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Nasce l’asse Milano-Napoli, i sindaci Sala e de Magistris: le nostre città sono i motori dello sviluppo del Paese

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Le città come “motore dello sviluppo del Paese”. Il messaggio l’ hanno lanciato i sindaci di Milano e di Napoli, Giuseppe Sala e Luigi de Magistris, nel corso di un incontro a Palazzo Marino. De Magistris ha ricambiato la visita di Sala dello scorso 26 febbraio. “I governi devono iniziare a capire che il motore del nostro Paese sono le città, piccole e grandi, e che lo sviluppo del Paese, il pil, si fa nelle città – ha detto de Magistris -. Ma i tagli però pesano proprio sulle città”.

Città che “sono centri di innovazione sociale e dove si risolvono problemi e si esprime un pensiero politico libero – ha detto il sindaco Sala -. Le grandi città fanno paura perchè sono libere e indipendenti. Io e de Magistris non abbiamo in tasca tessere di partito e viene fuori una visione certamente più genuina”.

“L’asse Milano – Napoli può essere un baluardo democratico contro l’onda nera, un governo nero” ha sottolineato de Magistris. “Perchè questo governo non è verde, che è il colore dell’ambiente, nè giallo che è un colore luminoso: non può mai essere giallo un governo che pensa di abbattere chi ha la pelle nera”, ha aggiunto. “Milano e Napoli stanno dimostrando, con i porti aperti e le manifestazioni di piazza, che c’è un Paese reale e diverso da quello descritto dal governo Salvini e Di Maio”, ha spiegato il primo cittadino di Napoli.

“Quando sarà il momento ci faremo trovare pronti, o a scadenza naturale oppure, se dovesse cadere il governo in autunno, io sicuramente sarò uno di quelli che si candideranno a guidare il Paese” ha dett de Magistris, a margine dell’incontro a Milano con Sala, rispondendo a chi gli ha chiesto se l’asse Milano-Napoli si presenta come alternativa alle forze di governo. “Non credo che l’alternativa politica in questo momento possa essere rappresentata da chi è la causa della nascita di questo governo. Se invece si metterà in campo una rete di sindaci, amministratori, associazioni, allora forse questo potrà portare anche ad una crisi del governo – ha aggiunto -. Anche perchè il M5S è in caduta libera e nel giro di un anno ha fatto diventare leader Matteo Salvini, lo si avverte tra gli elettori dei 5 stelle e noi dobbiamo fare presto a costruire una alternativa”. “Sono impegnato a farlo anche fuori dai confini della mia città, mi metto a disposizione, stiamo lavorando per costruire l’alternativa – ha concluso -. Non si riparte dal centrosinistra ma da qualcosa che l’Italia non ha mai avuto. Ci vuole tempo per costruirlo ma ci faremo trovare pronti. Con il sindaco Sala abbiamo delle divergenze ma è il momento, se devi creare un campo largo, di farlo anche con chi la pensa diversamente da te”.

“Il 22 giugno faremo questa iniziativa con cui creeremo una flotta napoletana. Dopo la polemica dei porti chiusi e porti aperti è scattata una forma di solidarietà e abbiamo raccolto 150 mila euro di donazioni” ha detto il sindaco de Magistris, parlando dell’iniziativa con cui la città si è mobilitata contro la chiusura dei porti alle navi delle ong che trasportano migranti.

“Saranno circa 400 le imbarcazioni in mare – ha detto parlando nel corso di un incontro con il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nella sede del Comune -. Un modo per dimostrare che fra terra e mare c’è un percorso che unisce. Il mare non deve essere di sangue, odio, violenza, ma è una risorsa straordinaria – ha concluso -. Napoli non riesce proprio ad essere respingente, questo vento del razzismo mi auguro che a Napoli non prenda mai”. Tra Napoli e Milano, i due sindaci hanno confermato che ci saranno progetti comuni nel campo della cultura, della ricerca, della innovazione assieme. Insomma questi due incontri, a Napoli e Milano, hanno fatto nascere sicuramente un asse di collaborazione tra le due metropoli italiane che sono certamente non favorevoli a questo governo in carica. Due delle tre (Roma Capitale) più importanti del Paese.

