità.
Il Tar ha ritenuto che la disciplina italiana soddisfi queste condizioni. La decisione conferma dunque il quadro normativo e i criteri di determinazione del compenso: non stabilisce una somma unica da versare indistintamente a tutti gli editori.
La soddisfazione della Fieg e la posizione di Meta
Il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, ha accolto favorevolmente la sentenza, sottolineando che rafforza il diritto degli editori a una giusta remunerazione e contribuisce a rendere più equo il mercato digitale.
La Federazione degli editori auspica ora una piena applicazione del regolamento, a tutela del valore dell’informazione e del pluralismo.
Anche il commissario Agcom Massimiliano Capitanio ha evidenziato la solidità dell’impianto italiano, richiamando il principio secondo cui il lavoro giornalistico ha un valore economico da riconoscere nel rispetto della libertà negoziale delle parti.
Meta, attraverso un portavoce, ha comunicato di valutare i prossimi passi. L’azienda ha inoltre richiamato il procedimento europeo relativo all’attuazione dell’articolo 15 in Belgio, dal quale attende chiarimenti su aspetti che considera centrali.
La Fnsi: una quota deve arrivare ai giornalisti
Per la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, la decisione rappresenta un passaggio rilevante per il settore dell’informazione. Il riconoscimento del diritto degli editori, ha osservato, deve però accompagnarsi alla remunerazione degli autori dei contenuti.
La legge italiana prevede infatti che agli autori degli articoli giornalistici sia riconosciuta una quota compresa tra il 2% e il 5% dell’equo compenso. Per i lavoratori autonomi, la quota viene determinata su base convenzionale; per i dipendenti può essere definita mediante accordi collettivi.
La questione riguarda quindi due rapporti distinti: quello tra piattaforme ed editori per l’utilizzo delle pubblicazioni e quello tra editori e giornalisti per la ripartizione del compenso.
Dalla sentenza all’applicazione concreta
Il regolamento Agcom mette al centro la negoziazione tra editori e piattaforme. Se non viene raggiunto un accordo sull’importo entro 30 giorni dalla richiesta di avvio del negoziato, ciascuna parte può rivolgersi all’Autorità, fermo restando il diritto di ricorrere al giudice ordinario.
La pronuncia del Tar consolida questo meccanismo. Il passaggio successivo sarà la sua applicazione nei singoli rapporti, attraverso accordi o procedure di determinazione del compenso, insieme al riconoscimento della quota spettante agli autori.
Economia
Eni taglia il gasolio a 2,19 euro: il tetto resta a 2,25
Nuovo ribasso del gasolio Eni: il prezzo consigliato passa da 2,21 a 2,19 euro al litro, tornando al livello del primo price cap annunciato il 25 settembre. Il limite ufficiale rimane però a 2,25 euro. Il taglio equivale a un euro su 50 litri, se applicato integralmente alla pompa.
Eni riduce di altri due centesimi il prezzo del gasolio consigliato ai distributori, portandolo da 2,21 a 2,19 euro al litro. Il tetto ufficiale resta invece fissato a 2,25 euro. Il nuovo ribasso riporta il listino allo stesso livello del primo price cap, annunciato il 25 settembre.
Il prezzo consigliato torna a 2,19 euro
La riduzione riguarda il prezzo consigliato alla rete del marchio, che scende sotto il limite massimo attualmente previsto dalla compagnia.
Il taglio di due centesimi corrisponde a un euro in meno su un rifornimento di 50 litri, qualora il ribasso venga interamente applicato dal distributore.
Prezzo consigliato e tetto sono distinti
Il ritorno a 2,19 euro al litro non modifica il tetto ufficiale di 2,25 euro: il primo è il livello del listino consigliato, il secondo il limite previsto per contenere eventuali picchi.
La distinzione è importante per evitare di interpretare il ribasso come l’annuncio di un nuovo massimale.
Il precedente aumento dopo lo stop allo sconto fiscale
Il tetto iniziale di 2,19 euro era collegato all’agevolazione sulle accise allora in vigore. Dopo la fine dello sconto fiscale, era stato portato a 2,25 euro.
Eni aveva successivamente abbassato il prezzo consigliato a 2,21 euro. Con l’ulteriore riduzione, il listino torna ora al livello precedente, pur mantenendo invariato il tetto.
Per conoscere il costo effettivo del rifornimento resta necessario verificare il prezzo esposto alla pompa, distinguendo tra modalità self service e servito.
Economia
Saint Laurent, Anthony Vaccarello lascia dopo dieci anni
Saint Laurent annuncia l’uscita di Anthony Vaccarello, direttore creativo dal 2016. Luca de Meo e Cédric Charbit ne riconoscono il contributo all’identità e all’influenza culturale della maison. La nuova guida creativa sarà comunicata prossimamente.
Anthony Vaccarello lascia la direzione creativa di Saint Laurent dopo dieci anni. La maison annuncia la conclusione dell’incarico iniziato nel 2016 e apre una nuova fase: il nome della futura guida creativa sarà comunicato a breve.
L’annuncio del 9 ottobre chiude un decennio durante il quale lo stilista ha contribuito a definire l’identità contemporanea del marchio del gruppo Kering.
Il ringraziamento di Luca de Meo
Luca de Meo, amministratore delegato di Kering, esprime gratitudine a Vaccarello per il lavoro svolto, sottolineandone la visione creativa e gli standard rigorosi.
Il manager riconosce il contributo dello stilista al rafforzamento dell’influenza della maison francese e richiama l’avvio di un nuovo capitolo della sua storia.
Charbit: un contributo creativo e culturale
Anche Cédric Charbit, presidente e amministratore delegato di Saint Laurent, ringrazia Vaccarello per il decennio di dedizione alla maison.
Charbit attribuisce al suo lavoro un ruolo importante nello sviluppo della desiderabilità e dell’immagine del marchio, evidenziandone anche l’impatto culturale.
Le dichiarazioni dei vertici accompagnano l’uscita dello stilista, senza indicare nell’annuncio le ragioni della separazione.
Il successore sarà annunciato a breve
Saint Laurent comunicherà prossimamente la nuova direzione creativa. Al momento dell’annuncio non è stato reso noto il nome del successore.
Non sono state indicate neppure le prossime scelte professionali di Anthony Vaccarello. Il passaggio apre quindi una fase di attesa per la futura proposta stilistica della maison.