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Sanità a Napoli, ancora atti vandalici al San Giovanni Bosco

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Una serratura forzata ed una vetrata danneggiata. Sono gli ultimi due atti intimidatori che hanno come bersaglio l’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli e che, secondo il commissario dell’ASL Napoli 1 Ciro Verdoliva, “sono tentativi di marcare il territorio da parte di chi fino a poco tempo fa svolgeva attivita’ illecite o non autorizzate all’interno dell’ospedale”. Gli episodi di stanotte che hanno interessato un vetro dell’ex bar e la porta della direzione amministrativa seguono altri atti vandalici, l’ultimo dei quali l’allagamento di alcuni bagni con liquami fuoriusciti dai servizi igienici. ”Da quando abbiamo chiuso il bar che svolgeva senza autorizzazione l’attivita’, rimosso i distributori di merendine abusivamente istallarti nei reparti e allontanato i parcheggiatori abusivi che si erano appropriati dei piazzali antistanti siamo stati continuamente oggetto di queste intimidazioni. Vogliono riappropriarsi del territorio – conclude Verdoliva – ma non lo consentiremo perchè noi tutti, gli uomini e le donne che qui come altrove in citta’ svolgiamo professionalmente la nostra missione, siamo piu’ forti di loro”.

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Cronache

La sorella del capo del clan dei Casalesi Michele Zagaria non è una mafiosa, assolta dall’accusa di associazione per delinquere: è in carcere per ricettazione

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Assolta, in Appello, dal reato di associazione di stampo mafioso Beatrice Zagaria, sorella del capoclan Michele Zagaria, arrestato dopo oltre 16 anni di latitanza. E’ la sentenza emessa poco fa dalla V sezione della Corte di Appello di Napoli (presidente Luisa Toscano) nell’ambito del processo sugli “stipendi” alle cognate del boss. Beatrice Zagaria, attualmente in carcere, è stata condannata a tre anni per ricettazione. Il legale di Beatrice Zagaria, l’avvocato Angelo Raucci, ha annunciato di fare istanza di scarcerazione per la sua cliente. Nel procedimento giudiziario figuravano sul banco degli imputati anche le mogli di tre fratelli di Michele Zagaria (Pasquale Carmine e Antonio), Francesca Linetti, Tiziana Piccolo e Patrizia Martino, alle quali i giudici di secondo grado hanno inflitto una condanna a due anni di reclusione (pena sospesa) per ricettazione. Assolta anche Paola Giuliano, moglie di Aldo Nobis, ritenuto elemento di spicco del clan dei Casalesi.

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Cronache

Accusata di avere tentato di avvelenare la figlia, assolta madre

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Assolta perche’ “il fatto non sussiste” Marina Addati, la 31enne di Napoli accusata di tentato omicidio per avere somministrato alla figlia di tre anni per due volte droghe e sedativi con il biberon mentre la bimba era ricoverata all’ospedale Bambino Gesu’ di Roma. Lo hanno deciso i giudici della quinta sezione penale dopo una camera di consiglio durata quasi tre ore. La Procura aveva sollecitato una condanna a 12 anni e mezzo. Durante la lettura della sentenza la donna e’ scoppiata in lacrime abbracciando il marito. La vicenda giudiziaria per Addati,pero’, non si chiude qui: la donna e’, infatti, sotto inchiesta a Napoli in quanto accusata di avere tentato di “avvelenare” anche la sua figlia piu’ piccola usando le stesse modalita’. La donna venne arrestata nel gennaio del 2017 e il Tribunale per i minori di Napoli chiese ed ottenne la sospensione “dell’esercizio della responsabilita’ genitoriale” nei confronti della donna e del marito.

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